Cf. G. de SANTILLANA – V. DECHEND, Il mulino di Amleto, Adelphi Edizioni, Milano 1983.
Anche cf. ivi, in nota.
“«[…] sappi che la spola di Neith non si ferma mai. Il tuo errore non dipende dal principio, ma dall’applicazione che ne hai fata. La caratteristica del tessuto è l’incrocio fra ciò che è Mobile, il filo (nu), con il Fisso; la sua funzione è quest’andirivieni di quest’elemento Mobile portato dalla spola; il Motivo è ciò che fissa l’ordito e lo tiene in tensione».
«Signore, ciò che tende i fili dell’ordito son i blocchetti di terra (ta) appesi sotto il telaio!»
«Molto giusto. Dimmi, allora, qual è nell’albero al cosa fissa?»
«Dev’essere … ciò che resta fisso a terra: la radice.»
«Ottima risposta, poiché proprio dalla radice derivano e s’innalzano le fibre e i vasi che sono l’ ordito del fusto. La trama è la sostanza, opera misteriosa della spola o, se preferisci, delle due guglie di Neith, poiché è Neith il vero Neter della tessitura. Neith fornisce il filo (nu), la spola lo porta e lo guida (seshem). Neith è la grande tessitrice del mondo. Nella sua opera sono da notare due cose: la sostanza e il movimento. Come il tuo petto si dilata e si restringe, così le due frecce di Neith forniscono il doppio principio della forma.»
«Maestro, freccia e spola non sono la stessa cosa!»
«Certo, c’è una differenza: la freccia, come tale, si fissa nel bersaglio, mentre la spola non si fissa, ma imprime il movimento, e andando e venendo attraverso l’ordito, porta il filo, lo depone e si ritira dopo aver fatto il suo lavoro; essa però lascia il segno del suo passaggio nel disegno del tessuto, della pianta o dell’animale. Ma oggi non ti devi soffermare sui problemi di cui non possiedi ancora tutti gli elementi. Lo studio della composizione delle parole è effettivamente la chiave del nostro insegnamento.[…]»
[…]
Il cuore di Cecio ribolliva di domande, ma Menkh si rifiutò di ascoltarle.
«Non dilapidare il tuo tesoro. L’esuberanza è un buon incentivo all’azione, ma la luce interiore si accresce nel silenzio e nel raccoglimento»”.
I. SCHWALLER de LUBICZ, Her-Bak (Cecio), L’Ottava Edizioni, Milano 1985, pp. 233-235, corsivi in originale, grassetti miei.
“SAIS (antico nome egizio: Saît) era la capitale del nômo del Basso-Egitto, situata sul ramo Bolbitino del Nilo, verso il centro del Delta. La fondazione del tempio di Neith a Sais è citata su tavolette che datano dal regno di Aha, re della I dinastia. Sais assume una grande importanza storica a partire dalla XX dinastia. La XXIV dinastia è Saita.
La sua fama religiosa si spiega con il culto reso alla Vergine cosmica Neith, Vergine-madre della quale si dice, nell’iscrizione incisa sul suo tempio: «Io sono ciò che è, ciò che sarà, ciò che è stato. Nessuno ha sollevato il velo che mi copre. Il frutto che ho prodotto è il Sole».
Vi si celebrava la festa delle “lampade ardenti” (probabilmente simile alla Candelora cristiana), in cui, per far risaltare il trionfo della luce sulle tenebre, si accendevano tutte le lampade; e, dice Erodoto, «si accendono non soltanto a Sais, ma in tutto l’Egitto»”, I. SCHWALLER de LUBICZ, Her-Bak (Cecio), cit., p. 401, Appendice di documentazione, corsivi in originale, grassetti miei. Questo per risponder ad un quesito fattomi, tempo fa, sulla “spola” e il suo ricorrere su ed in questo blog: ha un suo senso …
Ma veniamo ad una questione interessante. Peraltro ricollegabile anche alla questione nubiana.
“TANIS, antica capitale del XIV nômo del Basso-Egitto, è la moderna Sân el-Haggar (dal nome egizio Zânt) situata a Sud del lago Manzalieh. Mariette ha scoperto a Tanis dei resti di monumenti costruiti dal “Pastori” durante il periodo della loro invasione (fine Medio Impero). […] si sono anche ritrovate tombe di re della XXI e XXII dinastia […] in conformità alle parole di Erodoto (II, 169) il quale diceva che i re Saiti eran sepolti «entro il recinto di Minerva (Neith) accanto al tempio».
Bisogna notare che a Tanis vi fu il culto di Seth, e che Tanis è anche il paese d’origine dei re della XIX dinastia, Ramesse I e Seti”, ivi, pp. 401-402, corsivi in originale, grassetti miei.
Un’unica osservazioncina: se Minerva è congruente con Neith, ergo Neith è congruente con Athena.
Andrea A. Ianniello
PS.
Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/06/ramses-secondo-e-seth.html