“L’8 gennaio 1946 si svolge una seduta del tribunale internazionale che giudica i principali responsabili del Terzo Reich ancora in vita. Il processo si svolge nel palazzo di giustizia di Norimberga, la città in cui undici anni prima erano state promulgate le leggi di Norimberga, che diedero applicazione pratica alle teorie razziste di Hitler. Quel giorno prende la parola Elwyn Joners, il sostituto procuratore britannico. Il giovane giurista conosce bene la Germania, avendovi a lungo soggiornato negli anni Trenta. […]
Nella gabbia degli accusati Göring, dietro gli occhiali neri, fissa ostinatamente un punto lontano; Rudolf Hess, compagno di prigionia di Hitler a Landsberg, pare inebetito; Julius Streicher, direttore dello Stürmer, giornale ferocemente antisemita, è distorto da un ghigno, mentre quello dio Ernst Kaltenbrunner, gerarca delle SS, sembra privo d’espressione. Nella grande sala del palazzo di giustizio di Norimberga, Jones prosegue la sua requisitoria”.
A. VITKINE, Mein Kampf. Storia di un libro, Cairo Publishing, Milano 2010, pp. 157-158, corsivo in originale.
“Durante i processi bellici del Tribunale militare di Norimberga, il materiale relativo all’influenza del pensiero esoterico sul nazionalsocialismo e sulla gerarchia nazista è stato deliberatamente occultato e se n’è persa traccia. Secondo uno dei pubblici accusatori inglesi, il defunto Airey Neave, gran parte delle prove era eccessivamente bizzarra per essere ammessa: avrebbe consentito a troppi membri influenti del Partito nazista di dichiararsi incapaci d’intendere e di volere e di sottrarsi, così, alla pena con la scusa di avere una responsabilità minore. Le democrazie occidentali e l’Unione Sovietica indietreggiarono di fronte alla natura stessa delle prove. Le democrazie occidentali, e ancor più l’Unione Sovietica, dopo tutto, potevano almeno rappresentare il principio della ragione e la supremazia della razionalità. Un’esplosione così evidente dell’irrazionale, incarnato dal Terzo Reich, provocava disagi, fastidi [MAI DAVVERO PASSATI, e che sono la radice VERA dei problemi] ed era potenzialmente pericolosa. Per il mondo, divenir consapevole del potere puro dell’irrazionale [non è tanto “mero” irrazionale, quanto di certe forze … è diverso!], che aveva spaventosamente coinvolto tutta la collettività [qui è “IL” punto: non erano dei piccoli gruppi qui o lì, che ci son sempre stati e mai han cambiato qualcosa di EVIDENTE], sarebbe equivalso ad aprire il vaso di Pandora degli incipienti mali del futuro [ma il punto vero si è che il “vaso di Pandora” proverbiale SI È aperto, certo: con modalità meno violente; certo, con tempi più lunghi, certo, con forme meno evidenti: ma (ormai) SI È aperto … nel mondo]. Sarebbe stato profondamente sconvolgente [non se ne può dubitar, questo è vero], tanto per i cittadini delle democrazie occidentali, quanto per quelli dell’Unione Sovietica, confrontarsi in modo troppo diretto con quello contro cui avevano combattuto. Dopo tutto, il potere latente dell’irrazionale [NON ERA però mero “irrazionale”, anzi è proprio la spaccatura così netta – provocata dalla modernità – fra “razionale” (o **pseudo** tale) da un lato, ed “irrazionale” dall’altro, la causa – profonda – del fatto dell’ “incontrollabilità” potenziale di tali forze] era insito in ognuno di loro, in tutta l’umanità, così come lo era nel popolo tedesco. Probabilmente sarebbe stato più difficile controllarlo, mobilitarlo e canalizzarlo [questo è il punto vero, e non aver mai pensato ad una modalità per far tornare – in modo controllabile – tali forze si è la causa – profonda – del disastro in cui si vive, del quale la ridicola “reductio ad Hilterum” è solo la più evidente, la più parodistica delle molte manifestazioni], ma era lì.
Di conseguenza, per una generazione, gli storici postbellici, al ruolo dell’esoterismo [meglio dire: occultismo] nell’ascesa della Germania nazista non fu mai prestata l’attenzione che meritava”.
M. BAIGENT – R. LEIGH, Operazione Valchiria. Stauffenberg e la mistica crociata contro Hitler, Edizioni l’Età dell’Acquario – Lindau, Torino 2009, pp. 288-289, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
Solo pian piano quest’aspetto RIEMERSE, NONOSTANTE che alcuni romanzieri avessero messo in guardia, tra i quali – NON a caso – anche T. Mann. Ma fu solo con Il Mattino dei maghi che RIEMERSE pubblicamente, negli anni ‘60 del secolo scorso. Senza dubbio, vi è stato – e vi è ancora – molto “scandalismo” come suol dirsi, ed è spesso difficile sceverare il grano dalla pula, ma di certo vi è stato quest’aspetto.
