giovedì 1 gennaio 2026

Riguardo al presente anno ... (link)

 

 

Cf

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/02/riguardo-al.html 

 

 

@i

 

 

 

74 commenti:

  1. Il “nodo” rimane quello, rimane là “Il Nodo di Gordio” Symbolico. Va’ dove ti pare, fa’ quel che ti pare: “Il Nodo di Gordio” rimane lì e intoccato! E nessuno vi è che lo tolga! Tanti anni fa vi era la canzone del gruppo Ultravox intitolata: “Fear in the Western world” (**1977**!)) col suo verso: “I can feel the fear in the Western world” … eran gli ultimi scampoli della stagione musicale detta “Punk” e, in seguito, lo stesso gruppo sarebbe rientrato in altri movimenti musicali dell’entrante epoca degli Anni Ottanta del secolo scorso: i nomi hanno poco significato qui, le cose significano invece … E, dagli Anni Ottanta del secolo scorso quella **paura** non fa che “accompagnare” l’ “Occidente” cosiddetto e si è diffusa in tutto il mondo in realtà … Dietro la reazione sbagliata ed isterica rispetto alla guerra in Ucraina vi è questa paura, che – come ogni paura – non fa che far commettere dei grossissimi errori di valutazione: mai agire sotto la paura, si sa.
    Che cos’è tale paura? È la “ paura dell’irreparabile” che cioè possa succeder un qualcosa che non può essere contrastato e controllato: questo è in poche parole, la vedi che trascorre per le cancellerie, per i quartier generali militari, nell’economia e, in pratica, per ogni dove … A partire dagli Anni Ottanta del secolo scorso si è cominciato a sentire la paura che potesse accadere – si sentì a partire dai “sinistri scricchiolii” della “Crisi Systemica” **degli Anni ‘70** –, che potesse avvenire l’ irreparabile: sta tutto qui. Tutte – ma dico tutte – le scelte che, d’allora in poi, sono state fatte dal conservatorismo systemico più **ottuso** delle storia **nascono** da **questa** paura.

    Ma ecco il paradosso – apparente – che abbiam visto funzionar benissimo durante questa fase della guerra in Ucraina: quelli che vogliono “preservare” IL SYSTEM in realtà sono quelli precipitano la crisi, poiché invece di sedare, cioè “contenere” la “crisi sistemica” (Wallerstein. **1 9 9 5** !! [e della quale sui s’è detto varie volte, in questo blog intendo]), ne diffondo l’infiammazione cronica … mentre chi appare “attentare” alla – supposta! – stabilità sistemica ne sta costruendo il prossimo stadio, ed dunque dandogli (al “System”) una, seppur breve, “nuova” vita. Tutte cose che qui, su questo blog, si conoscevano dal 2014, tal blog – **non** casualmente – cominciando infatti l’anno precedente, cioè nel 2013 … “Tout se tient” dicheno lè fransè …
    Le anti-élite al comando – in particolare in Europa (cosiddetta) – confondono la stabilità con l’immobilismo del loro perdurare - “sine die” (cosiddetto) … Al contrario, un Systema **storico** che voglia **davvero** perdurare *D E V E* saper modificarsi e “modificarsi” NON vuol dire il permanere “sine die” di una classe dirigente formatasi in epoche diversa, ma sapersi aprire ad altro, mentre, come ben si sa, l’entrare in Europa (cosiddetta) = accettare una determinata, specifica **ideologia** particolare, su questo non si transige. Ma ciò vuol dire che INTERI settori delle società europee permangono senza rappresentanza, cosa che costituisce un “vulnus” ed una chiara contraddizione sostanziale della tanto decantata democrazia, e che però non intacca il consenso poiché oggi quest’ultimo non si elabora più in via “politica” novecentesca.







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    1. Questa necessità di “saper modificarsi” secondo i tempi è un discorso che può farsi “pari pari” per il sistema delle relazioni internazionali, oggi crollato. Dunque due piani che s’intersecano e si relazionano **S E N Z A** risolversi l’uno nell’altro: il piano dell’ EFFETTIVA “tenuta” systemica, e quello delle classi dirigenti – spesso solo digerenti – al suo, apparente, spesso – comando.







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  2. Sul “Nodo di Gordio” cf. E. JÜNGER – C. SCHMITT, “Il Nodo di Gordio”, la prima parte (quella di Jünger cioè) cap. 4, Adelphi Edizioni, Milano 2023, pp. 18-19 …







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  3. Che dire? “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce” (Pascal) … Vero, a patto che per “cuore” – con R. Guénon – s’intenda **N O N** l’emozionalità ed emotività, bensì l’ **I N T U I Z I O N E** che va OLTRE la ragione pur **non** negando quest’ultima.
    Ecco la “nostra” risposta rispetto alla domanda “Che dire?” …

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    1. E alla domanda “Che fare?” qual è la “nostra” risposta? La “Crociata” (un termine peraltro **non** d’origine medioevale, poiché comincia il suo uso generale, generico, verso il XVI° secolo: si vede subito la sua relazione con la modernità …!, altro paradosso …) di Federico II … E che c’entra si dirà … Oh c’entra e centra, in quanto “IL” problema è – sempre – quello del **T A G L I A R E** il – SYMBOLICO – “Nodo di Gordio” per l’appunto … Tagliare che quindi è un “fare” non un “dire” … Peraltro, Jünger interpretava il gesto di Alèxandros ‘o mègas (l’ “omèga” …!) come un gesto “illuministico” dettato dal “dubbio” quando – **al contrario** – è il gesto di chi **decide** appunto “tagliando” il “dubbio” stesso!
      Decidere > incidere > “uccidere” nel senso del latino “occidere” da cui: “occasus” = il tramonto cioè la Discesa del Sole “in the Nether Regions” ovvero il “Sole Nero” del viaggio – “Symbolico” – del Sole “in” aldilà … (“Osiride è un dio nero” diceva qualcuno …)
      Questo è – OGGI! – il “taglio” del SYMBOLICO “Nodo di Gordio” …





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  4. I colori sbiadiscono e tutto diventa più accelerato, è semplicemente così che funziona: molti non se ne accorgono ma sappiamo benissimo che i nostri contemporanei per la grandissima parte sono come dei sonnambuli. Non stupisce affatto, insomma e differenza.







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  5. La “decadenza” è ancora “presenza” mentre (AL CONTRARIO!) LA “fine” è – PIENAMENTE! – “assenza” …
    Non siamo sufficientemente ancor assenti per sì dire …






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    1. Lo scopo **è** giungere all’ “irreparabile” …! Ma deve poter essere un “irreparabile” che “certe” forze possono cotnrollare.
      Per quanto paradossaale ciò possa sembrare, questo è “il” punto dirimente. Siamo sempre lì … quello è “il” nodo … e quello rimane.







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  6. Sempre sonnambulizzati dai device digitali, non si accorgono di quanto il - cosiddetto! - “nostro” mondo sia pericolante ...









