Partiamo dal precedente post: cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2026/02/frasi-3-del-nuovo-anno-guenon-vs.html
ed approfondiamo – solo un po’ – la questione.
Il tema di fondo è questo: “Il clima di attesa di un evento epocale”, G. GALLI, Hitler e la cultura occulta, RCS & Grandi Libri BUR, Milano 2013, p. 58, clima che caratterizza l’epoca tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, cioè cento e novant’anni fa, e le varie “scelte” che caratterizzeranno sia le società “occulte” sia i gruppi “esoterici” dell’epoca in questione[1]. Lo scopo è quello di ridimensionare il ruolo di Hitler nella storia del XX secolo: “Arrivati a questo punto, il lettore si potrebbe chiedere: e Hitler? Arrivati quasi a metà del libro, se n’è parlato per accenni, è rimasto sullo sfondo, e siamo giunti ad affermare che il suo ruolo, nella storia del XX secolo, può essere ridimensionato”, ivi, p. 85. In poche parole: Hitler, senza questo sfondo di “società occulte” che avevano un ruolo molto importante negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, non ha, per Galli, senso. In effetti, per certi aspetti, Hitler è come il “genio della lampada” sfuggito al controllo di “certi” gruppi che pure l’avevano evocato e preparato al suo ruolo, soprattutto nella “scuola superiore a spese dello stato” cioè nel carcere di Landsberg, anche se non certo solo lì chiaramente.
Ma veniamo a Crowley.
“In Hitler e il nazismo magico avevo registrato un episodio di questo periodo:
“Fernando Pessoa aiuta l’amico Crowley ad organizzare una finta morte in Portogallo nel 1930 per poi ricomparire a Berlino e Guénon ipotizza che nel 1931 sia stato un segreto consigliere di Hitler. […] Penso che [quest’ipotesi:[aggiunta di Galli]] si possa collocare in un interesse dell’intellighenzia di destra portoghese […] per il nazismo” (p. 24).
I biografi sia di Crowley che di Pessoa considerano una sorta di scherzo [sic] questa finta morte prima del viaggio a Berlino e non prendono in considerazione l’ipotesi di Guénon [della quale s’è detto, per l’appunto, nel precedente post], che figura in una sua lettera a Evola [dell’ottobre del 1949, come sappiamo]. Ma nel 1991 il più accreditato biografo di Crowley, John Symonds, pubblica un libro di Fantasia, The Medusa’s Head, che ha per sottotitolo Conversations Between Aleister Crowley and Adolf Hitler (Ed. Mandrake press, Londra). Le conversazioni sono evidentemente inventate, ma inserite in un contesto accurato e preciso degli eventi storici che portarono Hitler al potere, dai successi elettorali al tentativo del generale Schleicher di spezzare il partito nazista, alleandosi con il numero due, Gregor Strasser, sino alle pressioni finali su Hindenburg, perché affidasse il cancellierato a Hitler.
È opportuno riportar qualche passaggio. Al primo incontro è presente Martha Küntzel, una persona storicamente ben nota per i suoi collegamenti con società esoteriche [meglio dire: occulte] germaniche ed inglesi. Il mago è introdotto al Führer da Hess. Hitler dice subito: «Quando sarò al potere in Germania, cercherò immediatamente di stipulare un patto d’amicizia con l’Inghilterra» (p. 65. La traduzione è di servizio. NdR).
Il secondo turno delle elezioni presidenziali del marzo 1932 «Hitler percorse la Germania in aereo partecipando a quattro-cinque manifestazioni ogni giorno. Egli era, letteralmente, “Hitler sulla Germania”. Solo due anni prima cominciava a farsi conoscere. Hindenburg ottenne la maggioranza assoluta con 19.359.953 voti, il 53 per cento. Hitler arrivò al 36 per cento, con 13.418.547 voti» (p. 139). In quel 1932,
“la Germania era in una situazione di disintegrazione rivoluzionaria.
Tra il 1° giugno e il 20 luglio 1932, nelle città della Prussia ebbero luogo” quattrocentosessantuno battaglie di strada, con ottantanove morti e quattrocento feriti gravi. In luglio i morti negli scontri furono ottantasei, tra essi trentotto nazisti e trenta comunisti. «La Germania è un Paese occupato dalle Sa», disse il quasi dimenticato generale Ludendorff [quello del “putsch della birraria” o “di Monaco” seguito al “putsch Kapp” ricordato, appunto, nel precedente post]” (p. 150).
Nel successivo incontro, Crowley si presenta a Hitler senza farsi annunciare, preceduto dal suono di una campanella.
Segue il colloquio, nel quale Hitler domanda:
“«Ditemi cosa fareste se vi facessi arrestare dalla mia guardia del corpo?» «Provate» replica Crowley.
Hitler: «Perché siete così sicuro di voi?».
Crowley: «Tra l’altro, posso rendermi invisibile, alla vostra guardia non sarebbe facile arrestarmi e voi paghereste pesantemente per questo».
«Mi state minacciando?» chiede Hitler, e Crowley replica:
«con un leggero sorriso» [aveva, senza dubbio, sense of humour …!]” (pp. 152-153).
Alla fine, annuncia al Führer che non otterrà la maggioranza assoluta alle imminenti elezioni del 31 luglio, nelle quali comunque i nazionalsocialisti diventano il primo partito in Germania, con un balzo al 37,5 per cento dei voti.
Al successivo, festoso incontro con Hitler, appena nominato cancelliere, alla presenza del vertice nazista, Crowley ricorda che già nel 1904, ispirato dal suo angelo Aiwass, aveva scritto: «“Sorgerà un altro profeta e porterà fresche energie dal cielo”. Hitler è questo profeta predetto da Aiwass» (p. 212). Ma quando, nell’agosto 1934 [dopo la “Notte dei lunghi coltelli” cosiddetta[2]], Hindenburg muore e Hitler assume anche la presidenza del Reich, «Crowley gli manda un telegramma che né Hitler né nessuno dei suoi consiglieri potrebbe capire: “La mia mano sinistra è vuota, perché io ho distrutto un Universo e nulla rimane”» (p. 215) [in nota si dice che la traduzione qui, come prima, è “di servizio”].
Credo che Symonds abbia scritto questo strano libro per rievocare le speranze esoteriche dei primi anni Trenta, poi deluse, per cui lo stesso Crowley asserirà di aver aiutato, con la sua magia, Churchill a vincere la battaglia aerea d’Inghilterra nell’estate-autunno del 1940”, ivi, pp. 58-59, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
Di seguito, si parla dell’ “Idra Intima” di cui s’è detto, brevemente, in uno scritto (in pdf) che non so se sia sopravvissuto.
Andrea A. Ianniello