lunedì 13 settembre 2021

Dopo i “Quarant’anni Topo” (1978-2018), i “Vent’anni Topo” (2001-2021)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo i “Quarant’anni Topo” (*), i “Vent’anni Topo” (2001-2021), che hanno fiaccato l’unica superpotenza rimasta, riducendola alla potenza ancora più importate, per quanto in crisi, ma non più “l’unica”, hanno fiaccato il modello occidentale (“la vendetta dell’Oriente”), hanno fatto arenare la nave della “Grande Prostituta”, preparando il mondo ad un’altra fase “storica”, e, soprattutto, hanno posto termine al Novecento. Nulla è stato così evidente dai tanti decessi eccellenti più del fatto che il Novecento è finito. Per sempre. Tante critiche son così fuori segno, mancano così tanto il bersaglio proprio perché mantengono in sostanza u modello novecentesco, che non funziona per niente. Come si è giunti al termine del Novecento? Portando all’esasperazione alcune tendenze in esso presenti, che hanno subissato – quasi eliminato – altre tendenze.

 

@i

 

 

 

PS. Il “topo”. Perché si è scelto il “topo”, per denotare questi anni? Perché il topo – animale di Apollo, come s’è detto in un passato post – è legato anche spesso alle epidemia.

 

 

 

 

(*) Cf. il primo link in

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2021/09/ripubblicazioni-7-8.html.

 

 

 

 

 

 

 

domenica 5 settembre 2021

Ricordo di Campanella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamo che nacque un 5 settembre T. Campanella (1568), a Stilo in Calabria.

Ecco l’ultimo poema lasciato da Campanella:

“Giano mi ha ascoltato a rovescio. La mia giusta preghiera la/ rivolgo a te, o Febo simbolo della mia scuola./ Io ti scorgo nell’Ariete, in tutta la gloria del suo sorgere, e/ vedo tutta la sostanza vitale diventare tua emula./ Sei tu che sollevi, rianimi e convochi a nuovi festeggiamenti/ tutte le cose nascoste, languenti, intorpidite, morte./ Come hai fatto per loro, rendi la vita anche a me, o potente/ divinità, a me che più degli altri ti ho caro e ti amo …”, A. SOPRANI, L’astrologia dei re, visionari, astrologi, iniziati a corte, Casa editrice MEB,  Padova 1991, p. 220, corsivi in originale.

Campanella scrisse un oroscopo di Luigi XIV di Borbone (“il grande”) – cf. ivi pp. 232-234. Peraltro Luigi XIV era nato nello stesso suo giorno, il 5 settembre, ma del 1638. prevedeva che Luigi sarebbe stato “quel” re che avrebbe generato quella “trasformazione” del mondo (insomma: la perenne speranza del “Gran Monarca”).

Fu comunque un re molto importante, per cui l’oroscopo era giusto: quella ch’era sbagliata era l’interpretazione nel quadro “più vasto” di cui pensava Campanella. Invece Luigi XIV di Borbone segnò il “sole calante”, come diceva – giustamente, peraltro – FULCANELLI, Il mistero delle cattedrali, cap. finale “La croce ciclica di Hendaye”, Edizioni Mediterranee, Roma 1972, p. 172, dove Luigi XIV è legato all’età del ferro, Carlomagno a quella di bronzo, Augusto a quella d’argento e Alessandro Magno è legato - sempre symbolicamente - al’età dell’oro. 

 

 

 

 

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due frasi di Paracelso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“«Il cosiddetto Drago è un essere invisibile, che può divenire visibile e apparire in forma umana […]» (De Fertilitate, Tract. II).

«Un altro simile mostro è il Basilisco […]. Vi sono numerose forme bastarde […] che abitano il piano astrale e appartengono al ‘serpente che avrà la testa schiacciata dal calcagno di Cristo’» (Fragm.)”, F. HARTMANN, Il mondo magico di Paracelso, Edizioni Mediterranee, Roma 2010 (prima ed. 1982), pp. 122-123, corsivi in originale.

 

 

 

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