domenica 4 gennaio 2026

“H. W.” 2 – 2006-2026, vent’anni fa, 1

 

 

 

 

 

 

 

Per una – breve – introduzione, cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/12/h-w-heavens-war-album-i-1-2005-2025.html

 

Continuiamo il discorso, dunque. Lo scopo rimanendo, qui, solo quello di riportar qualche passo per stimolare la riflessione, non di scrivere un commento più approfondito. Nondimeno, questo secondo album ha qualche spunto in più rispetto a quello che dell’anno appena passato. Ma veniamo al punto.

 

Se insisti nel

fare un universo di te stesso …

Se vuoi disubbidire e rifiutare

le leggi che sono comuni a tutti noi, se vuoi

vivere nell’orgoglio, nella discordia, nella rabbia,

puoi. Ma se vorrai far parte del meglio

tra noi, e viver e ridere e vergognarti con noi,

allora devi accettare con gioia di essere aiutato. Devi cedere

il tuo fardello a qualcun altro, e devi portare

il fardello di un altro. Non ho creato io

l’universo, e non è colpa mia tutto questo.

Ma son sicuro che questa sia una

legge dell’universo stesso …

Charles Williams

Descent Into Hell

 

La tua vita e la tua morte

sono con il tuo prossimo.

Sant’Antonio”,

M. HARRIS - M. GAYDOS, “Heaven’s War”, album II (Parte 3), Bottero Edizioni, Lucca, 2006, p. 2, corsivi in originale.

Sant’Antonio è Antonio il Grande del deserto egiziano, il “fondatore” dell’eremitismo cristiano.

Ricorda Sant’Antonio. “La tua vita e la tua morte sono con il tuo vicino”.

Ricorda, il passato può essere richiamato e redento nel presente, ma il presente non può esser perdonato ...”, ivi, p. 16, grassetti miei.

 

Aleister Crowley morì di bronchite e degenerazione cardiaca il primo dicembre del 1947, in una casa di riposo a Hastings, nel Sussex. All’epoca della sua morte assumeva dosi d’eroina in grado d’uccidere una persona non assuefatta. Forse le droghe furono la fonte di quel che vide mentre scivolava nell’eternità.

Secondo i testimoni le sue ultime parole furono “sono perplesso”.

 

C. S. Lewis visse altri 25 anni dopo gli eventi del 1938 [di cui si tratta nei due album].

Quando il Graal gli fu passato non lo rifiutò. Nel 1957 sposò Joy Gresham Davidman; all’epoca Joy stava morendo di cancro.

Secondo l’amico di Lewis, Neville Coghill, poco dopo il loro matrimonio Lewis affermò di aver temporaneamente assunto su di sé il dolore della moglie.

Volete dire”, chiese Coghill, “che il suo dolore l’ha lasciata e voi lo sentite al posto suo, nel vostro corpo?”

Sì”, disse Lewis, “nella mie gambe. E’ stato terribile. Ma le ha dato sollievo.”

Da “The Approach to English” in

Lights on C. S. Lewis”,

ivi, p. 40, corsivi in originale, mie aggiunte fra parentesi quadre.

 

Dalle note finali dell’album, riferite alle varie pagine dello stesso album, come s’è detto, se ne ricorderanno solo alcuni passi, e se ne riassumeranno altri, perché - magari - possono indurre qualcuno a leggersi l’album.

 

 

Album 1. “Il segno esoterico che Ramsden mostra a Williams, a pagina 7, che allude ad una mummia deposta in un sarcofago, è stato ricavato da un libro che parlava dell’Ordine dell’Alba Dorata [“Golden Dawn”]. Il libro è più recente rispetto al 1938 e questo significa che non necessariamente il segno indicasse “Osiride che sorge” anche ai tempi di Williams. Ramsden è stato chiamato così in onore d’un personaggio usato da Talbot Mundy nei suoi romanzi d’avventura. […] Waite fu anche coinvolto con l’ordine esoterico dell’Alba Dorata, e tramite l’ordine incontrò sia Aleister Crowley che Charles Williams, anche se in tempi diversi.

La storia di Heaven’s War si basa sui legami storicamente esistiti tra questi tre uomini, per quanto possano essere stati tenui.

Waite nella storia non è in buone condizioni, e secondo varie fonti sarebbe morto nel 1942, appena quattro anni dopo gli eventi descritti in Heaven’s War.

Secondo altre fonti invece sarebbe morto nel 1947”, ivi, p. 43, corsivi in originale, mie aggiunte fra parentesi quadre.

