domenica 1 aprile 2018

Su d’una [NON Sud DUNA] ri-cor-renza “ASTRALE” (**non** HA STRALE): “date” – NON “dati” –








Da che la statua di Marc’Aurelio è stata posta in un luogo coperto[i], più non si ha un modo, anche solo in parte, “oggettivo” per poter “misurare” l’ effettivo andamento del Kali-Yuga. Ma – forse – ne rimane uno, e questo è il tema del presente post. Non sarà, tuttavia, un post molto breve – e me ne scuso – anche se ho cercato di “riassumere” – o “abbreviare”, avrebbe detto Leonardo –, per quanto sia stato possibile. Vi son temi che si rifiutano di comprimersi al di là di una certa soglia, oltre la quale non possono che cominciare a distorcersi. Vi son temi che non possono esser riassunti “in due parole”. Si è, però, cercato di “sunteggiare” o semplificare, nella misura del concretamente possibile. Con il limite detto qui sopra.

Ed iniziamo col ricordare un vecchio testo, che viene a proposito, però, nella nostra situazione presente. E questo tal testo dovrebbe – il “condizional” è d’ obbligo – consentire di poter “datare” il Regnum Antichristi, o, almeno, il suo inizio


Un antefatto.
Vi è la famosa visione di Jeane Dixon relativa alla nascita di colui che lei chiamava “il figlio del Faraone”, che a sua volta, sarebbe stato Akhenaton, il faraone che iniziò un nuovo culto. Dall’iniziale visione positiva, la stessa Dixon passò poi ad una visione negativa, ed identificò questa nascita con quella dell’ “Anticristo”. Veniamo a questo vecchio testo, dove, tra l’ altroudite, udite – si può leggere una siffattaperla” di sedicente “saggezza”: “Molti autori identificano la bestia apocalittica col marxismo, forza operante di separazione”[1]. Come no!, e s’è visto! Le cose son andate precisamente all’ inverso: la fine del marxismo ha poi “aperto” un cammino “apocalittico”, e quest’ultimo ben diverso da quello che i sedicenti “veggenti” si aspettavano: un cammino di lenta dissolutio, in luogo dell’ “explosion” che invece alcuni si andavano immaginando[2] Ed han ricevuto, invece, una cosa che non si attendevano, ma neppure nei loro incubi più lontani: la perenne implosione … 
Come diceva il testa della canzone “Gesualdo da Venosa”, di F. Battiato (del 1995): 
“Io, contemporaneo della fine del mondo/ non vedo il bagliore,/ né il buio che segue,/ né lo schianto,/ né il piagnisteo”. Spesse volte, infatti, si realizza quella possibilità che non si vede o non si crede possibile. Che non è finita, non è ancora finita: per niente.  
Ma qui non è questione di solo “misurare” quel che han detto certi individui, illusi dagli “specchi distorcenti” del dominio “sottile”, come avrebbe detto Guénon.
Qui di seguito si vedrà quel che può esserci di “buonononostante le illusioni cui son soggiaciuti[3]E torniamo così a Jeane Dixon (Medford, Wisconsin, il 5 gennaio del 1904, Washington D.C., il 25 gennaio 1997).


