lunedì 27 maggio 2019

Qualcuno disse …





























“… la coglieremo intatta”, disse qualcuno …[1]  



Tra l’altro, Orbàn è l’ago della bilancia, e si conoscono – è dato pubblico – le buone relazioni fra lui e Putin.

Come si mette la cosa, qual che sia il risultato finale come seggi, l’esito è una gigantesca “brexit”, con modalità diverse – con diverse modalità eh – niente si ripete uguale, ma com’esito, cioè come “pantano” nel quale si ha solo un esito negativo, qualsiasi sia la scelta che si faccia. Questa è “l’arte della guerra”: sono incartati e questa era la cosa che alcune forze spingevano che si realizzasse. Ed oggi è realizzato.



Sia consentito dire – e qui continuano a non capir niente – una cosa decisiva: le maggioranze silenziose voteranno sempre – e sottolineo sempre – a “destra”. Vedano di capirlo[2]. La destra è fondamentalmente plebiscitaria, il “popolo” come base n’è la base, poi si aggiunge il tema della “tradizione”, che è “identità”.

Come questo si possa conciliare con la “Tradizione” con la “T” grande è problema di chi crede nella “T” grande, non di chi la pensa com’emissario delle maggioranza silenziosa (e certamente se ne diranno “orgogliosi” coloro che la pensano così, perché il “popolo” è “buono” per definizione). E, infatti, le cose non sono un problema per chi rimane in questo modo di pensare: per cui tu unisci alla modernità, pienamente tale, della democrazia, ma plebiscitaria (Napoleone III, “l’uomo forte”, donde la fascinazione per Putin) basata sul “popolo”, la tematica dell’ “identità”, che i puristi della Tradizione, rarae aves ormai, considerano una parodia del senso vero del termine. Ed è così, ed è una parodia, ma ciò non cambia nulla sul campo.

Insomma, si può conciliare la modernità con la “tradizione” se quest’ultima diventa “identità”, ecco tutto, ecco l’effetto di tutta una serie di cambiamenti che sono stati portati avanti da decenni, dai de Benoist, in parte e sapendo che lui voleva qualcosa in più (perché avrebbe voluto il superamento della divisione destra/sinistra), ed oggi da un Dugin. Si trattava di prendere dei temi della “Tradizione” in senso superiore, di reinterpretarli, perché potessero servire ad un piano di distruzione dell’Europa, il cui fulcro è che cadesse la Francia. Ma la “caduta” non è un film, queste cose non sono dei quadri mentali, delle immagini, ma quel che accade concretamente, con le forze che ci sono sul campo. E qui non è un cambiamento netto, ma, piuttosto, l’entrata in un pantano, in quella situazione di cui si parlò qui usando il termine “indecidibilità”. L’indecidibilità non è il fatto che non si “possa” decidere, ma, invece, che qualsiasi decisione si prenda, essa non possa cambiare la situazione; anzi, spesso la peggiorerà.

Le sinistre son oggi partiti borghesi, fondamentalmente borghesi.

La “rassicurazione” è di “destra”.

Le classi medie impoverite vanno a “destra”. Sempre.

Per questo vincono.

La causa – profonda – è che il “riformismo incrementale” (Wallerstein) è finito. Per sempre, finito per sempre. Punto[3].

Pertanto: o i partiti che sono il frutto dell’epoca – ormai trapassata – di “when the things were goin’ on” sono in grado di proporre un nuovo patto sociale, o continueranno a perdere.

Questo però è impossibile. Dunque non hanno, né avranno, altra possibilità che schiacciarsi sul tema della “difesa” dell’ambiente, e dei “diritti”: non hanno altra possibilità. Ma perché vincano bisogna che le “agenzie” che influenzano l’opinione pubblica cambino “agenda”, come suol dirsi nel linguaggio “complott®isti”, punto importante.

E così si giungerà a quel qualcosa cui pochi pensano[4].

Che tutto ciò si possa fare, è certo, che le maggioranze del cosiddetto “establishment” abbiano ancora il controllo, è sicuro. Sono i “Verdi” ad esser emersi, certi temi saranno – volenti o non – quelli che emergeranno.

