Memo (3) … (“Sonnambulismo” ma v’è ben di più oggi! Altro che “Sonnambulismo” …!)
“«[…] Ogni uomo sulla terra dovrebbe fare lo stesso se ne possedesse la chiave. E la chiave consiste semplicemente in questo: che un uomo, nel sonno, prende semplicemente coscienza della sua personalità, e di quell’infinitesima incrinatura attraverso al quale la sua coscienza può filtrare nello stato di transizione che sta tra il sonno profondo e la veglia. […] I nostri sforzi per conquistare l’immortalità non sono altro che i nostri sforzi per governare quegli spiriti indocili e gli elementi innati che lottano dentro di noi, […] Lo spettrale Habal Garmin, che lei ha visto, il “soffio delle ossa” della Cabala: lui era il Re. Quando sarà incoronato spezzerà i legami che lo incatenano al mondo per mezzo dei suoi sensi corporei e del suo cervello. Lo so, lei vorrebbe chiedermi come mai io, malgrado sia riuscito a liberarmi dalla ragnatela della vita, abbia potuto trasformarmi in una notte nel peggior genere d’assassino? Glielo dirò. Gli esseri umani sono come tubi di vetro, nei quali scorrono molte palle colorate. Quelle di alcuni uomini sono di un colore solo. Se le palle sono rosse, l’uomo è marchiato come “cattivo”, se sono gialle, è “buono”. Se due palle scorrono nello stesso tubo, una gialla e l’altra rossa, l’uomo è “instabile”. Ma noi dell’Ordine del Morso del Serpente assommiamo le secolari esperienze di tutta una razza. Palle di tutti i colori scorrono velocemente nel nostro tubo di vetro»”.
“Se (come il greco afferma nel Cratilo)
l’archetipo è il nome della cosa,
nelle lettere rosa sta la rosa,
nella parola Nilo il Nilo.
Nell’ora dell’angustia, a luce vaga,
sul suo Golem gli occhi soffermava.
Chi ci dirà le cose che provava
Iddio, mirando il suo rabbin in Praga?
J. L. BORGES, El Golem”.
“In quella gola, dall’ampiezza di circa cinquanta miglia quadrate, sarebbe vissuta, in mezzo alla più lussureggiante vegetazione, una piccola tribù appartenente alla razza tibetana, che portava berretti rossi a punta e adorava una crudele divinità satanica raffigurata da un pavone. Quest’essere diabolico, nel corso d’innumerevoli secoli, avrebbe insegnato agli abitati la magia, avrebbe rivelato loro dei misteri che un giorno avrebbero sconvolto l’intero globo terrestre. […] Pompeo rise laconicamente”.
“Le opinioni dei cabalisti circa la natura della creazione del golem sono piuttosto diverse.
Moses Cordovero riteneva che l’uomo abbia il potere di dare vitalità, ḥiyyut, al golem, ma non vita (nephesh), spirito (ru’ah) o anima vera e propria (neshamah)”.
“Il punto ‘T[Th]eta’ designato simbolicamente, in Occidente, con la ‘Gerusalemme Celeste’, in Oriente con la ‘Città dei Salici’, con l’ ‘isola dei Beati’, mentre il punto Tau risponde al Tempio e, in maniera generale, a ogni ‘centro terrestre sacro’ che non può […] esser ritenuto tale se non ordinato dalla qualifica del Pontefice che serve da intermediario tra la ‘Terra Santa’ e la ‘Terra Sacra’. In tal senso non esiste alcun luogo veramente sacro dove l’Operatore non abbia ricevuto il ‘Dono della Luce originale’ e, inversamente, è sufficiente che l’Operatore abbia ricevuto questo ‘Dono’ perché la sua sola presenza santifichi un luogo terrestre qualsiasi. Questo Pontefice o quest’Operatore è anche l’ ‘Uomo veritiero’ o il ‘vero uomo’, il ‘Chen-Jen’ della tradizione estremorientale. La linea orizzontale dei punti Alfa-Ksi-Omega [cioè a-x-w, nota mia], equivale al ‘giogo della bilancia’ e all’asse della ‘Legge’, cosa che spiega, tra gli altri sensi, come l’attributo fondamentale dell’ ‘Uomo vero’ sia la ‘Giustizia’ che dev’essere resa, simbolicamente, ‘al piede dell’Albero’ [“del mondo”, nota mia] e nei tre mondi sui quali il Giusto esercita il suo doppio potere.
