RIPRESENTAZIONE, 8 ca. – 1 anno fa – (Ricordo quel … [CANCELLATO] – 1945-2025, ottant’anni dopo 5 – 1975-2025, CINQUANT’ ANNI dopo, 4 […])
Ricordo quel passo da Guénon (ne Il Regno della Quantità), secondo cui la mentalità “solidificata” poteva sussistere nell’occidentale moderno indefinitamente, poiché divenuta ormai una “seconda natura”, ma non era più lì che si sarebbe svolta l’azione deviante, o più che deviante, ormai; era il lontano **1945**, ne son passati d’ anni! E danni enormi son stati fatti, ma pare Guénon abbia parlato invano. Quando leggo certe cose pare non sia mai stato letto, o seppur letto, non sia stato inteso.
Oggi la “materia” è un flusso, un pulviscolo, inconsistente: ad essa mancano le caratteristiche tipiche della “materia”, come chi sa qualcosina solo delle basi, non dei calcoli (difficilissimi), di meccanica quantistica, sa bene; solo che un certo Monsieur G. lo vedeva … nel 1945! Prima delle fasi finali: avviene la polverizzazione dell’ormai ex “materia”, non più “positivisticamente” intesa … La “materia” del positivismo – e delle varie forme di ridicolo scientismo – conservava tuttavia delle caratteristiche della materia signata quantitate della scolastica, a sua volta derivata da Aristotele.
Cosa che l’attuale pulviscolo non possiede più; e tal pulviscolo è immagine perfetta dell’attuale società frammentata, che alcuni s’illudono di poter chiamare “popolo” e di poter così, per mezzo di questo simulacro, tornare all’ “età delle nazioni”, ormai passata. Guénon aggiungeva che il “flusso”, il pulviscolo, **non è ancor sufficiente** per poter, poi, far davvero “il Passaggio di stato” cosiddetto: qui è la “Clavis”, Magna Clavis ... Chi ha orecchie per intendere, in tenda (vada) …
Se tutto è un flusso, ergo anche gli “eventi” son fluttuanti.
Ci possono esser “eventi” come quelli postulati da qualcuno, i “momenti” style “vecchie” guerre??[1] [post cancellato: del 2019; risposta: Sì … ci sono stati (2025)] Oggi anche la guerra è un flusso, a volte avvolto in indistinte nebbie … Viviamo tra “flussi” di eventi a loro volta fluttuanti, ed è difficile capire quelli importanti separandoli dall’indistinto flusso che tutto mescola: chi vuole “nozioni chiare e precise” ben poco ha capito della “nostra” epoca. Quindi – se così stanno le cose (così stanno) – e se la direzione dello “sviluppo” è quella, dunque: “velo” dico molto piatto e chiaro: vivete dei e nei resti del ‘900. E che noi, oggi, si viva nel mondo delle conseguenze di ciò ch’è stato, è scontato. Ciò però non significa, per niente, che la direzione degli eventi si attardi nel passato, perché non è così affatto. Pertanto, le cose vanno nella direzione dell’illusione crescente, di un mondo secondo, che non è più “materiale”in senso ottocentesco, dove i referenti sociali svaniscono sempre più, sempre più frammentandosi. Appunto la potenza dell’illusione: e dove sta, qui, la “materia”? Questo Guénon lo scrisse apertamente, ma, a quando vedo, non si è letto, o, se lo si è fatto, non si è capito. La solidificazione “is over”, e da qualche decennio, per lo meno: per lo più anche da più tempo …
La sostituzione dei corpi, cioè la simulazione di un altro corpo, cioè il sogno della Totale Manipolazione: e cos’ha a che spartire col “positivismo”? Colle macchine puzzolenti di olio ed i calessi ed i treni a vapore?
Tanti – veri o presunti non sembra fare differenza – “guénonisti” non riescono, costitutivamente, ad andare oltre la fase della “solidificazione”; quanto agli evolomani: è impossibile si schiodino da “certezze” che, al massimo, giungono alla prima metà del secolo passato. Se il Guénon de Il Regno ha ragione, dunque il paradigma è cambiato – il paradigma di riferimento –, ed dunque rimaner legati ad “ateismo” e “materialismo” è fuori epoca.
