“DVCVNT NOLENTEM FATA VOLENTEM TRAVNT”.[1]
F. RABELAIS, Gargantua e Pantagruele, Libro V, Gerardo Casini Editore – reprint Fratelli Melita Editore - FME, La Spezia 1991, p. 832.[2]
“«I destini conducono chi vi consente, tirano chi vi si rifiuta»
(Libro V c. 36)[3]”.
P. NAUDON, Rabelais massone. Saggio sulla filosofia di Patagruele, Editrice Atanòr, Roma 1985, p. 97, corsivi in originale.
“«Nel passare queste porte, buona lampada ti porte»
(Libro V c. 36)”.
Ibid., corsivi in originale.
“«vi bisogna romper l’osso di fuori e succhiare la sostantifica midolla»
(Gargantua - Prologo) ”.
Ivi, p. 75, corsivi in originale.
“«Ciò ch’è in alto è come ciò ch’è in basso, per compiere il miracolo dell’unità»
(Ermete Trismegisto)”.
Ivi, p. 51, corsivi in originale.
“«… […] e la scienza senza coscienza non serve che a rovinar l’anima …»
(Pantagruele, II, 8)”.
Ivi, p. 23, corsivi in originale.
“Noli ire, fac venire.
(Motto di Rabelais)”.
Ivi, p. 5, corsivi in originale.
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[1] In nota leggesi che tal verso è tratto da Seneca, il qual a sua volta il trasse, rielaborandolo, dagli stoici ed in particolar modo da Cleonte (o Cleante) a sua volta da Epitteto, nel Manuale, un testo il cui titolo, a volte, vien tradotto diversamente. “Ma ti siano a portata di mano le parole di Cleante: ‘Conducimi, o Zeus, e tu anche, o Destino’”, EPITTETO, Le Diatribe e i Frammenti, Editori Laterza, Bari 1969, p. 276, Lib. IV cap. IV, vs. 34. Le “due Potenze” – della “Provvidenza” e del “Destino” (cf. R. GUÈNON, La Grande Triade) – ambedue accettate …
[2] “Alla fine era rappresentato l’Egitto col Nilo ed i suoi coccodrilli, cercopitechi, ibidi [sic! sarebbero gli ibis! nota mia], scimmie, trochili, icneumoni, ippopotami ed altre bestie sommesse a Bacco, e lui marciava per quelle contrade tirato da due buoi sull’uno de’ quali era scritto in lettere d’oro: Api, sull’altro: Osiride, poiché in Egitto, prima della venuta di Bacco non erano stati visti né buoi né vacche”, ivi, p. 840, corsivi in originale.
[3] Del Gargantua e Pantagruele, chiaro. Tra l’altro – illo tempore! –, Guénon scrisse un articolo su Rabelais.
Vi è un aspetto ermetico, anche se “minore”, in Rablè ...
RispondiEliminaPer il resto, si è già detto, e si ribadisce: siamo nella fase delle emergenze continue, ma si dovrà passare a quella dello “stato d’eccezione”! … sta scritto …[*]
RispondiElimina[*] Cf.
https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2023/06/impolitiche-con.jpg
“«… […] e la scienza senza coscienza non serve che a rovinar l’anima …» (Pantagruele, II, 8)”.
RispondiElimina9 anni fa (ricorrenza del 9, numero ricorrente su questo blog ...) - du’ link(s) ... - un “lynx”
RispondiEliminaInteressante questo link, a 9 anni di distanza, poiché permette di “misurare” il tempo trascorso e l’entità della - vorticosa! - discesa subìta: cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2017/08/benedetto-da-norcia-o-della-decadenza-e.html
Anche cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/08/una-segnalazione.html
PS. Anche cf.
https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/wp-content/uploads/2026/03/ripresentazione-8-e28093-da-un-vecchio-post-e28093-un-frammento-cancellato.pdf
Cf.
https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/12/ricordo-quel-e280a6.pdf
E cf.
https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/12/incontro-alla-feltrinelli-recuperato-1.-2018.pdf
Quel che conta, in definitiva, è sempre - sempre! - la consapevolezza.
RispondiEliminaCi diciamo qualche verità talvolta, tanto per cambiar ...
RispondiEliminaG. FEO, “Il mondo sotterraneo degli Etruschi”, ECIG, Genova 2005, link del pdf:
RispondiEliminahttps://dn721907.ca.archive.org/0/items/il-mondo-sotterraneo-degli-etruschi_202511/Il%20mondo%20sotterraneo%20degli%20Etruschi.pdf
Ricordiamo che si tratta della questione delle “vie cave” degli etruschi, detti anche i “cavoni” etruschi, due dei quali ebbi modo esplorar tanti anni fa … due dei quali ebbi modo esplorar tanti anni fa …
EliminaI “Vichinghi” – che NON erano tutti i norreni, ma solo quelli che andavano “ì vìking” = nella “razzia-commercio” cioè - al tempo le due cose NON erano molto distinte – prima di attaccar qualche posto, dicevano: “Odino!, “Odino!” che voleva dire: si può uccider impunemente, poiché “si” è consacrato “ad Odino” questo luogo, queste genti. Ciò è molto simile a ciò che facevano gli antichi cinesi, PRIMA dell’unificazione del 221 a.C., quando destinavano i territori non cinesi, e le loro genti, al “dio del suolo” e NON a quello “del Cielo” e ciò implicava poter offrire al “dio del suolo” sacrifici umani sia nella guerra vera e propria sia nel sacrificio eventuale di alcuni prigionieri scelti.
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