martedì 11 aprile 2017

La situazione nel (del) “nostro” mondo ricorda un detto di Jeff Sparrow …






La situazione nel “nostro” mondo ricorda il famoso detto di Jack Sparrow: “Tutto quello che temevamo di subire dal comunismo, che avremmo perso la nostra casa, i nostri risparmi, che saremmo stati costretti a lavorare per salari da fame, senza nessuna voce in capitolo all’interno del sistema - è diventato realtà col capitalismo”[1].

E ricorda il detto di Aurobindo, di qualche annetto[2] fa, di prima - credo - della Seconda Guerra Mondiale: “In Europa, la democrazia è il governo del ministro di Stato, del deputato corrotto e del capitalista egoista, mascherato dalla sovranità occasionale di un popolino irresoluto. E’ probabile che il socialismo in Europa sarà [visto il tempo futuro, sembrerebbe una frase di prima del termine della Seconda Guerra Mondiale, nota mia] il governo del funzionario della polizia, mascherato dalla sovranità teorica di uno Stato astratto [e così è stato effettivamente, nota mia]. E’ chimerico chiedere quale dei due sistemi sia il migliore, è difficile stabilire quale sia il peggiore”[3].

Ora, però, siamo in grado di dire qual è peggiore, perché, mentre nel capitalismo si può parlare, si può esprimersi, si può protestare, nel comunismo non si poteva! Che grandiosa differenza! Oggi ti spennano, le ingiustizie sono all’ordine del giorno e lavori per salari da fame, mentre i tuoi soldi, salvo tu ne abbia davvero tanti, non sono affatto al sicuro. Ma, ecco la grandiosa differenza: tu puoi protestare! 
Ooooh! E ti puoi sfogare sui “social network”, e puoi persino pagare col telefonino senza fare le file alla Posta! Oooh! 
Queste son le cose che davvero ti cambiano la vita.

Però posso avere dei salari migliori o non essere spiato per qualsiasi acquisto faccio?
Ma no!, ma scherzi!

Però posso farla pagare a chi porta i soldi fuori?
Ma no!, ma scherzi!

Posso farla pagare al deputato corrotto, al capitalista egoista?
Ma no!, ma scherzi!

E che posso fare?
Puoi protestare, e, cosa ancor più fondamentale puoi votare!

E queste cose possono cambiare le cose “di cui sopra”?
Ma no!, ma scherzi!

Ah ecco. E a che serve tutto ‘st’ “amabaradàn”, allora?
Ma no!, ma scherzi!

Ma no!, ma scherzi!

Ma no!, ma scherzi!

Ad libitum

Il messaggio è questo, dunque: “tu” (= tutti noi), tu vivi nel migliore dei mondi possibili, possibili praticamente, concretamente; le tue proteste son legittime ma sostanzialmente inutili.
Accetta di buon grado la tua sorte di servo.

Ma non era la “modernità” quella che apriva le opportunità a tutti? Non era la “modernità” quella che consentiva di mescolare le classi sociali, uscendo fuori dalle società “tradizionali” dove la tua sorte vi era segnata sin dalla nascita, quello eri e quello saresti stato per tutta la vita?

La “modernità” non è solo finita, è sfinita, e si è sfinita.

Ma c’è mai stata davvero?

O non è stata, invece, un “trucco”, un’illusione che doveva servire a distruggere le società “tradizionali” facendo balenare la balena bianca di possibilità impossibili o difficili, che, anzi, perseguite e ricercate, non potevano che portare all’affondamento come Achab nella sua caccia di Moby Dick?

O dunque, al contrario, il dominio è sempre stato di “minoranze egoiste”, sin dall’inizio e dal principio stesso della vicenda della “modernità”, sin da quando si superò il Non Plus Ultra posto da Ercole sulle famose Colonne d’Ercole comunemente identificate con lo Stretto di Gibilterra dove si trova il moderno monumento alle Colonne d’Ercole[4]? ?