La “visione” di J. Dixon.
Ma veniamo al punto. “E’ […] interessante mettere in relazione la nascita dell’Anticristo con la profezia che la veggente Jeane Dixon ha espresso una decina di anni fa [rispetto alla data di pubblicazione di questo libro].
‘All’alba del 5 febbraio 1962, poco dopo le sette e un quarto, è nato in una località del Medio Oriente, l’uomo che sconvolgerà l’umanità, che fonderò una nuova religione diversa dal Cristianesimo, capace di avvicinare razze e popoli diversi. Comincerà ad espandere la sua influenza a coloro che gli son vicini e formeranno il primo nucleo di fedeli. Si metterà silenziosamente al lavoro assieme ad essi finché avrà compiuto 29 o 30 anni [ovvio riecheggiamento evangelico], allorché la forza e l’impatto della sua stessa presenza nel mondo comincerà a dare i suoi frutti. Aumenterà progressivamente l’influenza e le sue dottrine si diffonderanno usufruendo della macchina propagandistica degli Stati Uniti, il che gioverà alla sua causa in maniera impensabile.
Compirà anche frequenti viaggi in Nord America a causa della stretta collaborazione che gli sarà offerta dai dirigenti degli Stati Uniti.
Il potere di quest’uomo aumenterà immensamente fino al 1999 [anche queste date, la Dixon le rivedrà = le date non c’entrano con la cosa “vista”]. Allora ogni forma d’ostruzione [errore per “istruzione”] cristiana sarà quasi sparita e la gioventù sarà pronta alle dottrine che saranno diffuse. L’Anticristo conquisterà tutta la terra e saprà mantenerla in soggezione con le armi più aggiornate’”[4].
Nulla di tutto ciò è successo. Assolutamente nulla.
Anche se molte cose sembrerebbero “tarate” più sui guru, in gran voga negli Usa fra i ’60 e i ’70 dell’ultimo secolo dello scorso Millennio, piuttosto che una effettiva visione del futuro (gli anni Settanta, tra le altre cose, furono gli anni dei “culti”, soprattutto negli Usa, fase dominata da Nettuno in Sagittario). Insomma, è ricollegabile, di nuovo, all’epoca in cui avvenne la “visione”, piuttosto che essere un’effettiva “visione ‘nuova’”, e cioè del **futuro**.
Ma vedremo che non è del tutto così. Per ora, rimaniamo al fatto che nulla di quanto predetto dalla Dixon si è avverato … per lo meno nella forma in cui lei l’ha espresso …  
Dalla qual cosa se ne potrebbe dedurre che la Dixon ha “toppato” alla grande, come quella marea di gonzi, ed ottusi, che consideravano il marxismo l’ “Anticristo”, cosa che fa semplicemente ridere, e che dimostra la totale, assoluta incomprensione di che cosa sia il male “radicale”, che non è meramente il male “umano”: gli uomini, da soli, son perfettamente in grado di far tanto male, le dittature le hanno fatte gli uomini, e così le persecuzioni.
Il male “radicale” – o “diabolico” – ha un’ altra qualità.
Ma torniamo a noi, e non perdiamo di vista il fil rouge.
La chiave di volta – eventuale – sta nell’analisi astrologica che segue la citazione di questa nota visione della Dixon.
“Conoscendo la data esatta di nascita dell’Anticristo, molti cultori han cercato di tracciare un quadro astrologico della nascita di questo personaggio, trovando, in effetti, in quel preciso momento un cielo con qualcosa di eccezionale, e che sembrerebbe riflette il destino di un uomo destinato a rivoluzionare il mondo. Degno di nota ci è parso lo studio dell’astrologo Massimo Frisari, che ha tracciato in modo organico ed efficiente il quadro astrologico dell’Anticristo e che di seguito elenchiamo.
‘Il 5 febbraio 1962 una rarissima congiunzione di ben sette pianeti aveva luogo nel segno dell’Acquario.
Le posizioni planetarie erano, infatti, le seguenti:
Luna: transitava [nel]la seconda metà del segno dell’Acquario.
Sole: era circa a 16 gradi dell’Acquario.
Mercurio: era circa a 16 gradi dell’Acquario.
Venere: era a circa 18 gradi dell’Acquario.
Marte: era a circa 2 gradi dell’Acquario.
Giove: era a circa 18 gradi dell’Acquario.
Saturno: era a circa 3 gradi dell’Acquario.
Urano: era a circa 29 gradi del Leone.
Nettuno: era a 13 gradi dello Scorpione.
Plutone: era a 9 gradi della Vergine.
Lilith: era a 11 gradi della Vergine.
Le cose da considerare dal punto di vista astrologico sono:
Marte e Saturno sono strettamente congiunti [tipica figurazione “malefica” secondo l’antica astrologia, per esempio, un Tamerlano aveva probabilmente una tale configurazione astrale].
Sole e Mercurio sono perfettamente congiunti. Venere e Giove sono perfettamente congiunti [tipica figurazione “benefica”, come capacità di affascinare].
Plutone e Lilith [la “Luna nera”] son congiunti.
Giove è congiunto sia al Sole che a Mercurio.
Sole è congiunto sia a Giove che a Venere.
Nettuno è in aspetto di quadratura [negativo ma che, in una serie di aspetti “acquariani” così forti, non può se non esaltarne la portata “rivoluzionaria”] al gruppo Mercurio-Sola-Venere-Giove. Inoltre è sestile [buon aspetto] a Lilith-Plutone congiunti in Vergine. La Luna è congiunta al gruppo Giove-Sole-Venere-Mercurio [indice di gran successo e popolarità]. Grazie allo studio delle posizioni planetarie del presunto giorno di nascita dell’Anticristo, perveniamo a rivelare questa eccezionale personalità.
I fortissimi influssi dell’Acquario ci confermano che l’Anticristo, chiunque esso sia e qualunque sia lo scopo della sua venuta sul nostro pianeta, sarà un uomo veramente “rivoluzionario”, porterà nel mondo le sue idee ardite e sconvolgenti. Parlerà di libertà, dell’amore universale, di eguaglianza dei popoli e delle razze, vorrà contribuire ad una sorta di miglioramento sociale collettivo, operando una continua predicazione. Sarà un uomo tutto d’un pezzo assolutista nel pensiero e nell’agire; rifiuterà ogni compromesso coi suoi nemici spirituali, non perdonerà chi gli sarà contro, si vendicherà in modo violento [Marte e Saturno, più le quadrature di Nettuno: ideologia spinta all’estremo]. Sarà soprattutto un uomo ambizioso al quale premerà più di ogni cosa giungere alla meta prefissa e con ogni mezzo.
Nel tema natale è pure presente una certa dose di crudeltà [Marte con Saturno, e Plutone con Lilith] che potrà manifestarsi in episodi imprevisti e drammatici. Egli parlerà in modo convincente, equilibrato, ma non sarà sincero: tuttavia molti gli crederanno e lo seguiranno abbagliati dalle sue parole e dal suo magnetismo personale [Luna congiunta con Giove e Venere]. L’Anticristo sarà una specie di nuovo profeta che insegnerà il male presentandolo sotto una dottrina nuova e mai vista e mascherandolo con belle parole e pochi insegnamenti giusti. Tuttavia i suoi discepoli saranno numerosissimi, troveranno in lui una nuova fede, un sorta di rivelazione, un qualcosa che può sembrare una nuova religione.
Quest’uomo lotterà con tutte le sue forze per degli ideali ideologici e la sua incoerenza sarà quella di predicare l’amore, l’amicizia, la pace universale ma di agire in tutt’altra maniera: la sua battaglia ideologica [ideologica, va sottolineato] sarà violenta e sanguinaria. L’ammasso irregolare di pianeti in un sol segno son l’evidente sintomo che ad una personalità eccezionale si accompagnerà un destino eccezionale, tutt’altro che tranquillo e lineare ma caratterizzato da periodi di grande ascesa e dalla caduta finale’”[5].
Ora però, al di là del “tipo” di ritratto fatto, seguivano una serie di predizioni sulle date, tutte false, tutte inficiate dall’idea di base, errata: che questo fosse il giorno di nascita dell’Anticristo. Naturalmente l’ “Anticristo” non è nato quel giorno. Ed allora? Tutto da buttare? No se, però, lo reinterpretiamo da un tutt’ altro punto di vista.


