lunedì 30 maggio 2022

Fra due “ondate”, un link

 

 

 

Fra due “ondate” di calore, uno scritto, forse, interessante o utile, cf

https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2022/05/frasa-111-es.pdf

 

 

Peraltro è dal 2014, praticamente 8 anni, che non si vede una estate davvero fresca, significativo

 

 

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martedì 24 maggio 2022

Come sì, uno…pure no…

 

 

 

Il “Papa angelico” – identificato con Celestino V – e l’ Imperator escatologico – identificato prima con Federico I Barbarossa e, poi, con Federico II – appaiono insieme, ed insieme sono inattingibili: non a caso le due figure testé ricordate sono - e rimangono - “controverse”, come si dice oggi, a testimonianza dell’ inattingibilità ed intangibilità  dell’ “ideale” ultimo (chi ha orecchie per intendere, IN TENDA [vada]).

 

Federico II si “rese conto” – alla “fine” – che non sarebbe mai stato “lui”, quell’ “Imperator eschalogico”, che aveva fallito, che avrebbe fallito per quanto avesse fatto sforzi? Sì, se ne rese conto. Ed anche Celestino V si “rese conto”, non per questo nessuno dei due si astenne dall’agire, però. E questo la dice lunga.

Celestino V non si “rifiutò” e basta, nonostante quel che ne scrisse Dante nella sua Commedia (ma qui Schuon correttamente analizzò il problema). Cosa provò l’ultimo Gran Maestro dei Templari di fronte al fuoco che e ardeva le carni? Anche lui “seppe”? Sì, senza dubbio. Non per questo non accettò la sua sorte, anzi, al contrario! Questo appunto volevo dire: la sordità degli altri non implica che noi non dobbiamo “fare la nostra parte”, anche se l’incomprensione dei secoli coprirà il nostro nome, anche se saremo totalmente dimenticati ed obliati, e sarà come se mai fossimo esistiti. Perché? Perché è giusto. E “lascia dir le genti”, diceva lo stesso Dante (peraltro anche Marx citò, se non ricordo male, questa frase dantesca).

Il sogno di Celestino V del “Papa angelico” non si è realizzato: non si realizzerà mai.

Il sogno di Federico II dell’Impero “escatologico” non si è realizzato: non si realizzerà mai.

Il sogno dei Templari di un qualcosa che “andasse oltre” sia Regnum sia Sacerdotium non si è realizzato. Di nuovo: non si realizzerà mai. Anzi, diede inizio a tante deviazioni, tra cui, poi, di seguito, dopo altri tradimenti, alla Massoneria. Così come il “Papa angelico” è servito a giustificare politiche accentratrici da parte papale, come l’Impero “finale”, a sua volta, è stato strumentalizzato al supporto di questa o quella dinastia e, poi, al supporto di politiche nazionalistiche, quando mai – dico mai – esso ha anche lontanamente avuto un senso “nazionalistico” in un senso qualsiasi di tale parola.

Come se nulla fosse successo, allora, tutte cose non dimenticate, ma stra dimenticate, per non dire negate? No, perché ogni cosa lascia una traccia, per labile, debole, flebile ch’essa sia. Per inutile che possa essere. Possiamo parlare di queste cose, infatti, solo perché qualcuno **c’ha “speso” la sua** vita, e una volta spesa, è fatta: nessuno gliela ridarà indietro. Ha fatto bene o ha fatto male? Chissà, difficile rispondere, sentiamo però che ha realizzato un qualcosa che andava oltre lui stesso, non un mero destino discendente. Però attenzione a ciò cui “dai” la tua vita; sia ben chiaro: non amo la retorica, non ogni causa è uguale: si deve sempre vedere “per chi” e per “cosa” si “spende” la “vita intera”: a favore dello spirito, di ciò che è superiore, oppure a favore di ciò che è inferiore, come la quasi totalità delle cose di oggi? Perché la vita, in ogni caso, la si spende, ed anche chi la usa il meno possibile – e fa benissimo – comunque non può non “spenderla”, non può non “consumarla”. Sta’ quindi attento a cosa “dai” la tua vita! Per cosa la “spendi”, attento dunque!

Questo c’introduce al “passaggio al limite”.

 

 

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

 

giovedì 19 maggio 2022

In relazione ad una recente notizia …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma veniamo al “passaggio al limite”. In tal caso, in relazione ad una notizia che senza dubbio, sta passando sottotono, dato che l’emergenza globale, dal Coronavirus, è passata oggi alla guerra in Ucraina (e poi ve ne saranno altre, come s’è detto, e più d’una volta su questo blog). Il fatto, cioè, che il 18 maggio vi sia stata un’audizione pubblica, la prima dopo ben cinquant’anni!, al Congresso Usa, sugli Ufo, dove il Pentagono – di fatto – è stato, in pratica, forzato dalla situazione ad ammettere che il “fenomeno Ufo” – che ora chiamano “Uap” e che credono, dopo averne cambiato il nome, che ne sia cambiata la natura (ah ah, mi fanno ridere soltanto) – è da loro conosciuto da tanto tempo e che, negli avvistamenti (144: 12 al quadrato …) dal 2004 ad oggi, solo uno ne son riusciti a spiegarselo con cause “naturali” cosiddette. Naturalmente, si chiedono cosa “diavolo” siano, e si chiedono, manco a dirlo (ossessione!), se siano “armi segrete” di “Russia e Cina” (e qui siamo alle solite: il lupo americano perde il pelo, ne ha perso molto, ma il vizio non lo perde). Lasciate stare, “amici ‘amerikani’” – col kappa, eh! –, lasciate stare: non sono “armi segrete” russe o cinesi (che ce ne possono essere, ma, in tal caso, si tratterebbe di ben altri fenomeni, si tratterebbe di cose umane: invece i “dischi volanti” non “volano”, e, se anche “cadono”, in effetti “cade” un “qualcosa” fatto di strane “stagnole”, specie di “alluminio”, insomma cose per bambini sostanzialmente: cose che non volerebbero mai e poi mai, se seguiamo le famose “leggi dell’aeronautica”!). Lasciate stare, dunque. Tutto questo serve a dire che non è “certo il Pentagono” dietro queste cose: super stra ovvio! C’eravamo arrivati da tempo, da tanto, ma tanto, ma tanto e davvero tantissimo tempo!

