domenica 8 febbraio 2026

Frasi 3 – del “nuovo anno” – Guénon vs. Crowley - Ricorrenza di Guénon – 1886-2026 – Ben cento quarant’anni fa! - ormai!, 4 – Nettuno in Ariete, 3 – “nuovo anno” – 1936-2026 novant’anni fa, 1 –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Golden Dawn era un’organizzazione sedicente ermetica che in fondo non sembra aver avuto un carattere molto serio […]; al suo interno il ruolo principale fu svolto da Mac-Gregor e da sua moglie (la sorella di Bergson). Solo molto più tardi Crowley vi s’introdusse, come ha fatto anche in molte altre cose; anche quando non si trattava che di pseudo-iniziazioni abbastanza insignificanti (forse non era del tutto il caso per la Golden Dawn), il suo intervento v’introduceva sempre influenze veramente sinistre, sì da farne qualcosa di molto più pericoloso. La Golden Dawn ha cessato di esistere, in seguito a dissapori fra i suoi membri, ma una parte di costoro le ha dato un seguito sotto il nome di Stella Matutina.

Per tornare a Crowley, quel che mi raccontate mi ricorda la storia capitata nel 1931 (credo almeno che si tratti della data esatta): mentre si trovava […] in Portogallo, scomparve improvvisamente, e se ne ritrovarono i vestiti sul bordo del mare, cosa che fece credere si fosse annegato; ma era soltanto una morte simulata, affinché non ci si occupasse più di lui e non si cercasse di sapere dove fosse andato. In effetti, era andato a Berlino per rivestirvi un ruolo di consigliere segreto presso Hitler che era allora ai suoi esordi[1]; è probabilmente questo che avrà dato origine a certi racconti intorno alla Golden Dawn,[2] ma in realtà non si trattava che del solo Crowley […].

Un poco più tardi, Crowley fondò in Germania la Saturn-Loge; ne avete mai sentito parlare? Vi si faceva chiamare il “Maestro Therion”, e si firmava tò mèga Therion (la Grande Bestia), cosa che  che in greco dà esattamente il valore numerico 666!

Credete, vi prego, ai miei più cordiali sentimenti”. R. GUÉNON, Lettere a Julius Evola (1930-1950), SeAr Edizioni, Borzano (RE) 1996, pp. 111-113, corsivi in originale, grassetti miei[3]. Va notato che la data di tale lettera è del 29 ottobre del 1949, un anno prima della fine dell’esistenza terrena dello stesso R. Guénon cioè … quasi un lascito, direi.

Tra l’altro, per dir di altri temi, poco prima di parlare di Crowley, Guénon scriveva: “Di recente ho dovuto scrivere un articolo in merito alle deformazioni dell’idea stessa di Tradizione provocate dalla sua teoria dell’ ‘inconscio collettivo’”, ivi, p. 111; e qui si riferisce, molto ma molto chiaramente, a Jung.

 

Su questo punto – cioè del coinvolgimento di Crowley nell’ascesa di Hitler –, è stato G. Galli – pur spesso criticatissimo[4] – a svolgere ricerche interessanti, in particolare sulla pseudo scomparsa di Crowley e sul suo attivismo nell’ascesa di A. Hitler.

Le note – come l’Introduzione – al testo appena citato sono di R. Del Ponte, note che, a volte, fanno proprio “cadere le braccia” (come suol dirsi) a causa del partito preso “di destra” contro Guénon, per cui certe cose non “possono” essere, secondo Del Ponte, quando il “senso comune” di destra viene rimesso in questione. Fra di esse, vi è il ruolo di Crowley. Aveva invece ragione Guénon, E NON Del Ponte, né tutti quelli – il cui nome è legione – seguono questo modo, sbagliato, di pensare, per il quale, se qualcosa “intoppa” il “loro” modo di pensare, “dunque” non esiste. Non è solo il “ci sono più cose in cielo e in terra che nella tua filosofia” di Shakespeare (anche, ma non solo), il punto vero è che si sbagliano completamente sia sulla natura di “certe” forze, sia sulla natura del “processo di ‘deviazione’” del “mondo moderno” stesso: l’errore si trova proprio “A MONTE” (cioè alla radice) dei loro ragionamenti.