Un diverso punto di vista.
Non consideriamo, allora, la data come quella di nascita dell’Anticristo, ma, invece, la data in cui nasce(va) “l’ età dell’ Acquario”, che qui, però, sarà concepita in termini e in maniera ben diversa da quella resa nota dalla famosa canzone “The Age of Aquarius”[6], tratta dal famosissimo musical “Hair”[7].
“Ho già avuto occasione di segnalare […] qualcuno degli errori che s’incontrano abitualmente a proposito della dottrina dei cicli […]. Da allora in questo dominio gli errori non han fatto altro che accrescersi, come ben dimostra l’articolo intitolato ‘I figlio dei fiori dell’Acquario’. A proposito degli Hyppies [sic!] l’autore scrive ciò: ‘Non si fa più politica ma si fabbrica una religione nuova del “tutto è permesso”[ii]. Si ricerca nella Gnosi e nella Kabbalah tutta una escatologia astrologica che fa entrare l’umanità nell’era dell’Acquario’. Ciò che non vien detto è che per il cabalista l’ Era dell’Acquario è quella del ‘Principe del Mondo’.
Alcuni degli hyppies si paragonano ai primi cristiani che convertirono il mondo pagano per costruire un ‘mondo nuovo’, posto sotto il segno dei Pesci. Gli hyppies dicono di essere il ‘popolo nuovo dell’era dell’Acquario’. […]
Vediamo innanzitutto quest’ ‘Era dell’Acquario’ di cui Paul Le Cour s’è fatto profeta e che i suoi discepoli, gli hyppies, considerano il tempo del ‘tutto è permesso’.
E’ certamente vero che l’era dei Pesci sta terminando e che il punto vernale [il “grado zero” della “casa zodiacale” dell’Ariete, dove inizia la primavera, in latino ver] si avvicina al segno dell’Acquario, implicando un graduale cambiamento della prospettiva spirituale dell’umanità. Solamente bisogna aggiungere ciò che i ‘figli dell’Acquario’ dimenticano o ignorano: 1) E’ detto nel Vangelo che la prossimafine dei tempi’ sarà immediatamente preceduta dall’ avvento dell’ Anticristo:
‘Ma prima sarà necessario che giunga il figlio della perdizione’ [per l’esattezza, la II Tessalonicesi di Paolo; tra l’altro, i primi scritti del Nuovo testamento non sono i Vangeli, ma le Lettere paoline].
E’ anche per tale ragione che i cabalisti identificano l’ era dell’ Acquario con il regno del ‘Principe del Mondo’, regno d’altronde effimero poiché secondo l’ Apocalisse [di Giovanni] non durerà che 42 mesi [e cioè i “tre anni e mezzo” famosi] (e non mille come annunciarono i dirigenti nazional-socialisti [molto interessante questa osservazione, in quanto si ricollega con ciò che tantissimi non amano vedere: il periodo nazional-socialista con il Regnum Antichristi, senza però, e questo è decisivo, che Hitler fosse l’Anticristo lui même, non lo era, né che il periodo nazista sia il Regnum Antichristi stesso, ma una sua prefigurazione per il senso, non per le forme concrete che prese, le quali sono irriproducibili, come qualsiasi situazione storica: molto importanti queste precisazioni]). Qualunque sia, l’Era dell’Acquario a cui ci trascina il turbinio della vita moderna è ormai vicina, solo qualche decennio ci separa da essa [diciamo che solo in parte ciò si è realizzato, i decenni si son espansi]: è forse per accelerare il prossimo avvenimento che gli hyppies hanno rigettato la morale cristiana per adottare quella del ‘tutto è permesso’? In ogni caso bisogna vedere in ciò uno stadio avanzato di quella disgregazione della civiltà moderna di cui R. Guénon aveva segnalato le prima avvisaglie nella ‘Crisi del mondo moderno’.
I poveri hyppies si fanno dunque molte illusioni quando pensano di rappresentare l’avanguardia della futura umanità, mentre in realtà non son altro che i prodotti tarati di un mondo corrotto […], sempre più materializzato ed ateo [e questa è uno dei classici errori di base: se solo fosse stato questione di “materialismo” ed “ateismo”, allora non sarebbe durata tanto]: ‘Quando Cristo tornerà troverà ancora fede sulla terra?’ [dal Vangelo di Luca].
2) La prossima fine dell’Era dei Pesci non somiglierà affatto a ciò che si è potuto vedere nei tempi antichi [e questo punto è quello decisivo]. In effetti il cambiamento dei segni zodiacali precedenti, dal Toro all’Ariete (2.300 a.C.) poi dall’Ariete ai Pesci (130 a.C.) si è effettuato in maniera insensibile, senza che il passaggio da un segno all’ altro fosse caratterizzato da un cataclisma. Ora, se si vuol credere ai Libri Sacri di tutte le tradizioni, la prossima fine dei tempi, che deve coincidere con la fine dell’Era dei Pesci, sarà cataclismica, poiché ‘Le potenze del cielo vacilleranno’. E San Giovanni annunciò nell’ Apocalisse che al di là di questa fine dei tempi vedeva ‘dei nuovi cieli ed una nuova terra’. Si è letto bene: ‘nuovi cieli’: non vi sarà più questione, all’inizio del nuovo ciclo, d’una qualsivoglia ‘Era dell’Acquario’!”[8]. In altre parole: l’ “Era dell’Acquario” è proprio questa fase di passaggio, in quanto, dopo, inizia un nuovo ciclo. Si è capito bene? Davvero? … non credo.
A questo punto, riassumendo, in breve: “l’ età dell’ Acquario” è l’ “intercapedine”, cioè la fase di passaggio tra la fine del “Grande Anno” – che coincide, ma non si equivale – alla fine dell’età dei Pesci, e all’inizio del Nuovo Ciclo. Insomma è qualcosa di simile al sandhya, il “crepuscolo”[9] ciclico, che “lega” due cicli, anche di grandezza e durata differenti, in quanto – se, da un lato, è impossibile che non vi sia una discontinuità – la discontinuità non può mai essere assoluta. Se lo fosse, sarebbe, infatti, la fine dell’ ultimo ciclo, e non di cicli diversi ed intermedi, seppur di durata ed importanze ben diversi, come s’è già detto. 
Se così è, dunque, quella data del 1962, l’ eccezionale congiunzione in Acquario, designa non la nascita di un individuo – che non sappiamo quando sia –, essa, al contrario, in questa interpretatio, denota l’ inizio dell’ “età dell’Acquario”, nel senso qui sopra detto.
Se così è, allora diventerà interessante quando Plutone passerà in Acquario. Perché? Perché la teoria astrologica sostiene che una configurazione diventa “attiva” quando uno dei pianeti membri – di quelli “lenti”, il cui “aspetto” dura molto tempo – passa su di un grado centrale in quella stessa configurazione. Si chiama “transito”.
E Plutone in quanto astro “infero” ha un ruolo importante. Va, però, detto che Plutone, in Acquario, è in “caduta”, e cioè al minimo della sua forza: la “plutocrazia” è al suo minimo di forza … Ricordiamoci però che sarà il “Regno dell’Anticristo” che potrà realizzare quel “controllo dei dati” e il “nessuno potrà vendere o comprare se non …” dell’ Apocalisse di Giovanni: ma questo implicherà che il sistema della Grande Prostituta sarà passato, ma non la dimensione di dominio che vi è dietro: essa cambierà forma, né i vari “uomini forti” saranno d’aiuto contro di ciò: basterà che si mettano d’accordo, e lo faranno.
Dunque allora: quando accadrà che Plutone passi sui primi gradi dell’Acquario? Ecco la domanda chiave.
Studiamo in modo distinto i pianeti lenti: prima Plutone, poi Nettuno e, infine, Urano, in ordine inverso a seconda della lentezza del loro moto – apparente, ovvio – ovvero visto dalla Terra. Dal più lento al meno lento. I pianeti lenti “denotano” le “epoche” molto di più dei pianeti “veloci”, che si muovono, nelle loro celesti “rivoluzioni”, ben più rapidamente, come vuole il loro nome, peraltro.
a) Plutone.  Ora, in base alle effemeridi, Plutone passerà brevemente in Acquario nel 2023, per, poi, tornare, con il classico moto “retrogrado”, ai gradi ultimi del Capricorno, per poi passare definitivamente nel 2024, e raggiungere infine il 2° grado dell’Acquario, dove c’è Marte e Saturno – nella figurazione del 1962 –, nel 2025: in tal modo, si renderà definitivamente “attiva”, in senso astrologico, la carta del lontano 1962. Plutone sulla congiunzione fra Marte e Saturno: dal punto di vista astrologico, si tratta di una congiunzione molto “malefica”. Ora però, il termine “malefico” non è affatto detto debba intendersi alla lettera, come “previsione” di chissà quali eventi negativi, com’è invece costume, spesso, in astrologia.
Potrebbe invece come segnalare un inizio, un inizio di un qualcosa di “malefico”, ovviamente malefico da un certo punto di vista. Questo sarebbe l’inizio del periodo famoso dei “42 mesi”, vale a dire dei tre anni e mezzo. Ed inoltre darebbe anche una spiegazione interessante, diversa da tutte quelle correnti, poiché queste ultime suppongono che il periodo dei “3 anni e ½” sia continuo. Mentre il gioco della “retrogradazione” darebbe piuttosto ad intendere che vi sia una fase di prima preparazione, poi con una pausa, e solo dopo questa pausa vi è la piena implementazione, che durerebbe, questa sì, tutti e tre gli anni: dunque il “½”, in altre parole, sarebbe distinto dai “tre anni”.
Come si sa, Saturno è il “mediatore” tra i pianeti “lenti” e quelli “veloci”. Ora però, nella carta del 1962 Plutone è in Vergine e, in quest’anno, Saturno è in Capricorno: esso sarà dunque “trino” alla posizione di Plutone nella carta del ’62, il che potrebbe parlarci di “preparazione” per il futuro, o anche previsione dello stesso.
Saturno passa sul nono grado del Capricorno – trigono a Plutone nella sua posizione del ’62 – due volte: prima fra aprile e maggio di quest’anno e poi nella metà di dicembre di questo stesso anno.
Di sfuggita – ma, comunque, ha la sua importanza, su cui però qui non ci si può soffermare per esigenze di spazio e di coerenza espositiva – va sottolineato che i pianeti, che nella carta del ’62 sono in Vergine, ricevono, dato che Nettuno è in Pesci, un’opposizione da parte dello stesso Nettuno: e ciò è già accaduto nell’anno scorso (2017) e sta riaccadendo questo stesso anno.

