Gli scopi dell’autore citato: “Non ho, così, offerto un «Manuale di Magia», ma ho semplicemente cercato di dare […] alcuni lampi di visione, stuzzicanti e talvolta […] esasperanti, di quel […] campo di studio che va sotto il nome di «magia»: spero che tali visioni fuggevoli l’indurranno a studiare le opere di quanti sono maestri riconosciuti in tal argomento”, W. E. BUTLER, Il mago. Rituali e poteri magici, Edizioni Hermes (Edizioni Mediterranee), Roma 2001 (edizione originale del 1983, edizione originale inglese 1975), p. 92.
“Visioni fuggevoli e parziali” – aperçu – di quanto **non può esser ridotto** a “sistema” cosiddetto: cioè la cosa migliore da farsi.
Detto questo, veniamo al punto. “L’addestramento del carattere, per il mago, è un qualcosa di molto diverso da quanto potrebbe credere l’uomo comune, poiché comporta la volontaria e deliberata [NB] rieducazione della mente conscia e subconscia [NB]. I soliti metodi di rafforzamento del carattere normalmente si concentrano quasi esclusivamente sulla mente conscia [verissimo, ed è il loro limite], mentre i livelli subconsci vengono toccati solo marginalmente [pure nelle forme di auto condizionamento del cosiddetto “pensiero ‘positivo’” ciò accade solo marginalmente … per fortuna!] o non lo sono affatto [e, nei metodi psicologici comunemente noti, accade, invece, proprio questo]. Non bisogna pensare, però, che il mago tenda nella direzione opposta [NB]. Egli coltiva egualmente i livelli consci e quelli subconsci [in teoria, così dovrebbe davvero essere], ma poiché si rende conto che il subconscio costituisce la parte maggiore della mente, egli […] è incline ad accentrarvi gran parte della sua attenzione [appunto qui, precisamente, vi è la dimensione di pericolo del “magico” di per sé stesso].
Quando, seguendo la massima occultistica, il mago rivolge il suo sguardo mentale verso la propria personalità, egli scopre […] che essa è imperfetta e rudimentale e comprende che, prima di poter costruire una solida soprastruttura, è necessario abbattere gran parte dell’edificio attuale”, ivi, pp. 39-40, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre. Sorge il problema di cosa distruggere, di cosa mantenere > il problema del male. E così continua, dunque: “Come potremo definire il male?
Molte cose che da taluni sono considerate «cattive» non sono tali per altri; vi è un criterio di base su cui giudicare?
Rispondiamo affermativamente: un tal genere di criterio viene proposto dai sistemi cabalistici nella storia di Abramo e dei Re di Edom.
La leggenda si trova nel Genesi, capitolo XIV, e […] possiamo riassumerla brevemente. Quanti preferiscono farlo, possono leggerne l’intero racconto.
[…] Abramo era alleato con alcuni re nella loro lotta contro altri quattro sovrani tribali, e venendo a sapere che suo nipote era stato catturato dal nemico, guidò una spedizione punitiva e sconfisse le forze avversarie, liberando tra l’altro il nipote. Egli combatté contro i cosiddetti «Re di Edom» e nei libri cabalistici essi vengono descritti come «coloro che regnarono prima che ci fosse un Re in Israele»[1]. Al suo ritorno dopo la sconfitta di questi sovrani, Abramo incontrò il misterioso Melchisedec, Re di Salem, Sacerdote del Dio Altissimo, che gli diede l’Eucarestia mistica del Pane e del Vino lo benedisse. Nell’ Epistola agli Ebrei, questo Mechisedec viene descritto come «privo di padre e di madre, senza inizio o fine della vita, egli rimane sacerdote per sempre»[2].
Con tutta probabilità la storia può essere interpretata letteralmente: il capo nomade Abramo, alleato con altri, sconfigge il nemico comune e viene benedetto dal sacerdote locale.