Per questo hanno come un “punto cieco”, e “certe” cose – che contraddicono il loro modo, sbagliato, di pensare – semplicemente non possono vederle: cose che però CI SONO, ahi noi!

Uno come Del Ponte (e tanti come lui) MAI e poi MAI avrebbe ammesso che Crowley potesse aver avuto un ruolo, diretto ancorché segreto, nel – complesso, peraltro – “processo” di ascesa di Hitler: sta qui il suo punto cieco. Per carità! Per carità: non sia mai!

Su questo punto, tuttavia, non solo Galli, ma pure il biografo principale di Crowley, J. Symonds, vide meglio, quando scrisse La  Testa di Medusa. Conversazioni tra Crowley e Hitler, Tre Editori, Roma 2024 … ovviamente, “Conversazioni” NON “elucidate” cioè NON confermate.

Ma torniamo a  Crowley.   

Agli albori della prima guerra mondiale, [Crowley] lascia l’Europa per gli Stati Uniti e, a New York, ai piedi della statua della libertà, tiene una conferenza stampa nel corso della quale, pur dichiarando apertamente di avere il passaporto britannico, fa l’apologia della lotta per l’indipendenza irlandese. In seguito, nel momento dell’entrata in guerra degli Stati Uniti, fornisce articoli a delle riviste di propaganda filo-germanica ed intrattiene strette relazioni con l’avvincente [giudizio di Jerace, che rispettiamo, ma che qui NON condividiamo!] Trebitsch-Lincoln, vecchio deputato liberale inglese divenuto attivista germanofilo, il quale, all’inizio degli anni ‘20 [cioè appena un po’ più di cent’anni fa] si sarebbe dovuto ritrovare consigliere di von Ludendorff, capo di gabinetto dell’effimero governo salito al potere dopo il colpo di stato di von Kapp, poi agente de nazionalismo giapponese fino alla morte, avvenuta a Changaï  [grafia “alla francese” per il più corretto “SHANGHAI”] nell’ottobre del ‘43”. Introduzione di G. Jerace in A. CROWLEY, Trattato di astrologia magica, Basaia Editore, Roma 1984, p. 11, corsivi in originale, mie osservazioni fra parentesi quadre. La “Premessa” del testo è a firma di J. Symonds e K. Grant[5] 

Su questo “putsch – del marzo 1920, cf. W. GERSON. Le Nazisme société secrète, Éditions J’ai lu, Parigi 1969, p. 84-85[6] del cap. 6, tutto dedicato, per l’appunto, al putsch Kapp. Vi si dice (nelle pagine i cui numeri si son appena riportati qui su) che fu Trebitsch-Lincoln ad avvertir (in tempo!) A. Hitler – che avrebbe dovuto PARTECIPARE al putsch Kapp – di NON FARLO …; nel testo di “Gerson” – pseudonimo – si sostiene, pur se NON del tutto esplicitamente, che quel putsch (quello di Kapp) fu fatto fallire volutamente da T. (Lincoln) … Questo a dimostrazione che certi agenti possono entrare in “certe” cose per farle fallire! Lo dico soprattutto a certi, molto ingenui, “complottisti” cosiddetti. Inoltre, la situazione non era ancora matura. Infine, lo “stage” doveva esser preparato non per Ludendorff né per lo stesso Kapp, ma, invece, per A. Hitler: solo che, se lo stesso H. avesse fatto parte del – fallimentare – “putsch Kapp” la sua INTERA CARRIERA ne sarebbe stata inficiata. Quindi, certi “agenti” – della “contro I.” (della quale T. (Lincoln) era, in qualche modo, NON sappiamo a qual livello, PARTE) – possono entrare in certe cose per farle fallire, rallentano e rendono più veloce il “processo” a seconda di certi “interessi” cosiddetti, e PER NULLA solo “economici” (sempre cosiddetti!). Poi, “Herr A. H.” avrebbe partecipato – SÌ – al successivo putsch, quello “della birreria” famoso – del novembre del 1923 – (mentre quello Kapp è dimenticato: casuale?, direi di NO) ed anche quello sarebbe fallito, ma fu invece il suo “trampolino di lancio” per così dire[7]. Dunque: senza T. (Lincoln) “Herr A. H.” avrebbe fallito …!

