“È nella natura del fuoco l’opporsi ad ogni sonno e gli alchimisti chiamarono essi stessi philosophi per ignem, i ‘filosofi attraverso il fuoco’. Non si trattava solamente del ‘fuoco dell’amor divino’, né del ‘fuoco del desiderio’, né d’altre interpretazioni mistiche, d’altronde legittimi a differenti livelli della Grande Opera ma, fondamentalmente, del ‘fuoco universale’ che in tutti i campi assicura all’uomo un reale dominio della natura. Grazie al lavoro della scienza, dell’arte e del mestiere, l’opera diventa una preghiera quotidiana e silenziosa, più degna dell’uomo di qualunque altra, nella semplicità della sua espressione, a gloria dell’ ‘Artefice Universale’, che evoca la più antica preghiera cristiana extra-Scritturale, ancor vicina alle diciotto Benedizioni ebraiche che gli Israeliti recitavano ogni giorno:
Che l’Artefice dell’Universo
conservi sulla terra,
inviolato il numero intero dei suoi eletti,
per suo figlio beneamato Gesù Cristo.
Attraverso Lui, Egli ci ha chiamati dalle tenebre alla luce,
dall’ignoranza alla conoscenza della gloria del suo Nome.
Rimettiamo al nostra speranza in Te,
Principio della creazione.
Tu hai aperto gli occhi del nostro cuore,
perché ti potesse riconoscere,
Tu, il solo Altissimo nei cieli,
il Santo che riposa al centro dei santi
Tu pieghi l’insolenza dei superbi,
Tu eludi i propositi delle nazioni,
Tu innalzi gli umili,
Tu rovesci i potenti;
Tu arricchisci ed impoverisci,
Tu prendi e dai vita.
Unico benefattore delle creature,
e Dio d’ogni carne;
Tu scruti le profondità,
Tu sorvegli le opere degli uomini …
Questa richiesta preludeva alla litania del diacono, che formulava le ‘intenzioni universali’ e che si ritrova in tutte le liturgie antiche. Il testo è estratto da una lettera di San Clemente, uno dei primi successori di Pietro, lettera indirizzata, verso l’anno 96, ai fedeli di Corinto, e la cui autorità fu tale da venir trascritta dopo le Lettere degli Apostoli. È chiamata, generalmente, ‘preghiera universale’ e quest’espressione indica con sufficiente chiarezza la sua importanza iniziatica nelle prima comunità cristiane. Ho voluto riportar questo documento, generalmente poco conosciuto, allo scopo di mostrare come la credenza nel ‘Grande Architetto dell’Universo’ non sia necessariamente pagana, cosa che non dimostra peraltro che essa sia esclusivamente cristiana. Si osserverà, senza dubbio, che la ‘conservazione sulla terra in maniera inviolabile del numero intero degli eletti’ si accosta all’insegnamento di San Paolo sui ‘viventi che saranno ancor là’ il giorno della Parusia”, R. ALLEAU, Le origini occulte del nazismo. Il Terzo Reich e le società segrete, Edizioni Mediterranee, Roma 1989, pp. 93-94, corsivi in originale.
NO COMMENT. E aggiungervi altro non farebbe che rovinare la preghiera, tranne il dire: Amen.
Andrea A. Ianniello