I Cabalisti, però, consideravano i libri dell’Antico Testamento in un modo piuttosto differente. La Torah […] era il Corpo [NB] della Legge, ma come il corpo è inerte ed inutile senza un’anima, così la Legge scritta era inutile senza uno spirito informatore, la Cabala. Così, in questa storia di Abramo e dei Re di Edom, ogni personaggio rappresenta una parte della personalità e l’azione della storia mostra l’interazione di quelle parti della mente. Prima di prendere in considerazione l’interpretazione esoterica e magica del racconto, esaminiamo il problema del male in sé. […] La dottrina magica afferma che esistono diversi tipi di male, alcuni dei quali […] non sono male! Il primo tipo di male è la resistenza innata della forma alla forza. Le forme organizzate impongono delle limitazioni al libero movimento della forza, ma tali restrizioni ed opposizioni permettono il controllo e la guida della forza stessa. Nella vita fisica osserviamo che l’attrito fra il piede ed il suolo ci permette di muoverci in avanti (in un mondo privo d’attrito camminare sarebbe impossibile e la forza inutile) e questo principio di limitazione è valido in altri campi.
Come conseguenza dell’opposizione alla forza del vapore da parte della caldaia, del cilindro e del pistone, è possibile ottenere un utile lavoro. Così questo male dell’ «inerzia» si rivela un non autentico male, ma una parte del meccanismo dell’universo in evoluzione [NB][3]. Esiste, però, una forma d’inerzia che va oltre quella solita e benefica [va oltre …]. Si tratta dell’inerzia dell’assenza di forma e di caos [anche il cosiddetto “CHAOS MAGICK”], l’ «Aborto dello Spirito», le Sabbie Mobili Cosmiche [NB]. Qui non vi è una vera e propria resistenza [ed è proprio così per cui sono “altre” le forze che “galvanizzano” questo che potremmo chiamare una sorta di “NO COSMICO” …], nessuna molla da cui la vita può salire ad ulteriori altezze. Il caos cosmico è proprio come le sabbie mobili che non offrono alcun punto d’appoggio [NB], ma afferrano, ostacolano ed infine traggono in basso chiunque faccia affidamento su di esse [donde l’estrema pericolosità del cosiddetto “chaos” magick che, chiaro, non è certo un pericolo molto diffuso![4]].
La vita in evoluzione, non trovando una resistenza, un fulcro su cui far leva, può essere assorbita e resa impotente da questo «Caos delle Tenebre e dei Cancelli della Terra della Notte».
Una terza forma di «male» è quella detta «forza sbilanciata». In questo caso una forza perfettamente buona ed utile viene spostata nel tempo e nello spazio e il risultante sbilanciamento è senz’altro maligno. Consideriamo qualche esempio. Il carbone nella stufa adempie una funzione utile e benefica, producendo calore nella stanza. Ma se cadesse sul tappeto, immediatamente diverrebbe un male, incendiando la stanza, danneggiando beni ed eventualmente provocando la perdita di vite. L’acqua nella vasca è un bene, ma se esce da essa e si rovescia per le scale è un male. Questi due esempi possono servire da illustrazione di uno spostamento nello spazio, ma vi è anche uno spostamento nel tempo. Questo può esser di due tipi: ritorno al passato o anticipazione del futuro. Il ritorno alla morale e ai criteri etici di un livello […] primitivo di cultura umana, è «male» per l’uomo moderno [ed anche NON moderno!] civilizzato [insomma: per il “CIVILIZZATO” tout court], poiché è una vera e propria regressione [quella che, intorno a noi, oggi vediamo mostrata da tanti et tanti SEGNI] […]. Ma è egualmente male se, con i limiti ed il punto di vista del mondo attuale, una persona si spinge troppo oltre nel futuro e cerca di materializzare nel XX secolo [cioè l’epoca in cui Butler scriveva, ma le cose non solo NON sono cambiate, sono MOLTO peggiorate] lo stato di civilizzazione che apparterrà, per esempio, ad un’epoca posteriore alla nostra di diecimila anni [in effetti, anche di molto prima!!]. Per usare una frase espressiva dall’autore ascoltata recentemente, «il leone potrà un giorno sdraiarsi accanto all’agnello, ma sarà necessario che i suoi meccanismo digestivi siano radicalmente mutati!». Quest’eccessiva anticipazione del futuro è l’errore che sottostà all’atteggiamento pacifista [davvero MOLTO ATTUALE! MOLTO!]. Poiché esso è praticabile solo in una comunità felicemente organizzata, è chiaramente insostenibile ai tempi nostri [finché la “pace” si risolve nell’accettazione delle “proprie” richieste, tutto bene: ma si provi a dir di no e la famosa “pace” se ne andrà – come suol dirsi – “a farsi benedire” …! Vale a dire che gli uomini NON SON PRONTI: è un semplice FATTO].