Solo perché ne rimangono i resti – e sarebbe impossibile sparissero in due minuti, anzi per inerzia permangono sine die – non significa che lì stia la forza oggi attiva. Di conseguenza, che coloro i quali sostengono che gli “alieni” – od “Ufo” – sarebbero “angeli”, a livello personale possono anche essere “atei”, non è questo che conta, poiché sono usati da “altre” forze, non possono che ritrovarsi sulla via di queste forze, che “credano” in tali forze o non. Allo stesso modo, oggi la scienza “materialista” e “positivista” è usata per altri fini, ha modificato i suoi obbiettivi.
Che tanti siano ancora “positivisti” non significa che i fini siano quelli ottocenteschi o dell’inizio del secolo scorso. Anzi, tanto meglio permangano tali resti: son come un “punto cieco” per cui chi vive di tale passata mentalità non potrà che seguire passivamente l’andamento preso, proprio perché non lo vede! Che non potesse – ma in alcun modo – il “materialismo” essere il prossimo passo fu ben compreso da Guénon – sembra esser tra i pochissimi, però – nel lontano 1945! **1945** … Svegliatevi un po’, se potete … Ma si sa che non possono. Infatti **nessuno** – quanto a centralità in un sistema di relazioni internazionali – può prendere il posto della “America”, e crisi di un modello non si equivale, sic et simpliciter (o: “sic et grass” …), ad un novello modello.
Un modello è in crisi, ma nessun altro modello può prenderne il posto: questo è oggi.
Ma le cose non potranno andar a lungo così, in questo vuoto, per cui vi sarà un “pieno” che si manifesterà, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/05/secondo-me.html.
La “dissoluzione” in realtà è quel fenomeno per mezzo del quale le società si perdono: cioè le **basi** stesse della società si disperdono, e cioè non vengono abbattute da “atei” o pericolosi “bolscevichi”, ma le basi delle società svaniscono pian piano, un fenomeno qualitativamente **differente** …
Vediamo di ben capire questo punto con una citazione di un autore dimenticato: “Anche nelle parole del Signore [Matteo, XXIV, 38] l’analogia tra i tempi quantitativi che precedettero il diluvio e i tempi che precederanno il Suo ritorno, vale a dire i tempi anch’essi quasi del tutto quantitativi in cui si affermerà il regno dell’Anticristo, è perfetta ed evidente”[2].
No che non è affatto così, non è come dice l’autore, un tipico “tradizionalista” cattolico, per cui la polemica era tutta contro il mondo “ateo e materialista”, insomma “comunista”, dell’epoca. Ecco che quel mondo è passato – dall’interno, non ci si dimentichi mai di questa circostanza storica! – e state peggio di prima: una costatazione del tutto aliena a costoro, ma è un fatto. Oggi, poi, è la democrazia liberale la “grande malata” della storia, in un modo o nell’altro, per una via o per un’altra.
Il punto che questa gente non ha mai e poi mai capito – e che continua a non capire: il blocco è sostanziale, un “punto cieco” della visione – è stato che hanno scambiato una fase per il processo, ch’è ben più vasto di quanto i loro occhi potessero vedere. Per cui, questi stessi che tanto parlavano contro “il materialismo” erano – e sono ancor oggi – altrettanto “materialisti” di coloro ai quali si opponevano, ma quelli contro cui si opponevano non ci son più, per cui stanno lì a cercare spaventapasseri contro cui andare, e conferiscono, molto sopravvalutandoli, a dei fenomeni, tutto sommato secondari, una importanza decisiva che invece questi fenomeni non hanno.
Vediamo di rimettere “sulla testa” quel che costoro vedono “a testa in giù”, perché ha natura radicale l’errore commesso, e che continuano a commettere, errore che li porta inevitabilmente fuori strada: e, a questo punto, che possano esser soggetti a determinate “suggestioni” diventa del tutto inevitabile.
Come prima cosa: l’anticristo non è chi segua la “quantità” o il “mondo quantitativo”, come scriveva Mordini. Quindi egli non appartiene al “Regno della Quantità” di guénoniana memoria.