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  7. “Tutto questo fa pensare ad un mito in evoluzione, il cui nucleo rimarrà lo stesso, mentre i dettagli sono ancora in fase di elaborazione”, L. PICKETT C. PRINCE, “La missione del Priorato di Sion”, Sperling & Kupfer Editore, Segrate (MI), 2006 (vent’anni fa ormai!), p. 109. E non vi era, in queste prima fonti dell’ “affaire” di Rennes-le-Chateau, alcun cenno ai merovingi … Il “mito” è dunque ancora in fase di modifica, nel momento in cui si scrive … Nel testo si dice che, se non fosse stato per la complicata messinscena – sullo stile dello spionaggio (cf. ivi, p. 152, sottocapitolo intitolato: “Una missione di menzogne”) – molti più ricercatori avrebbero visto *ben prima* la costruzione fittizia. Intanto, quegli anni persi han consentito varie operazioni d’insediamento e di “acclimatazione” delle pubbliche opinioni … quindi, dal loro punto di vista, sono state operazioni giustificate. Peraltro, gli autori citati – come anche tanti altri – sanno che il Priorato di Sion fu fondato solo nel 1956, settant’anni fa ormai!, ma il problema è **sempre stato** quello delle forze che l’hanno ispirato!
    Sui “compagni segreti” di de Gaulle, cf. ivi, pp. 225-227.
    Il punto di vista – non quel che han trovato che, in sostanza, è corretto – dei due autori è solo politico, in poche parole tuttavia, e qui vi è il punto debole. Le stesse organizzazioni di cui parlò Bizzarri, più massoneria “di frangia” cosiddetta, e, dietro, “martinisti” e Saint Ive d’Alveydre, ma molto malinteso, e cioè: gli “Stati Uniti d’Europa” questo vecchio sogno, che, oggi, stiamo vedendo mal realizzato, peraltro. Ma dietro vi è un’intenzione che ***non* è affatto** “politica” soltanto, meramente politica …






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    1. Libro del 2006, venti anni fa ormai!, ma vi è altra data da sottolinearsi, e ciooè il 1956, quando fu fondato il cosiddetto Priorato di Sion, ma la data è importante anche per altre ricorrenze, diverse fra loro: se possibile vi ritorneremo su.
      Dico sempre “se possibile” non per mera “scaramanzia”, ma per la crescente instabilità che si è - ormai - estesa praticamente dappertutto, per cui fare troppe previsioni (o troppi progetti) – sono cose che ho già detto più vole, ma ribadisco – è controproducente, primo perché non si possono gestire tali caotiche circostanze, con crescente caos, e – secondo punto – si eccita quel “No” cosmico che sta qui, pronto a prenderci per così dire “in parole” quindi evocandosi per fermare qualsiasi cosa vada oltre quel mini minimo, quelle quattro sciocchezze nelle-delle quali, ormai, si vive. Ed è così che funziona - oggi. Tal “No” cosmico va, invece, portato in canzone” come suol dirsi. Vedremo se si può quando si può nelle modalità che al momento saranno possibili. Quindi: boh! Il grande boh al Grande No.








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  8. Come sempre, va ribadito che, se ci son commenti, essi fanno parte del post come un tutto. Se non ci sono, va bene solo il post. L’avrò ripetuto varie volte, ma va ribadito.

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  9. “**In ictu oculi: D’un sol colpo gli occhi** [sottinteso: *si apriranno*!], tradusse Eugène Canseliet [“Quand Sel Y Est”]. D’un sol colpo gli occhi si apriranno alla Gloria di Dio e si fermeranno a quella [la gloria] del mondo [“Sic transit Gloria Mundi” suol infatti dirsi]. D’un sol colpo il sole brucerà la paglia con quel fuoco che non s’estingue mai, e gl’occhi s’apriranno e gl’occhi si fermeranno.
    D’un sol colpo infine, a causa della colera celeste, un mondo vano s’affonderà, una nuova terra nascerà e gli occhi piangeranno e gli occhi supplicheranno mentre i figli dei Saggi renderanno grazie a Dio.
    Sic transit Gloria Mundi
    Lì 3 gennaio 1983
    J. L.”, J. LAPLACE, “Finis Gloriæ Mundi”, Archè, Milano **2025** - l’anno scorso -, p. 52, corsivi espressi con “”**-**”” e il gressetto con “*-*”, miei commenti fra parentesi quadre, traduzione di servizio poiché l’originale si è an frasè.
    Dalla Prefazione di Alexandre de Danann (un “nome de plume” come si sa) in ivi, p. 18 e sgg., vi è la lista delle ultime carte di E. Canseliet, fra di esse i riferimenti al dipinto “In ictu oculi” di Valdés Leal – presentato allegato al teso di Laplace – così come i riferimenti al “Trittico di Isenheim” di Grünewald ovvero quel dipinto un frammento del quale – guarda caso – sarebbe dovuto apparire nell’edizione del 2008 di “Pietre che cantano” lo studio più completo, non i vari “brani” pubblicato qua e là e che – lo studio del 2008 intendo – pare aver salvato chi scrive da qualche parte …
    Tra l’altro, questi ultimi asseriscono che l’omonimo “Finis Gloriæ Mundi” a firma di Fulcanelli – che fa riferimento, come il testo del qual hanno scritto la Prefazione, ad un dipinto di Leal (“Finis Gloriæ Mundi”[1]) –, edito dalla Mediterranee, Roma *2007*, non sia di Fulcanelli, cosa peraltro suggerita, tra l’altro, anche dal prefattore del testo del 2007, M. Bizzarri. Insomma, il testo del 2007 è “pseudoepigrafo” come suol dirsi; non ne discende sia tutto falso quel che ivi si sostiene, come paiono invece suggerir i prefattori del testo del 2025 che, tuttavia, è “filologicamente” ben più valido di quello del 2007, che permane dubbio. Tra l’altro, sia detto “en passant” …, nel testo del 2007 si diceva che l’Europa e gli usa si sarebbero sempre più distanziati: come sta poi succedendo … Ma, detto, questo, veniamo alle cose più importanti, che ci riguardano, proprio in relazione all’anno in corso


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    1. [1] Sul dipinto, citato qui su, sempre di V. Leal (1622-1690), intitolato: “In icto oculi” cioè “in un batter d’occhio” sarebbe a dire il “passaggio ciclico” – che però loro fanno molto più “rapido” di quanto sia effettivamente per il detto ciclo di 2400 anni – al termine del ciclo presente, per “passare” – “Passaggio delle Acque” – al ciclo “futuro” (rispetto a quello presente, chiaro!) vi è di che dir molto: prima cosa, a quanto pare – ma credo che ciò sia voluto da parte dell’autore – si “mescolano le carte” su “fine del mondo” e “diluvio”. Perlomeno – tuttavia – si è chiaro, e in modo limpido, sul fatto che la fine del mondo NON È la “fine della Terra” come spesso si pensa. È, come diceva Guénon, “la fine di **un** mondo” – o fine di **un** ciclo, ma MOLTO più grande di quello cui si fa, esplicitamente, riferimento nel testo (vedremo che si tratta di un’informazione data “confidenzialmente” per sì dir) –, e NON la “fine del mondo” per così dire “tout court” – an fransè mo’ cve vo’ – ovvero “fine della Terra” come tale, sua riduzione al pulviscolo cosmico: no! Su questo si è limpidamente chiari.
      Ma procediamo pian piano avanti.