Questa è, infatti, la teoria di Wallerstein[5]: “Abbiamo già sostenuto che l’immagine secondo cui il capitalismo storico ha avuto origine dal rovesciamento di un’aristocrazia arretrata da parte di una borghesia progressista è sbagliata. Invece, l’immagine di base appropriata è quella secondo cui il capitalismo storico è nato da un’aristocrazia terriera che trasformò se stessa in borghesia, poiché il vecchio sistema si stava disintegrando. Piuttosto che lasciare che la disintegrazione proseguisse verso esiti incerti, essa s’impegnò in una radicale chirurgia strutturale per mantenere e accrescere significativamente la propria capacità di sfruttare i produttori diretti”[6]
Forse il dominio vero, sotto tanti travestimenti, non è mai, davvero, passato di mano, tutt’al più ci si è limitati a cooptare delle “aristocrazie del denaro” nei vari paesi emergenti o, se asiatici, semplicemente ri-emersi ad un ruolo importante che sempre avevano avuto (e qui la relazione fra la cadente classe mandarina in Cina, passata sotto le maschere del “comunismo” per poi giungere ad una sorta di “capitalismo di stato”, è particolarmente significativa ed emblematica). 
Tutt’al più ci si è limitati a fare certe “concessioni” quando vi era una forte opposizione al sistema stesso. Passata l’opposizione, finite le concessioni, che non sono mai state davvero “proprie”, che son sempre state “concessioni”, mai un “possesso” definitivo. 
Occorrerebbe ricordarlo a queste Cenerentole che si svegliano sempre dopo le sbornie, per scoprire che non sono affatto gentili Cenerentole, che, magari, sono invece le sorelle cattive: il piedone fa testo …

Penso che una tale immagine sia molto più legata alla realtà che concretamente viviamo e all’effettivo divenire storico, piuttosto che riciclare delle vecchie immagini. E, su questo, anche Marx ha “toppato” alla grande: dal non aver visto questo punto, nasce la sua infatuazione sul proletariato e sulle sue sorti presunte “rivoluzionarie”. 

Dove ha, invece, visto giusto è sulla consustanzialità della crisi al capitalismo e sul suo “imperativo categorico” che lo ha portato ad invadere il “virtuale” per aumentare indefinitamente il suo potenziale di fare “profitto”, tasso di profitto che, inevitabilmente, sarebbe disceso. Ed è la famosa “caduta tendenziale del saggio di profitto”: anche su questo Marx vide giusto, ma per i motivi sbagliati. La sua formulazione è insufficiente, manchevole, tuttavia l’idea di base, al contrario, è giusta.

Se, poi, uno andasse a ricercare le “radici” di tale sorta di noblesse de robe, di tale “aristocrazia del denaro” mescolatasi con la borghesia in ascesa (storicamente parlando) e ne volesse tracciare “certi” legami “occulti”, beh, forse potrebbe trovare tracce interessanti[7] 

















[1]  Fonte: http://lefrasichemipiacciono.blogspot.it/2013/04/jeff-sparrow-tutto-quello-che-temevamo.html (aprile 2015 la data del post). 

[2]  Qualcuno in vena di facezie direbbe “nanetto”, qualche nanetto fa … 

[3]  Śri Aurobindo, Il Dio che sorride. Riflessioni e aforismi. Con uno scritto di Rabrindranath Tagore, TEA (Tascabili Editori Associati), Milano 1997, p. 95, corsivi miei. 

[4]  Cf., a tal proposito, l’immagine su Wikimedia Commons del moderno monumento:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/68/ThePillarsOfHerkulesModernWorld.jpg/800px-ThePillarsOfHerkulesModernWorld.jpg. Inoltre, le Colonne d’Ercole si ritrovano proprio all’inizio della vicenda della modernità, sulla copertina dell’ Instauratio Magna di Francesco Bacone (edizione 1620), Wikimedia Commons:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/01/Instauratio_Magna.jpg. 

[5]  Su Wallerstein, in questo blog: La Rovina del “cash”, http://associazione-federicoii.blogspot.it/2015/12/la-rovina-del-cash.html.
Ancora su Wallerstein:
CE o non C’E’? ? - Non CE -, http://associazione-federicoii.blogspot.it/2016/02/ce-o-non-ce-non-ce.html. 

[6]  I. Wallerstein, Capitalismo storico e Civiltà capitalistica, Asterios Editore, Trieste 2000, p. 84, maiuscoletto mio, corsivo in originale. 

[7]  Cf., a tal proposito, A. de Dánann, Mémoire du sang, contre-initaion, culte des ancêtres, sang, os, cendres, palingénèsie, Archè, Milano 1990. Non sempre le vedute dell’autore appena citato son condivisibili, ma è validissima la sua ricerca di aspetti “particolari” e di deviazioni poco note. 










4 commenti:

  1. Oggi è il 1° maggio, ieri notte è stata “Walpurgisnacht”, come “La notte di Valpurga”, di G. MEYRINK, romanzo ed autore inevitabilmente apprezzato da J. Evola, che ne curò una prima edizione italiana, autore che Guénon credeva in qualche modo, invece, ricollegato alla “contro iniziazione”, per mezzo di quel che potremmo chiamare “cabalismo deviato” – era infatti convinto che Meyrink avesse “ricevuto” qualcosa via cabalistica … -.