La triade della ‘Tripla Materia’ il cui insieme costituisce, simbolicamente, la ‘materia prima’ può esser studiato sia […] nei suoi rapporti con la triade della ‘Tripla Parola’, cosa che […] rappresenta uno degli oggetti dell’ ‘I-Ching’ e della classificazione esagonale dei ‘mondi’ tradizionali, sia […] nel suo rapporto con il mondo ‘umano’ e ‘terrestre’ che, in nessun modo, occupa una situazione privilegiata in rapporto ai precedenti [cioè ai precedenti “mondi”, nota mia]. Tuttavia, anche nei suoi stretti limiti, questo mondo ‘manifesto’, tridimensionale e temporale, è alla base d’una ‘realizzazione operativa’ che può trasferire dal virtuale al reale l’aggregato umano ‘immaturo’, incompleto ed incompiuto, di cui ciascuna ‘scintilla incarnata’ anima la maschera e porta il pesante fardello. La materia è dunque, per l’aggregato animale, vegetale o minerale, la via dolorosa, lenta e profondamente saggia, d’una Passione universale e di passaggi effimeri. Ogni venerazione, ogni amore che ispiravano agli alchimisti gli spettacoli di annientamento e resurrezione provocati dalle tecniche segrete del ‘magistero’, la perfezione dei fatti al cui spiegazione sfida tutti gli sforzi di ciò che chiamiamo ‘ragione’, han dato, ai trattati tradizionali dei maestri, questo […] stile inimitabile di cui, malgrado i secoli, ciascuno di noi può provar ancora la risonanza sottile, il calor e la luce, sempre vibrante, sotto il mantello nero degli enigmi”.
R. ALLEAU, Aspetti dell’alchimia tradizionale, Atanòr, Roma 9989, pp. 55-56, corsivi in originale, grassetti miei. (Cf. anche HUGINUS A BARMA in ivi, pp. 111-113, corsivi in originale. Il dico per chi “vogli” approfondir …)
“Dobbiamo abituare le nostre menti ad abbandonare il concetto che solo la materia densa è reale [giusto solo che tal passo viene dopo un commento, non negativo, sulle teorie – sbagliate – di Darwin: l’impatto psichico del suo tempo si faceva sentir comunque!!]. Esistono molte energie che non sono fisiche: dietro alla realtà materiale ve n’è una psichica e dietro quella psichica una spirituale. Pensare solo in termini di materia è una pessima abitudine [di più, è una suggestione collettiva] e porta ad un’interpretazione completamente errata dell’esistenza [su ciò non v’è alcun dubbio].
[…] Anche quando una realtà psichica si forma attraverso la comprensione, quella spirituale non scompare ma rimane quale essenza di base che rende valido il tutto. Questo perché vi possono essere delle realizzazioni psichiche che non sono in sé realtà, bensì non realtà in quanto inadeguate o errate, ed è proprio in esse che possiamo rintracciare la radice del Male positivo [per “Chi ha orecchie per” …].
