domenica 26 luglio 2026

Memo (3) … (“Sonnambulismo” ma v’è ben di più oggi! Altro che “Sonnambulismo” …!)

 

 

 

 

Memo (3) … (“Sonnambulismo” ma v’è ben di più oggi! Altro che “Sonnambulismo” …!)

 

 

«[…] Ogni uomo sulla terra dovrebbe fare lo stesso se ne possedesse la chiave. E la chiave consiste semplicemente in questo: che un uomo, nel sonno, prende semplicemente coscienza  della sua personalità, e di quell’infinitesima incrinatura attraverso al quale la sua coscienza può filtrare nello stato di transizione  che sta tra il sonno profondo e la veglia. […] I nostri sforzi per conquistare l’immortalità  non sono altro che i nostri sforzi per governare quegli spiriti indocili e gli elementi innati che lottano dentro di noi, […] Lo spettrale Habal Garmin, che lei ha visto, il “soffio delle ossa”[1] della Cabala: lui era il Re.[2] Quando sarà incoronato spezzerà i legami che lo incatenano al mondo per mezzo dei suoi sensi corporei e del suo cervello. Lo so, lei vorrebbe chiedermi come mai io, malgrado sia riuscito a liberarmi dalla ragnatela della vita, abbia potuto trasformarmi in una notte nel peggior genere d’assassino? Glielo dirò. Gli esseri umani sono come tubi di vetro, nei quali scorrono molte palle colorate. Quelle di alcuni uomini sono di un colore solo. Se le palle sono rosse, l’uomo è marchiato come “cattivo”, se sono gialle, è “buono”. Se due palle scorrono nello stesso tubo, una gialla e l’altra rossa, l’uomo è “instabile”.[3] Ma noi dell’Ordine del Morso del Serpente assommiamo le secolari esperienze di tutta una razza. Palle di tutti i colori scorrono velocemente  nel nostro tubo di vetro»”.[4]

 

Se (come il greco afferma nel Cratilo)[5]

l’archetipo è il nome della cosa,

nelle lettere rosa sta la rosa,

nella parola Nilo il Nilo.

Nell’ora dell’angustia, a luce vaga,

sul suo Golem gli occhi soffermava.

Chi ci dirà le cose che provava

Iddio, mirando il suo rabbin in Praga?

J. L. BORGES, El Golem”.[6]

 

In quella gola, dall’ampiezza di circa cinquanta miglia quadrate, sarebbe vissuta, in mezzo alla più lussureggiante vegetazione, una piccola tribù appartenente alla razza tibetana, che portava berretti rossi a punta e adorava una crudele divinità satanica raffigurata da un pavone. Quest’essere diabolico, nel corso d’innumerevoli secoli, avrebbe insegnato agli abitati la magia, avrebbe rivelato loro dei misteri  che un giorno avrebbero sconvolto l’intero globo terrestre. […] Pompeo rise laconicamente”.[7]

 

Le opinioni dei cabalisti circa la natura della creazione del golem sono piuttosto diverse.

Moses Cordovero[8] riteneva che l’uomo abbia il potere di dare vitalità, ḥiyyut, al golem, ma non vita (nephesh), spirito (ru’ah) o anima vera e propria (neshamah)”.[9]

 

Il punto ‘T[Th]eta’ designato simbolicamente, in Occidente, con la ‘Gerusalemme Celeste’, in Oriente con la ‘Città dei Salici’[10], con l’ ‘isola dei Beati’, mentre il punto Tau risponde al Tempio e, in maniera generale, a ogni ‘centro terrestre sacro’ che non può […] esser ritenuto tale se non ordinato dalla qualifica del Pontefice che serve da intermediario tra la ‘Terra Santa’ e la ‘Terra Sacra’. In tal senso non esiste alcun luogo veramente sacro dove l’Operatore non abbia ricevuto il ‘Dono della Luce originale’ e, inversamente, è sufficiente che l’Operatore abbia ricevuto questo ‘Dono’ perché la sua sola presenza santifichi un luogo terrestre qualsiasi. Questo Pontefice o quest’Operatore è anche l’ ‘Uomo veritiero’ o il ‘vero uomo’, il ‘Chen-Jen’ della tradizione estremorientale. La linea orizzontale dei punti Alfa-Ksi-Omega [cioè a-x-w, nota mia], equivale al ‘giogo della bilancia’ e all’asse della ‘Legge’, cosa che spiega, tra gli altri sensi,  come l’attributo fondamentale dell’ Uomo vero sia la Giustizia’ che dev’essere resa, simbolicamente, ‘al piede dell’Albero’ [“del mondo”, nota mia] e nei tre mondi sui quali il Giusto esercita il suo doppio potere.