In tal modo, i cosiddetti “sovranisti” avranno fatto il lavoro per il quale ci sono. Per capir queste cose, si deve sapere che il mondo è “dialettico”, se tu vuoi che si arrivi ad “A” devi fare “non A”.

I “moderati” votano sempre a “destra”, altra cosa ovvia.

Son movimenti profondi della società.

I “sovranisti” non sfondano – non potevano – perché ci son paesi ancora in buono stato, dove le classi medie in parte reggono, o addirittura si espandono, per quanto in modo limitato. Il Pd è la voce di questo ceto residuale, con in più una ottusità davvero incredibile. Ci son poi movimenti circa ventennali che tendono a prendere una forma definitiva.

I 5S pian piano si perdono, style “L’uomo qualunque”, quel movimento dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra i partiti di “sinistra” (“old style”) il movimento de “L’uomo qualunque” era come un obbrobrio: all’epoca “il popolo” poteva esser ancora “di sinistra” …

Ed anche questa non è certo una novità, ma, di nuovo, son dei movimenti profondi dell’elettorato e della società. E le cosiddette “sinistre” hanno in testa una società che non c’è più, e non c’è più non da ieri. Non avranno altra scelta se non quella detta, se vogliono sopravvivere, e dico sopravvivere, niente di più. Sennò saranno la stampella dei popolari, e pagheranno elettoralmente se lo faranno, e pagheranno comunque se non lo faranno. In una parola: si son chiusi in una angolo. Stesso discorso, ma con diverse modalità, per i 5 Stelle. “Affascinante” come il Pd abbia fatto guerra ai 5S piuttosto che alla Lega. Cattivo sangue non mente … Si tratta di mantenere quei “riflessi profondi” di “sinistra” senza più “il popolo”, che è una delle cause dello svanire delle “sinistre” come “agenda”. Svanire nel mondo: si vedano non solo i risultati negli Usa ed in Inghilterra, ma quelli in India.

Da non negligersi questi dati indiani.

Quindi è un movimento mondiale. Non è un gioco.

Ci vuole una diversa narrazione[5]. Stop.

Se ne parlava anni fa, ovviamente inascoltati, ma non avevo il benché minimo, menomo dubbio che si sarebbe rimasti del tutto inascoltati.

In quel tempo – cinque anni fa ormai – si diceva qualcosa in più, di più grosso …[6]



Tornando a noi, la maggioranza del popolo italiano ha fatto quel che sempre fatto, punto, stop.

Nessuna sorpresa, salvo che per i ben pensanti, che si meravigliano che un oggetto, se lo lasci cadere, guarda un po’ che strano, cade.





















Andrea A. Ianniello





















mercoledì 22 maggio 2019

Copertina di storia locale 3




























Copertina de: Luigi Vanvitelli, Il Palazzo Reale di Caserta, a cura di Marco Nocca,
Dino Audino Editore, Roma s.d.














Il retro della copertina di Luigi Vanvitelli, Il Palazzo reale di Caserta, cit.

















Copertina di una biografia (di QUARANT’anni FA)





















Copertina di:
Massimo Grillandi, Rasputin, RCS Libri, Milano 2000
(edizione originale: Rusconi Libri, Milano 1979)











NB. Sia detto en passant, ma non è senza motivo: “L’Antimessia non dichiarerà mai ‘i comandi ricevuti dal Padre, Signore degli Inferi’. Non dirà cioè ‘io sono con questo e io sono contro questo’”, R. Baschera, L’Anticristo e le profezie sugli anni 90, Armenia Editore, Milano 1985, p. 173. Quest’autore è stato fra i pochi a capir questo punto, per cui l’immagine dell’Anticristo come “conquistatore invincibile” è del tuttodel tutto – sprovvista di alcuna base. L’inganno è l’anima della guerra, s’è detto in un vecchio post, e quindi la guerra “contro l’umanità” richiede, appunto, l’inganno.
Tra l’altro, la fase precedente alla manifestazione è caratterizzata da questo: “Prima ancora della comparsa dell’Anticristo ‘l’uomo sarà preso dal delirio della parola sterile’. E’ questo uno sei segni della sua venuta”, ivi, p. 122. Oggi ….














Andrea A. Ianniello