sabato 1 settembre 2018

Segnalazione 4













Sempre sul “contagio”[1], vi è un altro scritto interessante, da segnalarsi (testo, peraltro, citato en passant in qualche vecchio post: J. London, La peste scarlatta, Edizioni di Ar, Padova 2016.
Tale pubblicazione raccoglie due racconti di Jack London: il primo, che dà il titolo a tutto il libro (“La peste scarlatta”), ed il secondo, intitolato “L’invasione senza precedenti”.
Si tratta di due scritti dove s’immagina un futuro – scritti rispettivamente del 1912 e del 1910 – dove la civiltà crolli, anche in seguito all’espansione della Cina, locus communis dell’inizio del sec. XX, il famoso “pericolo giallo”, ossessione della Germania guglielmina (se ne parla nel secondo racconto di London). Ma non è poi troppo lontano dal nostro presente, anche se, all’epoca, pensavano ad un’invasione non di tipo economico.
Nel primo racconto, si parla della “peste scarlatta”, questa nuova malattia, che distrugge la civiltà. Dopo la Prima Guerra Mondiale l’epidemia della febbre detta “spagnola” sembrò quasi confermare London. Dovremmo, invece, pensare ad un “contagio” sottile, piuttosto che meramente una malattia corporea.













Andrea A. Ianniello















2 commenti:

  1. Il contaggio sarebbe già iniziato, a quanto vedo "in giro"...
    Oltre ai comportamenti sempre più folli di questa società e degli individui che la compongono, ciò si evince pure dalle produzioni artistiche: ovunque è un proliferare di serie tv con città abitate da zombie, vampiri e compagnia bella.

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    1. In effetti, è così, il contagio è certamente iniziato – e non da ieri, vi è stato un processo di “acclimatazione”, **anche** per mezzo di film – e, diciamo, siamo non solo in una fase avanzata, ma prossimo ad un cambiamento di livello, un “salto di qualità” che, poi, è il punto essenziale.
      Ma non precorriamo troppo ….

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