CAPITOLO 10, “Il Quarto Reich: una resurrezione con molte connivenze”, in M. DOLCETTA, Spettri del Quarto Reich. Le trame occulte del nazismo dal 1945 a oggi, BUR, Milano 2007, p. 193 e sgg., Postfazione di G. Galli. Nutrita Bibliografia (cf. ivi, pp. 227-232) – sulla quale non v’è tempo per diffondersi – ma segnalo che v’è il libro di P. Levenda da me citato in qualche altro post. Infatti, i nazisti in Sud America occupano una parte importante del testo. Inoltre presenta, nella sua versione integrale, un breve scritto di C. Schmitt in italiano noto solo in parte (cf. Appendice 4, “Carl Schmitt. L’unità del mondo”, ivi, pp. 220-223).
Ma veniamo ad alcuni passi dal testo.
Iniziamo dalla Postfazione, di G. Galli (1928-2020), che, dopo aver affermato che: «Con Il Quarto Reich, frutto di molti anni di ricerche, indagini e interviste, Marco Dolcetta ha costruito una sorta di mosaico. O forse di museo, del post-nazismo”, ivi, p. 201, corsivi in originale, aggiunge: “Alfred Rosenberg, teorico del nazionalsocialismo, aveva scritto Il mito del XX secolo. E “il mito Nazi” è stato anche una “profezia autorealizzatasi” nel Terzo Reich. E il “Quarto Reich”? La conclusione di Dolcetta è che siamo arrivati ai limiti del bunker nascosto nei ghiacci, come lo sognano i nostalgici […]. Un nuovo mito viene costruito da frange marginali […]. […] questo libro, che prende in considerazione anche le leggende, ma sulla base della documentazione (che è alla base della razionalità della storia), è un importante contributo perché l’embrionale mitologia neonazista non possa trasformare l’altro mito costruito nel Ventesimo secolo nella storia/profezia autorealizzantesi del Ventunesimo», ivi, pp. 209-210, corsivi in originale, grassetti miei. “Mission Accomplished”, Missione Compiuta: si è “trasformata”, non è più “embrionale” …
Di fatto, la “vicenda Hess”, oggi, si è realizzata, come analizzato – tra le righe – dallo stesso Galli (e capito da qualche autore minore, come G. Giannini, nel suo testo della seconda parte degli anni Novanta del secolo scorso: non era difficile; qualche spunto l’ho dato in qualche commento, anche facendo riferimento al testo di E. K. Bird, relativo alla prigionia di R. Hess). Ciò è avvenuto anche per mezzo del cambiamento del “clima” degli studi: e qui Dolcetta sottolineava giustamente – nel 2007 – la centralità dell’allievo d Schmitt: Leo Strauss, che si trova(va) proprio alla radice dei “neocon” di G. Bush (figlio), all’epoca in cui lui (Dolcetta) scriveva. Come sempre, basta cambiare veste ma con il significato, con la sostanza, che rimangono intatti – ciò che tanti, ma proprio tantissimi, non riescono assolutamente ad afferrare – perché il gioco sia fatto. E’ bastato che l’aspetto para-religioso di Bush fosse tolto – mantenendo l’insieme uguale – perché, sotto l’egida della “democrazia”, quel piano procedesse, avendo anche successi notevoli nell’Europa, la quale si dimostra NON ESSERE – in alcun modo – “altra” (infatti alcuni davvero hanno malinteso certi “documenti” e l’Europa non è mai stata nient’altro se non l’espressione del “contingente americano”, per dirla sempre con Galli). Basta poco … non “basta la parola”, però basta riassettare qua e là, un rivedere certi aspetti, e “il piano” riprende … fornendo di sé – o lasciando che si forniscano di sé – immagini distorcenti, devianti, depistanti “specchietti per allodole”, ed ecco la voga “complottista”, che tanto ha fatto per depistare. Poi, si solleva un po’ il velo, e si vede che le cose, in realtà, erano assai diverse, ma, per chi ha i paraocchi, quel velo non si solleva mai …
Scriveva Dolcetta nel 2007, sedic’anni fa, ormai: “Il Terzo Reich è morto. Il Quarto Reich è ben vivo e le sue radici, non solo ideologiche, si allargano assai più ampiamente di quanto si possa sospettare”, ivi, p.161, corsivi miei. L’anticomunismo è stato utile “tool”, “L’anticomunismo riassembla come un potente collante i cocci del Terzo Reich, e fornisce un nuovo nemico da combattere per chi si è fronteggiato su campi opposti nella Seconda guerra mondiale”, ivi, p. 103. Oggi l’antirussianesimo può esser questo “collante” (LO È, così vecchi rottami anticomunisti possono essere riciclati e rimessi nel processo globale), domattina si riscoprirà “il pericolo giallo” con “Fu Manchu” – o qualsiasi altro personaggio fittizio – (“nascostamente”) a “capo” della Cina che, ovviamente, “vuol ‘conquistare’ il mondo”, niente di meno (e così pure i “no vax”, o altri “no qualcosa” possono, anche loro, far parte del “grande gioco”); in realtà, tutto può essere: i tavoli e le maschere si possono cambiare ogni volta che sia necessario farlo, in realtà non sono che, in fondo, etichette, modificabili per definizione. Ma il terzo non gode in una situazione come questa, qualsiasi siano le sue intenzioni; quindi: qual è “IL” fine, quello vero, NON quello detto, NON quello lasciato trapelare o che “si lascia” dire, ma quello VERO?
