domenica 12 aprile 2026

10 anni fa 6, – Da: “Rivelazioni” di J. VALLÉE … –

 

 

 

 

 

 

Non attender l’urto

del toro umano la cui strana forma

plurima colma d’orrore il groviglio

dell’infinita pietra che s’intreccia.

Non esiste. Non aspettarti nulla.

Neanche nel nero annottare la fiera.

Jorge Luìs Borges, Labirinto”.

J. VALLÉE, Rivelazioni, Venexia editrice, Roma 2016, p. 7, corsivo in originale, grassetti miei. Edizione originale: 1998, ed infatti per certi aspetti è datato, parla dell’epoca in cui emergeva il tema Ufo, ma si concentra sugli “inganni” perpetrati su tal tema; pur non sempre potendo esser d’accordo con Vallée, non v’è dubbio che ci son stati tanto i depistaggi che i veri e propri inganni, e che vi siano ancora. Insomma, l’accento è posto sul tema dell’ “inganno” voluto, cosa come si vede dal titolo in inglese: Revelations. Alien Contact and Human Deception (“Deception” appunto …[1]).

 

Dopo un po’ riprese: “Parliamo della falconeria”[2].

D’accordo”, replicai. “Una volta catturato il falco che succede?”

Allora Jeanne d’Ys prese la mia mano nelle sue e mi raccontò

dell’infinita pazienza che serve per addestrare un giovane falco a

posarsi sul polso del falconiere[3].

The Demoiselle d’Ys

di Robert W. Chambers, 1895”.

In ivi, p. 43, corsivi in originale.

 

Canti che intoneranno le Pleiadi,

dove sventolano i cenci del Re,

dive morir inascoltati

nella velata Carcosa.

La canzone di Cassilda, in

Il re in giallo

Atto I, Scena 2”.

In ivi, p. 95, corsivi in originale, grassetto mio.

 

Lungo la riva le nuvole si aprono,

i soli gemelli s’inabissano nel lago,

le ombre si allungano

a Carcosa.

La canzone di Cassilda, in

Il re in giallo

Atto I, Scena 2”.

In ivi, p. 195, corsivi in originale, grassetto mio.

 

Canzone della mia anima, la mia voce è morta!

Muori anche tu, mia cantata, mentre le lacrime mai versate

Si asciugheranno e svaniranno nella

perduta Carcosa.

La canzone di Cassilda, in

Il re in giallo

Atto I, Scena 2”.

In ivi, p. 243, corsivi in originale.

 

La credibilità, in effetti, è di vitale importanza se si vuol sviluppare

un sostituto politico della guerra. È per questa ragione che le proposte

relative alla corsa allo spazio, per molti versi così adatte come sostituti

economici alla guerra, mancano l’obiettivo. Neanche il progetto spaziale

più ambizioso e irrealistico può generare da solo una minaccia esterna

credibile. È stato fatto notare che una tale minaccia fornirebbe “la

migliore speranza di pace” che si possa desiderare, unendo l’umanità

contro il pericolo di essere distrutta da “creature” proveniente da altri

pianeti o dalla spazio esterno. Sono stati proposti degli esperimenti per

testare la credibilità della minaccia di un’invasione da un altro mondo:

è possibile che alcuni degli episodi ufologici più difficili da spiegare dagli

ultimi anni fossero in realtà esperimenti di questo tipo ….

Rapporto da Iron Mountain sulla possibilità

e l’opportunità della pace

Dial Press, New York 1967”.

In ivi, p. 95, corsivi in originale, grassetto mio. Quanto qui scritto – nel lontano 1967 – è oggi ancor più valido, fatte le dovute modifiche  del caso …

Insomma, non siam poi così lontani dal noto discorso di R. Reagan all’Onu nel – lontano … – 1987 … In ogni caso, si chiama, questo processo, “acclimatazione” cioè un processo che, dal lontano 1967 ad oggi, ha fatto passi avanti notevolissimi: oggi certe cose che, ancor a quel tempo, sarebbero state di “scandalo” – in qualche modo, qual che sia – già vengono accettate: sempre di più lo saranno

 

 

 

 

Qualcuno si sta dando terribilmente da fare per convincere il mondo che siamo minacciati da esseri provenienti dallo spazio. A sostegno di questa tesi, molti dei fatti relativi all’autentico fenomeno ufologico e alla sua vera storia sono stati distorti […]. […] Esiste un fenomeno ufologico autentico, che non si può né con le rivelazioni di presunti agenti del governo con nomi in codice […] né con gli aderenti alla setta di Ummo [ed altre sette]. Il fenomeno ufologico autentico, come ho dimostrato in Incontri, è legato ad una forma di coscienza non umana che manipola lo spazio e il tempo in modi che non comprendiamo [con le attuali teorie, È CERTO che “non comprendiamo” …!]. […] È curioso [sic!] osservare che anche ricercatori scientificamente qualificati che accettano l’idea di universi multipli [che già è una forma di semplificazione, dunque già depistante] o i pochi ufologi che capiscono l’ipotesi secondo cui lo spazio-tempo può esser piegato [un termine fuorviante] per consentire viaggi quasi istantanei da un punto del nostro universo ad un altro, ancora si aggrappano emotivamente alla convinzione che qualsiasi forma di coscienza non umana debba necessariamente provenire dallo spazio [questo è l’errore “fondante” ma qui Vallée dice bene: si tratta di una “convinzione emotiva” ed dunque particolarmente difficile da “schiodarsi” …]. A questo proposito, i miei amici ufologi stanno commettendo lo stesso errore che denunciano così fortemente tra i ricercatori del SETI: son disponibili ad accettare solo gli alieni che vengono da molto lontano [di nuovo: convinzione di natura emotiva].