Altro problema è stato che un conto era quando si avevano prove molto tangibili, perché si era molto vicini agli eventi, e un altro conto è ricostruire dopo anni, anzi decenni, di tempo: come tutti ben sanno, questo secondo caso è più difficile, talvolta molto più DIFFICILE. Ma, nonostante tutto, vi è ancora MOLTO materiale sopravvissuto. Il vero problema sta negli occhi di chi guarda: se ascoltiamo l’ossessione della “reductio ad Hitlerum” che impera, e ancor oggi, dopo tanti scritti e tante ricerche, quando invece si sarebbe pensato che almeno un minimo fosse entrato nei cervelli!, non si può che dedurne che l’umanità non ha imparato proprio niente. Nessun problema! La lezione sarà ribadita ma, ed ecco IL punto che rende ogni “reductio ad Hitlerum” semplicemente RIDICOLA, NON nella stesse modalità NÉ nelle stesse forme: non ritornerà niente uguale.
Nulla si ripete uguale nella storia.
In poche parole: hanno continuato, e CONTINUANO …!!, ad “INDIETREGGIARE” …
“Il 1° aprile del 1926 […] [Claus von Stauffenberg (nato nel 1907)] entrò nel reggimento nel quale aveva prestato servizio suo zio: il 17° Cavalleria, noto anche come la Cavalleria di Bamberga, che aveva il suo centro di addestramento in quella città”.
Ivi, p. 149. Senza dubbio, con G. Galli, va sempre precisato che C. von Stauffenberg, autore – con altri – dell’estremo tentativo di salvare la Germania dalla certa sconfitta per mezzo dell’attentato del 1944 che quasi colpì Hitler, non lo fece per la “pace” ma invece per “salvare il salvabile” del Terzo Reich, “chiudendo la partita” con un armistizio separato ad ovest per poi far quello che accade – ovviamente in forma diversa – dopo al fine del Secondo Conflitto Mondiale, cioè una guerra – nel nostro caso “fredda” (cosiddetta) – contro la Russia.
Il Viertes Reich non s’è mai smentito, d’allora in poi.
@i
Con Nettuno in Ariete si va verso il ritorno dello pseudo “alias” para messianismo, del quale qualche “aperçu” s’è vista nella Rivoluzione iraniana, ma solo poca cosa. Soprattutto in Israele vi è questo para messianismo… sennonché son solo questi pochi giorni d’ “influsso ‘puro’” di Nettuno in Ariete, perché presto verrà Saturno che imporrà un limite, un laccio, senza però poter fermare la cosa poiché Saturno è al suo minimo di forza in Ariete.
RispondiEliminaIn poche parole: seminagione ma non ancora maturazione. Il “genio” si prepara “ad uscire dalla lampada” ma **non** ne può ancor uscire …
Si sa della sottovalutazione del “Mein Kampf” anche se circolava – fuori della Germania – una versione in certo modo “emendata” per così dire: inoltre, anche se sia de Gaulle che Churchill possedevano la versione integra e la lessero, non sottovalutandolo, il punto è che de Gaulle ne vedeva solo l’aspetto militar strategico e politico, Churchill non solo quell’aspetto invece. In ogni caso, la giustificazione, dal processo di Norimberga in poi, dei tedeschi è stata che il libro in realtà era poco letto: lo si regalava, lo si diffondeva, era praticamente obbligatorio, per cui era stato poco letto.
RispondiEliminaMa Vitkine (cf. qui su) cita uno storico che ha avuto un’ottima idea: ricercare le tracce di quante volte sia stato richiesto il “Mein Kampf” nelle biblioteche, dove si è sicuri che il libro sia stato richiesto per leggerlo, almeno in parte, nei suoi passi più rilevanti, e **non** per possederlo, ricevverlo in regalo ed altre cose del genere, che davvero non possono dare certezza che sia stato letto. Risultato? Il libro è stato abbastanza letto. E non solo questo: si è venuto a sapere che veniva letto soprattutto nei momenti critici della storia degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, quando sapere il pensiero di Hitler poteva essere importante. Stiamo parlando della Germania: quanto sia stato letto **in** Germania. Fuori sappiamo che fu poco letto: Hitler temeva che potesse davvero esser letto, per quanto faceva diffondere versioni “emendate” - per così dire - del testo.
Altro errore – ma soprattutto fuori della Germania – fu (con l’eccezione di Churchill, ed abbiam visto che de Gaulle, pur avendolo letto, ne riduceva il significato al solo aspetto militar politico) fu il creder che nel “M. K.” vi foss e l’aspetto “di massima” del programma del nazionalsocialismo nella versione – molto particolare – hitleriana, quando era invece vero l’esatto contrario!
EliminaEra il programma “di minima” …!