lunedì 2 marzo 2026

Frasi 5 – del “nuovo anno” – Dal “Vangelo di Luca” 1 – Un “CONSIGLIO” (“RISPONDENTE”) alla domanda: “che cosa dobbiamo fare …?” [“VERSIO BREVIS” – ché la “Versio Longa” *CHISSÀ* semmai “SI” farà – …]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E le folle gli domandarono: e allora che cosa dobbiamo fare? Egli rispondeva: chi ha due tuniche ne faccia parte a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia lo stesso. Vennero anche alcuni pubblicani a farsi battezzare e gli dissero: maestro, che cosa dobbiamo fare? Egli rispose: non esigete più di ciò che vi è stato ordinato. Lo interrogarono anche alcuni soldati: e noi, cosa dobbiamo fare? E disse loro: non vessate e non denunziate falsamente nessuno, e accontentatevi delle vostre paghe (3, 10-14).

E allora che cosa dobbiamo fare?’. La risposta che dà il Battista è tremendamente semplice [davvero!]. Quando non c’è ancora la luce, o quando non c’è più [COME NOI, OGGI!], nessuno può camminare (Giov., 12, 35-36). Non si può fare niente, non si deve fare niente: fare è mentire fingendo di potersi salvare, almeno ‘parzialmente’ salvare [questa è l’ ILLUSIONE di tanti …, cioè il “parzialmente” salvarsi …]; voler fare è negare la necessità della salvezza di Dio. Fate lo strettamente indispensabile, quello che vi è imposto, quello che non potete non fare [si potrebbe dir lo stesso pari pari, oggi!]; tenete il meno possibile, non legatevi a nulla; mettetevi in condizioni di […] cercare una cosa sola, l’ *unica* necessaria (10, 42; Mt., 6, 33), quella che l’uomo *non* può darsi, quella che ha il suo càiros *in* Dio. Non esiste nessuna scelta mondana positiva [qui è “IL” duro! qui è “L’” indigeribile!], Gesù vive coi soldi dell’intendente di Erode (8, 3)”.

S. QUINZIO, Un Commento alla Bibbia, vol. III. Commento ai Vangeli e agli Atti degli Apostoli, Adelphi Edizioni, Milano 1974 (n’è passato di tempo![1]),  pp. 175-176, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

Sono parole dure, sotto il manto della devozione.

Puoi vederle solo se hai “capito” quel che c’è da “capire” … non colla sola mente, chiaro. 

Come abbiam visto nel caso di R. Calasso – in un commento, su di un testo dello stesso Calasso, per l’appunto –, l’intelligenza non basta. No Calasso, no! Il libro de “L’” “Apocalissi” (di Giovanni) – la “poca lisi” come la chiamo, ironicamente! – NON è “nefasta”, NON è un libro “nefasto” che le Chiese, – ovviamente non era possibile attendersi nulla di meno! –, non potevano che metter da canto, ammorbidire, “velare il più possibile: ma non è solo questo! E NON SOLO la religione cristiana, come invece crede la – pseudonaïveté dominante: TUTTE le RELIGIONI **che sono “chiesa”** sono fatte in tal modo: fra l’ “apocalissi” (la “poca lisi” …) e le religioni vi è uno iato che spinge queste ultime ad allontanarla (la “poca lisi” …) e a velarla, se va bene[2] … Si è che l’ “Apocalissi”  è un libro tremendo – questo sì –, ma non nefasto: c’è una bella differenza. È il Mysterium Tremendum della Divinità – che può non piacerci –, ma che pur esiste. Confondere i due piani, o non distinguerli accuratamente, davvero è un grosso errore. La Divinità – “Il” Divino – ha una dimensione che si “appalesa” e si avvicina, senz’alcun dubbio, coll’umano ed al naturale; però ha pure una dimensione che NON si avvicina  si “appalesa” con l’umano ed al naturale.