Questo punto è decisivo. E l’anticristo non ha niente a che spartire – pur avendolo “sponsorizzato” in altri tempi, ma solo come mero strumento e nulla più – con la fase della “solidificazione” cui tutti costoro, alla fin fine, son rimasti legati, nemmeno lontanamente potendo immaginare che ve ne potesse essere un’altra di fase, seguente alla solidificazione. Sia detto per inciso: ecco la ragione per la quale non vi sono al giorno d’oggi delle guerre come la Prima e la Seconda Mondiali, pur essendovi incontestabilmente un conflitto mondiale, o “globale”, siccome dicesi oggi. Il conflitto nella “nostra” epoca non può prendere le forme dei passati conflitti “mondiali” perché non vi son più degli stati “solidi a sufficienza” per poter farli. Ma il conflitto globale permane, quindi esso prende altre forme. Secondo punto: il “quantitativo”, riferito all’anticristo, rivela un errore alla radice, una totale incomprensione del Il Regno di Guénon, la cui influenza, peraltro, si può leggere “tra le righe” del e nel libro di Mordini. Il punto è questo: il “Passaggio delle acque” – cui si è fatto qualche sparso riferimento qua e là in questo blog –, il “Passaggio delle acque” non può avvenire per mezzo della mera frammentazione che oggi vediamo imperare quasi dovunque, e crescere sempre. esso può avvenire solo dopo – dopo – che si abbia una fase in cui qualcosa di “non solo ‘materiale’” si manifesti. E l’anticristo è allora colui che evocherà questo particolar “qualcosa”, provenendo esso lui da questa dimensione,quella di questo Qualcosa … Dunque non parliamo in alcun modo di “quantitativo”, anzi diceva Guénon (con molta chiarezza, ma una chiarezza oggi oscura per i nostri contemporanei) che l’anticristo tenterà il reinserimento della “qualità” nel mondo quantitativo – chi ha orecchie per intendere, intenda –, solo che sarà un “qualitativo” all’ inverso, à rebours …
[A distanza di 6 anni: proprio non ci siamo, e la “comprensione” rimane a zero. Rimanere “rocciosamente” – testardamente – legati ai “fatti” ed alle cifre, agli “imperi” ed alla “geopolitica” oppure alle relazioni internazionali – che dir si voglia … –, insomma l’esser “realisti” è la via giusta oggi per essere del tutto irreali –, perché non sono queste cose in questione – … Che poi vi siano ANCHE tutte queste cose NON ci piove, ma SOLO queste? NO!
Il “realismo” è dunque, oggi, del tutto irreale …]
PS. Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/08/una-segnalazione.html
Il “Meridiano zero” = “Il punto d’indecibilità” … Cf.
Andrea A. Ianniello
[1] Gli eventi han perso la loro “caratteristica” anche spettacolare, per eccesso di “spettacolarizzazione”, per anche il “situazionismo” à la Guy Debord è ormai fuori mercato. “Più generalmente, il socialismo ha forse per unico risultato quello di favorire una società in cui non v’è traccia di anti-società?, oppure è esso stesso la risultante di una storia in cui poco a poco ogni progetto di anti-società, in altre parole ogni progetto di un’ altra società […] è svanito? […] L’ultimo grande soprassalto di anti-società, il Maggio ‘68, ha ritardato il suo avvento di dieci anni. Finché è rimasto un fermento minimo d’insubordinazione, di fronda, di rifiuto, d’ironia e di disaffezione, di esigenza radicale (anche fantasmagorica) – niente socialismo. Non è la destra, trasparente, limitata e polverosa, che si oppone veramente a che la sinistra ‘passi’, come si dice (e in effetti è passata), è un altro genio maligno, più radicale e più testardo, che ha finito per estinguersi negli anni Settanta. (Perciò il socialismo, la forma riconciliata del sociale, fa la sua comparsa molto prima nei paesi liberali e protestanti del Nord, imponendosi come il regime normale, il regime di gestione […] d’una società moderna, che in quelli latini, nei quali la forma estetica, culturale, ironica, il progetto di sovversione, di rivolta e di gioco son rimasti più vivi – l’Italia rimane il miglior esempio di questo socialismo ‘ritardato’ [l’Italia degli anni Settanta, però, non quella di oggi, epoca la “nostra” dove per quanto i risultati volgano a destra, ma non sempre, i partiti socialdemocratici sono in recessione ovunque: quindi vi è dell’altro, la fine del “riformismo incrementale”, per usare la giusta espressione di Wallerstein]”, J. Baudrillard, La sinistra divina, Feltrinelli Editore, Milano 1986, p. 59, corsivo in originale, grassetti miei, miei commenti fra parentesi quadre. All’epoca, come poi s’è visto: “la sinistra resta perché ci sarebbe un’affinità certa (che andrebbe misurata) fra una sinistra ideologicamente defunta e una società politica indifferente, fra una sinistra