lunedì 19 giugno 2023

LA “Notte di Valpurga”, “Walpurgisnacht”, 3 (e 1923-2023 – “100 anni fa”, 3 –) – ovvero: “ŽÜL”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torniamo a Jules Verne. La sua angoscia prima di morire [simile a quella di B. Saunière?] può essere meglio compresa, se si pensa ch’egli forse prese parte ad un’opera il cui obiettivo finale  era la riabilitazione degli dèi decaduti. Non ridiamo di una simile idea, e stiamo attenti a non farci avviluppare dal mantello fin troppo confortevole della ragione e del positivismo. Persone note per il loro buon senso e razionalismo, come Anatole France, han creduto alla possibilità d’ipotesi del genere. E una volta di più, è necessario porsi la domanda cui alcuni ricercatori nazisti credevano di aver dato risposta: esistono forze sepolte insieme ad antiche credenze che non attendono altro che essere risvegliate, simili a Dracula nella sua tomba [però attenzione, che NON parliamo di MERI “vampiri” qui]? Verrà il giorno in cui il valletto del principe-vampiro potrà rigenerare il suo signore grazie al sangue di una vittima. Nelle antiche civiltà, i sacrifici offrivano agli dèi (o a forze fantasmatiche altrettanto venerate e che assomigliano a quelle che vengono chiamate “larvae”) il sangue e l’ energia vitale [non basta il sangue, quel che davvero conta è “l’energia vitale”] capaci di consentirne la manifestazione [qui la parola-chiave: manifestazione …]. […] Quanto alla Società Thule e al nazismo, potremmo vedere nell’olocausto una riattualizzazione di questi sacrifici offerti a quelle che siamo soliti chiamare forze occulte”, M. LAMY, Jules Verne e l’esoterismo, Edizioni Mediterranee, Roma 2005 (prima edizione originale francese del 1984), Prefazione di M. Bizzarri (del novembre 2004), pp. 213-214, corsivi miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.[1]

Lamy cita pure von Sebottendorf – e Dietrich Eckart, che (nel 1923, tanto per ricordare al centralità di tale data [2]), affermò che Hitler avrebbe danzato al suo ritmo – e la Thule Gesellschaft, nel sottocapitolo in ivi, pp. 188-189, intitolato: “RUDOLF VON SEBBOTTENDORF, DALLA ROSA+CROCE ALLA SOCIETA’ THULE”. Peccato però che faccia riferimento solo al testo di R. von Sebottendorf, Prima che Hitler venisse – ripubblicato in italiano nel 2004, ovviamente “munita” di studio introduttivo “minimizzante” di R. Del Ponte (la “destra” urge) –, cioè un testo dove qua e là si vede che si va oltre la politica, però poco esplicito sulle vere “fonti”, come invece l’altro di cui s’è detto, quello sulla “Frammassoneria” turca (in realtà, parte dei Bektashi). [3] Ma occorre notare questo passaggio di von Sebottendorf, appunto, dalla Rosacroce – deviata – occidentale che, tutto sommato, sta “sotto” il tenebroso affaire di Rennes-le-Château, alla “Thule” che, però, non ha fatto che “tipizzare” (nella direzione della “politica”) alcune “tendenze” già ben presenti prima, e da tempo. Il punto è la presenza dei “verdi”, che occorre guardarsi dal semplificare come solo “orientali” – non è così – però effettivamente più “orientali”, con i quali “legò” più Hitler e quelli a lui vicino, piuttosto che il “nucleo originario” – ben descritto da G. galli – afferente, invece, ad un’ “ariosofia” legata con la Golden Dawn ed altri “polloni” della “Societas Rosicruciana in Anglia” (peraltro citata, per certi “legami”, anche dallo stesso Lamy). È intervenuto qualcos’ “altro”, che ha fatto sì che “IL” Piano – all’ EPOCA eh – fallissetemporaneamente

Nella pagina seguente, cf. ivi, p. 215, Lamy evoca il “Grande Monarca” chiedendosi, però, se la vicinanza di Verne a tali ambienti, compromessi o implicati nell’ affaire, non debba portare ad “una gigantesca Notte di Valpurga”, ibid., corsivi miei. Qui – ormai da molto tempo – abbiamo già dato la risposta.

Di certo, Guénon ben vide che questa storia del “Grande Monarca” poteva essere usata in senso inverso”, ed anche ben vide – ne Il Regno della Quantità – come “certi temi”, che nel sec. XIX erano diffusi in ambienti “scelti”, poi, dopo, sarebbero divenuti sempre più centrali.    

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

 

[1] Passo interessante, anche cf. ivi, pp. 96-97.

