sabato 25 febbraio 2017

La gente “è provata ...”






La gente è provata”, e lo so benissimo. A parte che lo è diventata solo e soltanto quando la crisi è giunta nei paesi “relativamente centrali” del “sistema-mondo dell’economia capitalistica” (Wallerstein), e non prima, ma lasciamo perdere … Qua ci sono stati tutti al gioco al massacro, purché “altri” fossero massacrati al loro posto!; mi piace eh, “umano troppo umano” se mai vi fu, questo è il caso massimo! Il klimax dell’ “umano troppo umano”, ma questo è “l’Apocalisse”, non di Giovanni – il libroquanto invece “il fenomeno” apocalittico, e, giunti qui, nessuno più ci segue. Ma non fa nulla, lasciamo perdere …  
In ogni caso, lo so benissimo, benissimo, si tratta di un’attesa senza fine, un po’ come la scissione del Pd, pare sempre che arrivi e non arriva; un giorno però i Tartari arrivano alla Fortezza Bastiani[1], così come una scissione c’è stata nel Pd ... per fare un paragone di cronaca minima davvero, ma davvero minima ... Eppur corrisponde anche quest’evento piccolo, ad uno “Zeitgeist”, ad un “clima dei tempi”, come tanti altri eventi nel “flusso” del tempo.


Voglio dire che nessun’attesa, seppur lunghissima - sfiancante, senza dubbio, super sfiancante immonda senza fine senza inizio senza senso, “oscena” nel senso antico (= che “porta male”) -, può essere infinita, nessuna. Certo, umanamente parlando, è stata – ed è - devastante l’assenza di prospettive per così tanto tempo … A paragone il deserto è giardin di rose, oasi rigogliosa, ricchezza senza fine, abbondanza degna di Mida, tesoro di maragià, foresta tropicale. “L’imbiancamento del mondo” (Jünger) è andato ben oltre qualsiasi previsione, qualsiasi. “Il tempo della fine andrà oltre qualsiasi cosa detta dai profeti” (parafrasi del Commento ad Abacuc ritrovato – frammentario – a Qumrân). Abacuc diceva qualcosa come: “Attendila anche se tarda. Arriverà, senza tardare” (parafrasi).
Dunque “non arriva” per ragioni di scansione temporale, ma di maturità di una situazione, di un “tempo”, il tempo scansione, kronos, è il “tempo opportuno”, kairòs. “Tutti sanno” che nessuno è padrone del Kronos, ma nemmeno siam padroni del Kairòs.

Di certo sarà interessante – guai a colui che vive “tempi interessanti”!! -, con Trump che cerca di giocare su due sponde, gli si può dire quel che scrissi illo tempore per Gorbachëv, e cioè che vi è un proverbio giapponese, che dice: “se insegui due lepri, le perderai entrambe[2] ...

 

A latere.

Appunto la “fine senza fine”, ma pure la “fine senza fine” – questo vorticoso giro di danze carnevalesche, questo “carnevale senza fine” (Guénon) – ha una sua fine. Ma la sua fine ha un fine, ci si potrebbe chiedere …

Diciamo così: quando la fine senza fine avrà raggiunto il suo fine, la sua “interna cifra”, dunque avrà fine …

Intanto anche altri si son chiesti se questa “fine senza fumo” - senza né “bagliore” né “stridor di denti” - non sia “strana”[3] … Il “farsi lampo” – vero, da tanto tempo una “soluzione” - non sufficit … Non ci ha impedito di andare nella dys-soluzione – senza solutio … Certo, il Cosmo non è “morale”, nemmeno “immorale”!! Certo, la vita non è un teorema di matematica. Non abbiamo “in tasca” la soluzione come del Teorema di Fermat, eppur qualcuno ne avrebbe trovata una …

Quindi non possiamo metter il carro davanti ai buoi: ricordati sempre di mettere i buoi davanti al carro … “Puoi trovare il vero con la logica solo se hai già trovato il vero senza di essa” (G. K. Chesterton). Ecco, chi si ritrovi di fronte ad un “problema sostanziale”, “strutturale”, e ne accetti la sfida, sa benissimo, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, sa davvero, che non esiste “la” soluzione, che le facili alternative son cose per giornali, o per social network. E ne sorride. E sì, vi è “dell’altro”, molto “altro”, tanto altro. E, in quest’Altro, vi è Tutto. Nello Zero vi è l’Uno e l’Uno è nello Zero.

