martedì 20 gennaio 2026

Meyrink, 5 – 1976-2026, cinquant’anni fa, 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Meyrink credeva che il regno dei morti entrasse in quello dei vivi e che il nostro mondo visibile fosse incessantemente penetrato dall’altro invisibile”.

Introduzione del curatore a G. MEYRINK, Il cardinale Napellus, a cura di J. L. Borges, A. Mondadori Editore – su licenza dell’ediz. Franco Maria Ricci (edizione 1976, cinquant’anni fa) –, Milano 1990, p. 9, corsivi in originale. Tutte pubblicazioni che usano (e/o usavano) il **bel carattere typo** Bodoni.

 

Dalle carte risulta che mio nonno apparteneva alla compagnia dei “Fratelli Filadelfici”, un ordine che affonda le sue radici nell’antico Egitto e dichiara suo fondatore il leggendario Ermete Trismegisto. Vi si trova una chiara descrizione delle “prese” e dei gesti in base a cui gli affiliati si riconoscono”.

Ivi, primo racconto di Meyrink, p. 16.

Si tratta del riecheggiamento dei “F.C.H.” - di cui trattarono (“Quand Sel Y Est” =) Canseliet e Schwaller de Lubicz? O di un’eco che giunse a Meyrink - probabilmente per mezzo di “Bo Yin Ra” ovvero Schneiderfranken …? Ai poster l’ardua sentenza.

Sui gesti di riconoscimento degli affiliati – termine corretto! – non v’è nulla da dire, poiché sono cose che ben si sa vi sono.

Ma è invece il termine “prese” ad esser interessante: si tratta di quelle “prese” di cui si trattò in un vecchio post e che, peraltro, sono di “origine” - per così dir - “ermetizzante” *se non* proprio “ermetistica” effettivamente? Havvi di che ragionarvi suso.

 

Non possiamo compiere nulla che non sia magico”.

Ivi, secondo racconto di Meyrink, p. 39.

 

 

Mi ricordai che anni prima il signor conte du Chazal avesse accennato a una catastrofe incombente sull’umanità. È forse questa la ragione per cui non riuscivo ad associarmi alle maledizioni che la gente del villaggio lanciava contro le nazioni nemiche; avevo l’impressione che all’origine di questa vicenda fosse l’influenza occulta di forze naturali cariche d’odio, che si servono dell’umanità come d’una marionetta”.

Ivi, terzo racconto di Meyrink – nel volumetto vi son solo TRE racconti, PRECEDENTI a Il Golem (edizione originale del 1915), attenzione –, p. 72, corsivi e grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre. La “vicenda” cui si riferiva Meyrink era l’inizio del Primo Conflitto Mondiale – dal quale non siamo ancor pienamente usciti! –, tema che approfondirà in altri suoi scritti.

Col tempo – sempre fu convinto dell’esistenza di occulte “forze […] cariche d’odio” ma, nello scritto di qui sopra, esse – pur se sempre “occulte” – sono ancora “naturali” mentre, di seguito, egli avrebbe avuto la certezza che dette forze “occulte ‘naturali’” sono state “manipolate” da volontà relativamente coscienti o, in ogni caso, provviste d’ “intenzionalità” sebbene d’intenzionalità malefica

 

 

@i

 

 

 

 

 

 

2 commenti:

  1. Un “piano” che dura secoli, condiviso tra individui DIVERSISSIMI tra loro, governi e nazioni DIVERSISSIMI tra loro: ciò va **oltre** l’umano, e – ancorché negativo, senza dubbio! – non è cosa “umana” perché gli uomini avrebbero già “dato forfè” da tempo, o, al contrario, avrebbero alterato le **finalità** del “piano” stesso.









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