[2] L’anno seguente – il 1924 – sarebbe apparsa, ed in Italia, la forma originale, poi aumentata e rivista, de Il Re del mondo di Guénon, sulla rivista “Atanòr”, forma originale ripresa nel testo, curato sempre da M. Bizzarri: R. GUÉNON, Il Risveglio della tradizione occidentale. I testi pubblicati in Atanòr e Ignis, Atanòr, Roma 2003, pp. 41-57 (vent’anni fa, ormai!). Siamo in un “nodo” storico: si stavan sviluppando questi cambiamenti di “quadro” che – dopo ulteriori modifiche – avrebbe fornito la possibilità per l’ascesa di Hitler. In Bevor Hitler Kam, come già segnalato, vi son passi “strani”, che non son affatto “politici” come – nella parte finale delle “voci” di un particolare “Indice di persone e cose notevoli” – i passi su Mosè (cf. R. VON SEBOTTENDORF, Prima che Hitler venisse, Arktos, Carmagnola (TO) 2004, edizione originale: 1987). Questo si ricollega con un altro problema: “Mosè è un egiziano, non predestinato, ma solo per caso ebbe accesso ai segreti dei faraoni, li rubò e con essi fuggì? È una domanda che a un giovane di Los Angeles, o a un postino di Parigi, oggi poco importa [diciamo che importa: zero], ma a una certa parte dei circoli iniziatici europei, alla vigilia del nuovo secolo (1900) [alla vigilia del XX secolo, si noti] interessava molto, e continueranno ad avere lo stesso interesse sino ai nostri giorni [SI NOTI]”, G. GIANNINI, I figli degli dèi. Genesi “Capitolo VI”, Editrice New Style, stampato a Crema 1998, p. 32, corsivi miei, mie osservazioni fra parentesi quadre. E qui ha visto bene Galli, cf. G. GALLI, Hitler e l’esoterismo, OAKS Editrice, Sesto San Giovanni (MI) 2020, pp. 84-85, dove Lord Rothschild, pur essendo ebreo, è trattato dallo stesso Himmler con tutti gli onori e i riguardi: “episodio singolare” (ivi, p. 84) ed apparente contraddizione. Infatti, se l’ “ebreo” era visto come il “nemico” della “sapienza originaria” degli “arii” – l’ “ariosofia” d’origine “blavaskijana” –, tuttavia la parte “kabbalistica” del Giudaismo era fatta rifugio, ricovero, di una sapienza originaria che gli ebrei avrebbero – sempre in base alla vicenda di Mosè – “preso”, “rubato”, “trafugato” agli antichi Egizi. Ed era questa componente quella che consentiva, secondo gli “ariosofi”, ai giudei la “dominazione del mondo”, chiaramente la “dominazione” solo nelle loro teste, NON È certo così che funziona! Ma questa è la “tesi” dei famosi, famigerati, Protocolli dei Savi di Sion, un falso elaborato in Russia, guarda caso! Siamo sempre lì, ancor oggi: la Blavatskij era ucraina e i Protocolli (fasulli) erano russi: sempre di lì viene un male profondo. Qualcuno (Incànus) avrebbe detto che ciò accade perché lì c’è una delle “sette torri”, può darsi (tra l’altro: quando avremo notizie da “I.”?, si spera presto) … Tra l’altro, sempre in questo libro di Galli – cui su si è fatto appena riferimento – si parla pure di Lamy, dove Galli però non crede alla presenza del “Drago Verde” (chiaramente anch’esso strumento e maschera, però d’ “influenze” reali), e su questo il suo, pur grande, acume si ferma. Quanto all’origine “non giudea” di Mosè, si tratta di una “spia” molto importante: il vero sapere NON è il “sapere tante cose”, ma sapere DOVE cercare, quali sono gli INDIZI che son SPIA di “altro”. Sta tutto qui. Questa è una “spia rosa”, per così dire … Come i viaggi in Tibet e la presenza di una colonia cosiddetta “tibetana” – vera O presunta (o vera E presunta, come accade spesso) – a Berlino prima della fine della Seconda Guerra Mondiale anch’essa è una “spia” … verde … Peraltro, il “Piano” fallì all’epoca proprio perché “Hitler ‘ruppe’”, per causa dell’ “inimicizia” fra questi due elementi, ed oggi è in corso – questo sta succedendo – il tentativo di una “parte” di “ridurre” l’altra, pur facente parte dello **stesso** mondo … Chiaro che dovrà esserci l’ “unità”, prima …    

[3] Cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2023/05/rarita-biblio.html

Anche – anche se – in apparenza – non vi è direttamente ricollegato – cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2020/06/quando-il-cosiddetto-impossibile-invece.html

 

 

 

 

PS. L’Introduzione di M. Bizzarri – del 2004 – dunque precede la pubblicazione dell’interessante suo testo – del 2005, cioè l’ anno seguente l’Introduzione di Bizzarri al testo di Lamy di cui qui su – sull’ “affairetenebroso di Rennes-le-Château e i “Cainiti” (sul cui “marchio” vi sarebbe da dire, per esempio se ne parla de La Lettera Apologetica di don Raimondo di Sangro …) … Ma, proprio sul testo del 2005 di Bizzarri – interessante, ben fatto – vi son dei punti errati: la parte finale, soprattutto. Qui sarebbe, però, realmente opportuno precisar bene come funziona il “quadro” di riferimenti … Per ora, basti dire che il nocciolo sta nel non aver ben focalizzato cosa sia la “Grande Prostituta” dell’ Apocalisse di Giovanni.