La verità è questa: se c’è una forma di vita e di coscienza [di nuovo va ribadito: le due cose NON NECESSARIAMENTE convergono …] che sfrutta proprietà dello spazio-tempo [ipotesi già fuorviante] che non abbiamo ancora scoperto [no, sono cose che si sanno: da secoli, solo che “fuoriescono” dalla mentalità della STRAGRANDE MAGGIORANZA degli umani, la cosa è MOLTO ma MOLTO diversa], non è affatto necessario che sia extraterrestre [esattamente!, proprio così è precisamente!]. Potrebbe provenire da  qualsiasi luogo e da qualsiasi tempo, anche dal nostro stesso ambiente [diciamo: da degli aspetti “non corporei” del “nostro stesso ambiente” per così dir …]. Potrebbe certamente essere originaria di un altro sistema solare […]. Ma potrebbe anche coesistere con noi e rimanere inosservata [come poi È PRECISAMENTE]. Le entità potrebbero essere multidimensionali  [parola che NON vuol dire alcunché di reale, MERO verbalismo], oltre lo stesso spazio-tempo [questo è, invece, VERO: è PRECISAMENTE così ma che vuol dire? Vuol dire che NON sono corporei, il che, a sua volta, NON significa che siano “privi” di “effetti” – e, di conseguenza, di caratteristiche – corporei: la deduzione che lega necessariamente i due assunti è una caratteristica del solo mondo moderno …!]. Potrebbero anche essere entità frattali e la terra potrebbe essere la loro porta di casa [“frattali” è un’altra di quelle parole che non vogliono dir nulla, e che cercano di tradurre,  nel linguaggio di oggi cioè nel mondo dove domina incontrastato quell’assunto che si è detto nel commento precedente; “porta di casa” è invece più giusta ma ciò è vero se e solo se si ammette che tali “entità cosiddette” siano SEMPRE state “con noi” da SEMPRE, pertanto il problema è dove la “porta di casa” – o “le” porte di casa – si aprano e si chiudano].”, ivi, pp. 254-255, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

Detto tutto questo, non facile d’accettarsi oggi, veniamo alle conclusioni che scriveva Vallèe al tempo: “L’idea secondo cui stiamo per incontrare nuovi nemici nello spazio esterno contiene un misterioso potere e l’avidità umana per il potere spiega molti miracoli apparenti. […] Se riuscite a far credere a questa storia [come una delle storie che Vallée denotava come storie di “miracoli apparenti”] un numero sufficiente di persone, esse saranno disposte a credere qualsiasi cosa direte loro [il “meccanismo” dell’ “acclimatamento” in parte funziona su questa base]. Vi seguiranno ovunque [questa è la conseguenza]. Forse è proprio questa la chiave delle presunte rivelazioni segrete che alcuni messaggeri dell’inganno stanno così generosamente offrendo ad un pubblico ingenuo. E la vera storia di quest’inganno, come la canzone di Casilda, potrebbe morire, mai cantata, […] e potrebbe non essere mai ascoltata, soffocata dal clamore di moltitudini felici che si preparano ad incontrare i loro nuovi leader alieni”, ivi, p. 256,  corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

@i

 

 

 

Vallée cf.  

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2021/10/una-frase-di-j-vallee.html

e cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/03/un-passo-da-rivelazioni-di-j-vallee-in.html

[cancellato]

 

 



[1] L’edizione inglese può vedersi sul web: cf. https://archive.org/details/revelationsalien00vall

Un vecchio testo, sempre di J. Vallée, può invece scaricarsi al seguente link, cf.

https://dn790003.ca.archive.org/0/items/1965JacquesValleeAnatomyOfAPhenomenonnotOCR/%281965%29%20Jacques%20Vallee%20-%20Anatomy%20of%20a%20Phenomenon%20%28not%20OCR%29.pdf 

Interessante anche il seguente link, cf.

https://www.ufopedia.it/Vall%C3%A9e_Jacques.html#Il_Vampirismo_alla_luce_delle_teorie_di_Jacques_Vallee 

[2] Quell’arte che Federico II tanto amavacf. FEDERICO II di Svevia, De Arte Venandi cum Avibus. L’Arte di cacciare con gli uccelli, a cura di A. Laura Trombetti Budriesi, Prefazione di O. Zecchino, Editori Laterza, Roma-Bari, 2009. “È chiaro […] che la caccia con gli uccelli è un’arte e, fra gli altri tipi di caccia, è la più nobile e la più degna, dunque, la prima. Per questo va trattata per prima”, ivi, p. 15. La “chiave” dell’addestramento è la pazienza, infatti: “Quanto più gradualmente si svolgeranno tutte le operazioni, anche probabilmente il falconiere si annoierà, tanto meglio riusciranno, per molti motivi”, ivi, p. 567. “È dunque un trionfo dello spirito dell’uomo riuscir a trasformare l’inclinazione del rapace conferendogliene una nuova; ed è questa la ragione per la quale la caccia al falco acquistava un significato che, secondo Federico, trascende il divertimento e la maestria venatoria, per assurgere ad altezza d’arte”, E. HORST, Federico II di Svevia, Rizzoli editore, Milano 1981, p. 201.

[3] Su “quell’arte che Federico II tanto amava” …, cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2017/08/federico-ii-il-de-arte-venandi-cum.html.

Anche cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/06/vecchi-link-sul-de-arte-venandi-cum_27.html