trasparente e una società senza segreti, fra la rassegnata rinuncia da parte della sinistra ad ogni obiettivo storico e la rinuncia, da parte della società civile, ad ogni volontà politica. Ma non si potrebbe dire lo stesso della destra? Certo, ma l’ inesistenza ideologica della destra è di lunga data, mentre la sinistra è una forza storica pentita […]. La sinistra si adopererà a far dimenticare il suo passato [e proprio così è successo], come tutti i pentiti, e a dar prova delle proprie capacità. La destra, invece, si metterà in cerca di nuove ‘idee’ – un cattivo segno per lei, perché una destra che avesse delle idee perderebbe ogni legittimità [il problema l’han risolto con il “populismo” e il ritorno alla nazione, il neo nazionalismo: si torna indietro, alle idee moderne, ma di una fase precedente, così si risolve il problema, per loro impossibile, di avere “nuovo” sedicenti “idee”]”, ivi, p. 75, corsivi miei, miei commenti fra parentesi quadre. La “destra” che cerca idee? Ma scherziamo? Vince perché non ne ha! Il social figurativo più becero che c’è, senza l’ipocrisia ch’è la cifra caratteristica delle “sinistre” – plurali per definizione – che hanno qualche barlume della “crisi”, ma Dio ce ne guardi dal prenderne atto, mentre nella “destra” c’è il social figurativo più ottuso ma senz’alcun spirito “critico”, dunque “il” popolo, “la” nazione (l’ “interesse nazionale”) son presi come sono, non vi può esser alcun retrobottega o retroscena, che vien lasciato a qualcuno da loro eletto malgré lui meme rappresentante di chissà cosa e di qui il “complott®ismo” caratteristico di chi è meno “sintonizzato” a capirlo. Per loro c’è sempre un qualche cattivo che fa qualche complotto, ma attribuiscono a detto “cattivo” la loro mentalità: manco gli passa per l’anticamera del cervello che non potrebbe – tal “cattivo” – “manipolare il mondo” se la pensasse come quelli che manipola. Hanno la “mentalità da poliziotto” de “I soliti sospetti” (1995), di B. Singer: “Tutto è sempre semplice per i poliziotti” (“To a cop, the explanation is never that complicated. It’s always simple. There’s no mystery to the street, no arch criminal behind it all. If you got a dead body and you think his brother did it, you’re gonna find out you’re right”), cf.
https://en.wikiquote.org/wiki/The_Usual_Suspects#Roger_%22Verbal%22_Kint. “La” destra riesce sempre nel gioco delle tre carte in cui fa coincidere, in sostanza, le sinistre con “la” modernità (anch’essa plurale, in realtà: ma la destra deve far sì che la modernità sia unica, cosicché potrà farla coincidere con le “sinistre”), ma è altrettanto moderna: i suoi referenti son sempre il “basso”, il popolo e cose simili, ma il punto è che ne postula un’unità che non esiste: le serve per far sì che “la” modernità sia come “la” tradizione (anch’essa plurale, in realtà).
Ma torniamo al punto di partenza, cioè alla perdita di rilevanza degli eventi: “Ciò che si è perduto o si è sfumato negli ultimi anni è la tonalità degli eventi, il piccolo evento singolare prodigioso, che faceva di alcuni di essi una situazione paradossale, originale […]. Mi sembra […] che gli ultimi vent’anni, gli anni Sessanta e Settanta, abbiano offerto una molteplicità d’indizi, di peripezie fornite d’un carattere spiritoso, paradossale, di una trasversalità, di una tonalità singolare. Il Maggio ‘68 fu appunto un evento del genere […]. Sembra che questa congiuntura un po’ prodigiosa sia completamente scomparsa, che gli eventi non abbiano più conseguenze energiche, […] non riescano più a rimbalzare. Forse perché il terreno è troppo imbevuto d’acqua […]? Il socialismo è così un evento-clone, non sessuato, senza tonalità, nato in modo puro e semplice dalla storia di Francia. Ma si può dire lo stesso della Polonia [i famosi eventi polacchi degli anni ‘80]. I cui sussulti si susseguono su uno sfondo di monotonia inquietante. Non sono né il coraggio né la determinazione dei protagonisti ad essere in causa: ma le condizioni di apparizione dell’evento stesso: la cassa di risonanza della storia non funziona più, le sole a funzionare sono le camere d’eco artificiali, in cui l’evento è concepito e forzato e decodificato in anticipo, dato con le istruzioni per l’uso: precessione della storia morta sulla storia vivente. Citatemi qualche evento che vi abbia veramente sorpreso negli ultimi anni, che non faccia parte di una routine crudele o di una solidarietà altrettanto rituale”, J. Baudrillard, La sinistra divina, cit., p. 83, corsivi in originale, grassetti miei. Quel che Baudrillard notava negli anni Ottanta del secolo scorso era solo l’inizio di una deriva che oggi è la condizione normale.