b) Nettuno. Nel ’62 era al 13° grado dello Scorpione; se oggi Nettuno è in Pesci – come s’è detto – diventa di una certa importanza quando Nettuno passi su questo stesso grado, in posizione di “trigono”. Questo è accaduto da febbraio all’inizio di marzo di quest’anno, e riaccadrà nella seconda metà di ottobre, tutto novembre e gran parte di dicembre, sempre di questo stesso anno, 2018. Va qui, però, precisato che si sta cercando “l’esatto grado”, che è un po’ andarsi a cercare il classico “pelo nell’uovo”, in quanto la teoria astrologica sostiene che una congiunzione “esatta” comprende anche i due gradi prima e dopo il grado preciso: in altre parole, occorre ragionare per “intorni” e non per periodi troppo precisi.
La teoria astrologica, poi, è ancor più complessa, in quanto sostiene che i pianeti “veloci” non è che non esistano, ed essi hanno il valore di una sorta di “canale” che fa sì che certi eventi si dirigano in determinati momenti del tempo, mentre i pianeti “lenti”, invece, a loro volta determinano dei periodi più vasti. Come si vede, la cosa non è affatto semplice. Qui si sta semplificando, con il semplice scopo di avvicinarsi a degli “intorni”, a dei periodi, senza poter individuare momenti precisi: sia detto con chiarezza.    
Potremo chiamar tutto ciò: “l’ombra degli eventi futuri”.

