sabato 3 gennaio 2026

Ripresentazione 2, ca. [“10 anni fa” – oggi dodici! – e davvero “le cose già erano chiare, con una differenza, però, rispetto ad oggi” (Link)]

 

 

 

 

 

 

«Non andiamo mai in fondo alle cose che vogliamo fare, nelle grandi come nelle piccole cose. Andiamo fino al si, e poi torniamo al do di partenza. La stessa cosa succede con lo sviluppo di sé, che per questo motivo risulta impossibile senza una forza addizionale, proveniente sia dall’esterno che dall’interno»”.

G. I. GURDJIEFF, Vedute sul mondo reale, L’Ottava, Milano 1985 – ben venticinque anni fa – scrivevo al tempo ma oggi son ben ventisei!, p. 114, corsivi in originale, grassetti miei.

 

 

Dieci anni dopo [oggi 12], rileggere “certe” cose può risultare interessante

Cf.

https://ideeinoltre.blogspot.com/2014/01/andrea-ianniello-la-fine-del-mondo.html 

Cf.

https://ideeinoltre.blogspot.com/2014/05/andrea-ianniello-baudrillard-la.html 

Cf.

https://ideeinoltre.blogspot.com/2014/10/andrea-ianniello-le-ragioni-dellimpasse.html

Cf.

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=47231

Nell’ “età delle masse” IL CONSENSO diventa centrale, diventa la “merce fondamentale” (cf. “Impolitiche Considerazioni”, 2023). 

 

Attaccare interpretazioni vecchie, stantie ormai, è fondamentale: il pensiero va risvegliato, sennò di adagia in cammini comodi, ma sterili: l’abitudine a seguir sempre gli stessi percorsi è fatale al pensiero, esso diventa incosciente. […]

SOLO DOPO si potrà parlar “d’ altro” …[1] E, se come di solito si fa, subito s’inizia senza questa fase di – necessaria – “sgrossatura” del terreno, l’ “altro” non lo si vede, o li deve in modo distorto: è inevitabile. Questo perché la mente umana è tanto, ma tanto, ma super tantissimo inerziale: si tende a ripercorrer sempre gli stessi “sentieri mentali” e, se la cosa diventa incontrollabile – se il “loop” si accresce, si rinserra, divenendo, appunto, incontrollabile –, si può entrare in qualche patologia mentale; come dico: il “loop” ulula! Di tanto in tanto, comunque, occorre “prendersi una vacanza da sé stessi” (Nietzsche) …

 

@i

 

 

PS. “LA PIÙ GRANDE CONQUISTA dell’uomo È QUELLA DI ESSER CAPACE DI FARE”, G. I. GURDJIEFF, Vedute sul mondo reale, cit., p. 261, maiuscole mie. “FARE” in realtà è “magico” – ma “FARE” costa, e NON È scontato, né si produce senza condizioni, cioè NON È “assoluto” …

Questo non capiscono coloro i quali credono che la “magia” – cosiddetta – sia come accender un interruttore … – **NON** funziona così – NON è così che funziona!

In generale, siamo toccati dalle cose che non dovrebbero toccarci. Ma le cose che ci feriscono lungo tutta la giornata non dovrebbero avere il potere di toccarci, poiché non hanno alcuna esistenza reale. Questo è un esercizio di potere morale.

Quanto al potere psichico, la cosa da fare è non permettere che «ciò» pensi, ma cercar di fermarlo continuamente, sia che «ciò» pensi bene, sia che pensi male. Non appena ce ne ricordiamo, non appena ci sorprendiamo, subito dobbiamo impedirgli di pensare. In ogni caso, nel bene come nel male, i pensieri ordinari non scopriranno certo l’America. Ma proprio come vi riesce difficile in questo momento non contrarre la gamba [il “ciò” in azione, visto praticamente], così vi riesce difficile impedire che «ciò» pensi. Però è possibile”, ivi, p. 159, mie osservazioni fra parentesi quadre. In altre parole: le “porte” del “potere psichico” si aprono – davvero – solo e soltanto quando si è capaci di controllare il “pensiero” – associativo ed automatico – di quel “ciò” … Chiaramente, SE sai farlo con te stesso, POI, pian piano, potrai “anche” imparare a farlo CON ALTRI … Sennonché, quest’ultima “cosa” però presenta dei pericoli definiti. Meglio farlo solo per sé stessi? Certo!

Il pensiero incosciente, comunque, risulta manipolabile più o meno facilmente, cosa che si amplifica una volta che le grandi masse si aggreghino (esse sono “lunari” par excellence …!).

La Luna è il grande nemico dell’uomo. Noi serviamo la Luna.

La volta scorsa abbiam parlato di Kundabuffer. Kundabuffer è il rappresentante della Luna sulla Terra. Noi siamo le pecore della Luna. Curate, nutrite, tosate e custodire per il suo uso personale. Ma quando la Luna ha fame, ne uccide una buona quantità. Tutta la vita organica lavora per la Luna. L’uomo passivo serve l’involuzione, l’uomo attivo l’evoluzione. Bisogna scegliere. Ma c’è un principio: servendo l’una, potete sperare di far carriera, servendo l’altra, riceverete molto, ma senza prospettive per il futuro. In entrambi i casi siamo schiavi, perché in entrambi i casi abbiamo un padrone. Anche dentro di noi c’è una Luna, un Sole, e così via. […] Se voi scoprite in che cosa consiste la vostra Luna e qual è la sua azione, potete comprendere il Cosmo”, ivi, pp. 191-192, corsivi e grassetti miei.