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    2. A p. 40 della Prefazione, nella nota n.29 a pie’ p., si parla del ciclo di 12.000 anni del mazdeismo, diviso in 4 parti – uguali, si vederà (se si potrà chiaro) come questa questione dell’ **uguaglianza** delle differenti quattro “ère” del Cyclo generale sia decisiva, e sia “il” punto – di 3.000 anni ciascuna. Si sa che negli “Yugas” indù la durata delle differenti “ère” non sia uguale, ma discendendo nel corso del Cyclo stesso.







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  10. Altra osservazione nel testo si è che si parla della “calcinatio” finale della Terra in **questa** “fine” del cyclo: sì - oui - yes! E di tale “calcinazione finale” s’è detto qua e là nel corso del blog.
    Ma continuiamo.






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  11. Riguardo al testo di qui sopra - **quello del 2007 intendo** -, sulla natura della “GP” vi si dice – giustamente peraltro – che la “GP” viene fuori quando si passa alla fase “rosso” – come ben si sa, l’ “Opus alchemicum” si compone di tre fasi caratterizzate da tre colori: nero, bianco, rosso – si passa, si diceva dunque, alla fase “rosso” SENZA PRIMA esser passati nella fase “nero”, ecco “IL” punto! Che succede allora? Che si va **comunque** nella fase “nero” ma per modalità particolari: OGGI!







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  12. Venendo invece al testo del 2015 (anno scorso cioè) ovvero quel testo che davvero è stato preso dalle carte di Canseliet (“Quand Sel Y Est” = Quando c’è Sale, ma se non c’è più Sal? Se ‘l Sal ha perso ‘l suo sapor? …) - e senza negligere affatto il tetso del 2007, che però è rimaneggiato, come se due autori vi abbian lavorato, come attestò Bizzarri al tempo nel suo breve studio introduttivo, vanno dette alcune cose importanti: 1) Laplace interpreta le ere come uguali non tenendo conto della loro riduzione temporale, come giustamente espressa nelle fonti indù che sostengono come la durata di ciascun “Yuga” sia **decrescente** - vi è una breve equazione che consente di far capire il tutto - ; 2) non è accuratamente distinto – ma il testo in realtà è del 1983, in parte pubblicato nel 1993, ma oggi soltanto nella piena estensione: voglio dire che risente del tempo in cui fu scritto – chi “passa” il “vaglio cyclico” e chi cerca di **evitarlo** - questi ultimi essendo precisamente quelli della “contro i.”, che questo vogliono, come dimostrato da Bizzarri nel suo secondo testo sul tenebroso “affaire” di Rennes-le-Chateau (e a questo punto “leggi” dunque il coinvolgimento di ermetismo e, soprattutto, **rosicrucianesimo deviato** in detto “affaire”!) -, che non son affatto lo stesso. Vi è solo un passo che dice, con chiarezza, che non conta il “dove” ma è dove gli “adepti” sono che si genera un “campo” – usiamo tal termine giusto per capirsi e precisando che qui NON lo intendiamo come nella “scienza moderna” – che fa sì che l’ “onda” de “la” Fine non li trasporti seco! Ma cosa vuol dire? Che costoro NON passano il “vaglio finale cyclico” alias “prova apocalittica” …? Oh no! Vuol dire, invece, che costoro PASSANO le “!Acque” finali cycliche, alias anche “fuoco” … (Chi ha orecchie per …), tuttavia mantenendo – o almeno rimantenendo – la presenza nel corpo fisico che, al tempo, non sarà più solo fisico, alias: il corporeo ed il sovracorporeo NON potranno più esser così “DIVISI” e netti come oggi … “Chi ha orecchie per …”







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    1. Se poi connetti tali ambienti deviati con un progetto di Stati Uniti di Europa ovvero synarchia malintesa, vedi cosa succede oggi ... come dicheno lè fransè “tout se tient” ...







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    2. Ah “loro” credono che possono scampare al “vaglio” finale: fa parte della loro “dottrina segreta” per così dire, che traspare qua e là in varie cose, se sai vedere, se sai dove vedere o cercare.







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  13. Nel vol. relativo all’anno 61 dell’ “Agenda” di Mère, curata da Satprem, si legge (a p. 62) di quel suono che permette la “trasmutazione” al “supermentale” … si tratta del “suono” de “la” Fine alias del “Passaggio delle Acque” … sia detto solo “en passant” sempre al proposito si quel suono-senza-suono: si tratta del suono che “dorme” nella “pietra” …

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  14. Secondo gli antici Egizi durante le eclissi Seth strappava un occhio a Horus ... come si legge in una nota del testo del 2025 nella p. 140 ...










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  15. Altro punto debole del testo di Laplace è che questi cerca di ricondurre tutto a 2400 anni, quindi restringendo tutte le datazioni; anche se, invece, sugli Hyksos, in effetti Laplace non fa che seguire il computo breve sugli antichi Egizi. Questa è la parte più condivisibile.






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  16. Secondo Laplace, la Heliopolis del nostro cyclo - in realtà finale - sarebbe Roma. Peraltro è la città con più obelischi - simbolo del raggio solare, appunto - del mondo.


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  17. Nel vol. relativo all’anno 61 dell’ “Agenda” di Mère, curata da Satprem, si legge (a p. 62) di quel suono che permette la “trasmutazione” al “supermentale” … si tratta del “suono” de “la” Fine alias del “Passaggio delle Acque” … sia detto solo “en passant” sempre al proposito si quel suono-senza-suono: si tratta del suono che “dorme” nella “pietra” …

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  18. Nel testo del 2025, a p. 208, in nota, si legge - da parte dei curatori, autori della nota stessa -; “Ne **Il Ciclo dell’umanità adamica** citato dallo stesso Laplace, Jean Faure dichiarava la stessa cosa, precisando che questo momento dovrebbe aver luogo *tra il 2026 ed il 2030*. Anche le opere di Gaston Géorgel, e in particolare la **Cronologia dei tempi ultimi** ed **Il Ciclo giudeo-cristiano**, segnalano il *2030* come la data fatidica (A. de D.)”, J. LAPLACE, “Finis Gloriæ Mundi”, Archè, Milano 2025, p. 208 (appunto), corsivi in originale segnati – come di consueto nei Commenti – con “**” (traduzione di servizio del francese originale), grassetti miei segnati da “*” … Si è letto bene: dal 2026 – *quest’anno* cioè (per rispondere a chi chiedeva di quest’anno) – ed il 2030. Utile, in tal senso, seguire due cose: 1) i cicli di Pluto “Out-of-bonds” cosiddetto; 2) il ritmo delle eclissi … “Chi ha orecchie per …”








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    1. Dunque il nuovo “Finis Gloriæ Mundi” non è stato tradotto in italiano? Speriamo che lo facciano prima del 2030... Scherzi a parte: allora il mio sospetto riguardo le eclissi era fondato, non tanto per il significato (ho provato ad avviarmi verso uno studio seri d'astrologia, anche con i testi che mi consigliasti tu, ma mi rendo conto che mancano davvero le energie per entrare da zero in una materia così vasta...) ma piuttosto per il numero, che in questi anni mi è sembrato davvero eccessivo. Per non parlare delle comete, davvero troppe nel giro di 5 anni o poco più.