Questa dimensione è “Il” Tremendum

Gesù tanto amava il Lago di Tiberiade – il “Mare di Galilea” (era galileo di nascita) –, ben diverso dal Mar Morto: nomen omen tra l’altro!

Ma come si muove il generatore di tutto questo, il Giordano? Cioè il “fiume” – symbolico, che “traversarlo” ha sempre un ruolo molto symbolico nella Bibbia? Il Giordano va dall’Alto al Basso. Quindi: va DAL Mar di Galilea – più in alto (meno duecento e passa metri sotto il livello del mare) – AL ben più basso (ben meno 430 sotto il livello del mare!) Mar Morto = “dal Vangelo all’Apocalisse” (come diceva – giustamente, peraltro, Satprem) …

Su questo non possiamo “farci” niente”! Non siamo noi la causa del mondo, non siamo mai la causa di alcunché = la verità basilare della spiritualità d’ ogni tempo: è tempo di ricordarlo. E i “poteri” cosiddetti? Sono modalità oggioggi! – “occulte” della Natura. Neanche questi son “causati” da “noi” … Credere di essere i “padroni” di tali “modalità ‘occulte’ – ‘occulte’ oggi! – della Natura” è la causa scatenante che ha portato alcuni sul sentiero della contro i.; questo è quanto. Il mondo va dunque dal fecondo, e amabile, Mar di Galilea verso il secco, salatissimo Mar Morto, che davvero è privo di vita, come dice il nome. 

Nomen omen

 

 

 

Riconoscere una situazione, tuttavia, non vuol dire accordarle il proprio consenso nel profondo di sé stessi: le due cose non coincidono affatto.

E ciò nemmeno vuol dire star fermi: “Disilludersi riguardo alle possibilità del mondo corporeo esterno costituisce la prima libertà. Nella dottrina Sufi ad essa è attribuito il nome fanā -i akhām. Fanā si traduce ‘annullamento’ e ciò corrisponde al fatto di disilludersi. Il termine akhām deriva da hukum che significa: stato dell’essere dominato da leggi. Noi accettiamo ciecamente le limitazioni imposteci dal mondo corporeo, e tuttavia esse c’impediscono di raggiungere alcunché di reale per noi stessi. […] Grazie alla conoscenza delle eleggi che governano  il mondo fisico siamo in grado di manipolarlo. In questo momento l’uomo ci riesce molto bene; però ciò non significa nulla per il suo essere ed anzi lo allontana ancor più dalla vita. Dietro tutto questo vi sono gli influssi distruttivi delle leggi dell’illusione, che Gurdjieff chiamò le ‘malefiche conseguenze delle proprietà dell’organo kundabuffer’. Malgrado tutto ciò rimaniamo tenacemente attaccati a questo mondo […]. Manteniamo ciò che Gurdjieff chiama il ‘tranquillizzare noi stessi’ per mezzo dell’altra ‘malattia del domani’: domani le cose saranno diverse; un giorno le cose andranno bene [giorno che, come ben si sa, non arriva mai!]. Fanā -i akhām significa disillusione totale [ma totale davvero!, e non è uno scherzo “produrre” tale “disillusione” senza crollar del tutto!] rispetto al mondo corporeo e a tutte [tutte!] le percezioni ed i pensieri [idem!] che lo accompagnano. È il rendersi conto che questo mondo non può soddisfarci [in alcun modo] e che nessuna combinazione di eventi in questo mondo [foss’anche la migliore combinazione!, anche la migliore!] potrà mai soddisfarci[3]. Essa [disillusione] ci dà la possibilità di entrare nel mondo dello spirito [eccola “la” clavis!] […]. Disilludersi riguardo a questo mondo non significa rifiutarlo, significa che ci rendiamo conto di cosa questo mondo per sua stessa natura non può dare. Un uomo che ha la libertà di vivere nel mondo secondo [quello dello “spirito”, non ancora però nel modo effettivamente “spirituale” ch’è il mondo della “volontà” in realtà] non per questo volge le spalle al mondo fisico.  Se così facesse, ripeterebbe, solo in senso inverso, quegli errori dai quali è stato appena liberato. È stato liberato dal fatto di volgere le spalle al mondo dello spirito e a guardar solo il mondo corporeo. Ora guardar solo il mondo dello spirito e volgere le spalle al mondo corporeo significherebbe per lui cadere in un altro tipo d’illusione [quella di molti che si dedicano alle cose “spirituali” cosiddette] […]. È la libertà di vivere nel mondo secondo che ci permette di vivere nel modo giusto nel mondo primo [cioè corporeo]”, J. G. BENNETT, L’uomo superiore, Ubaldini Editore, Roma 1985, pp. 236-237, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