Pagine 26-28. The Bird and Baby, in seguito conosciuto come il nome di The Eagle and Child, era il locale dove si riunivano gli Inklings, il gruppo di scrittori-poeti di Oxford, che includeva C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien e in seguito anche Charles Williams. Tra gli altri membri, ricordiamo il fratello maggiore di Lewis, Warnie, Owen Barfield e Hugo Dyson.

Una scena apparsa nella pagine precedenti viene ripresa ed ampliata a pagina 27 […]. I due uomini che levitano, apparentemente in una qualche forma di stasi, sono Mosè ed Elia. A questo punto della storia Williams […] sta cercando di capire chi siano.

La menzione di Williams di “Artù ad Avalon” è risultata più azzeccata di quel che credessi quando ho scritto questo dialogo nel 1996, almeno in rapporto a Mosè.

Anche la tomba di Mosè infatti è “difficile da trovare in questo mondo”, una frase usata per indicare il luogo di riposo di Re Artù. Una teoria è che i Celti possano aver tenuto segreto il luogo della sepoltura del loro capo, per timore di rappresaglie sul cadavere da parte dei loro nemici anglosassoni. Col tempo questo misterioso luogo di sepoltura “difficile da trovare in questo mondo”, divenne totalmente al di fuori di questo mondo, e quello che un tempo era l’isola di Glastonbury, divenne il reame oltre dimensionale di Avalon. Similmente il fatto che il luogo di sepoltura della tomba di Mosè sia ignoto (Deuteronomio 34:5-7) potrebbe col tempo esser divenuto la base per un’ “assunzione in cielo” di cui il Datore delle Tavole della Legge gode nella letteratura apocrifa. (Per ulteriori informazioni su Mosè ed Elia vedi le note di pagina 12 del secondo volume) […]

Il “Nuovo Hobbit” citato a pagina 28 […] era il titolo non ufficiale per l’opera che poi sarebbe divenuta il Signore degli Anelli. Inizialmente il Signore degli Anelli era pensato come un libro per bambini, sulla falsariga del successo letterario di Tolkien, Lo Hobbit. Le prime versioni del primo libro, La Compagnia dell’Anello, mantengono infatti un senso del divertimento e del comico affine a Lo Hobbit. Mano a mano che Tolkien procedeva nell’opera però questa mutò in qualcosa di molto più serio e  profondo, superiore sia nei toni che negli obiettivi del romanzo di cui era un seguito”, ivi, pp. 44-45, corsivi in originale, grassetti miei.

Pagine 34-40. La storia narrata da Waite è ancora una volta un’ipotesi dietro il mistero ancora non risolto di Rennes-le-Chateau […]. L’idea che la risposta sia iscritta e celata […] nei dipinti di Poussin e Teniers è sempre affascinante […]. Poussin dipinse due versioni de “I pastori di Arcadia”, la più famosa delle quali è al seconda, qui discussa. Entrambe presentano un teschio nella composizione, un segno enigmatico ma ben riconoscibile, per chiunque abbia studiato il mistero di Rennes-le-Chateau. The Gate Into Heaven, la storia per cui Williams prende nota durante questa conferenza, è un’allusione a Heaven’s War. […]

Pagina 51. La statua di Asmodeo nella Cappella di santa Maria Maddalena fu decapitata nell’Aprile del 1996, e la testa originale fu sottratta.[1] È stata sostituita, ma la nuova testa ha un aspetto da cartone animato, con gli occhi sporgenti. Chi abbia sottratto la testa e i motivi del suo furto restano ignoti”, ivi, p. 46, corsivi in originale, grassetti miei.

Segue l’ipotesi della relazione fra Emma Calvé e B. Saunière, della quale però mancano prove pur essendocene indizi; di seguito gli autori ipotizzano una relazione fra Saunière e la domestica, ma ciò – son loro stessi a sottolinearlo: importante questo – manca pure d’indizi ed è una cosa scelta per la narrazione dell’album e nient’altro. Segue poi la ricostruzione – stavolta per mezzo delle giuste fonti bibliche – dell’interno del Tempio salomonico che, secondo alcuni dell’intricata (e “parodistica”) storia di Rennes-le-Chateau, sarebbe stato appunto ricostruito lì a Rennes.