A questo punto possiamo chiederci quali siano le implicazioni pratiche nel quotidiano di queste raffinatezze metafisiche: nei problemi di tutti i giorni che importanza può avere il sapere se la forma psichica siu differenzia dall’essenza ultima, ossia dalla realtà spirituale? Il sapere queste cose può semplificarci la vita? È proprio su considerazioni di questo tipo che si basa la struttura su cui poggia l’applicazione pratica del potere della mente. […] Chiunque entri in contatto con il mondo invisibile, sia per mezzo del proprio potere psichico sia utilizzando quello di un altro [il “medium” cosiddetto] qual canale d’evocazione, ha bisogno di poter classificare i vari fenomeni che incontrerà.
La prima cosa indispensabile [davvero, senza la quale si va fuori strada] è il comprendere che non tutti i fenomeni dipendono dai defunti; vi son molti altri abitanti nel mondo invisibile oltre a coloro che hanno avuto forma umana. Inoltre, non tutte le manifestazioni dovute alla mente subconscia [NB] sono interamente soggettive [leggi tra le righe: possono avere manifestazione oggettiva = qui è la causa dei fenomeni detti “Ufo” come anche d’altri phenomena]. […] Le categorie che proponiamo in queste pagine derivano principalmente da forme occulte tradizionali e dovrebbero poter fare luce su molte esperienza vissute da operatori psichici. Le offriamo in uno spirito di collaborazione quale testimonianza indipendente d’esperienza comuni a tanti ricercatori
[e sono: “le anime dei defunti”; le “proiezioni dei viventi” – punto molto ma molto importante questo!: qui appunto è la causa di tante manifestazioni, anche “Ufo” cosiddette!; “le gerarchie angeliche”; “gli elementali” vale a dire quelli di cui parlava Paracelso, per intenderci, anch’essi alla radice degli “Ufo” cosiddetti, solo che le “proiezioni” – se le possono “fare” dei “viventi” –, le possono “fare”, a fortiori, anche gli “elementali” cosiddetti!!]”.
D. FORTUNE, Magia applicata, Venexia, Roma 2004, pp. 82-85, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
“Stando a Marquès-Rivière, «dobbiamo formalmente dichiarare che, in queste materie, non vi son compromessi possibili. Potete, se lo desiderate, manifestare ed “incarnare” uno di questi esseri del vitale che vi conferirà certi poteri e vi terrà a sua discrezione proprio mentre crederete di dominarlo. I rituali esistono (anche l’occidente al riguardo ne possiede di molto completi). Otterrete così certe soddisfazioni vitali. E poi? Il risultato vale il lungo sforzo dell’addestramento? In ogni caso il cammino è bloccato e non mena più lontano. Credere che si possa così pervenire all’Unione è perfettamente puerile». L’ unico obiettivo di queste forze è dunque quello «cancellar dall’uomo i segni divini», ed i mezzi impiegati variano a seconda del tipo d’uomo.
Sta lì la grande illusione di quelli che si lasciano sedurre: ed è proprio grazie alla loro angoscia, al loro smarrimento, alla loro mancanza di coscienza propria che queste forze hanno buon gioco. Quest’ultima osservazione ci sembra non poco la più attuale, perché nell’epoca e nel mondo moderni, questo stato di smarrimento e di non-coscienza [NB], di sonnambulismo continuo è [NB] quello che caratterizza sfortunatamente la quasi totalità degli esseri umani, e che permette a queste forze [NB] di essere le dominatrici quasi incontestate del mondo, almeno fino alla “battaglia finale” [NB]”, A. de DANANN, Mémoire Du Sang, Archè, Milano 1990, pp. 137-138, corsivi e grassetti miei; traduzione di servizio.
Ed oggi: BEN PIÙ CHE SONNAMBULISMO …!
@i
PS. Tra l’altro, nelle note in ivi, pp. 91-92, si parla delle relazioni di René Schwaller de Lubicz con alcune forme “pericolose” di cosiddetta “sopravvivenza” della tradizione “ermetico-egizia” nel Nord Africa, e del sufismo deviato, appartenente - quest’ultimo, però, ad uno “strato” più “esteriore” di “deviazione” rispetto a quello “ermetico” egizio … Ci si ferma qui.