Non poter “fare nulla” non significa, dunque, che dobbiamo “solo” starcene “colle mani in mano” (come suol dirsi) ma è “fare” solo l’indispensabile, ben sapendo che tutto il nostro “fare” possibile non può alterare d’una virgola la natura delle cose, del mondo. Ed allora quel che più volte ho detto sulla parziale modifica? È prima cosa, parziale; seconda cosa: è della forma, non della sostanza. Si tolgono le asperità e s’indebolisce la cosa, se ne può cambiare la forma, molcere, addolcire, smussare, ma non cambiare sostanzialmente. Non è poco, ché l’uomo vive nella e della forma, tanta la sua esteriorità in effetti!, et tuttavia la sostanza non cambia. Solo apparentemente paradossalmente, tuttavia, questa “disillusione” sulla “nostra” – cosiddetta – “capacità” di “fare” CI LIBERA, e libera la nostra – effettiva (seppur limitata …) – capacità di “far davvero” per così dire, cioè di davvero fare. Paradosso solo apparente, di nuovo.

 

In somma – ed differenza –, vi sono: Fasi[4]

Per il resto: siccome volevasi dimostrar[5]

 

 

@i

 

 

 

 

 

 



[1]  E ne può passare altro, tanto altro, anche un milione di anni: non farà proprio alcuna differenza! Quindi NON È la quantità di tempo che conta …

[2]  Senza eccezioni? SENZA eccezioni. Forse questo è l’ UNICO CASO in cui “la” REGOLA **È** ASSOLUTA e senza eccezioni di sorta. La storia non porta ricordo DI CASI ANALOGHI – CIOÈ DOVE LA REGOLA È l’ ECCEZIONE, OVVERO dove NON VI SONO ECCEZIONI DI SORTA! –, anche se, chiaro, non siamo in grado di assicurar “in assoluto” che NON vi sia stata una qualche forma d’eccezione. Tuttavia, NON si ricordan storicamente casi del genere. Se “la” regola – detta – diventa “eccezione” allora una religione diventa solo una setta, o un qualcosa del genere. Ed ANCHE questo fenomeno – il “fenomeno” della “settarizzazione” che SEGUE IL “fenomeno” dell’ “apocalitticismo” religioso – è SENZA eccezioni.

[3]  È disillusione totale, davvero totale. Anche per le combinazioni migliori fra le diverse possibili combinazioni d’eventi nell’esistenza corporea. Altrove Gurdjieff parlava dei tentativi di “fermare” le guerre, in una certa fase della storia dell’Asia – questione che viene molto a proposito, nel “nostro” periodo storico! I tentativi, pur fatti con buona volontà e buone intenzioni, tuttavia falliscono – e cose ne dice G.? Questo: che chi fece quei generosi tentativi “non era però ‘abbastanza ‘disilluso’” per poter dar loro un esisto positivo. Credevano ancora troppo alle azioni umane!

[4]  Cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2022/12/doglie-fasi-di-passaggio-con-pioggia-ma.html

[5]  Mai avuto alcun dubbio … Cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/05/secondo-me.html