      Riguardo il "campo" che generano gli "adepti": per i luoghi in questione, i luoghi scelti da costoro per generare tal campo, non c'è anche una "geografia sacra" da considerare (dove "cadono" influenze di certi pianeti e/o stelle) che sono più probabili di altri, nel bene e nel male? Ricordo di aver visto addirittura una mappa di certe influenze sulla terra, forse troppi anni fa e non riesco a ritrovare nulla sulla questione. Si vede che si sta abbassando anche per me la "soglia dell'attenzione" come dicono lor signori in TV...


      Non mi riferisco propriamente alle "7 T.": si trattava di una rete di influenze planetarie "proiettate" sul globo o qualcosa del genere.

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    2. Eh eh … non vi sarà un’altra edizione, quella del 2007 è rimaneggiata, che davvero par “sieno” due “perzone” – mira comando: colla zeta che stanno pian piano riammettendo (cattiva questa) – ad averlo scritto, però su di una base **vera** (checché ne dicano i due che scrivon sotto lo pseudonimo di “A. de Danann” …) e quella del 1983 (in parte pubblicata nel ‘93) in effetti è conforme alle carte di Canseliet ma, come s’è brevemente segnalato, talvolta Laplace interpreta male, cioè tutto letteralmente, per esempio prende le “quattro età” come “uguali” quando “Fulcanelli” – secondo Laplace uno del clan Lesseps, famosa famiglia francese – non poteva non sapere della diminuzione del tempo cosiddetta. Peraltro il tempo nel “Magnum Opus” corre diversamente, non ha la stessa valenza che nel computo a tutti noto …
      Eclissi -: effettivamente più diffuse, quel che cambia in effetti è quante siano soprattutto in base agli emisferi, ed altro dato **molto** importante la **durata** del momento “eclittico” stesso, l’anno prossimo avremo l’eclissi più lunga dell’intero XXI secolo … Non bruchi bruscolini … ma corruschi e corrugati ossi spesso indigesti …
      Astrologia -: effettivamente il tempo che ci vuole solo “a capirci veramente” ce ne – pranzi, colazioni – vuole … Comunque alcuni dati di fondo son sempre utili ad orientarsi, appunto l’ “Oriente delle luci” - spesso così mal servito da Corbin -, in ogni caso: i punti d’orientamento basilare si chiamano “Orienti” non certo per caso! “Tout se tient” … quindi alcune basi di astrologia sono **effettivamente** utili, per non dire indispensabili. Senza per questo approfondir troppo, che **davvero** – lo so – ci vuole un sacco di tempo. Dunque il nuovo “Finis Gloriæ Mundi” non è stato tradotto in italiano? Speriamo che lo facciano prima del 2030... Scherzi a parte: allora il mio sospetto riguardo le eclissi era fondato, non tanto per il significato (ho provato ad avviarmi verso uno studio seri d'astrologia, anche con i testi che mi consigliasti tu, ma mi rendo conto che mancano davvero le energie per entrare da zero in una materia così vasta…) ma piuttosto per il numero, che in questi anni mi è sembrato davvero eccessivo.
      Le comete: altrettanto vero, qui ci sono state davvero sorprese, ce ne sono molte, forze troppe. Come dicheno lè fransè “embaras de richesse” … e qualcosa pur significa.
      Sul “campo” in questione: certo che c’è una “geografia sacra” da considerare! Certo! Non possono esser luoghi casuali, sebbene ve ne siano più d’uno “papabile” per cui qual sarà fra loro scelto? Ecco una domanda cui nessuno può risponder efficacemente. Vi è una scelta da parte di “adepti” – su ispirazione divina, “ça va sans dire” –, ma rimane una scelta, e cioè possiede un **margine** di discrezionalità che **non** può esser compresso da parte di alcuna legge necessitante, d’un genere qualsiasi. Allo stesso modo Dio “Si” riserva sempre un margine. Come c’è il “margine umano” (Schuon) – ed è un margine NEGATIVO –, vi è anche un “margine divino” – POSITIVO per sua natura – che altrettanto non può esser preventivato pienamente.
      Peraltro il “frutto” finale del “Magnum Opus” è un “Donum Dei” le cui condizioni – davvero **infinitamente** “sottili” (soffi d’aria, polvere nel cielo, riflessi d’acqua, voci senza suono) – non sono mai pienamente definibili “a priori” o “ex ante” per così dire.
      Oui le influenze sulla terra = le correnti telluriche, peraltro talvolta ricollegate alle cattedrali ed al loro posizionamento, ricordo anni fa studiai la faccenda. Ma NON usciamocene con facili equazioni, tipo: sono nei luoghi sacri della Terra. Sì ma QUALI? Tutti? no.

      Il “nodo” sarà dunque tagliato dalla sovrana decisione di Dio stesso, non da noi, non da uomini saggi né da religioni o sapienze.






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    3. La “soglia dell’attenzione” – che “peri scherzo” chiamo: la *sogliola* della tensione – **si sta** senz’alcun dubbio abbassando. E – “una semplice domanda” per dirla con Totò a Milano –, quale sarà la “sogliola” dell’attenzione nel “passaggio cyclico” alias “Passaggio delle Acque” … una semplice domanda! Ah ah …

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    4. Chiaro che non si parla delle “7 t.” –, super chiaro –, ché queste ultime sono un’ “altra” cosa … Nondimeno quelli stessi dell’ “altra parte” – “sitrà ahrà” – son **interessatissimi** a “superare” il “vaglio finale” cyclico, chiaro. Temo però che possano avere una qualche sorpresina, perlomeno le “voci di corridoio” asseriscono, convincentemente, questo …












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    5. Non solo non vede che stavolta ci sono le cosiddette “stirpi di Gog e Magog” e, per quel che oggi ne sappiamo, al tempo dell’Atlantide **non ci furono** – il che significa che siamo in “un’ottava inferiore” ancor a quella atlantidea! –, ma Laplace pare limitarsi ai soli eventi “cataclismici” (che qui non si negano affatto) dimenticando il passaggio “attraverso” (mera metafora!) l’aspetto “sottile” del quale pure Fulcanelli tratta, seppur “en passant” e discretamente.


