“Del resto, anche fra coloro che si sforzano di reagire contro il «materialismo» moderno, quanti son capaci di concepire la spiritualità al di fuori di ogni forma specifica, più in particolare al di fuori di una forma religiosa, e di svincolare i princìpi da ogni applicazione a circostanze contingenti?”.
R. GUÉNON, Autorità spirituale e potere temporale, Adelphi Edizioni, Milano 2014, p. 136, corsivi e grassetti miei. Attenzione: “al di fuori” non vuol dire contro … ma continuiamo.
Rispondiamo alla domanda, pensando NON ad eccezioni – che “confermano la regola” suol dirsi – ma, invece, alla realtà dei fatti di OGGI:
Nessuno! Nessuno! Nessuno!
Ecco parole totalmente – totalmente! – dimenticate oggi, fissati come sono con le “bandierine” poste sulle “recinzioni” delle “terre mentali” quasi come un parallelo dell’ “espulsione dalle terre” di proprietà e cioè quel fenomeno che – secondo lo stesso Marx – avrebbe segnato l’ “accumulazione originaria” vale a dire il primo processo di trasformazione della proprietà “feudale” IN proprietà “capitalistica”. Dal colono (ed anche servo della gleba, nelle fasi precedenti) al lavoratore salariato della terra. Ora un tal processo di “recinzione”/appropriazione/messa a frutto passa dal materiale alle “terre” (**metaforiche**) mentali! Ciò accade oggi ANCHE nella spiritualità e molti non si rendono conto, nemmeno nella più lontana delle maniere, che **questo** è un “peccato contro lo Spirito” … Lo Spirito, infatti, NON ammette “ proprietà” di alcun genere poiché si “deve” andar “OLTRE” l’ “io” …
“Parole moleste ad orecchie moderne” avrebbe detto Colli …
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PS. Così continuava Guénon: “Quanti, fra coloro che si pongono come difensori dell’autorità spiritale, immaginano che cosa possa essere quest’autorità allo stato puro, come dicevamo sopra? Quanti si rendono veramente conto di quali sono le sue funzioni essenziali e non si fermano ad apparenze esteriori, riducendo tutto ad una semplice questione di riti (le cui ragioni profonde rimangono peraltro totalmente incomprese) o addirittura di «giurisprudenza», che è cosa puramente temporale?”, ibid., corsivi e grassetto miei. Ma se, in definitiva, tutto non è altro se non “giurisprudenza” …? Questa della “giurisprudenza” è la deriva dominante in ambito islamico, ma il resto non è che stia un granché bene! “Se Sparta piange, Atene non ride” …!