La parte che togli: lì vi è il senso del Tutto, del tutto. La pietra scartata.

Ed allora, puoi togliere? Puoi eliminare quel fattore, che serve all’insieme?

Afferrare l’acqua con le mani bucate forse può esser utile. Ma, in tal caso, non l’afferrerai mai. Ed allora? Hai bisogno di nuove mani. “Se vuoi mangiarti la noce devi romperne il guscio, o accettare che non la mangerai mai” (L. Sangalli, “Uno” [frase mia, in Uno di L. Sangalli]). E se non lo fai? Collezionerai noci. Se sei un venditore di frutta secca, può avere un suo senso ma non serve a nutrirsi.



 

Andrea A. Ianniello


 





[1] Cf. https://it.wikipedia.org/wiki/Il_deserto_dei_Tartari_(film), dove l’azione del film – seppur con errore storico (in quanto il giorno non era lunedì, ma venerdì) – è ambientata il 2 agosto 1907, chiaro riferimento allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, interessante ricordarlo a cent’anni dall’inizio della Rivoluzione russa, che fu portato naturale della Prima Guerra Mondiale. Un’immagine tratta dal film, che, in realtà, è ambientato nella “cittadella di Bam”:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/8/84/Il_deserto_dei_Tartari_film.jpg/1024px-Il_deserto_dei_Tartari_film.jpg.
Significativo che il libro di Buzzati, da cui è tratto l’omonimo film del 1976, sia del 1940, “la drôle de guerre” … 

[2] Cf. Hagakure (“Nascosto tra le foglie”).  

[3] Franco Battiato - Gesualdo da Venosa -

https://www.youtube.com/watch?v=n33rEXwuH8M.



mercoledì 22 febbraio 2017

THE TRUTH **WAS** OUT THERE … (“X FILES”)






The Truth Is Out There No More (a) … The Truth **Was** Out There. And Now It Is Here **In** …

Rivedere la serie “X Files” dopo tanti anni – l’episodio “pilota” è, in America, del 1993 e cioè 24 anni fa – fa davvero un grosso effetto. Per molti e diversi motivi. A parte che la serie, dopo quel suo fulgore iniziale, a causa dell’imprevisto, grosso successo, aveva pian piano perso smalto, non aiutata dal primo (1998) e secondo (2008) film cinematografico della serie, la cui eccellenza nasceva proprio dal suo esser “ad episodi”, con grande varietà di tematiche, pur sempre attorno al tema centrali: gli Ufo.
La serie televisiva terminava con la nona serie – molto ma molto significativamente terminando nel 2002, ovvero con l’inizio dell’ “Era Euro”, con le trasformazioni e precipitazioni sociali ch’essa inevitabilmente ha comportato. In quell’epoca non vi era, come oggi, un “complottismo” stupido, certi temi avevano ancora un’ “aura seria”, per lo meno in parte, né se ne parlava tanto in modo distorto, quasi che tutta questa errata divulgazione sia servita a “sgonfiare” d’interesse “certi” temi …
La sovraesposizione può far danni così come la sottoesposizione …