E non lambiccatevi, del tutto inutilmente, il cervello, sempre ammesso sia in funzione, cosa che, visti gli ultimi eventi, è molto ma molto dubbio (viste le chiare intenzioni espresse): non sono “fenomeni” causati da una “tecnologia di ‘nuova generazione’”. Ed anche gli ufologi, che amano, in tal caso, parlare di “tecnologia extraterrestre”, si votano alla classica “fatica di Sysipho” perché … gli “extraterrestri” NON HANNO “tecnologia”! Piccolo particolare, scomodo! Ma È pur VERO che gli “Ufo” son attratti dai campi generati dal nucleare, per fare un esempio, quindi mi starei attento a pianificare (o solo considerare) di “bombette nucleari (**cosiddette**) ‘tattiche’”, da qualunque parte provengano, perché si son verificati episodi – non confermati – nel corso dei quali dei cosiddetti “Ufo” son intervenuti, fermando del tutto impianti nucleari, di “uso” cosiddetto “civile” o cosiddetto “militare” che siano …

Quindi si mettano l’anima in pace: non sono in grado – neanche lontanamente – di nemmeno avvicinarsi a “capire” (come dicono loro) “cosa sia” questa “(non) tecnologia”, del tutto priva di “know how” (ed anche di “how know”), e che li farebbe “howl” (latrare, ululare), ma non come “owl” (civette) … quelle dei “Bohemian Grove” … Lascino stare lor signori, dunque: non è cosa per i loro dentini da latte. Se “vengono” i cosiddetti “Ufo” è per cause a loro interne; se “lasciano”, pure; se agiscono in un tal modo, anche; e, se agiscono in un tal altro modo, pure. In una parola; non hanno alcun controllo sul fenomeno. E questa, questa è la VERA RAGIONE di tutti i loro comportamenti, che non sanno che pesci pigliare al riguardo: e per questo prima nascondono, poi ammettono quando non serve più, però per difendersi da dei “sospetti”: i soliti “complottismi” isterici che non han niente a che spartire con la realtà. Peccato, perché nessuna cosa che possano “fare” gli servirà mai: la risposta è così misera, così ridicola rispetto a “ciò” che – davvero – hanno di fronte, così lontano ed estraneo dal “modo di pensare moderno” com’è il “fenomeno” … Insomma, niente da fare: ottusità “doc”.

Prima di “fare” questo, o “fare” quello, dovrebbero cercar di capire COSA “sia” questo detto “fenomeno”, ma, per poterlo capire, prima cosa da “fare” (davvero) sarebbe il mettere in questione IL LORO modo di pensare, il che, come si sa, è, del tutto, IMPOSSIBILE. Peraltro vi è questo passo interessante relativo alla (sedicente) “tecnologia” – la “**non** tecnologia” – dei cosiddetti “Ufo” (a quanto pare detti ora “Uap”, un nome, quest’ultimo, che fa solo ridere): «In effetti qui siamo proprio al cuore del problema, poiché, secondo Jacques Vallée, una delle tappe del piano è la diffusione della credenza negli extraterrestri. E conclude giustamente che questa credenza nei visitatori dallo spazio “è ancora una trappola, con cui il fenomeno dà di sé stesso una spiegazione accettabile pur mascherando la natura della tecnologia adoperata, infinitamente più complessa e forse inimmaginabile [diciamolo pure: inimmaginabile] per l’uomo contemporaneo”», J. ROBIN, UFO: la grande parodia, Edizioni all’Insegna del Veltro, Parma 1984, p. 72, corsivi e grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre. Naturalmente, tornando alla questione del legame tra “Ufo” e “nucleare”, i membri direttivi “americani” ci chiederebbero “come funziona”, in cerca del “know how”, e mai – dico mai – si renderebbero conto che la stessa domanda è sbagliata, e non può avere risposta, non per una sciocchezza burocratica (in pieno “style” Italia), ma perché NON c’è alcuna “tecnologia”, e NON sono “macchine” in senso moderno, cioè non sono “unità” composte di vari procedimenti posti assieme, “dispositivi” (“device”) che funzionano DEL TUTTO separatamente da chi li usi. Il fenomeno “Ufo” NON funziona così (cioè: NON funziona “DEL TUTTO separatamente da chi usi” i “dischi volanti”), e ciò per ragioni di principio, che vanno presupposte (se uno vuol “capire” il “fenomeno”, sennò si rassegni: non può capirlo, non l’ha capito in cinquant’anni di “studi” e non lo capirà nemmeno in cento anni di “studi”!). E dunque trattasi di una “tecnologia” che, volendo far dei paragoni – sperando non siano completamente malintesi –, può aver dei paralleli col cosiddetto Vril di Bulwer Lytton “piuttosto che” (che non vuol dire: “anche”, ma vuol dire: “invece di”, è cioè disgiuntivo e non congiuntivo …) con la tecnologia meccanica, ed anche con la tecnologia  elettronica!, di oggi. 

 

 

Il “passaggio al limite” …

 

 

Andrea A. Ianniello