c) Urano. L’ unico astro in contrasto con l’ “ammasso”, “stellium”, nel linguaggio astrologico, è Urano in Leone. Ma si osserva che, in realtà, sebbene il segno del Leone sia opposto a quello dell’Acquario, l’effettiva posizione di Urano, nella carta del ’62, non “impatta” alcun altro astro in Acquario = non “equilibra” proprio niente. Non solo questo, ma c’è anche quest’altro fatto: che Urano è nel cosiddetto grado “anaretico”, o grado d’ indebolimento, il 29°. Secondo l’astrologia, poi, il passaggio da un segno zodiacale ad un altro – in questa immaginaria fascia zodiacale “tropicale” – avviene in maniera “discreta”, e cioè per mezzo di un discontinuum. In altre parole, non esiste un continuum zodiacale, ma si passa da un segno ad un altro in maniera “netta”. Prima del grado zero del segno successivo, però, si pensa che il segno precedente, e cioè al 29°, si “indebolisca”: ecco il grado “anaretico” o grado d’ “indebolimento” finale. Urano di trova dunque su tale grado: e ciò significa che la forza che può esercitare per bilanciare lo stellium in Acquario è minima.
Non solo, ma Urano è anche “trigono” alla posizione che aveva nella carta del ’62 – 29° grado del Leone – proprio in questo nostro periodo del 2018, da fine aprile alla prima metà di maggio. Vi ritornerà la seconda settimana di novembre e i primi mesi di dicembre. Inoltre, ancora una volta vi passerà nel 2019, l’anno prossimo, dalla seconda settimana di febbraio ai primissimi giorni di marzo. E, stavolta, il passaggio sarà definitivo.
Possiamo considerare, però, questo transito come quello della “riflessione” – seria e non “isterica” – sul tema del Regnum Antichristi, la cui “ombra”, come s’è detto, si sta già profilando: sappiamo, però, bene che ci devono essere tutta una serie di cambiamenti nel mondo come qui si è detto tante e tante volte. Nondimeno ci si può iniziar davvero a pensarci su. E, per riflessione non “isterica”, intendo qui che non si deve proiettare su tali temi le proprie impressioni.
O fissazioni. Cosa molto, ma molto difficilissima.
Tutto il corso della storia, infatti, milita contro una cosa del genere, in quanto, nel corso della storia, i temi detti “apocalittici” son stati precisamente quelli dove le proprie fissazioni od ossessioni hanno avuto libero sfogo. Ecco, tutto ciò non serve proprio a niente. E infatti, questo è il dazio da pagarsi: liberarsi dalle proprie fissazioni od ossessioni. Se così non si farà, alla fine, si mal intenderà. Ricordiamoci allora:
Tutto il corso della storia, infatti, milita contro una cosa del genere. Non è uno scherzo, né un pranzo di gala, non è un’esercitazione pittorica, men che meno è una festa oppure un pranzo di gala; ma non è neanche un atto di violenza, come vorrebbero in tanti, in troppi, ancor oggi.
        





“‘Nel Cuore del mondo v’è un Re che dorme, Signore dei sogni e dei regni, Signore delle vocazioni, degli archi e delle necessità, Signore infine dei cammini, delle vie e delle dimore. La Città d’oro in cui dimora è oggi molto lontana, fuori dal tumulto del mondo. Egli vi riposa, inaccessibile e sordo, poiché è il Re della Pace. Il suo Nome è sconosciuto, per lo meno il suo nome autentico. Tutte le tradizioni che lo conoscono, e sono molte, lo conoscono col falso nome che a lui piacque un giorno lasciargli.
Sarebbe anche nefasto chiamarlo col Nome temibile che realmente gli appartiene, così come tentar di svegliare il Re che dorme prima del giorno stabilito.’[10].