A quanti possano pensare che questa sia una cinica condanna di ciò che è stato insegnato da grandi maestri di religione, vogliamo ricordare i «Consigli di Perfezione» cattolici: l’ideale del futuro deve sempre esse indicato, ma sebbene tale visione sia la forza ispiratrice che tende alla propria realizzazione [NB], se questa è prematura, costituisce certamente un male”, ivi, pp. 40-43, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
“Questi tipi di male possono esser definiti mali assoluti, ma esiste anche ciò che può esser chiamato un assoluto male assoluto [gioco di parole, ma preferirei dir che quest’ultimo È il “male ‘assoluto’” mentre gli altri – quelli precedenti, detti prima da Butler – son dei mali RELATIVI: si capisce meglio e, soprattutto, si pone in rilievo la differenza QUALITATIVA e SOSTANZIALE fra questi diversi “generi” di “male” per l’appunto!]. Giungiamo allora ad una questione che in quest’epoca moderna viene spesso trascurata[5]: l’esistenza di un male organizzato.[6] Sembra che i «residui» materialisti dello scorso secolo [il XIX sec., intende, ma sono perdurati sino ad oggi!] abbiano innescato alcune inibizioni inconsce [non v’è dubbio!] nella mente dell’uomo moderno, rendendogli estremamente difficile il comprendere che il male organizzato possa esistere [le cose non sono cambiate a tal proposito], a livello sia fisica sia soprafisico [NB]. La bestialità calcolata di cui si è dato prova nella guerra [intende: nel Secondo Conflitto Mondiale, parte della “seconda ‘guerra dei Trent’anni’”] avrebbe dovuto aprire gli occhi [non è mai accaduto e continua col non accadere] circa la possibilità del male organizzato. Abbiamo ustao appositamente il condizionale, poiché alcuni nostri amici, idealisti sino in fondo, ci hanno recentemente detto che tutte le storie di atrocità sono assolutamente prive di fondamento e […] semplici opere di propaganda [si sente talvolta questa “storiella” “ri” girare in ambienti “complottisti” cosiddetti], poiché «nessuno poteva essere così malvagio da fare tali cose!». Fu loro suggerito di frequentare i tribunali e di ascoltare qualcuna delle prove date a proposito di alcuni dei casi più sordidi [oggi per certi aspetti si abusa della “cronaca ‘nera’” come la si chiama, questo con intento sviante, poiché tutte queste notizie non paiono smuovere l’opinione pubblica in senso positivo, anzi!] […]. Il suggerimento fu scartato con un tale ribollire d’emozioni da far pensare che il Vecchio Adamo non fosse del tutto estinto nemmeno nei loro petti pacifisti!
Tutte le antiche religioni hanno insegnato la presenza di un male organizzato e la fede cristiana lo ha personificato in Satana [del quale, per favore, non si prenda visione nel solito, stereotipo modo, che non serve a niente, anzi è sviante anch’esso: infatti, “Satana” è solo la personificazione di un qualcosa di MOLTO ma MOLTO più subdolo, mutevole, camaleontico]. San Paolo aprla di tal male organizzato a livello soprafisico quando afferma: «Poiché lottiamo non cotnro carne e sangue, ma contro i Principati, Potenze, contro i Signori delle Tenebre in questo mondo, contro gli Spiriti della Malvagità nei Luoghi Esaltati» (Epistola agli Efesini, capitolo VI, versetto 12).