 

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2024/12/10-anni-fa-e-le-cose-gia-erano-chiare.html

[cancellato]

 

 

AGGIUNTE

 

In Norvegia, alla vigilia di San Giovanni [il 24 giugno, cioè una “festa solstiziale” ma del solstizio d’estate], venivano accesi ai crocevia [NB] falò di nove [NB] diversi tipi di legname, nonché di funghi velenosi [NB].

Si riteneva che tali fuochi potessero sopraffare il potere dei Troll (i Vagabondi) che, se si trovavano nelle vicinanze, dovevano mostrarsi [NB]. Non è improbabile che si ritenesse che tali falò (che sembra venissero accesi, originariamente, per onorare il sole ed infondergli potere, allorché raggiungesse il solstizio d’estate [cioè lo “zenith” ed dunque l’ inizio **del declino** del percorso del Sole nel cielo: non è un paradosso, ma la legge ermetica]) sortissero un effetto simile a quello del sole sui disgraziati Vagabondi. Frasche di vischio (pianta sacra al sole [Nota Bene]) venivano appesi nelle case e nelle stalle, in Svezia, per impedire ai Vagabondi [= Troll] di arrecar danno alle persone ed alle bestie”.

R. S. NOEL, La mitologia di Tolkien, Rusconi Libri, Milano 1984, pp. 153-154, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

E il racconto continua: Adamo nota questa Perla e si familiarizza con essa, ma non la riconosce, non vede in essa che una perla qualunque.

Ma ecco che, per volere divino, la Perla comincia a parlare: “Adamo, mi riconosci?

No.– Davvero Satana (Šayṭān) ha trionfato su di te se hai cancellato il ricordo del tuo Signore”.

A questo punto la Perla assume la sua forma originaria, quella dell’Angelo che era il compagno di Adamo in paradiso:

Adamo! dov’è la tua promessa ed il tuo impegno?” Adamo trasalisce: il ricordo del patto divino gli ritorna in memoria e piange.

Bacia la Perla bianca – l’Angelo – e rinnova il suo consenso alla promessa e al patto. Allora Dio conferisce alla Perla bianca pura e splendente […] l’aspetto della Pietra, ed è questa Pietra che Adamo porta sulla sua spalla fino in Arabia. Durante questo viaggio egli ha per compagno l’angelo Gabriele, […] perché: quando Adamo è stanco per il peso della Pietra l’angelo Gabriele gli dà il cambio.

Magnifico simbolo [ma davvero!], come a dire che soltanto un altro Angelo può sollevare momentaneamente l’uomo dal peso dell’Angelo, cioè del patto [NB] che impegna tutto il suo destino nei confronti del mondo spirituale.

Ogni giorno ed ogni notte Adamo rinnova il suo impegno mistico verso questa pietra che fu testimone del suo paradiso”.

H. CORBIN, L’immagine del Tempio, Boringhieri, Torino 1983, p. 115, corsivo in originale, grassetti miei. Potente simbolo …! L’ “Angelo” che aiuta l’uomo a portare/sopportare/supportare il “peso” della natura *angelica* – solo potenziale! – dell’uomo e che questi, l’essere umano, NON fa che NEGARE, denegare, annientare, dimenticare, che obliare: giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, atto dopo atto, e secondo dopo secondo, sempre, comunque, dovunque, perché questo è – davvero – l’uomo, “colui che nega” …

Ma “l’Angelo” rimane – lì, nascosto – a chiamar l’uomo al suo destino …

Ed ecco un altro significato della “pietra” in consonanza con quanto s’è detto in un passato post[2]: infatti è “nella pietra” che dorme la “natura divina” …

Chi ha orecchie per …

 

 

 

 

 

 

 



[1] Sostanzialmente questo è stato il “tragitto” che s’è seguito in tal blog.

 

 

 

4 commenti:

  1. Il “nostro” cosiddetto “sistema” di vita è spacciato, è spacciato dall’epoca della pandemia, pandemia che i critici – apparenti! -, come sempre, hanno attaccato = attaccare la “simia philosophiæ” cioè le apparenze, non badando al contrario al progetto reale, come sempre loro accade peraltro. “Nil sub sole novum” …








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    1. I problemi **sono** irrisolvibili, ci si può solo “mettere una pezza su” per così dire.







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    2. Siamo da tempo nell’ **irrisolvibile** ma NON ANCORA nell’ *irreparabile* ... attenzione al punto!
      Vi è differenza. UN’ *IMPORTANTE* differenza!






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  2. Beh ma già è cominciato l’acclimatazione al 2030, ovvero il disinnesco cosicché possa pur esplodere ma facendo il meno danni possibile.

    E così si fa sempre: problema, soluzione ...

    Parlarne - parlarne - parlarne, così diventa incredibile; poi, può accadere senza più problemi.











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