La triade della ‘Tripla Materia’ il cui insieme costituisce, simbolicamente, la ‘materia prima’ può esser studiato sia […] nei suoi rapporti con la triade della ‘Tripla Parola’, cosa che […] rappresenta uno degli oggetti dell’ ‘I-Ching’ e della classificazione esagonale dei ‘monditradizionali, sia […] nel suo rapporto con il mondo ‘umano’ e ‘terrestre’ che, in nessun modo, occupa una situazione privilegiata in rapporto ai precedenti [cioè ai precedenti “mondi”, nota mia]. Tuttavia, anche nei suoi stretti limiti, questo mondo ‘manifesto’, tridimensionale e temporale, è alla base d’una ‘realizzazione operativa’ che può trasferire dal virtuale al reale l’aggregato umano ‘immaturo’, incompleto ed incompiuto, di cui ciascuna ‘scintilla incarnata’ anima la maschera e porta il pesante fardello. La materia è dunque, per l’aggregato animale, vegetale o minerale, la via dolorosa, lenta e profondamente saggia, d’una Passione universale e di passaggi effimeri. Ogni venerazione, ogni amore che ispiravano agli alchimisti gli spettacoli di annientamento e resurrezione provocati dalle tecniche segrete del ‘magistero’, la perfezione dei fatti al cui spiegazione sfida tutti gli sforzi di ciò che chiamiamo ‘ragione’, han dato, ai trattati tradizionali dei maestri, questo […] stile inimitabile di cui, malgrado i secoli, ciascuno di noi può provar ancora la risonanza sottile, il calor e la luce, sempre vibrante, sotto il mantello nero degli enigmi”.

R. ALLEAU, Aspetti dell’alchimia tradizionale, Atanòr, Roma 9989, pp. 55-56, corsivi in originale, grassetti miei. (Cf. anche HUGINUS A BARMA in ivi, pp. 111-113, corsivi in originale. Il dico per chi “vogli” approfondir …)

 

Dobbiamo abituare le nostre menti ad abbandonare il concetto che solo la materia densa è reale [giusto solo che tal passo viene dopo un commento, non negativo, sulle teorie – sbagliate – di Darwin: l’impatto psichico del suo tempo si faceva sentir comunque!!]. Esistono molte energie che non sono fisiche: dietro alla realtà materiale ve n’è una psichica e dietro quella psichica una spirituale. Pensare solo in termini di materia è una pessima abitudine [di più, è una suggestione collettiva] e porta ad  un’interpretazione completamente errata dell’esistenza [su ciò non v’è alcun dubbio].

[…] Anche quando una realtà psichica si forma attraverso la comprensione, quella spirituale non scompare ma rimane quale essenza di base che rende valido il tutto. Questo perché vi possono essere delle realizzazioni psichiche che non sono in sé realtà, bensì non realtà in quanto inadeguate o errate, ed è proprio in esse che possiamo rintracciare la radice del Male positivo [per “Chi ha orecchie per” …].

A questo punto possiamo chiederci quali siano le implicazioni pratiche nel quotidiano di queste raffinatezze metafisiche: nei problemi di tutti i giorni che importanza può avere il sapere se la forma psichica siu differenzia dall’essenza ultima, ossia dalla realtà spirituale? Il sapere queste cose può semplificarci la vita? È proprio su considerazioni di questo tipo che si basa la struttura su cui poggia l’applicazione pratica del potere della mente. […] Chiunque entri in contatto con il mondo invisibile, sia per mezzo del proprio potere psichico sia utilizzando quello di un altro [il “medium cosiddetto] qual canale d’evocazione, ha bisogno di poter classificare i vari fenomeni che incontrerà.