Nel processo d’evoluzione dell’universo, energie di vario tipo sono state mal poste ed aggiunte al pensiero mal diretto dell’ intera umanità in evoluzione. Così l’atmosfera psichica di questo pianeta periodicamente si carica e si oscura con «vibrazioni» maligne, finché ad un certo punto la vita in evoluzione viene riportata sotto controllo [vi sono varie modalità]. Allora grandi anime giungono sulla terra per ricordare alla mente degli uomini le vie della sapienza e i sentieri di pace e per «alleviare un poco il pesante carico dei peccati e delle sofferenze del mondo». Il più rilevante e significante di questi cicli evolutivo avvenne circa duemila anni fa, quando fu raggiunto il culmine della discesa della vita nella forma e l’intera manifestazione di essa correva il pericolo di essere del tutto arrestata ed ostacolata. Allora giunse Lui, la manifestazione incarnata del Logos, il Signore della Luce, e mediante la Sua identificazione di Sé con l’intera razza umana, Egli raccolse su di Sé tutto il male del pianeta e mediante il Suo Potere lo trasformò in condizioni ed influenze più elevate: un Processo Alchemico a livello mondiale”, ivi, pp. 43-45, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
Si tratta – chiaramente – di Gesù Cristo: tutti i magi “classici” eran credenti, prima osservazione da farsi. Ma, senza perderci dentro altre questioni, due brevi osservazioni: 1) Cristo prese “su di Sé” tutti i “peccati del mondo” SINO a QUEL periodo = tutto quanto viene dopo NON È stato da Lui “preso” …; 2) duemila anni fa si ebbe il “culmine” del processo di “discesa” sul piano FISICO, vale a dire “CORPOREO” quindi, dopo, si è scesi – pian piano – più giù per cui, ça va sans dire …, siamo nella fase dell’ “evocazione” dal “basso cosmico” (alias: lo “psichismo cosmico inferiore” per dirla con Guénon …) ovvero: si scende più giù stavolta, e, dall’aver a che fare con forze sostanzialmente corporee – come 2000 anni fa circa –, si ha oggi sempre più “a che fare” con forze del “sottile” inferiore.
A chi ha orecchie per intendere …
Peraltro la differenza con l’Atlantide sta qui: si parla di “asteroide” o “cometa” come in quel tempo, ma – in quel tempo – non si parlava di “stirpi” di Gog&Magog … quindi oggi è diverso.
E difatti, guardandosi attorno – con un minimo di consapevolezza – e leggendo i signa, si trovano varie conferme, seppur, SEMPRE, parziali, e SOLO parziali possono essere le conferme. Oggi.
Andrea A. Ianniello
[1] Naturalmente l’interpretazione attuale – in senso “etnico” – di “Edòm” (cioè i popoli non giudaici corrispondenti, in pratica, più o meno alla Giordania meridionale di oggi: sarebbe il territorio a sud-sud-est rispetto alla Giudea storica; in pratica dove si trova Petra) è tutta falsata, perché si tratta della tendenza, storicamente sempre presente, ad identificare un qualcosa che va oltre il corporeo e va oltre lo storico, con dei popoli effettivamente esistenti. Questo l’abbiam visto, riguardo alle “stirpi di Gog e Magog”, nella loro identificazione con i Goti, prima e, dopo, con Unni; nel Medioevo, poi, furono i Mongoli a venir identificati con tali “stirpi” di Gog e Magog.
[2] Si sa che Guénon identificava questo “Sacerdote PER SEMPRE” con il Re del Mondo.
[3] Si può imparare ad usare tale resistenza A FAVORE della crescita spirituale stessa: si può farlo, non facile, ma possibile. Detto en passant, questa era l’essenza del “metodo Gurdjieff” cioè l’usare la forza negativa come spinta per la crescita spirituale: non sempre funziona, non sempre dà i risultati sperati – poiché funziona se e solo se si mantenga una certa, non eccessiva ma costante, “tensione spirituale – tuttavia, è un fatto, funziona …
[4] Pericolo NON diffuso, ma GRAVE, per così dir … In pratica: è difficile che accada, ma, se accade, venirne fuori è altrettanto – se non ancor più – difficile …
[5] E le cose, nel frattempo, sono solo peggiorate.
[6] Che dunque, proprio per questo motivo, può esser detto a buon titolo: assoluto, mentre tutti gli altri mali detti da Butler prima – che talvolta possono essere piuttosto gravi, e che dunque non vanno certo sottovalutati –, pur tuttavia, permangono dei mali negativi, mentre “il” male organizzato È un male positivo, cioè attivo. Propositivo. Affermativo e non – per l’appunto – negativo.