 

Album 2. “Pagine 6-7. La nube raffigurata qui intende riprendere il tema della Gloria della Shekinah. Secondo il Primo Libro dei Re, 8:1-12 e il Secondo Libro delle Cronache 5:7-6:2, quando il Tempio di Salomone fu consacrato portando al suo interno l’Arca dell’Alleanza, apparve la stessa nuvola, come manifestazione della presenza di Dio. E’ questo il senso del tutolo del libro che Arthur Waite citò al giovane Aleister Crowley (The Cloud Upon the Sanctuary = La Nuvola sul Santuario)”, ivi, p. 48, corsivi in originale.

Pagina 12. Questa pagina è basata su un riferimento che si trova al versetto 9 della lettera di Giuda nel Nuovo Testamento. Lì si parla d’un diverbio tra il diavolo e l’arcangelo Michele, quando a Michele fu affidato il corpo di Mosè, dopo la morte del patriarca. Alcuni esegeti ritengono che Giuda stia citando L’Assunzione di Mosè, un testo apocrifo. Sfortunatamente di questo testo sopravvivono solo alcuni frammenti, e la parte arrivata fino a noi non fa riferimento a questa particolare assunzione. La Bibbia si limita a dire che Mosè fu sepolto da Dio, e che il luogo della sua tomba è ignoto. Basandosi solo sui riferimenti biblici si dovrebbe pensare che Michele fosse lì per seppellir Mosè, e non per portarlo in Cielo come invece suggerisce L’Assunzione di Mosè. Anche se, va detto, un’ipotetica sepoltura non impedisce una successiva ascensione dei resti corporei [senza dubbio].

Quel che voleva fare precisamente Satana con il corpo di Mosè è un enigma affascinante, anche se una teoria (estrapolata dagli scritti dello storico ebreo Josephus [Giuseppe Flavio, cioè], che non l’ha formulata con queste parole precise [NB!]) è che Satana volesse il corpo per spingere Israele all’idolatria. Se l’idea di “adorare” un cadavere vi sembra strana, pensate all’adorazione e alla devozione che ispirano i cadaveri di attricette di B-Movies, o quanto accaduto ai giorni nostri [pubblicato vent’anni fa] con la consorte dell’ex-presidente argentino, Evita Perón.

(Esiste una teoria, per la quale il tesoro dei templari nascosto a Rennes-le-Chateau, cercato da Berenger Saunière, in realtà fosse il corpo di Maria Maddalena! [so di questa teoria, ed in realtà un “corpo” di qualcosa vi è – o vi era! – ma non è detto che fosse quello di Maria Maddalena! … “Chi ha orecchie per …”])

Mosè ed Elia, anche separati da centinaia di anni [NB!], nelle scritture più tarde vennero associati. In entrambi, i casi il momento della morte fu accompagnato da eventi prodigiosi [NB]. Di Mosè abbiam già parlato. Elia fu portato in cielo da un turbine (Secondo Libro dei Re, 2:11). Entrambi apparvero a Cristo sul Monte della Trasfigurazione, secondo i vangeli di Matteo, Marco e Luca.

Mosè rappresenta la Legge che donò al popolo ebraico, ed Elia gli scritti del Vecchio Testamento noti come “I Profeti”. Gli stessi poteri miracolosi esercitati dai due uomini (cambiare l’acqua in sangue per uno [Mosè] e richiamare il fuoco dal cielo per l’altro [Elia; si noti questo: per il primo è l’elemento Aqua “IL” punto, mentre per Elia lo è Ignis, “IL” fuoco]) son attribuiti agli enigmatici “Due Testimoni”, che combattono il dominio dell’Anticristo nell’ Apocalisse [NB]. Un’interpretazione suggerisce che questi due testimoni siano realmente Elia e Mosè, tornati ad agire in nome di Dio negli ultimi giorni. Probabilmente l’immagine è simbolica e non letterale [le due cose NON SI escludono necessariamente], come gran parte dell’ Apocalisse, ma è un’idea interessante e l’interpretazione proposta qui allude ad essa. I Due Testimoni dell’ Apocalisse son destinati, secondo le profezie, ad esser martirizzati sotto il dominio dell’Anticristo [quello vero!].

Per cui se dovessero tornare, e la cosa fosse reale, Mosè ed Elia tornerebbero per morire [NB!]. Ecco perché ho pensato che nello “sgabuzzino del paradiso” si conservassero i loro corpi [NB!] (di Mosè ed Elia) – corpi mortali che potrebbero benissimo morire [NB] – fino a quando sarebbero serviti di nuovo”, ivi, pp. 48-49, corsivi in originale, mie osservazioni fra parentesi quadre.