Ed è interessante notar come fu eretto un monumento a favore degli operai uccisi durante il putsch di Kapp, quindi contro gli esecutori di detto putsch, ma H. lo fece abbattere, dopo aver preso il potere: nel 1936, novant’anni fa ormai.

 

Sul testo di Crowley: è interessante che si ferma con Nettuno, poiché Plutone, pur se già se ne aveva il sospetto, non era stato ancora “trovato” quando il testo, qui su citato, fu scritto: in America, fra il 1917 ed il 1918 (come si legge nella “Premessa” di Symonds e Grant). Inoltre, – a parte che alcune considerazioni su Nettuno rimangono, nonostante Crowley, valide, – nel testo si parla – ma guarda un po’ ma guarda – di Nettuno – sì – ma IN ARIETE …  Non vi è tempo per discutere dei commenti e delle osservazioni di  Crowley su tal tema, qui preme solo sottolineare la contiguità di questa “posizione astrale” con il tema del messianismo deviato, il para messianismo” - come lo si è chiamato qui - nei Commenti.

Per tornare a  Crowley, l’organizzazione detta del “Golden Dawn” “saltò per aria” non tanto anche, ma soprattutto – come ho detto altrove, qui ribadisco – a causa di quel che fece Crowley, che la infiltrò e fu fermato: si veda il “dissapore” (a dir poco!) fra Crowley e Yeats, che accompagnò Crowley per tutta la vita: infatti detestò Yeats toto corde per tutta la sua vita! Ora, SE nel “G. D.” non vi fosse stato proprio nulla, tanto astio e livore sarebbero incomprensibili: dunque, qualcosa c’era, di là dalla “pseudo iniziazione” inventata, per così dire, “a tavolino” e della quale Guénon aveva parlato qui su, nella lettera del 1949 intendo. E, poiché QUESTO “QUALCOSA” pur c’era – può essere nei rituali, e DEL TUTTO inconsapevolmente dalla stragrande maggioranza dei membri del “G. D.” – doveva essere o conquistata oppure fatto, pian piano, affondare. Poiché si palesò una FORTE resistenza (merito reale, imperituro di Yeats, in primis) ecco che doveva sparire, cosa che ottennero forzando la mano sulle, arcinote, ambizioni, del tutto eccessive, di Mc Gregor Mathers. Meglio che certe cose “affondino” – come dico – piuttosto che vadano in certe mani. E tuttavia, una buona parte di rituali cosiddetti “crowleyani” ha, in effetti, le sue radici nel “G. D.” … questo va detto chiaramente, per cui l’ “affondamento” lasciò molti RELITTI![8]

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

PS. Nelle lettere a J. Evola, Guénon trattò pure, seppur en passant, di Trebitsch-Lincoln, che considerava meno intelligente di Crowley, ma più pericoloso

Il testo di “Gerson” contiene – nelle Appendici – sia una breve biografia di Crowley, ma son dati abbastanza noti ormai, che una di Trebitsch-Lincoln che, invece, lo è molto meno.

 



[1] In nota, Del Ponte “c’informa” che ciò “non può essere” che, dunque, Guénon è in errore, ciò poiché cozza con le premesse di fondo delle sue credenze. La realtà è invece l’opposto: ciò è potuto essere.