Andrea A. Ianniello






[1] Il nostro futuro secondo la profezia dell’Apocalisse, a cura di C. Marchiaro, Casa Editrice MEB, Torino 1980, p. 61. Si noti la data di pubblicazione.  
[2] Su questo cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.it/2018/03/qualche-considerazione-sulla.html, nota n°6. E’ il tentativo di riforma che l’attuale Papa sta tentando, e lo scacco che sta ricevendo, il punto vero, e che dimostra come la Chiesa sembri non riformabile, altro che un “ultimo Papa” consapevole della fine, che si rinchiude, o rinuncia: più il precedente, Benedetto XVI, sembrava così. Oggi è, piuttosto, il tentativo di andar avanti, e che viene bloccato, a “precipitare” la crisi, e non l’opposto. Quel che si realizza è sempre quel che nessuno prevedeva. Ed è sempre così. Detto con altre parole, l’ “apocalissi” non ha mai avuto un gran mercato in “politica”. L’apocalisse pone termine alla storia, non ha proprio alcun diritto di cittadinanza nella storia. E, nel caso in cui la storia dovesse davvero vedere i suoi “giorni finali” (che, come s’è detto in questo blog, sono e saranno ben diversi da tutte le prefigurazioni che, nella storia, ci si è fatto), precipita la situazione molto di più una riforma che non procede piuttosto di un rinchiudersi. Ma, tornando al punto in oggetto, spesso le interpretazioni più letterali si rivelano essere le più distanti da come, poi, si svolgeranno gli eventi.
Si veda, per esempio, come Flavio Giuseppe interpreterà la famosa – in quell’epoca – profezia, che, in quel tempo di solito, era interpretata in senso contrario a come, poi, si svolsero gli eventi effettivamente. Mai un ebreo “praticante”, mai avrebbe potuto immaginare, anche nel più lontano dei suoi sogni – o incubi – che il “salvatore” promesso potesse poi esser un imperatore romano, Vespasiano; 
cf. http://www.gesustorico.it/htm/fontinocrist/giuseppeflavio.asp.
[3] In un libro che segue delle altre illusioni, ma dove, comunque, c’è del “buono”, si possono leggere quelle che l’autore che verrà riportato a breve considera essere le “leggi” della “profezia”:
“1. La Legge del Compimento inaspettato.
L’esito che realizza la profezia è quello che nessuno ha mai previsto.
2. La Legge dell’Aspettativa Tradita.
L’interpretazione più ovvia si rivela sempre quella più lontana dal vero.
3. La Legge dell’Interferenza Pregiudiziale.
Idee preconcette e profezia non si armonizzano.
4. La Legge dell’Autocompimento.
Le profezie tendono in modo inesorabile al compimento.
5. La Legge dell’Esattezza Decrescente.
L’esattezza di una profezia decresce in ragione del quadrato del tempo che ancora deve trascorrere prima del suo compimento.
6. La Legge delle Funzioni che si escludono.
Profetare ed interpretare sono funzioni che si escludono.
7. La Legge del Disegno Profetico.
La chiaroveggenza del futuro è in grado di determinarlo.
8. La Legge dell’Impossibilità Inesistente (corollario della Quarta).
Se un evento può accadere, accadrà; se non può accadere, potrebbe farlo”, P. Lemesurier, Le profezie che guidano il mondo, Armenia Editore, Milano 1985, p. 38, corsivi in originale. In questo libro si supponeva che le “profezie” fossero un sorta di self-fulfilling prophecy, ma collettiva, un “copione” capace di influenzare in modo decisivo la vita dell’umanità – e che tal copione trovi sempre dei gruppi che vogliano realizzarlo, non riuscendoci però. Non riuscendoci mai.
Un altro spunto: “Non c’è da sorprendersi […] se la cronologia della Grande Piramide prevede, a partire dal periodo 2000-7, almeno una ventina d’anni di ‘blocco’ nel progredire della ‘civiltà’”, ivi, p. 272. Ancora sulla Dixon, che prima “andava di fretta” e poneva gli eventi a breve, poi, di seguito, è stata più ragionevole, dunque “– invertendo l’iniziale tendenza –”, ivi, p. 270, sosteneva che vi sarebbe stata “tra il 2020 e il 2030 la nefanda impronta di una ‘falsa filosofia’”, ibid., ovviamente, proveniente “da Oriente”, ibidem. In ogni caso, la visione del periodo fra il 2020 e il 2030 come quello “centrale” non è cosa da poco, considerato sia la serie di visioni “frettolose” che la stessa Dixon ebbe, sia le tendenze a risolvere tutto in poco tempo, tipiche degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.
[4] Il nostro futuro secondo la profezia dell’Apocalisse, cit., pp. 67-68, i miei commenti sono fra parentesi quadre. Si citava, poi, come possibile luogo di nascita dell’Anticristo, sia il Mar Rosso o il Mar Nero, seguendo così Baschera, cf. ivi, p. 71, sì quello stesso che si è citato più volte, in questo blog.
[5] Ivi, pp. 68-70, corsivo in originale, maiuscole in originale, i miei commenti fra parentesi quadre.
[6] Cf. https://it.wikipedia.org/wiki/Aquarius/Let_the_Sunshine_In.
Si osservi che, nella canzone, Marte sta con Giove, mentre, nella configurazione astrale del febbraio del 1962, Marte sta con Saturno …
[7] Cf. https://it.wikipedia.org/wiki/Hair.
[8] G. Georgel, Le Quattro Età della storia, introduzione alla concezione ciclica della storia, I Cerchio Editore, Roma 1982, pp. 62-64, corsivi miei; questo libro è, a sua volta, è una ripubblicazione dell’originale francese, che è del 1975. La prima edizione, sempre francese, infatti, è del 1949, tant’è che questa edizione presenta la Prefazione sia alla prima edizione, del 1949, ed anche la Prefazione alla seconda edizione. Tra l’altro, vi è una serie d’interessanti osservazioni cui si può qui solo accennare: vi si può solo accennare, in questa sede, in quanto l’approfondirle ci porterebbe inevitabilmente troppo lontano.
Ma vanno lo stesso “annotate”. Per esempio, quando Georgel cita una lettera di Guénon, laddove quest’ultimo gli dice che, sebbene l’andamento di ogni singolo “ciclo” (= Manvantara) sia discensivo, l’andamento dei Manvantara – settenario – non lo è altrettanto, e si susseguono sette discensivi e sette ascendenti, cf. ivi, p. 41. Noi saremmo però al termine del settimo, il più “basso”, il più “concreto” e il più “materializzato”, sempre secondo Guénon, dei cicli. E, personalmente, non ho alcun motivo di dubitarne.
Anche sulla divisione ternaria del Kali-Yuga, dunque le “età zodiacali”, note alla “storia”, – del Toro, dell’Ariete, ed ora dei Pesci –: “In una precedente opera abbiamo dimostrato l’esistenza di cicli storici e cosmici di 2.100 anni che regolano l’evoluzione ed il parallelismo di tre grandi civiltà mediterranee successive: egizio-caldea, greco-romana e franco-inglese. Abbiamo constatato che l’attuale civiltà franco-inglese s’evolve regolarmente con fasi analoghe a quelle della civiltà greco-romana”, ivi, p. 156, ove pone il termine dell’attuale ciclo intorno al 2030, data accettabile, cf. ivi, p. 157. Vale a dire: dopo il 2030 …  