L’idea che l’Eden terreno sia stato trasporto in Paradiso deriva dal Paradiso di Dante e Williams l’avrebbe considerata con favore. La battuta di Dagoberto “qui, figlio mio, il tempo si muta in spazio”, proviene dall’opera di Wagner, il Parsifal. Non essendo un patito dell’opera l’ho trovata grazie al libro di P. K. Dick, Valis […][2].

Pagina 15. Si prosegue con la raffigurazione letterale delle frasi ed immagini enigmatiche che si trovano all’interno del mistero di Rennes-le-Chateau. Mettendo da parte la seconda versione dei Pastori d’Arcadia dipinta da Poussin, le immagini di queste pagine sono tratte dal libro della Genesi, 3:22-24”, ivi, p. 50, corsivi in originale.

La pastorella nella vignetta 6 [della p. 15, secondo album] cita la Seconda Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (2:3-7), brano che si riferisce all’Anti-Cristo, o “Bestia”, dell’ Apocalisse.

Sia nell’escatologia di Paolo che in quella di Giovanni troviamo che negli ultimi giorni a un singolo sarà concesso di governare il mondo [non è proprio così (come detto varie volte)], perpetrando il male fino alle estreme conseguenze [nessun dubbio su questo (cioè “fino alle estreme conseguenze”), ma “IL” punto dirimente sta – sempre! – nell’individuar correttamente la natura di detto “male” che, poi, è il punto dove tanti cascano: non si parla del male “morale” – come anche interpreta l’autore dell’album e delle note aggiunte ad esso, e tanti, tantissimi altri –, bensì del male COSMICO, e questo cambia molte cose], essendo il mondo in uno stato di apparente “resa divina” (per parafrasare C. S. Lewis [e Lewis aveva ragione, questo spiega molte cose]).

Pagina 16. “Il Reame dell’Aria” [alias: mondo “sottile” del quale l’ “astrale” fa parte integrante] è un concetto che San Paolo apparentemente ricava dalle antiche cosmologie che vedevano l’atmosfera più esterna della terra come il dominio dei demoni. Paolo usa quest’idea per descrivere non l’atmosfera in senso reale, ma quella porzione del reame celeste dove la volontà di Dio incontra resistenza (Efesini 2:2, 6:12) [il mondo “intermedio” è un altro nome della stessa cosa, cioè del vasto “interregno” fra il corporeo e lo spirituale vero e proprio].

L’idea che la lotta spirituale tra angeli buoni e angeli malvagi modelli la storia del mondo è implicita nei capitoli 10-12 del libro di Daniele, nell’Antico Testamento. Quest’affascinante concetto mi ha colpito fin da ragazzo, ed è diventato poi uno dei cardini di Heaven’s War.

Diversamente dalla popolare immagine umanizzata C. S. Lewis descrive gli angeli come una “nuda intelligenza”[3], e per così dire una consapevolezza senza la mediazione di un corpo. Infatti anche se gli angeli assumono forma umana in tutte le Sacre Scritture si potrebbe lecitamente dire che lo facciano a beneficio degli uomini con cui devono comunicare [ma così è senz’alcun dubbio: ça va sans dire!].

È chiaro come le tradizionali immagini belliche associate agli angeli guerrieri – spade fiammeggianti e così via – li rendano ancor più antropomorfi. Ma se Lewis avesse ragione [ha ragione] e gli angeli fossero “nude intelligenze”, come potrebbero combattere per decidere il sorgere e il cadere delle nazioni, gli alti e bassi del potere terreno? La mia ipotesi

[Segue un tentativo di “spiegazione” che si basa sulla “meccanica quantistica” e che non “spiega” proprio niente: ci esimiamo da ciò] […]

Lo strano funerale di Berenger Saunière è descritto in Holy Blood, Holy Grail, e anche in altri testi della copiosa letteratura su Rennes-le-Chateau. Gli autori suggeriscono che il rito funebre avesse un significato esoterico. Alcuni autori invece affermano che che una cerimonia tutto sommato semplice sia stata riportata in modo distorto, rendendola inutilmente criptica [qualcosa di “strano” c’è davvero stato, tuttavia”, ivi, pp. 51-52, corsivi in originale, mie osservazioni fra parentesi quadre.

Sul male come “parodia”[4], un’utile precisazione: “Se l’idea del Male come “parodia” del Bene sembra strana è perché oggigiorno la parola “parodia” viene associata solo all’umorismo. Ma non dobbiamo intenderla in modo così ristretto.