[2] Il coinvolgimento diretto dalla “G. D.” stessa nell’ascesa di Hitler e del nazionalsocialismo, cioè un “cavallo di battaglia” di certa “destra” cosiddetta, ed è PER QUESTO che il nome di “Alba Dorata” torna e ritorna in certi ambienti come un ritornello; ma qui Guénon precisava che non si tratta della “G. D.” di per sé stessa, quanto di Crowley che aveva deviato quell’organizzazione, deviazione che, tuttavia, poté – Crowley – operare solo in parte.

[3] Su Meyrink, affermava Guénon che era ricollegato probabilmente ad ambienti di Kabbalah, ma di Kabbalah deviata … E che soprattutto il testo di Meyrink intitolato La Faccia verde (“Das Grüne Gesicht” – del 1916 – cioè ben cento dieci anni fa!) gli aveva fatto una pessima impressione, spingendolo a sostenere che Meyrinlk poteva essere, involontariamente, cioè inconsapevolmente, stato usato, dalla “CONTRO i.”, per poter “inserire” alcuni temi, POTENZIALMENTE devianti, nel mondo. Tutt’altro che impossibile, fatte salve le doti letterarie, reali, di Meyrink, e la sua inconsapevolezza. Su “Bo Yin Ra” (col quale Meyrink era stato in stretti legami, per poi allontanarsene) – da Evola, come sempre! (era “in odor di” Tantrismo …!, si sa come ragionava Evola, cioè che c’era la pagellina dei “buoni” e dei “cattivi” e, poiché il Tantrismo era dalla parte dei “buoni”, ecco che se ne accettava tutto, acriticamente: che sia “tantrico” NON vuol dir che sia necessariamente “buono” …!), apprezzato – cf. ivi, pp. 93-94. Si trattava, secondo Guénon, di ambienti – deviati – del Turkestàn, effettivamente “in odor di” Tantrismo … ma non si deve pensare al “Tantrismo” nel senso volgare che tal termine ha preso: qui parliamo del Tantrismo nella sua piena estensione. A tal proposito, cf.  

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/06/r-guenon-tantrismo-e-magia.html 

[4] E spesso erroneamente.

[5] Ovvero due “nomi” del campo degli studi su Crowley …

[6] Vi è la successiva edizione, degli anni Settanta del secolo scorso, se non erro, ma, per caso, trovai anni fa (su di una bancarella romana) quest’edizione, quella originale, del 1969 assai lontanoPeraltro, se si scorre la parte finale, dove si pubblicizzano altri testi della stessa Casa editrice, ci si renderà immediatamente conto che tante cose, che oggi sono spacciate per “novità” presunte, venivano già trattate all’epoca; anzi, sono alla radice di tanti temi successivi, resi però sempre più “scandalistici” e, dunque, inutili. Questo è un punto molto interessante, discutendo di storia delle tendenze culturali. In particolare, vi è da sottolineare il tema del tenebroso “affaire” di Rennes-le-Chateau, al tempo già ben presente … Altre considerazioni andrebbero fatte, come per esempio le frasi di R. Abellio che “Gerson” riporta, Abellio che influenzò anche Dolcetta, per fare un esempio … Che dire? Tout se tient …? Ma vi sarebbe molto altro da dirsi …  

[7] A. H. non avrebbe seguito la “scuola superiore a spese dello stato” del carcere di Landsberg, e quindi non vi sarebbe stato nemmeno il Mein Kampf … In una parola: tutto – ma proprio tutto – sarebbe stato diverso … “La piccola cosa giusta al posto giusto” avrebbe detto qualcuno! Aggiungerei: al momento giusto.  Basta cambiare il “divenire” storico in alcuni punti nodali, che tutto cambia. Mentre puoi cambiar tutto in altri momenti, e nulla di sostanziale cambia. Vi sono come degli “snodi” storici, fondamentali.

[8] Quindi qualcosa Crowley pur ottenne, alla fin fine.

 

 

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