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    6. Infine la vicenda dei “Duo – talvolta ‘Unus Testis’ [Elia il Tesbite] – o Tres Testes” – secondo le fonti, e di cui s’è detto in un commento al post riguardante il testo di sant’Agostino – è assente in Laplace, quando, al contrario, è come se “accendesse” la parte “finale” del cyclo, parte del “sandhya” in cui già siamo, cioè il “resto” rimasto del Cuclo stesso, resto che non è agevole computare poiché varia da ciclo a ciclo, tra le altre cose.



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    7. Occorre poi precisare che la vicenda di Atlantide avviene al termine del “Grande Anno” precedente – pari al semiperiodo del Ciclo della Precessione degli Equinozi (quest’ultimo essendo di 25.920, il semiperiodo essendo della metà = 12.960, e ricordiamoci che la durata stessa dell’anno solare varia leggermente di anno in anno tant’è che ogni quattro anni è necessario far intervenire l’anno bisestile per ripianare quel piccolo scarto fra calendario e ciclo effettivo dell’anno, piccolo scarto che però acculandosi nel tempo dà luogo a grosse incongruenze: per questo motivo di “Anni cosmici” van sempre presi “con beneficio d’inventario” poiché c’è sempre il “resto” …) –, per cui è chiaro che “stavolta” ci sono delle differenze **importanti** rispetto alla crisi “cataclismica” dell’Atlantide, cioè quella precedente alla crisi “cataclismica” presente.







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    8. Continuiamo sul testo del precedente anno (2025) e, nello specifico, in relazione alle “ère” geologiche. A p. 104 del teso, citato quivi suso, si parla dei cambiamenti, anche tellurici e di clima, che stavano avvenendo nel momento in cui si stava scrivendo il testo, e si citano, per esempio, i terremoti del 1976, tra i quali uno in Italia, il che – sia detto “en passant” – è una **conferma** del fatto che si tratta di carte originali di Canseliet pubblicate, con un minimo di riordino, da Laplace, e **non** invece un **rimaneggiamento** – seppur su basi vere – di carte di Fulcanelli com’è il caso, invece, del testo del 2007, pur esso qui su citato. Punto importante.
      Una serie d’osservazioni qui sono importanti. Per prima cosa, ci si chiede che cos’avrebbe detto Canseliet oggi, se quei segni – per lui – era il sintomo del cambiamento dell’ “èra geologica” e un cambiamento IN ATTO … già nel 1976, cioè cinquant’anni fa esatti! Che cos’avrebbe detto?
      Seconda osservazione: è “notevole” – si legge – osservar che, una volta passato l’evento, il pericolo, il terremoto, lo tsunami, gli uragani a iosa che ci sono, le “meteore” o il clima sempre più instabile, l’uomo DIMENTICHI TUTTO! Verissimo! Verissimo … ma cosa vuol dire tutto ciò … ? Che dimentichi, non v’è dubbio alcuno! “Chi nota **l’èra geologica** che noi affrontiamo, chi ha coscienza del ciclo che noi terminiamo?” si legge, sempre alla p. 104 …
      Risposta – come i tre templari dell’anfiteatro montano dei Pirenei –, “Nessuno. Nessuno. Nessuno” … “Nessuno” … ça va sans dire.













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  19. Ci si è resi conto che qui - come in un altro post, prossimo rispetto al post qui sopra[1] - si parla chiaramente della successione “finalei” cosiddetta? Non credo proprio.







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    1. [1] Cf.
      https://associazione-federicoii.blogspot.com/2026/01/frasi-1-del-nuovo-anno-che-poi-cio-che.html

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    2. Poi tantissimi non sanno né ponno sequitare certe cose: eh nin ge pozzo fa’ ggnènde
      Se certe cose non fossero inascoltabili oggi, che razza di “fine” sarebbe mai?? Domanda retorica ...










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  20. Torniamo alla Prefazione dei curatori, sempre nel testo del 2025, a p. 44. Vi si fa riferimento ad una predizione della tradizione sufi del Naqhbandi e ad un testo di Louis Palmer, qual sia il testo puòssi legger nella nota presnte a piedi pagina nella stessa pagina: si tratta di L. Palmer, “Adventures in Afghanistan”, London, The Octagone Press, **1990** ed è afferente ad un viaggio dello stesso autore – Palmer cioè – nell’Afghanistàn degli ‘80 … quando era tutt’altra cosa da ciò che poi è divenuto, come si sa. Bene, vi si parla del “vento del Nord” che può costringere a rinchiudersi, ma in una “piccola” arca, così dice il passo … Poi c’è la “Grande Arca” e cioè “Safinah-i-Nuh” ovvero l’Arca di Noè … quanto alle “arche” dei Naqshbandi, essi dal 1960 ne stanno costruendo una in India, per tornare al punto dei “luoghi” dove ci si può “rifugiare” per passare – SENZA NEGARE!, cioè “annegando” ma **non** negando, “annegando” e risorgendo (“Chi ha orecchie per” …) – il “vaglio finale cyclico” alias il “Passaggio delle Acque” …





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  21. A questo punto, tuttavia, occorre precisar bene un punticino: non vi saranno “arche” di sorta … ciò perché termina non il solo “Grande Anno” – come nel caso atlantideo, nel quale ci si è potuto “salvare” su veicoli ovvero ing rotte – ma l’intero ciclo precessionale, più vasto. Chiaramente occorre intenderci sul senso da dare al termine “arca” poiché se s’intende una sorta di luogo sotterraneo, ciò non sarà poiché dalla “profondità della Terra” riemergeranno ciò che sappiamo – ed anche “chi” sappiamo – ma, se s’intende un qualcosa che consenta di passare il “vaglio” comunque passandolo …! –, allora sì ch’è possibile. In altri termini: la “discriminazione finale cyclica” (per parafrasar Guénon) NON È in alcun modo eludibile. Sempre per: “Chi ha orecchie per” …







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    1. Il punto è che non posso né scendere né salire (detta con Aldo in "Tre uomini e una gamba"), perché se "l'arca" che era "sotterranea" non sufficit, allora è come dire che non basta nemmeno rivolgersi "all'interiore", ed in effetti nel presente storico è diventato difficile e pericoloso anche quello (più del solito almeno): al silenzio subentrano pensieri nefasti, desideri di distruzione, che tutto finisca presto e che tutti vengano puniti. Davvero un paccato che tra questi "tutti" ci sia anche io... L'umiltà è sempre stata la chiave di tutte le virtù, adesso è sia la chiave che la porta, non c'è altro da fare se non ricercare quella, rimanere in quella e pazientare in quella senza speranza di "risultati",ricompense o frutti di ogni sorta. Solo alla fine, e a Dio piacendo, un "Soccorritore" verrà.

      Ci vorrebbe perlomeno una sorta di manuale "di difesa contro le arti oscure" detta alla Harry Potter. Qui raccolgo tonnellate di materiale da tempo ormai, ma nulla di concreto prende forma, ahimè... Già quel che si fa dovrà essere di qualche utilità, e di certo lo è. Ma pretendere uno scudo tascabile contro il "peccato contro lo Spirito" forse è un po' eccessivo da parte mia...