Nel suo libro sul genere Gotico (In the Cicles of Fear and Desire), William Patrick Day dice che “anche se la parodia di solito è usata per scopi comici o satirici, non è di per sé satirica o comica”. Una parodia potrebbe essere qualsiasi copia che distorca – o addirittura perverta – l’originale, anche se tale distorsione non è immediatamente percepibile.

In effetti le parodie meglio eseguite […] c’ingannano e a una prima occhiata pensiamo d’avere davanti l’originale, non la copia. È solo tramite una seconda occhiata più attenta che ci accorgiamo che qualcosa non è come dovrebbe essere.

Questo punto di vista ortodosso viene ripreso ed espanso in un saggio di Lewis “Dio e il Male” in God in the Dock, e nel secondo capitolo (“L’invasione”) del libro Il Cristianesimo così com’è [in Italia pubblicato dall’editrice Adelphi, 1997]. L’idea del Male come parodia del Bene si ritrova anche il Tolkien. Ecco perché gli orchi  non sono creazioni ORIGINALI [maiuscola in originale] di Melkor/Morgoth, il potere oscuro della Prima Era della Terra di Mezzo. Invece i primi Orchi furono degli Elfi, creati come cose buone da Eru, l’unico, che furono pervertiti e plagiati da Melkor/Morgoth. Melkor/Morgoth non è in grado di creare [come il concetto giudaico-cristiano di Satana, NB]: può solo pervertire ciò che è stato creato buono.

(Quest’origine degli Orchi viene citata di sfuggita nella versione cinematografica di Peter Jackson, anche se a quel che ricordo non si trova citata nel Il Signore degli Anelli, ma nell’opera postuma di Tolkien, Il Silmarillion.[5])”, ivi, pp. 53-54,  corsivi in originale.

Per finire: “Pagine 38-39. Queste ultime  due pagine tratteggiano molto rapidamente  la conclusione della vita di Charles Williams.

La Seconda Guerra Mondiale era ufficialmente finita. Secondo Humphrey Carpenter, Williams stava pensando di tornare al suo lavoro presso l’editore Amen House, ma non aveva fretta. Era più interessato ad ottenere la cattedra di poesia ad Oxford.

Tutti furono sorpresi dalla sua morte. C. S. Lewis scrisse che “La notizia mi colse di sorpresa. Non mi aspettavo minimamente che Williams morisse, non più di quanto mi aspettassi di farlo io.” Il fratello di Lewis, Warnie, scrisse nel suo diario: ‘Non ci saranno più pinte con Charles. Niente più “Bird and Baby”.

Il buio è calato, e gli Inklings non saranno mai più gli stessi’”, ivi, p. 53, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

 

 



[1] Questo furto molto particolare si è risaputo, un episodio molto oscuro; in M. BIZZARRI – F. SCURRIA, Sulle tracce del Graal. Il mistero di Rennes-le-Chateau, Edizioni Mediterranee, Roma 1996, alla foto 11 (di quelle allegate al testo) si può vedere un’immagine di “Asmodeo” – ed anche lo stesso Bizzarri avrebbe poi rimesso in questione se una tale attribuzione ad “Asmodeo” sia davvero esatta – di prima del “furto” molto particolare.

[2] Lo stesso Guénon rifletté piuttosto profondamente sul tema del “tempo che si muta in spazio” … 

[3] Lo stesso Guénon la pensava così peraltro citando le fonti tomistiche, a loro volta influenzate da Aristotele, il quale lo era da Platone: voglio dire che l’idea in questione in realtà è antichissima.  

[4] Cf. J. BAUDRILLARD, Lo scambio simbolico e la morte, Feltrinelli Editore, Milano 1979, dove si parla dell’ “ordine dei simulacri” e del simulacro “forte”, simbolico ed originario (“del primo ordine” per dirla con l’autore citato), la cui “rimessa in questione” (ma NON di tipo “critico”!, ATTENZIONE!) avviene – non per caso – per mezzo della parodia.

[5] Per certi aspetti, la mia opera preferita fra quelle di Tolkien.

 

 

9 commenti:

  1. Tengo dunque fede a quanto detto lo scorso anno - profittando della fase residuale festivale - per completar quanto iniziato lo scorso anno, appunto.
    La cosa si sarebbe potuta fare molto più approfondita - vi son temi piuttosto interessanti coinvolti -, ma ho preferito completare, seppur in modo incompleto, che lasciare un ennesimo capitolo appeso. Ho infatti notato quanto spesso imprevisti di ogni gener vengano a bloccare le intenzionalità varie.