[2] A. Mordini, Il mistero dello Yeti, Società Editrice Il Falco, Milano 1977, p. 33, corsivi in originale: libro datato, ma con qualche spunto ancor interessante.
Il 1977, che è come la fine di un ciclo, quarantadue anni fa [post originale del 2019]: quell’anno veniva pubblicato un libro alcuni passi del quale son a questo link, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/01/lo-zombie-del-potere-oggi.html. In quel tempo, il sistema si ristrutturava in maniera decisiva, ed ecco la cosiddetta “globalizzazione”, nome errato per il passaggio alla simulazione, al codice, dopo l’era della “produzione”, della quale parlava, per l’appunto, Baudrillard nel libro alcuni passi del quale son al link appena riportato. Vi sarebbe molto, ma molto ma molto da dire a tal proposito … è la storia “vera” della fine del XX secolo … Non quella “ufficiale”, ma nemmeno quella dei “complott®isti” – inconsapevolmente per la loro grande maggioranza – sulla stessa direzione di quelle forze che stan minando il System “proponendo” un impossibile “ritorno” all’epoca delle nazioni come grimaldello per far stallare il sistema. Tu la gente la manipoli solo “proponendole” qualcosa che già conosce. E come tutti i tentativi di “ritorno”, non può che far scender ancor più giù, non dimentichiamoci come, nella storia, i tentativi di “ritorno” sempre abbiano spinto ad una discesa.
Non è possibile semplicemente riportare indietro l’orologio della storia, si veda la frase citata qui, dal libro sugli Hohenzollern, cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/09/frase-da-gli-hohenzollern-ricordando-il.html.
Comunque qualcosa queste forze hanno alla fine ottenuto, non ciò che volevano – ma è impossibile – e, come sempre, volendo il ritorno al passato spingono il futuro ulteriormente nella direzione della perdizione, ma quest’ultimo fatto l’hanno avuto, alla fin fine: cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/12/and-so-nwo-is-definitively-over-sonido.html.
Nondimeno – ma con zero nostalgia – eran tempi nei quali c’era più tempo: ma proprio quei tempi furono proprio quelli dove si ponevano i semi della ristrutturazione che oggi sta al suo termine, e della quale ristrutturazione le “sinistre” – mentalmente sinistrate – non capirono il bel resto di nulla. Vi era però più tempo, oggi tutto è “hectic”, tutto troppo rapido: un disastro, dove cose importanti e scemenze stanno sullo stesso piano. Comunque, si va verso il falso radicale crescente, cosa intravista in quel tempo, ma tutt’altro che “capita”, non lo è neanche oggi! Per un suggerimento di “atmosfera” sul “falso”, cf. WarGames OST - 12 - Edge of the World (End Title), link
https://www.youtube.com/watch?v=WaRpkYL3LmM. Lo scienziato di questo vecchio film (un cui link, della colonna sonora, è stato appena riportato) ricorda un po’ J. Vallée: in quei tempi si aveva la corretta percezione della debolezza della “civiltà” e della natura transitoria delle sue strutture. Si vide, tuttavia, nella tecnica e nel suo sviluppo la via per fermare tale debolezza intrinseca, in un nuovo patto “faustizzante” fra tecno-scienza e grande capitale, che vedeva i suoi – del grande capitale – saggi di profitto inesorabilmente scendere, e che, per questo, decise di ristrutturare la società e sconfiggere ogni critica vera nel suo interno, e “globalizzarsi”, come si dice oggi, dove, però, la “globalizzazione” non era il fine, ma il mezzo. Ci sarebbe molto da dire a tal proposito, come pure sulle cause – vere – delle crisi attuali nel sistema capitalistico, ma ci sono ben poche orecchie cui dirlo: dunque ci si ferma qui.
Del vecchio materiale ripresentato, al momento nessun cambiamento né aggiunta in vista. Al momento, chiaro ...
RispondiEliminaCf.
RispondiEliminahttps://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/08/una-segnalazione.html