      Forse bisogna imparare a pregare, oltre che studiare e rimanere il più possibile "imperturbati". Sembra così semplice, eppure così difficile. O magari è tutta una preghiera quel che si fa e queste sono solo le solite parole al vento di chi è semplicemente impaziente.

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    2. In effetti, a “vero dicere” il punto è proprio che **anche** l’aspetto “interiore” oggi è stato minato; se vogliamo far riferimento a Guénon è questo che lui, alla fin fine, voleva dire “illo tempore” con – in più – che anche le “vie residuali” che al tempo parevano “ok” sono state accuratamente minate per cui vi è un’ulteriore difficoltà che, cioè, la correttezza “formale” oggi larghissimamente **non sufficit** anch’essa …! ma che cosa “si” credeva? Che fosse un giuoco (colla “u” eh) …? A me piace scherzare, diciamo un difetto di carattere, ma al cosa è molto seria. Ecco una delle conseguenze – fra le più evidenti, ve ne sono altre meno – del predominio elle “forze” del “male” sulla superficie del pianeta Terra oggi. La “situazione” (“Pasoliniano sensu”) **è davvero** molto ma MOLTO difficile; alla “Crisi del mondo moderno” – per sue ragioni interne, intrinseche: ciò che oggi non sono in grado di veder – vi si aggiunge la crisi **all’interno** di “ciò che resta” della “Traditio” per cui “l’alternativa” non ci sta proprio. Si è stretti fra due “cliffs” – due scogliere – che rinserrano il fiume, che s’alza ed ha rapide caotiche: non si può giungere a riva né di “lì” né di “qui” cioè né da un alto del fiume ma neppure dall’altro! Ecco “il” punto! Si è stretti, ristretti e rinserrati.
      Si a rinchiudersi forzati. Col concerto sconcertato e confuso di cattivi pensieri, che oggi accompagnano la Terra intera: ci si figura la produzione di “forze astrali” negative che ‘sto pianeta sta facendo in tal momento! Risparmio la loro visione a chi ne fosse interessato: lo spettacolo è molto ma MOLTO deviato … e qui bisogna **non** abboccare all’amo invece. Non è facile ma occorre resistere a tale produzione che, peraltro, non è d’alcun aiuto.
      Come ho detto varie volte, anche dal punto di vista della situazione generale, anche sociale, politica: si tratta di una “cirisi al buoio” e cioè senza lumi, se non vecchi riecheggiamenti di cose fuori epoca per principio. Il fatto che siamo guidati da dei fantasmi, da delle nullità proprio è solo lo specchio delle società che si sono annullate, decomposte in questi decenni. Se uno solo mette a confronto qualche produzione d’un qualche genere – ma prue degli anni Novanta o anche dei primi anni dopo il Duemila – ed oggi, gli balza immediatamente all’occhio la differenza. Un tempo la società era viva, oggi è non dico morta ma, di certo, in stato di sonnambulismo diffuso. Ciò si esprime col dire che si vive di simulacri. La forza è lì e la realtà – persino “materiale” (il che sbugiarda definitivamente ogni genere di “materialismo”!) –, e la realtà si decompone, pezzo dopo pezzo, fase dopo fase, fino a divenir polvere. Che non basta, lo sappiamo, per il “Passaggio” cyclico … ma è fase necessaria seppur insufficiente per “il” detto Passaggio …
      Vero che l’umiltà un tempo era la chiave ma ora è persino la porta! “Quelle différence” rispetto anche a pochi decenni fa! E certa gente continua col vivere nei sogni: “ladies and gentlemen”, quando avviene il “Passaggio” cosiddetto – e prego di **non** “figurarselo” (ché non si può “figurarselo”!) – i sogni umani sono zero, polvere! “Solo alla fine, e a Dio piacendo, un "Soccorritore" verrà” – yeah! Peraltro – parafraso un passo degli “Atti” si giungerà dunque al: “Ogni speranza della nostra salvezza era perduta” (“At.” 27, 20) … e si salvano! Ma la “nave” invece no! Che insegnamento profetico direi, non è vero? Un po’ la nostra “situazione” - in effetti - è così …

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    3. Scudo tascabile – “Pocket Shield” … ma dev’essere stellare mon ami! stellare! (ah ah) – **non** può esistere, tuttavia una sorta di “manuale” sarebbe “cosa buona e giusta” direi … L’assommare il materiale – ça va sans dire … – non è che faccia nascere un manuale, siccome l’accumular elementi per una costruzione non può far nascere – “ipso facto” – la costruzione stessa! È ovvio, poiché il problema è – sempre – quello delle “direttive” che ordinino tal materiale secondo dei “princìpi” … WoW! ‘sta parola tanto abusata ma il cui senso vero esiste! Una prima cosa: ridar senso vero alle parole. Un primo passo.







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    4. La preghiera è utile? Ma senza dubbio! Bisognerebbe pregar di più? Idem. Anche se occorre saperlo “fare” … punto importante. Impazienza? Le cose vanno alla massima velocità possibile senza far esploder tutto, ché sarebbe troppo = darla vinta a “certe” forze. NON “Si” può farlo. Tutto tranne questo. Lo stato di “resa divina” si può concepire, ma il definitivo successo di “certe” forze **NON** “Si” può “dare” (“philosophicu sensu”) in alcun modo. Punto.

      Per certi aspetti è lento? Senza dubbio. Senz’alcun dubbio! Le cose vanno così veloce che paiono statiche … In pratica, la “fine” non è un momento, ma è uno “stato” che ormai è definitivo, e non si riassume né concretizza in un sol momento. Il “momento” – “In ictu oculi” – NON è “la” fine ma è la fine de “LA” fine … “Chi orecchie per …”





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  22. “Dhal phuntho di vvistha asthrholosgiho” – si deve sempre “thoschanesgia’” in “scerte” cose, chissà perché (un’altra suggestione: se si “tosca nesgia” si è più credibili … cosa che non manchiamo qui di prender in giro, che dico: in Ciro!) –, vi è da notare che, sebbene i pianeti detti “lenti” siano senz’altro incombenti e la “Crisi del mondo moderno” vada spedita innanzi, quindi sortiscano un ruolo senza dubbio dissolutorio, NON POSSONO averlo così tanto – ci son dei limiti – per una ragione, anch’essa di “nnathura” per così dir “asthrhosgiha” e cioè che tali pianeti, pur essendo vicini tra loro in gruppi, vedono i loro raggruppamenti in rapporto relativamente “armonico” fra di essi! Cosicché – sebbene le cose vadano assai male – NON VANNO così tanto male come **davvero** potrebbero! E davvero potrebbero farlo!

