Per lo “stato d’eccezione”, cf.
https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2015/07/06/ordine-esecutivo-6102-e-grecia.
Sempre sullo “stato d’eccezione”, cf.
https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2023/10/chi-.pdf.
@i
Per lo “stato d’eccezione”, cf.
https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2015/07/06/ordine-esecutivo-6102-e-grecia.
Sempre sullo “stato d’eccezione”, cf.
https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2023/10/chi-.pdf.
@i
10 anni fa e le cose già erano chiare, con una differenza, però, rispetto ad oggi: che, al tempo, si pensava che “il resto del mondo” avrebbe seguito l’Europa nella sua deriva, così non è stato invece: hanno chiuso, e contenuto, l’Europa entro certi suoi - peraltro strutturali! - limiti.
Ma ecco di seguito il link.
Cf.
https://bakerstreetirregularfightclub.blogspot.com/2014/04/europa-dalla-decadenza-al-declino.html.
Non era una previsione difficile, tuttavia, da farsi ...
@i
PS. Anche questo link - sempre del 2014 - è interessante, alla “luce oscura” degli “ultimi tempi” ... cf.
https://bakerstreetirregularfightclub.blogspot.com/2013/04/la-liberta-occidentale.html.
Ricordiamo qui un conversatore nonché, in parte, anche collaboratore del blog, recentemente scomparso.[1]
Con lui ho avuto varie conversazioni, appunto, sempre senz’alcun problema, pur nelle differenze di posizione: devo dire mai uno screzio. In tal senso, era “politico” cioè legato alla “polis” vale a dire all’ “agorà” = quelle cose di cui tutti straparlano e nessuno pratica … L’ “agorà” vuol dire, infatti, l’interazione fra diversi che si sanno tali, ma si riconoscono reciprocamente: cioè tutto ciò che manca, e non da oggi, ma ormai da molto tempo. Si è parte, non tutto, e lo si è consapevolmente, per cui l’agonismo non risulta distruttivo. In tal senso, era una persona di altra epoca. Lontana dal “clima mentale” del presente attuale.
Difficile oggi è trovare, infatti, chi sa “conversare” in tal senso … Ricordo qui, a tal proposito, la conversazione fra Jünger ed un autore da lui molto apprezzato (C. Schmitt) in Il nodo di Gordio, ripubblicato l’anno scorso (2023) dall’Adelphi. Oggettivamente, era più vicino a Schmitt, per lui un autore cui far riferimento e ritornare più volte.
Altra cosa sa ricordare di lui è come fosse studioso (ed ammiratore) di Machiavelli, in particolare dei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio (1531), più che del Principe, che pure ben conosceva.
Oggi non può più esservi “Principe” (di ciò si è discusso con lui nella prima Conversazione d’ “Impolitiche Conversazioni”) …
E questo mi ricorda un altro passo: “L’essere vissuta in un mondo in disfacimento mi aveva fatto capire l’importanza del Princeps”, M. YOURCENAR, Memorie di Adriano, seguite dai Taccuini di appunti, Einaudi editore, Torino 1988 (edizione originale francese: 1963), dal “Taccuino di appunti”, p. 286. È un breve passo – en passant, appunto – del “Taccuino di appunti”, ma quanto attuale! Anzi è di più che attuale! Poiché Yourcenar scriveva nell’epoca della Seconda Guerra Mondiale o subito dopo, quando ancora vi era l’ **illusione** dell’esistenza (possibile) d’un “Princeps” (e Paolo era legato a quella stagione, alla fin fine), mentre noi viviamo una fase ben più radicale, cosa che, poi, alla fin fine, anche lui riconosceva.
Infatti un mondo “in disfacimento” si può sempre “rifare” mentre un mondo “in dissoluzione” non trova “soluzione” …! Oggi!
Per Paolo Broccoli, politica e cultura erano collegate, questo era fondamentale per lui: oggi la politica è la sagra della più completa incultura.
Questa deriva era necessaria: in tal modo qualsiasi suggestione si eserciti in quell’ambito non trova, né può farlo, alcun ostacolo.
Alcuni post per ricordarlo, dunque, qui di seguito. Tra i suoi ultimi interventi, praticamente.
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2017/04/colloquio-sul-blog-tra-il-gestore-a.html.
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/08/conversazione-con-paolo-broccoli-su-due_4.html.
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2020/05/conversazione-con-paolo-broccoli-3.html.
Inoltre ricordo che un suo intervento nella rievocazione della Crociata di Federico II di Svevia è salvato qui, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/07/in-ricordo-della-crociata-di-federico.html.
Siamo stati tra i pochissimi ad aver ricordato quella - lontana, ormai - Crociata.