    Ebbene ne La notte di Valpurga”, di G. MEYRINK, si parla di “ewli” (“shàman” che non sciamano) e dell’ “aweysha”, di cui si tratta pure nel libro citato alla nota n.7 al post di qui sopra, http://associazione-federicoii.blogspot.it/2017/04/la-situazione-nel-del-nostro-mondo.html.
    Ed anche se ‘n tratta in Enrico Fortunia, “Uno Studio in Blu”,
    in Sherlock Magazine nn. 6/7 (DelosBooks, 2006), Da http://theitaliansherlockian.blogspot.it/p/blog-page_4.html.

    Purtroppo in n.7 è esaurito, rimane solo il n.6 disponibile alla vendita, cf.
    https://www.delosstore.it/delosbooks/22404/sherlock-magazine-6-i-nuovi-studi-di-sherlock-holmes/.

    Per ora basta, fase di calma. “ON attend aussi des EVÉNEMENT” ….
    Il discorso sarebbe lungo ….

    Commento musicale: Dead Can Dance - “Anywhere Out Of The World” (with lyrics) -
    https://www.youtube.com/watch?v=UFm57SrUdRs.

    Foto da “Assassination Bureau” (1969), con la sua atmosfera da prima della Prima (Guerra Mondiale), cf.
    https://alchetron.com/cdn/The-Assassination-Bureau-images-003e068d-cff5-4dde-abf1-6a7863429eb.jpg,
    http://shebloggedbynight.com/wp-content/uploads/2013/11/tab3.jpg,
    e il poster “vintage”, come usa dirsi oggi:
    https://alchetron.com/cdn/The-Assassination-Bureau-images-5e627a4b-62b5-482b-bbff-4c59829e10f.jpg.





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  2. In relazione alla nota n.6 di qui sopra, e sul ruolo delle aristocrazie nella nascita del sistema capitalistico, cf. P. JONES, “Economia e società nell’Italia medievale” in “Storia d’Italia. Annali 1”, vol. “Dal feudalesimo al capitalismo”, Einaudi editore, Torino 1978, pp. 371-372. Va però precisato, a tal proposito, quel che segue; 1) le tesi di Jones hanno il limite di considerar poco l’aspetto **culturale** della ritrovata centralità della nobiltà che vien fuori dell’ “autunno del Medioevo”, perché **questa** fu “l’uscita” da detto “autunno”, ma comportò un aspetto culturale che conta, eccome; 2) vero è che l’Italia meridionale aveva un ruolo secondario nell’economia medioevale, eppure **l’aveva**, nonostante tutto: al contrario, con l’epoca moderna e la “rifeudalizzazione”, si ebbe una crescente, fortissima – fortissima – spaccatura fra le aree interne e le coste, queste ultime, pur in posizione **perennemente periferica** (come nel Medioevo), e talvolta davvero subalterna (**non** come nel Medioevo …), coinvolte nei processi economici moderni; 3) la “rifeudalizzazione”, che in altre parti d’Italia aveva anche un aspetto politico, nel Sud l’ebbe solo economico, in quanto la nobiltà non era mai stata messa in questione, nel suo ruolo politico, come lo fu invece in altre parti d’Italia (e d’Europa) dall’ascesa del “borghese”, cioè del membro della città che si sentiva ormai autonomo. Ora, è forse un caso che questa “liaison dangereuse” all’origine del capitalismo – come la pensa Wallerstein – ebbe luogo in altre parti d’Italia e d’Europa, ma non nel Sud – e nemmeno in Spagna, per esempio – e cioè laddove il ruolo delle nobiltà locali non era mai stato messo in questione? E’ forse casuale? Direi, al contrario, che questo è il punto decisivo, in relazione a quel che sostiene Wallerstein, in quanto la “liaison dangereuse” poteva aver luogo solo laddove questa “messa in questione” fosse avvenuta **e** le classi aristocratiche al potere avessero risposto, sostanzialmente in parte “cooptando” una parte delle classi borghesi e venendo al comando dello sviluppo tecnologico influenzando le “correnti mentali” dominanti della società stessa, perché quest’ultima divenisse “trasparente”, non facesse alcuna resistenza allo sviluppo tecnico stesso, che è “l’anima portante” del capitalismo.







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  3. La “rifeudalizzazione” ebbe un ruolo **sostamzialmente** solo economico nei paesi dell’Est Europa come in quelli del Sud = in **nessuno** dei due contesti – per quanto diversi storicamente e culturalmente in altri aspetti - si è sviluppato il capitalismo … che caso … mero caso eh ….




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