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    1. Ma la “situazione” (“Pasoliniano sensu” intesa) – la “situatzija” – cambia con l’anno prossimo – il 2027 cioè –, poiché sarà il “portator di guai e ‘facitore’ di ‘sorpresine’” – cioè Urano! – ad essere il guastafeste, poiché Urano in Gemelli comincerà col rompere la figurazione armonica fra questi pianeti fra loro **molto** disarmonici. Difatti questo è il paradosso: sebbene ‘sti pianeti lenti siano sommamente disarmonici, son raggruppati in “cluster” fra loro **armonici** dunque si han tanti guai ma la situazione rimane fluida. E non raggiunge l’ “acme” del disastro, cosa che **potrebbe *davvero*** fare …!
      Da manuale: chi rompe il gioco sarà Urano, in Gemelli …
      Tutto ciò NON vuol dire che in quest’anno “non accadrà ‘nulla’” poiché già stiamo vedendo che il sistema mondiale si sta decomponendo a vista d’occhio, ma NON quel “boom” che alcuni prevedevano e che altri – pochi – speravano in cuor loro. Un po’ alla volta …





























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  23. E intanto …. intanto il mondo si va “smaterializzando” (ma letteralmente) …






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  24. Moscerini che diventano elefanti, e balene sono pesciolini. Subito farsi fatte, reazioni prefatte: così è oggi.
    La dice lunga sul mondo di oggi …







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  25. “... ma Il Re del Mondo ...
    ci tiene prigioniero il cuore.”
    F. Battiato, canzone “Il Re del Mondo”









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  26. In base alle ultime nuove, la diminuzione della luminosità di Betelgeuse, vista l’anno scorso – e che poteva far pensare ad una rapida esplosione – non era se non nube di detriti cosmici che l’oscurava … esplosione rimandata! Peraltro è dimostrato che quello di Betelgeuse è un sistema di deu stelle, con una piccola stella – pesantissima! – vicina alla “gigante rossa” Betelgeuse. L’hanno chiamata “Siwarha” che, in arabo, vale per: braccialetto, responsabile dei cambiamenti di luminosità di Beletgeuse, che nel 2019 la si dava quasi per finita, poi nel 2024 quasi per esplodere, la realtà è che si tratta d’un sistema binario molto imprevedibile. Dunque non vuol dire non esploderà ma che non si sa quando e che non è affatto facile dirlo questo “quando, quando, quando” … “Same as it ever was” (Talking Heads, “Once in a lifetime” dall’album “Remain in Light” (1980) …!) …

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    1. Che dire? “De vanitate ed incertitudine scientiàrum” con Cornelius Agrippa? Che Rabelais chiamava scherzosamente: Herr Trippa … Er “trip” d’ Herr Trippa …








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    2. Temo però che non vi sia “trippa per gatti” come suol dirsi …







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  27. Tra le altre cose, parlando d’astrologia, il passaggio definitivo – del quale abbiamo avuto un “assaggio” nell’estate dell’anno scorso – di Nettuno in Ariete, con la congiunzione fra Saturno, in Ariete già prima di Nettuno, e lo stesso Nettuno all’inizio di febbraio prossimo, ci segnala un cambiamento di clima: da “la spiritualità prima della religione (**in crisi**)” al ritorno alla religione sotto forma di quel messianesimo deviato che già si vede in certi paesi, con Israele in testa – qualcuno se n’è persino iniziato ad accorgersene! –, un para messianismo, pseudo messianesimo, anzi **contro** messianismo!, che si accrescerà poiché la “moderazione” – la “restrizione” – data da Saturno è solo iniziale. Insomma, di quelle cose che iniziano piccola ma poi diventano molto più grosse di quanto si sarebbe detto mai prima. Peraltro Saturno in Ariete vi è molto debole, quindi può far sì qualcosa, ma non poi così tanto. Insomma: il genio uscirà dalla lampada … sebbene all’inizio ne faccia solo qualche “sneak peak” fuori (dalla lampada metaforica intendo) …
    Peraltro Nettuno in Pesci cominciò con lo “tsunami” in Giappone, per poi finire con il cosiddetto “ciclone Henry” nella zona ionica, Calabria, Sicilia ionica e Sardegna; a quanto pare, la Calbria sarebbe particolarmente sotto il segno dei Pesci …








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    1. Sempre su questa posizione super “acquosa” vi è da notare la posizione d’una stella fissa, sulla quale vi è un vecchio post:
      https://december-wolf.blogspot.com/2012/03/leta-di-pegaso-e-le-fasi-particolari-di.html







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  28. Sulle date 2026-2030. Qui parliamo del “sandhya” o “crepuscolo” cyclico. Durante il crepuscolo è solo buio, o, al contrario, permane una luce, per quanto fioca e diminuente? La seconda risposta è quella giusta.
    Bene: lo stesso è per il “sandhya” per cui ciò vuol dire che NON siamo ANCORA nel cosiddetto “buio” e nei “giorni neri” come li ho “illo tempore” chiamati … unisci ciò al **contro** messianismo e “i giochi son fatti” … questa è la “direzione degli eventi” …







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  29. Altra considerazione. Non potrà avvenire come in Atlantide – cioè che (“nelle ‘grotte’”) si formi una sorta di “arca” che “salvi” (ma si sa che con Noè venne “la moglie di Noè stesso” che simbolizza la contro-i. che, dall’Atlantide, in forme tanto diverse, poi è “strobilata” nei millenni a seguire, cambiando tante volte pelle come una serpe, sia ben chiaro, che oggi nessuno è discendente diretto degli atlantidei - come “traditio” eh!) – perché ciò implicherebbe che il male che viene da quel continente “sommerso” (cosiddetto) si potrebbe perpetuare nel Cyclo futuro. Ora, per quanto “l’Avversario perenne” ci sia sempre, al sua forma deve cambiare, per cui non è possibile che si perpetui quel male in quella forma. Detto in altre parole: deve finire. Ma ha conseguenze deliberate, chiare, precise **anche** sul processo di “fine cyclica” cosiddetto … “Chi ha orecchie per …”







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  30. Sulle “zone” che si salvano dalla “fine” ciclica. Non possono essere dunque “caverne” o cose simili, perché ciò perpetuerebbe la “traditio” d’origine – mooolto lontanamente di origine! – atlantidea. E si parla di alcune zone che, sinora, sono sempre sfuggite ai disastri della storia. Per esempio, Hutin citava il tempio di Karnak. Si sa del monastero di Santa Caterina sul Sinai, mai conquistato e mai distrutto. È possibile si tratti di “zone” come queste? Sarebbe troppo evidente, tuttavia.
    Non penso sia così semplice.







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  31. Star vicini a reliquie famose o corpi di santi o maestri spirituali insigni? Idem.








