domenica 31 marzo 2019

Guénon amava sempre citare questo detto – assieme ad un altro – ….













Guénon amava sempre citare questo detto – assieme ad un altro[1] –, ed è: Vulgus vult decìpi (“il volgo vuol essere ingannato”); al quale si risponde, necessariamente: ergo decipiàtur (“dunque, sia ingannato”).

Viene attribuito al cardinal nipote di Paolo IV Carafa, cf.
https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Carafa_(cardinale)  davvero un bel tipino, questo cardinal nipote di Paolo IV Carafa .... –.
La forma originale, però, sarebbe questa: cf.
https://it.wikiquote.org/wiki/Carlo_Carafa.
In ogni caso, questa è la forma più nota, probabilmente apocrifa, basata sul detto effettivo (questo non avrebbe “vulgus”, ma invece “mundus”); ecco la forma più nota, con “vulgus” e non “mundus”, dunque: cf.
https://it.wikipedia.org/wiki/Vulgus_vult_decipi,_ergo_decipiatur.




Andrea A. Ianniello












[1] Ed è: corruptio optimi pessima.







VB





(Fotografie da Villa Borghese, del 25 marzo 2019, 
un raro lunedì bello)

Tronchi tagliati, come conseguenza dei recenti, forti venti


Idem





Il Globe Theatre di Shakespeare, ricostruito,
ora chiuso ancora



Idem



Il tempietto settecentesco ad Asclepio






Il tempietto settecentesco ad Asclepio


Idem






Il tempietto settecentesco ad Asclepio


Idem



Idem



Idem



Idem



Idem



Idem



Idem



Idem
La luce soffusa della prima mattinata dà una particolare atmosfera



La luce soffusa della prima mattinata dà una particolare atmosfera



Il tempietto settecentesco ad Asclepio


Il tempietto settecentesco ad Asclepio


Luce soffusa



Il tempietto settecentesco ad Asclepio



Tartarughine


Idem


Idem, particolare di de tartarughine


Tartarughine



Luce soffusa



Idem



Simbolo interessante scolpito


Idem



Idem, particolare




Idem



Nome del viale, in luce soffusa


Luce soffusa















sabato 30 marzo 2019

ITER “OBBLIGATUM”, dal XX al XXI secolo? … punto d’ “indecidibilità” raggiunto? …

















Ed dunque, l’ iterobbligato” – dal XX° al XXI° secolo – è quello dal “New Deal” al “No Deal” … ? ?
Vi sarebbe di che pensarlo …
Guardando le ultime notizie (“I can’t believe the news today”). La “sindrome inglese” – altro che sindrome cinese!! – sta sempre più prendendo piede nel mondo, ma in Europa è sempre più dominante. Il vuoto di leadership, dove si sta in attesa spasmodica di ogni minimo “soffio” da parte di minoranze rumorose o di maggioranze silenziose, divenendo sempre più incapaci di partorire una decisione, qualsiasi decisione.
Il grado sottozero della politica, seguito della fase di simulazione analizzata da Baudrillard, dove la politica simulata porta a quel che già, in qualche post precedente, ho chiamato “il punto d’indecidibilità”, quando qualsiasi cosa fai, non fai nulla, quando qualsiasi decisione si equivale a zero. Il punto d’indecidibilità, appunto.
Tale punto è irreversibile, non si può revertere, cioè far rigirare sul “vertex” perché si torni indietro. Ritornare indietro proseguendo un moto è detto revolvere, donde il termine “revolutio”, la “rivoluzione” dei moti celesti, appunto.
Se si è raggiunto tal punto, nessuna rivoluzione più è possibile, né, allo stesso modo, una guerra che modifichi le situazioni in modo sostanziale, come ogni – vera – guerra nella storia poi ha fatto. No, ogni conflitto conferma la situazione precedente, e basti girarsi nel mondo che si vedrà confermata questa diagnosi, diagnosi che non è la terapia, ovviamente. Il discorso sulla terapia ci porterebbe molto lontano, e non vi sarebbero “orecchie per intendere” oggi, concretamente.  





                                                   
Andrea A. Ianniello

















giovedì 21 marzo 2019

“GIACCA ‘et’ CRAVATTA” …. ovvero: sul Brexit














Certo: giacca e cravatta, come gente **credibile**, nientelunatic fringe”, l’ “ordine” neoliberista è finito, con cosa lo riempiamo??

Ecco il problema; e la risposta: “torniamo al sec. XIX” è insufficiente, noi, però, siamo nella fase in cui c’è quest’ ultima illusione.

Ed è il risentimento che oggi domina, esso impedendo qualsiasi azione contraria, che può esser solo, come da me detto altrove, un mythos.

Non ci si può, infatti, opporre al sentimentalismo scatenato – ed amplificato dai “social media” – per mezzo della ragione, nella nostra “fase infrarazionale del ciclo (umano)” (Aurobindo): mythus necesse est. E l’Europa deve tornare – in modo diverso: non copiando, niente citazioni o riporti letterali, please, che non servono a nulla!! – deve tornare (in modo diverso), si diceva, ai suoi miti fondanti premoderni, non moderni, cioè. La vicenda della modernità, infatti, si è ormai chiusa, ma è ovvio che la modernità nasce dal premoderno, dunque vi è un legame storico, ed è altrettanto evidente che il “ritorno a Roma (antica)” sognato da Evola & C., è, di fatto, impraticabile. Resta, come pensava Guénon, il Medioevo, ma da non ripetere uguale, come invece i nostri cari sognatori impenitenti, ed altrettanto impotenti, amano fare. Vi sarebbe tutto da fare, da ripensare, insomma. Intanto, tuttavia, il risentimento non permette nulla. Nel frattempo, lo stolto risentimento delle stupide classi medie che hanno così sostenuto la mano che e doveva portare al macello ed ora, fuori tempo massimo (niente Circo Massimo, anzi, circhetto stantio e misero), si arrabbiano, il risentimento, si diceva, non permette alcunché: chiude i residui spazi ed occulta le vere fattezze.  



PS. Intanto, la gestione della cosiddetta Brexit non fa che dimostrare il vuoto spinto in cui sta sempre di più l’Occidente postmoderno, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/01/la-gestione-della-brexit-non-fa-che.html.









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