Poi è venuta – l’anno scorso (2016), dopo tanti anni – la decima serie, che, ovviamente, non risponde ai temi, salvo dire che gli “alieni” son già qui, messaggio già detto fra le righe nella serie originale. In definitiva, il raccolto di qualità migliore si concentra nelle serie iniziali, “l’orrore della porta accanto” potremmo intitolarlo, la percezione che – in questo mondo quotidiano – la realtà sia ben diversa da come appare. Questo, poi, è l’ “essenza” della migliore fantascienza laddove s’ibrida con il genere “horror”, per esempio in qualche produzione di John Carpenter. La realtà non è quella che vediamo. Il mondo è un patto in effetti. Una potente sensazione di fondale di teatro: se non si ha questo – prima di ogni altro discorso – tutto il resto è vano, né discorsi, o preghiere o meditazioni o altro potranno mai scalfire il “senso di realtà”[1]. Ecco perché le illusioni han tanto potere: perché non ammettiamo facilmente che abbiamo di fronte illusioni.
Il mondo è un patto, in effetti. La civiltà, giova ripeterlo, è un patto: “La civiltà è una congiura. […] La vita moderna è il patto non formulato fra quelli che possiedono per conservare le loro prese. E questo sarà efficace fino al giorno in cui non se ne farà un altro per spogliarli”[2]. Tra l’altro, domani cade la data del centenario dell’inizio della Rivoluzione russa, quella di febbraio però, senza la quale “l’Ottobre rosso” non sarebbe mai potuto essere, ma che non coincide con quest’ultimo, che - (“l’Ottobre rosso”[3]) – fu effettivamente un tentativo – del tutto fallimentare – di “spogliare” alcuni membri di quel “patto” intervenendo su di un “anello debole” – l’Impero russo di quel periodo – grazie alle lotte interne fra le potenze “dell’imperialismo”, come avrebbero detto all’epoca, e cioè profittando – con il classico tatticismo leniniano – dalla lotta fra Impero germanico (Zweites Reich, 18 gennaio 1871 – 9 novembre [si ponga ben mente a questa data] 1918) ed Impero zarista russo[4]. Dalla fine di quel tentativo – molto “tattico” e poco “strategico”, in questo tipicamente russo, i russi essendo ottimi tattici ma scarsi strateghi – niente si è più visto: la “congiura” ha vinto. Ed ora vediamo gli effetti di tale vittoria, che erano in essa iscritti sin dal principio, e cioè la tendenza alla dissoluzione, tendenza che appare sempre più potente nel mondo. La serie “X File” pose in luce gli “annessi e connessi” di tipo “strano” ed “inconfessabile” che sia la vittoria, sia lo stesso nascere – ma questo ci porterebbe lontano, a Guénon, per esempio – di tale “congiura” comportano necessariamente. Naturalmente, anche in tal caso, le apparenze possono ingannare
Il primo dato che appare non è affatto detto che sia quello reale o possa (o debba) esser inteso “letteralmente” …

Ma quel che più interessa, più di vent’anni dopo (come il famoso libro di Dumas), è: dove siamo Oggi, a che punto siamo giunti … Intanto, nel frattempo, la polverizzazione, la separazione, il de-comporsi letterale – lo s-comporsi – del mondo è andato avanti in una maniera incredibile, mercè la tecnica. Sempre più divisi, sempre più preda dell’illusione di facili soluzioni che non son altro se non dissoluzioni, che siano il ritorno al nazionalismo o il proiettarsi in qualche falso “paradiso artificiale” new age.



I Do **Not** Want to Believe ([5])



(a)The Truth is Out There (http://theapologeticsgroup.com/wp-content/uploads/2014/02/the_truth_is_out_there_17854.jpg)
Anche: https://usatthebiglead.files.wordpress.com/2015/02/xfiles-trust-no-one.jpg.
Ancora: http://www.progarchives.com/progressive_rock_discography_covers/6704/cover_3740129112015_r.jpg.
X FILES - THE TRUTH IS OUT THERE -
https://www.youtube.com/watch?v=V8ynOPMNqUk