Per finire, un post che ricorda le sue parti (l’ “ager Falernus”), cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2017/05/la-copertina-di-una-vecchia-dissertatio.html.
Anche infine: cf.
https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2023/06/impolitiche-con.jpg.
Fu lui a proporre il titolo, tratto da Thomas Mann, un alfiere della “rivoluzione conservatrice” poi passato alla democrazia. Oggi stiamo nella fase inversa e complementare, per così dire …
NB. Paolo Broccoli lascia una raccolta di documenti e libri all’Archivio di Stato di Caserta: il Fondo Broccoli, appunto. Fondo inventariato, tra l’altro. Tal inventario può leggersi al seguente link, cf.
https://ascaserta.cultura.gov.it/fileadmin/risorse/PATRIMONIO_DOCUMENTARIO/broccoli_archivio.pdf.
Contiene dela utile documentazione, sempre per chi, chiaramente, vi fosse interessato.
[1] Sovviene un passo di Corbin: “Abbiamo sopra accennato alla presenza di Ibn ’Arabî alla traslazione delle ceneri di Averroè a Cordoba. […] Da una parte della cavalcatura avevano caricato il feretro; dall’altra i libri di Averroè. «Un pacco di libri che bilancia un cadavere!»”. H. CORBIN, Storia della filosofia islamica, vol. I, Adelphi Edizioni, Milano 1973, p. 251.
Questo scrisse Ibn ’Arabî, e, mi sembra, in tale situazione, il ricordo più adatto.
Qualcuno ha detto: “Non conta la mèta, ma il cammino” …
“Per conoscere le ragioni di questa perversione della spiritualità, bisogna per un momento lasciare la tradizione celtica e rivolgersi all’antica tradizione egizia, e meditare su una lettera dal Cairo, datata 22 aprile 1932, in cui Guénon parla della sopravvivenza di una magia molto pericolosa e ordine infero, d’origine egiziana [“egizia” sarebbe più corretto, nota mia], che sembra essersi rifugiata principalmente in certe regioni del Sudan. Non si può fare a meno di stabilire una relazione fra queste tenebrose influenze – la cui terra d’elezione divenne la ‘remota regione del Sudan’, cui allude ancora Guénon nel Regno della Quantità (cap. XXVI) – e il ‘crepuscolo degli dèi’ che, oscurando la tradizione celtica ed egizia, ridussero [sic] gli antichi santuari abbandonati a luoghi di rifugio di questi ‘residui psichici’, i soli che permangono allorché lo Spirito si è ritirato. Vedremo più avanti che ci sono delle ragioni ben precise per cui si associano i destini pervertiti del Celtismo con quelli della tradizione egizia. In ogni caso, il Belen gallico [l’Apollo celtico] non fu maggiormente risparmiato del suo omologo greco – al quale, del resto, secondo Macrobio [in nota vi è il riferimento: Saturnali, L. 1, XVIII], era consacrata la Lycopolis egiziana –. E il Cristianesimo fece scadere il luminoso Apollo al rango di demone. Fu l’Apollion dell’ Apocalisse (IX, II) … Non vi sarebbe dunque nulla d’inverosimile nel fatto che, in terra celtica, il dio dalla testa di lupo, dopo l’occultamento del suo aspetto solare e propriamente apollineo, abbia ceduto il posto a questo dio dalla testa d’asino, d’origine egiziana, ma destinato ad un ‘impero’ universale [corsivi miei], e ‘che altri non è se non Set o Tifone’ [articolo Sheth, in Simboli di Guénon, citato da Robin in una nota: chi lo voglia, quindi CONTROLLI e CONFRONTI con attenzione], il cui culto, secondo Guénon, ‘permane ancora ai nostri giorni, e alcuni affermano pure che esso dovrà continuare sino alla fine del ciclo attuale’ [Guénon]” (J. ROBIN, René Guénon. Testimone della Tradizione, Il Cinabro, Catania 1993, p. 43, corsivi in originale (quelli da me aggiunti son segnalati fra parentesi quadre), grassetti miei.
Ed dunque, che la Rivoluzione francese – che avrebbe dato inizio alla fase “secolarista” della “deviazione moderna” (Guénon), fase NON solo finita, ma SFINITA, ricordiamocelo sempre e cerchiamo di non combattere la battaglia del giorno prima … –, sia quindi avvenuta in terra ex-gallica non è certo un fatto “casuale”. Né lo è il detto che “il Regno dell’Anticristo” sarebbe “iniziato da Tzarfat”, vale a dire la Francia (in ebraico), come, sempre Guénon, interpretava un passo della Lettera di Nostradamus.