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  32. Come vi è il “segreto messianico” cosiddetto, così vi è il “segreto antimessianico” (meglio chiamarlo: **contro** messianico …) …










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  33. Tra l’altro – ma sia detto “en passant” – nel testo dell’anno scorso (2025) si parla dei FCH …







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    1. Vi si dice (nel testo del 2025 citato quivi suso) che Heliopolis – nel nostro “evo” temporale – si è Roma … Aggiungo io: ed ecco perché ci son più obelischi a Roma che in ogni altra città europea od occidentale per quanto qualsiasi città dell’ “Occidente” – volendosi qualificare come “imperiale” – guarda caso **ha** il suo obelisco … Caso? Per niente! Chi è stato il papa più “obelischista” come dico? Sisto V che ha cambiato Roma, facendone una capitale – a modo suo – “imperiale” cioè quel papa che più consapevolmente d’altri ha perseguito lo “status” imperiale di Roma cristiana come continuatrice –, ma cambiando, cambiando eh! –, della Roma imperiale. Cosicché l’obelisco che sta in Vaticano da lui fu lì posto, ma cristianizzato = con la Croce su …











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  34. Tornando ad un tema – del testo del 2025 (anno scorso) – quello del Passaggio “cyclico” – “alias” il “Passaggio delle Acque” – vanno fatte due osservazioni ancora: 1) le immagini che ne abbiamo dai Testi Sacri (sia dal “Corano” che dall’ “Apocalisse” di Giovanni) – come anche da frammenti ed apocrifi vari – sono sempre, sempre!, frammentarie: non può esser diversamente. Se si ha il tempo per soffermarcisi su lo si constaterà senza dubbio. Ma ciò perché la consapevolezza non permane nel “momento” del “Passaggio” ciclo. Si vedono quelle luci, bagliori, rumori ed eventi che vanno “oltre la soglia storica” per dirla con G. Anders, perché **questo** è il punto vero. Dunque che accada “così” o accada “cosà” il punto è che l’ “Evento” è così oltre la soglia umana da potersi percepire solo a brandelli, a spizzichi ed ombre, ad echi e … Ma cosa succede, “in realtà” …? Che quel che separa il mondo corporeo da quello immediatamente ad esso superiore si “toglie” – il simbolico “Velo” – per un attimo (peraltro – ma in senso BEN DIVERSO – il “Velo” si “strappò” alla morte di Cristo, “preludio” della “Resurrectio” chiaramente, ma che morte fu davvero, e cioè quel che, giustamente, Quinzio diceva che, per un ebreo del tempo – veramente credente come noi non saremo mai – era più inconcepibile della propria morte: che il Messia morisse, totalmente inconcepibile, però avvenne …) – per un attimo solo, si solleva. E ciò è inconcepibile.
    2) Anche il diluvio fu evento di “oltre la soglia storica” et tuttavia, come si può constatare, tutti i popoli della Terra – ma davvero tutti – ne portano memoria, che il tempo ha “mythizzato” e via dicendo, ma è costante. E dell’ “Evento” di prima del Diluvio, ed intendo non i vari “diluvi” minori, - come quello mesopotamico, ma quello **atlantideo** di – circa – 12.000-13.000 anni fa? I “ricordi” son assai minori ed ancor più sfumati, tanto quelli del Diluvio (atlantideo) son CHIARI e netti, seppur mitizzati. Ora, noi stiamo veleggiando verso una cosa di questo secondo genere. Deduzione: NON può esser simile al Diluvio atlantideo …!





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    1. Interessante poi come Gurdjjieff chiamasse Atlantide: l’Egitto prima delle sabbie …







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    2. Sempre su “Atlantide” cf. G. GALLI, “Hitler e la cultura occulta” (dove, tra l’altro, relativizza – in parte giustamente, ma in altra non altrettanto – la figura di Hitler nella generale – vera questa, però – aspettativa di un “cambiamento” negli anni Trenta del secolo scorso, 90 anni fa cioè …), BUR, Milano **2013**, pp. 169-170. Vi si parla, insieme ad una teoria accademica, d’una teoria **non** “accademica” stavolta!, di tre autori: D. MARIN, E. SCHIEVENIN, I. MIRELLA, su tre “diluvi” del quale l’ultimo – quello atlantideo vero è proprio – sarebbe di circa “novemilaseicento”, ivi, p. 169, anni fa … più o meno come il cosiddetto “Dryas recente” che sarebbe avvenuto “tra 12.800 e 11.500 anni fa” (cf. https://it.wikipedia.org/wiki/Dryas_recente) …








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  35. Dunque - non so se si è capito ... - per la stragrandissima parte della popolazione umana, la cosiddetta “fine” sarà “come se” non fosse mai avvenuta, saranno “immagini” e luci e, certo, anche terrore, ma – in realtà – “incomprensibile” perché “al di là della soglia storica” e della consapevolezza umana stessa, nella sua forma oggi dominate. Per questo “si dimentica” sempre, di nuovo e sempre, rimanendo – appunto – immagini e storie, storia “mythiche” come si dice oggi. Diventan miti …







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  36. Da varie parti si ha la percezione crescente - ma inutile! - che ogni cosa è diventata difficile, che il cosiddetto “universo” si dia da fare per farti fallire ed è così solo che **non** si tratta dell' “universo” ...! Si tratta di una forza cosmica, che prima non era presente così diffusamente sulla superficie del pianeta Terra. Tutti qui ... (si fa per dire!) ...








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  37. Torniamo al punto. Il Passaggio cyclico “finale” – il “Passaggio delle acque”[1] – si è un “momento” (in cui il flusso del Tempo incontra il sovra Tempo) in cui non può esserci consapevolezza umana, **ma** (ma!) - mentre coloro i quali “passeranno” le “Acque ‘finali’” **poi (poi …!) “torneranno” alla consapevolezza del mondo corporeo che – nel “frattempo” – sarà cambiato … -, gli altri non torneranno alla consapevolezza del mondo corporeo.
    Inoltre – se il “Ritorno di Cristo” (alias: il “Decimo Avatâra”) non torna “fisicamente” ma “nei cieli” (ed è questo il “Sigillo” della “Santità **Universale**” …) –, il “Sigillo” della “Santità **Mohammediana**” – propria del nostro cyclo nella sua parte **finale** – si potrà manifestare in forma fisica, ed ecco il Mahdi, che dunque non avrà come scopo – nonostante quel che credono in tantissimi – di formare uno “Stato islamico” su tutta la Terra, ma invece di sigillare questo tal qualcosa …













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  38. Facciamo un esempio: uno tsunami, vien percepito. Dieci tsunami assieme? Sono uguali ad uno: ecco cosa vuol dire “oltre la soglia storica” … Migliaia di morti: viene percepito; milioni? È percepito come migliaia: del tutto uguale. Di nuovo: ecco cosa vuol dire “oltre la soglia storica” …
    Dunque “la” fine od “una” fine per la stragrandissima maggioranza degli uomini è assolutamente identico. Ecco perché le immani catastrofi sono dimenticate: ne rimangono le immagini e le storie, le uniche che possano permanere nel ricordo; ed anche noi saremmo solo una storia nel futuro. Niente di più di questo.






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    1. Per questo, in un certo senso, “la” fine non arriva mai … Non solo, ma coloro i quali saranno in grado dio mantenere in parte – solo in parte – la coscienza di – relativa – “veglia” e “ritornare” alla “terra purificata dalla morte delle nazioni” – per dirla con la “Profezia” del Re del Mondo – saranno pochissimi. È inevitabile che così sia.







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  39. “Quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna per l’infamia eterna”.
    **Daniele** 12,2







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