@i






[1] Come la risata del protagonista di “Nelle fauci della follia” (tema della musica: https://www.youtube.com/watch?v=--wAw7gBQxU), quando guarda se stesso che parla della realtà, e si mette a ridere:
https://www.youtube.com/watch?v=ocVBmm2TxS4, parte finale; in inglese:
https://www.youtube.com/watch?v=q7u6W6pzWtA, parte finale.
[2] Da La centrale di energia, in L. Pauwels – J. Bergier. Il mattino dei maghi, Oscar Mondadori, Milano 1979, pp. 108-109. Il titolo originale di ciò che Pauwels e Bergier riportarono come “la centrale di energia” è The Power-House, “La casa del potere”, pubblicato in Italia – nel 2012. L’edizione originale (1916, centoun anni fa …) – anche in formato html – è disponibile sull’utilissimo sito del Project Gutenberg (Australia), al link. http://gutenberg.net.au/ebooks06/0602661h.html.
[3] Cf. http://associazione-federicoii.blogspot.it/2016/09/una-controversia-marxista-e-i-dieci.html, le due immagini, del libro di Walter (di Documenti più un’interessante Introduzione) e di quello di Reed.
[4] ‘Vladimir Ilyich Ulyanov non sarebbe mai diventato Lenin se il 9 aprile del 1917 non avesse preso un treno. All’epoca in Russia lo zar era già caduto. La “rivoluzione di febbraio” lo aveva deposto e sostituito con un governo di socialisti moderati che consideravano Lenin e il suo partito, i bolscevichi, dei pericolosi estremisti. Lenin e gli altri capi bolscevichi erano costretti a vivere in esilio in Svizzera, mentre a San Pietroburgo si decideva il destino politico del paese. Tra Lenin e la Russia c’era l’intera Europa impegnata nella Prima guerra mondiale. Fu il governo tedesco, nemico della Russia, a decidere di mettere Lenin su un treno per San Pietroburgo. All’epoca la Germania era in guerra con la Russia a est e con Francia e Regno Unito a ovest. Gli strateghi tedeschi, ansiosi di chiudere almeno uno dei due fronti, pensarono che spedire in Russia il capo dei rivoluzionari più estremisti e finanziare la sua campagna politica fosse un buon modo per far crollare definitivamente il paese. Lenin, considerato una testa calda rivoluzionaria, avrebbe ulteriormente messo nei guai il governo Kerensky e probabilmente costretto la Russia a ritirarsi dalla guerra. Il loro piano ebbe un successo inaspettato e spettacolare. Lenin salì a bordo del treno a Berna il 9 aprile 1917. Attraversò la Germania e da lì arrivò in Svezia, un paese all’epoca neutrale. Da Stoccolma prese un secondo treno e il 16 aprile, poco prima di mezzanotte, scese nella stazione di San Pietroburgo, in Russia. Nel giro di sette mesi Lenin rovesciò il governo Kerensky durante la famosa rivoluzione di ottobre, instaurò il primo regime socialista nella storia e firmò la pace con la Germania.’ (da http://www.ilpost.it/2014/01/21/vladimir-lenin/).
[5] Lo studio di Mulder, con l’iconico poster “I Want to Believe”, da WikiCommons: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/ff/Mulder%C2%B4s_office.jpg/800px-Mulder%C2%B4s_office.jpg.
Anche:
http://www.pulpozaur.stronazen.pl/wp-content/uploads/2013/07/paleycenter-org-palacz.jpg, e: https://ahmadramadlan.files.wordpress.com/2012/07/the-truth-is-out-there.jpg.
Infine ancora: http://media.liveauctiongroup.net/i/13256/13427437_1.jpg,
e https://i.ytimg.com/vi/c4-Rmm1F_Bs/maxresdefault.jpg.










Copertina di B. Lowry (con l’assistenza di Sarah Stegall), The Truth Is Out There. La Guida ufficiale a The X Files, R.C.S. Libri & Grandi Opere, Milano 1996.