“Dopo aver visto quale fu la strategia e il destino dei fuggitivi – incontrando il cacciatore Simon Wiesenthal e fra i cacciati Mengele, Eichmann, Sima, Bormann, Müller ed altri – racconteremo che cosa costruirono nei luoghi dove s’insediarono. Dal sistema sionistico che permise loro di sopravvivere ai poteri economici che portarono con sé e che oggi sono il cuore del sistema capitalistico che ci governa e che del nazismo ha riciclato personalità, industrie e denaro. Vedremo come l’apparato culturale e ideologico nazista, che per tanti anni è stato sottaciuto e negato, sia stato in realtà recuperato dal mondo filosofico [chi, oggi, può fare “analisi” SENZA Heidegger?, SENZA Schmitt?, o SENZA Jüneger?, ma PURE Leo Strauss ha un posto notevole] cambiando di segno [ecco “come” si “fa”, per esempio la “lotta per l’espansione ad est” a sua volta diventa “lotta per la democrazia”, e il gioco è fatto] ma lasciando inalterata la sostanza [ciò che tanti tanto han difficoltà nel capire, nell’accettare, ma così è, letteralmente, ma È “LA” CHIAVE DI VOLTA], allo stesso modo in cui l’Occidente a suo tempo fece man bassa di scienziati e talenti nazisti [l’ “Operation Paperclip”, “Operazione Graffetta”] reimpiegandoli senza tanti scrupoli nelle ricerche mediche, biologiche ed anche spaziali che hanno dato forma al mondo contemporaneo [mondo, in tal senso, molto più “figlio” dell’epoca nazista di quanto sia disposto, ufficialmente, ad ammettere: cosa ne sarebbe, del mondo di oggi, senza gli scienziati nazisti?, a parte che non si sarebbe “andati sulla Luna”, ma TANTE innovazioni tecnologiche oggi NON ci sarebbero: dal punto di vista della tecnica, il nazismo ha vinto ed ha plasmato la contemporaneità BEN OLTRE quanto essa stessa sia disposta – sempre pubblicamente – ad ammettere (ma è “segreto di Pulcinella” in certi ambienti)]. I sopravvissuti ci racconteranno che son riusciti, chi più chi meno, a condurre la loro vita in tempi nuovi e in terre nuove ma che il sogno, il grande desiderio, non si è realizzato [influenza notevole, a fronte, però, del non aver raggiunto l’obiettivo primario]. Il Quarto Reich è nelle loro menti [esatto], prenderà una forma concreta solo quando si materializzerà la nuova guida, il nuovo Führer [idem, solo che NON SARÀ la “replica” di Adolf Hitler, solo simile nel POTERE MAGNETICO; ma non negli scopi né tanto meno nelle modalità: è tutto diverso; naturalmente, il vieto ricorso al paragone con Hitler, la “reductio ad Hitlerum”, di personaggi della contemporaneità, così come del recente passato (Saddàm Hussein) NON HA NIENTE a che spartire con ciò di cui QUI si sta parlando, sia detto molto chiaramente]. Che forse sta solo aspettando il suo momento [così è, nessun dubbio]”, ivi, pp. 14-15, corsivi miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.
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Anche (su M. Dolcetta) cf.
https://namaqua-land.blogspot.com/2017/03/e-morto-marco-capuzzo-dolcetta-il-18.html.
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