La divisione “ternaria” ci parla anche delle “tre funzioni del ‘Re del Mondo’” però applicate allo “svolgimento ciclico”: cf. ivi, pp. 157-159. “E’ proprio la potente figura di Cesare che dominerà durante l’insieme di quest’ultimo ciclo di 2.160 anni di cui stiamo vivendo gli ultimi lustri, poiché l’eroe fondatore dell’Impero d’Occidente è Giulio Cesare, e i grandi imperatori di Roma e Bisanzio, quelli del Sacro Romano Impero Germanico, come pure quelli della Santa Russia, Napoleone I e Guglielmo II, tutti si considerarono i successori e gli eredi di Cesare, di cui alcuni giungeranno perfino a portare il nome di ‘Kaiser’ in tedesco e ‘Czar’ o ‘Zar’ in russo! Cesare era prima di tutto il supremo sovrano temporale del mondo mediterraneo, ed il suo titolo supplementare di Pontefice Massimo non ne fa tuttavia un capo religioso, simile in ciò al confucianesimo, non era nient’altro che un rito sociale e non comportava nessuna prerogativa sacerdotale […]. In tal modo il ciclo di Cesare, o dei grandi imperi temporali (Augusto, Traiano, Costantino, Giustiniano, Carlo Magno, Carlo V, Pietro il Grande, Napoleone, Guglielmo II, Hitler ecc. …), che va dal 330 a.C. al 2030 d.C. circa, si pone nel suo insieme sotto il segno del Mahanga [funzione “regale”, una delle tre funzioni sottoposte al “Re del Mondo”, quest’ultimo identificato, nel Medioevo, con il mitico “Prete Gianni”]. Questa predominanza del Mahanga durante il ciclo attuale è simboleggiata d’altronde dal celebre giudizio di Pilato durante il processo del venerdì santo [e, in questo tempo pasquale, non è di scarsa importanza il ricordarlo], i cui principali attori incarnano precisamente o rappresentano le tre funzioni polari del Re del Mondo, cioè: il Cristo Re, capo supremo […], il Sinedrio, che rappresenta l’autorità religiosa […] e infine Pilato, legato di Tiberio Cesare. Ora, chi presiede in questo giudizio che riguardava essenzialmente un puto particolare della religione ebraica, il messianismo; chi presiede il tribunale? Cesare stesso, nella persona del suo ministro Pilato. La conclusione è formale: il Sinedrio, cioè la gerarchia religiosa del popolo ebraico, riconosce la predominanza del potere temporale, cioè del Mahanga”, ivi, pp. 158-159, note mie fra parentesi quadre. Non a caso, dunque, questo blog è dedicato a Federico II, il quale, però, come detto più volte, segnala un inizio della trasformazione della sovranità. Infatti, ogni età di 2.160 anni può essere divisa, a sua volta, in tre parti. Non solo, m questa predominanza della “funzione” guerriera nasce da Oriente: “Durante questo periodo nell’altra estremità dell’Asia, la Cina era unificata sotto lo scettro di colui che è stato chiamato il ‘Cesare cinese’, Che-Houang-Ti [Shihuangdi], che aveva organizzato il Celeste Impero nel 221 a.C., cioè 175 anni circa prima della ‘fondazione’ dell’Impero Romano da parte di Cesare. Meglio ancora, per una curiosa coincidenza, si noterà che quest’impero è durato 2.133 anni (se lo si arresta alla rivoluzione del 1912) o esattamente 2.160 anni se si va fino alla fine dell’indipendenza cinese, al momento dell’invasione comunista del 1948 che ridurrà la Cina sotto l’influenza sovietica (almeno temporaneamente [dagli anni Settanta del secolo scorso, si sa, la Cina è di nuovo indipendente])”, ivi, p. 159, corsivi in originale, mia nota fra parentesi quadra. Una ultima nota, sempre di natura “pasquale”: Ponzio Pilato era di Capua, di famiglia sannita, la gens Pontia, e “pilatus” voleva dire che usa la pila, che non è una batteria elettrica, come oggi, ma la lancia. E si consideri … la lancia di Longino … Siamo, in effetti, ad un “nodo” dai molti echi … Su Pilato: “Un altro personaggio  con un nome sabello, anzi sannita, è Ponzio Pilato, il più famoso (o famigerato) di tutti i governatori provinciali, prefetto della Giudea dal 26 al 36 d.C.”, E. T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Einaudi editore, Torino 1985, p. 402, corsivo mio.
Sulle “età” zodiacali, ancora: “La storia universale è ancora moto giovane in confronto degli sviluppi geologici e cosmici. L’influsso delle costellazioni, il loro stile macrocosmico diventano particolarmente convincenti nei grandi svolgimenti. Ma solo in pochi casi ne abbiamo una qualche conoscenza, che comunque diventa tanto più vincolante quanto più la approfondiamo – Toro Ariete, Pesci ed ora tocca all’Acquario. Sono esperienze singolari – noi non conosciamo che una parte dei segni zodiacali e finora nessuno di essi è apparso una seconda volta. Certo, conosciamo il decorso di piccole unità, di unità propriamente umane, che chiamiamo civiltà e che Spengler ha ordinato in un sistema. Pr molte ragioni si rafforza intanto il dubbio che proprio la nostra non rientri nello schema, giacché essa sfugge alla disposizione ciclica, circostanza quest’ultima che potrebbe essere una conseguenza di un’accelerazione millenaria. Con ciò non s’intende dire che il movimento che al tempo stesso ci entusiasma e ci spaventa [il primo verbo va oggi coniugato al passato prossimo, l’altro invece rimane al presente] non sia in nessun modo subordinato ad un ciclo [lo è, però ad un ciclo superiore rispetto a quello dei segni] e corra […] secondo una progressione lineare verso l’ignoto. Probabilmente nell’universo non esiste movimento che non ruoti intorno ad un centro [vero, ma son cerchi di magnitudine, di ampiezza ben diverse]. Questa convinzione è stata propria della teologia […]. Per contro, l’idea di una progressione lineare è problematica. Se ora noi ci troviamo su un’orbita nuova o, detto altrimenti, subiamo un mutamento che non ha precedenti nella storia del nostro mondo e delle nostre civiltà, dobbiamo pensare che tale mutamento stia accadendo al di fuori della nostra coscienza. Nella misura in cui questa coscienza definisce la sua posizione come posizione di comando, il viaggio diventa incerto, insicuro, ambiguo. Al di fuori della coscienza non significa ancora che il mutamento avvenga anche fuori dell’esperienza. L’esperienza interiore è in relazione con la coscienza come la massa di un iceberg lo è con la parte emergente di esso. Ma noi possiamo penetrare con la coscienza nella parte interiore. A questo riguardo, nel nostro secolo [il XX] sono stati compiuto viaggi di scoperta che non hanno nulla da invidiare a quelli compiuti nelle profondità marine [Nettuno]. […] Qui riposa l’esperienza non soltanto dei decorsi storici, ma anche di quelli geologici, non soltanto delle esplorazioni temporali, ma anche di quelle extratemporali. Molto di ciò che si è formato nelle religioni ed anche nei miti sono in questo modo ha potuto entrare nel ‘saputo’. Rendere attiva questa esperienza è oggi il compito più importante”, E. Jünger, Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza, Multhipla edizioni, Milano 1982, pp. 267-268, corsivo in originale, i miei commenti son fra delle parentesi quadre.
[9] Qualcosa di simile, ma non lo stesso, il sandhya essendo iniziato con il 1999-2000-2001, mentre “l’età di passaggio” dell’ “Acquario” sarebbe iniziata in questa visione nel 1962. Ovvio che c’è anche una sorta di “riecheggiare” nel 2012, che ha però, avuto ben altro significato da quello ad esso attribuiti dai soliti ingenui. O gonzi …. Infatti, il 2012 ha segnato la fine del sistema economico com’era prima.
Ma – dell’ inizio del sandhya – ebbi “modulo” parlarne in un vetusto scritto, del 1999, di ben diciannove anni fa: Lettera aperta sull’Opera di Guénon.
[10] H. Montaigu in C Levalois, Princìpi Immemorabili della Regalità, Il Cerchio Iniziative Editoriali, Rimini 1991, p. 112.  