Dietro tutta questa crisi attuale, fronteggiata da una coalizione molto ma molto debole, molto divisa (sogna chi la prende per gli Alleati della Seconda Guerra Mondiale), e che vede nella Francia e zone vicine, un punto “focale”, DIETRO questa crisi si deve vedere UN “SEGNO” preciso, NON certo “casuale” anch’esso. [E dal tempo della “Nota n.16” le cose si sono chiarite sempre meglio …]
In Sudan vivono ancora i Lemba, il popolo particolare degli “uomini leopardo”, che, tra l’altro, suscitò l’attenzione di Leni Riefenstahl, la famosa autrice del Triumph des Willens, nel qual “celebrava” (e **letteralmente!**) il “Reichsparteitag” (in italiano chiamato il “‘Raduno’ di Norimberga” ma in tedesco è il “Giorno del Partito del Reich”) del 1934 a Norimberga [90 anni fa esatti!], [un] INTERESSANTE documento (storicamente parlando) perché fa vedere la Norimberga di PRIMA dei forti bombardamenti cui fu sottoposta nel corso nell’ultima parte della Seconda Guerra Mondiale.
E questo consente di precisare perché non ci può proprio essere una coalizione forte come gli Alleati della Seconda Guerra Mondiale: giusto, infatti, chiamarla “coalizione” e non Alleati, termine quest’ultimo che implica un coinvolgimento ed una coordinazione ben superiore, SIA quantitativamente, SIA, SOPRATTUTTO, QUALITATIVAMENTE, in ordine al condividere degli atteggiamenti e delle vedute di BASE, cosa che oggi è semplicemente impossibile.
Il problema – vero, VERISSIMO! – è che oggi tanti son rimasti con la testa in una FASE PASSATA, che dico: TRAPASSATA! E, Per capir bene la differenza basta fare due più due = quattro: QUELLA era l’epoca del CULMINE della “solidificazione”, per dirla con Guénon. […] [Ma] tutto lo sviluppo dagli anni Settanta in poi è andato nella direzione dell’indebolimento della figura stessa di “STATO”; e vi erano dei capi, senza dubbio spesso criminali e quasi sempre criminosi, ma figure “forti”, NON certo quelle sbiadite nullità, questi veri e propri fantasmi di leadership propri della nostra oscura e grottesca scena contemporanea. In altre parole, quel momento È PASSATO: definitivamente PASSATO.
Chi confonde la Terza Guerra Mondiale “a PEZZI” con la Seconda commette lo stesso errore di chi si attendeva che la Seconda fosse “la replica” della Prima, e si trovò così completamente spiazzato, completamente. E chi ancora ricorda, e PARLA E RIPARLA di quel momento – DEFINITIVAMENTE passato (TRAPASSATO!) –, sta giocando “il gioco delle tre carte”: cioè sta MASCHERANDO le intenzioni di chi “fa” il “gioco” stesso …
Si Badi Bene: “permane ancora ai nostri giorni, ed alcuni affermano pure che esso dovrà continuare sino alla fine del ciclo attuale” … [NB] “A buon intenditor …”
@i
PS. Per le dette ragioni – di cui sopra” – sempre ritorno sul tenebroso affaire, e v’insisto, perché su queste “cose qui” si basa una parte non irrilevante del presente futuro che stiamo vivendo … e che vivremo!
Si diceva in un commento: salvo che la “sorpresa di novembre” è il voto – e così è stato.
A titolo esegetico ricreativo: le “maggioranza silenziose” hanno votato in una certa direzione, senza dirlo, chiaro – si sa come succede … Quindi, qui occorre ricordarsi dei testi che certa gente non ama leggere. Procediamo:
cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/02/una-breve-recensione-della-prefazione.html
Anche
cf:
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/12/step-3-40-anni-fa-di-nuovo-allombra.html
Vi è stato un sol commentatore – che seguiva la campagna Reagan Carter – a capir bene “l’umore popolare”; lui lo monitorava vedendo questo: dopo “l’effetto uragano”, che tanto ha pesato, si aspettava che i votanti fossero meno a causa delle difficoltà logistiche per poter votare. Invece, una valanga di voti. Tutto per mister T., ovviamente … perché le maggioranze silenziose hanno votato per LUI, tutto qui.
Ci saranno cambi di direzione sostanziale? no.
Ci saranno modifiche del tragitto, pur mantenendo la stessa direzione? sì. Più “uraniano” direi …
Sempre a titolo esegetico, ma NON ricreativo stavolta, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/07/definizione-di-destra.html
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/07/anime-belle-ma-brutte.html
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2017/04/colloquio-sul-blog-tra-il-gestore-a.html
@i