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    1. Sul **tenebroso** “affaire” di Rennes-le-Chateu mi son espresso varie volte, dunque la cosa è sufficientemente chiara, pur se non completamente chiara, sia detto chiaramente … (gioco di parole voluto …)











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  2. La Grazia è possibile ma non necessaria, la Misericordia - come spiegava Aurobindo[1] - è la forza divina **nel** Cosmo e contrasta l’aspetto Legge. La Misericordia è necessaria, non possibile: pertanto agire in base alla Grazia - che ovviamente **non** nego affatto! - è sbagliato. Invece agire senza tener conto della Misericordia è sbagliato. Tuttavia ecco “il” quesito che ha occupato tanto tante menti nel corso della storia: si constata che la Misericordia, pur essendo **parte** del Cosmo, talvolta non interviene affatto; precisiamolo si parla della necessaria Misericordia, che però agisce **dentro** le leggi e non oltre le leggi cosmiche, attenzione al punto. Come si spiega questo? Ecco “il” punto! . . .

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    1. [1] Cf. Sri AUROBINDO, “Lettere sullo Yoga”, Ubaldini Editore, Roma 1985 (quarantun anni fa!), p. 85 (e sgg.).








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  3. “Pare che l’universo sia sempre capace di trucchi peggiori di quanto possiamo immaginare. Ad esempio un virus non solo è distruttivo, è anche diabolicamente astuto. […] Se avessi avuto le ricchezze di Saunière avrei costruito una chiesa dedicata a San Tommaso Il Dubitante” (ivi, qui sopra). Ah niun dubbio che “l’universo sia sempre capace di trucchi peggiori di quanto possiamo immaginare” ... niun dubbio! “IL” problema è il “NO cosmico” che NON è la forza negativa della NATURA, la quale, al contrario, è normale, ma - spesse volte - viene usata dal “NO cosmico” - “Das EWIGE Nein” (Goethe) - e cioè dalle forze avverse - un nome come un altro - che, attualmente, hanno il loro focus attorno alla “contro i.” con quelle modalità delle quali si è dato qualche “hint” in un post precedente ...

    Sulle “modalità” di tal “NO cosmico” – che NON È meramente la forza negativa NELLA natura – proprio il caso di Mère è assai significativo, data la grande forza “sottile” di cui era dotata sin dalla nascita, per “droit de naissance” come suol dirsi. Fece ciò che poteva in una situazione davvero difficilissima, ma vi era uno “spell” – potentissimo – contro di lei (tutte cose non per moderni né per post moderni pseudo “lovecraftiani” – = creature “viscide” dappertutto ed altre sciocchezze – ed altri che vedono “magie” dappertutto, ma non sanno di cosa parlano) - però era troppo forte per loro: direttamente non ce l’avrebbero mai fatta.






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  4. Sulla differenza fra Lovecraft e Machen, cf.
    https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/09/frase-da-gli-hohenzollern-ricordando-il.html
    Machen vide qualcosa di vero, Lovecraft invece rimaneva fissato con i suoi mostri di plastica. Sogni ed incubi, questo sì - anche -, ma l’ “occulto” è tutt’altra cosa ...
    Machen fu parte del “Golden Dawn” e via dicendo, Lovecraft attinse alla biblioteca del padre, ma, com’è stato dimostrato, nonc redette mai né al “soprannaturale” né - tantomeno! - all’ “occulto” pur se “lato sensu” inteso.







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  5. Come sempre, va ribadito che, se ci son commenti, essi fanno parte del post come un tutto. Se non ci sono, va bene solo il post. L’avrò ripetuto varie volte, ma va ribadito.

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  6. “Scala verso l’Alto” e “Scala verso il Basso” – secondo gl’ antichi Egizi – cf.
    https://associazione-federicoii.blogspot.com/2023/09/osiride-re-x-e-un-dio-nero.html
    Attenzione al punto: la discesa di Osiride nella “Duàt” – ovvero nell’ “altro mondo” – non è fatta per permanervi, ma per **attraversarlo** e – poi – rinascere. Attenzione! Ma ecco dove “nasce” la contro i.; quando tale discesa, pur se necessaria nel “cammino iniziatico” senz’alcun dubbio, non porta la rinascita, bensì vi si rimane nell’ “altro mondo” …!








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