[ii] “La fascinazione che sprigiona da Tolkien proviene dal suo completo ripudio di questa tradizione sinistra [R. Graves e C. G. Jung son citati prima]. La sua fiaba non celebra il consueto signore della favola moderna, Lucifero, ma San Michele o Beowulf o San Giorgio [vero, ma il punto vero è se chi legge questa fiabe di Tolkien non abbia un’idea limitativa di questi “eroi solari”]. E accetta il destino di sconfitta che è inevitabile per l’ eroe solare [e com’è, allora, che chi segue tali cose si situi fra i vincitori? Forse, forse ha sbagliato l’obiettivo, forse “il male” è diverso da come la pensan costoro?]: vincitore è l’Anarca [fino ad un “certo” punto], come già nel Giardino, ma tanto maggior è dunque la purezza di chi lo combatte. Si è con lui agli antipodi di Powys che esalta un venturo Messia dell’ era dell’ Acquario, goffo, violento, puerile, svergognato, che oltraggia l’ordine dei sessi, della religione e della famiglia stessa. Si è agli antipodi di tutto ciò che in qualche modo si rifaccia anche a meno sinistra dottrina, anche soltanto a quella ‘provvisoria accettazione delle energie e della passioni pericolose’ che Keats suggeriva”, E. Zolla nell’Introduzione a J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Rusconi Libri, Milano 1982 (prima edizione: 1977), p. 7, corsivi miei, miei commenti fra parentesi quadre. Il “messia”, insomma, come l’han pensato, e continuano a pensarlo, tanti, dev’essere un “uomo d’ordine”, che sostiene la religione e la famiglia: insomma, il conservatorismo che ha vinto dalla fine degli anni Settanta e con gli anni Ottanta: strano che abbia sostenuto proprio ciò che credeva di criticare. Ma non passa per la più lontana anticamera di costoro quel che già illo tempore Guénon criticava: così, al massimo, si rallentano le cose, ma non è possibile cambiarne il verso.






1 commento:

  1. Tra l’altro, Urano in Toro passa sul 29° grado – d’ “indebolimento” – tra il 2025 e il 2026, dunque rafforzando l’idea dell’indebolimento dell’unico astro che si oppone allo “stellium” del 1962 in Acquario, e “significando” il 2025(26) con il suo passaggio di Plutone sullo stesso grado importante della figurazione astrale del 1962, di qui sopra.
    Interessante “coincidenza”, direi ….




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