venerdì 17 marzo 2017

Frasi - “forze” - ‘utoli’ ....


I.



“Frase-Chiave”      

“Hai dimenticato lo scopo della lezione (…) Ti sei bloccato. Quando pensi di mettere in mostra quel che sai fare o di sconfiggere un avversario, l’autocoscienza interferisce con l’azione (…) La sensazione di essere tu ad agire dev’essere assente (…) Adesso hai la chiave per risolvere l’antico koan zen: ‘Quando lo cerchi non puoi trovarlo’” (da un libro di Hyams, in: Winston L. King, “Lo Zen e la Via della Spada”, Ubaldini 2000, p. 273, corsivi di King).

Così King commenta il passo appena citato: “Per l’ennesima volta, viene messa in risalto l’utilità di vivere nel presente (il passato è morto, anche l’attimo appena trascorso), di fare solo una cosa alla volta, dedicando con naturalezza e spontaneità tutta l’attenzione al compito imminente (…). Secondo un’altra lezione appresa durante una competizione (…), quando si perdono le staffe, si perde l’autocontrollo e la capacità di dominare la situazione presente, di qualunque genere essa sia” (ibid., p. 274).

In ogni caso, l’influsso dello Zen su queste posizione è detto da King “implicito” (ibid.), tuttavia valido e diffondibile ampiamente proprio – anche – per questo.

Apparente paradosso…



II.



“Io vado a mani vuote

e tuttavia

stringo in mano

la vanga.

Io me ne vado a piedi

e tuttavia

son sul dorso

d’un bue”.

(Fudaishi)




III.




“La Trasformazione Universale… La Trasformazione Universale…”


“Lasciarsi dominare dai beni di questo mondo e corrompere con la volgarità la propria natura è davvero come camminare sulla propria testa”  (“Zhuang-zi [Chuang-tzu]”, Adelphi 1982, p. 142).

“Il Santo comprende l’intrico del mondo ed abbraccia l’universo senza sapere perché” (ibid., p. 234).

“Un principe non deve mostrarsi né trascurato né pignolo” (ibid., p. 240).

“Tutti conoscono l’utilità dell’utile, ma nessuno sa l’utilità dell’inutile” (ibid., p. 48).

Una volta Confucio andò da Lao-tzu, e gli chiese perché, pur lui – Confucio – affannandosi a diffondere il comportamento del principe basandolo su quello dei re santi della venerata Antichità, tuttavia nulla succedeva. Lao-tzu gli disse – dopo averlo chiamato “figlio mio” – che i Libri cui lui faceva riferimento erano le orme dei Saggi, ma non spiegavano il piede che ha impresso quelle orme stesse. “Kong-zi [Confucio] si rinchiuse in casa per tre anni; dopo di che andò a trovare Lao Dan [altro nome di Lao-tzu]. ‘Ho capito, adesso’ gli disse. ‘I corvi e le gazze covano le loro uova; i pesci si trasmettono la saliva; la vespa genera per metamorfosi; quando nasce il fratello minore il maggiore piange. E’ da molto tempo che non partecipo a queste trasformazioni. E come potrebbe, colui che non partecipa alla trasformazione, trasformare gli altri uomini?’.
‘Bene’ disse Lao Dan; ‘Qiu [altro nome di Confucio], voi avete capito’” (ibid., p. 134).








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