“E disse Dio:
«Ecco, susciterò un popolo feroce e impetuoso — i Caldei — che percorrerà i vasti spazi della terra per conquistare le dimore non sue. Popolo feroce e terribile, che dalla forza trae il proprio diritto. I suoi cavalli son più veloci dei leopardi, più agili dei lupi della sera. Vengono da lontano a cavallo dei loro destrieri, veloci come l’aquila che piomba per divorare. Superano ogni altra gente nella rapina. La loro faccia è color del fuoco come il vento d’oriente; ammassano i prigionieri come sabbia; se la ridono di re e di potenti; e si fan gioco d’ogni fortezza: vi ammucchian contro un terrapieno e la prendono d’assalto».
La Bibbia, Abacuc, 1, 6-10 (600 a.C.)”.
G. MANDEL, Gengis Khan. Il conquistatore oceanico, SugarCo Edizioni, Milano 1979, in esergo, corsivi in originale, grassetti miei.
“Il settentrione del mondo è la Geenna, l’estremità settentrionale[1], sede della terra di Babele, anche se i caldei son fuori dalla zona. Oltre, ci son gli scrigni di fuoco della Geenna, gli scrigni di neve, grandine, vapore e bruma, tenebra e bufera. […] A una distanza di altri cinque anni [le distanze sono in “anni” […] c’è la dimora di demoni, spiriti maligni e spettri nefasti. Là è la Geenna […]. Laggiù, nelle sette dimore della Geenna, con passati in giudizio gli empi. Qui si trova la schiera di Sama’èl. E l’estremità settentrionale non è protetta, com’è detto: Egli distende il settentrione sul caos (Giobb. 26.7). È di cinque anni la distanza che separa la dimora dei demoni ed il luogo in cui risiede l’ estremità settentrionale. Se non fosse così, essi devasterebbero il mondo [siccome dicesi delle “stirpi” …].
Principe della Geenna è […], suo secondo è Ngdsgy’l [combinazione non leggibile di lettere], terzo principe è Sama’èl: essi son preposti alle tre grandi porte.
La prima porta è deserto […]. La seconda è il Dumah[2] di Tarsis […]. La terza porta è […] di fronte a Sion e Gerusalemme”.
Mistica ebraica, a cura di G. Busi ed E. Loewenstein, Einaudi edizioni, Torino 1995 e 1999, pp. 60-61, corsivi in originale, grassetti miei. Le – “symboliche” … – “‘stirpi’ di GOG & MAGOG” vengono, sempre symbolicamente!, dal Nord …
“Sopra l’orbe (tevèl) vi è l’abisso; sopra l’abisso vi sono caos e informità, tenebra, mare e acqua. Sopra le acque vi è il globo terracqueo (heled); sul globo terracqueo ci sono esseri umani e bestiame. […]
Così si conclude la misura dei mondi inferiori.
Procediamo ora con al misura dei mondi superiori.
Sopra il globo terracqueo (heled) c’è il velo (wilon), che non ha altra funzione se non di entrare al mattino ed uscire la sera, rinnovando ogni giorno l’Opera della creazione. Donde si deduce che è chiamato anche cielo? Da quanto è detto: Tiene stesi i cieli come un velo (Is. 40.22). […] Sopra il velo ci sono i cieli”.
Ivi, p. 69,corsivi in originale, grassetti miei.
Cf. ivi, p. 228. Si parla del golem, e si distingue tra la “mutazione” e la “permutazione”. La seconda è come la successione fra due re, per “generazione” di simili tra loro. La prima è il “ritorno all’ ‘informe’ (golem, per l’appunto!)” e cioè quel che “ci” attende: il “ritorno al Chaos” finale “cyclico” … “Chi ha orecchie per …” …
“La forza vitale affluisce continuamente, in ogni istante, a tutte le cose create”.
Ivi, p. 634.
“I nome Elohìm, Dio, è quello che indica l’attributo della potenza ed il ritrarsi […]. Esso nasconde infatti la luce superna, che fa esister e dà vita al mondo, e genera quindi l’impressione che il mondo stesso si regga e si comporti secondo le leggi di natura”.
Ivi, p. 637.
Andrea A. Ianniello
[1] I “sette buoi” – septem triones – dallo stesso Guénon ricordati.
[2] “Silenzio di tomba” sarebbe.
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