La prima cosa indispensabile [davvero, senza la quale si va fuori strada] è il comprendere che non tutti i fenomeni dipendono dai defunti; vi son molti altri abitanti nel mondo invisibile oltre a coloro che hanno avuto forma umana. Inoltre, non tutte le manifestazioni dovute alla mente subconscia [NB] sono interamente soggettive [leggi tra le righe: possono avere manifestazione oggettiva = qui è la causa dei fenomeni detti “Ufo” come anche d’altri phenomena]. […] Le categorie che proponiamo in queste pagine derivano principalmente da forme occulte tradizionali e dovrebbero poter fare luce su molte esperienza vissute da operatori psichici. Le offriamo in uno spirito di collaborazione quale testimonianza indipendente d’esperienza comuni a tanti ricercatori

[e sono: “le anime dei defunti”; le “proiezioni dei viventi” – punto molto ma molto importante questo!: qui appunto è la causa di tante manifestazioni, anche “Ufo” cosiddette!; “le gerarchie angeliche”; “gli elementali” vale a dire quelli di cui parlava Paracelso, per intenderci, anch’essi alla radice degli “Ufo” cosiddetti, solo che le “proiezioni” – se le possono “fare” dei “viventi” –, le possono “fare”, a fortiori, anche gli “elementali” cosiddetti!!]”.

D. FORTUNE, Magia applicata, Venexia, Roma 2004, pp. 82-85, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

 

 

 

 

 

Stando a Marquès-Rivière, «dobbiamo formalmente dichiarare che, in queste materie, non vi son compromessi possibili. Potete, se lo desiderate, manifestare ed “incarnare” uno di questi esseri del vitale che vi conferirà certi poteri e vi terrà a sua discrezione proprio mentre crederete di dominarlo. I rituali esistono (anche l’occidente al riguardo ne possiede di molto completi). Otterrete così certe soddisfazioni vitali. E poi? Il risultato vale il lungo sforzo dell’addestramento? In ogni caso il cammino è bloccato e non mena più lontano. Credere che si possa così pervenire all’Unione è perfettamente puerile». L’ unico obiettivo di queste forze è dunque quello «cancellar dall’uomo i segni divini», ed i mezzi impiegati variano a seconda del tipo d’uomo.

Sta lì la grande illusione di quelli che si lasciano sedurre: ed è proprio grazie alla loro angoscia, al loro smarrimento, alla loro mancanza di coscienza propria che queste forze hanno buon gioco. Quest’ultima osservazione ci sembra non poco la più attuale, perché nell’epoca e nel mondo moderni, questo stato di smarrimento e di non-coscienza [NB], di sonnambulismo continuo è [NB] quello che caratterizza sfortunatamente la quasi totalità degli esseri umani, e che permette a queste forze [NB] di essere le dominatrici quasi incontestate del mondo, almeno fino alla “battaglia finale” [NB][11], A. de DANANN[12], Mémoire Du Sang, Archè, Milano 1990, pp. 137-138, corsivi e grassetti miei; traduzione di servizio.

Ed oggi: BEN PIÙ CHE SONNAMBULISMO …!

 

 

@i

 

 

 

 

PS. Tra l’altro, nelle note in ivi, pp. 91-92, si parla delle relazioni di René Schwaller de Lubicz con alcune forme “pericolose” di cosiddetta “sopravvivenza” della tradizione “ermetico-egizia” nel Nord Africa, e del sufismo deviato, appartenente - quest’ultimo, però, ad uno “strato” più “esteriore” di “deviazione” rispetto a quello “ermetico” egizio … Ci si ferma qui.

 

 

 

 



[1] Di cui anche parlò – en passant – Guénon nel suo testo contro lo spiritismo.

[2] E su ciò – sul fatto che il “soffio delle ossa” sia “il Re” … – Guénon avrebbe avuto molto da contestare …! Peraltro, a ragione

[3] Questo stesso paragone, questo stesso passo, è riportato – e commentato – in un brano de Introduzione alla magia, a cura del “GRUPPO di UR” … Interessante

[4] G. MEYRINK,Il Golem e altre storie, a cura di G. Pilo e S. Fusco, Newton & Compton editori, Roma 1994, pp. 214-215. Una nota su Lovecraft, che può leggersi nelle opere dello stesso Lovecraft, curate dai due curatori di anche questo testo di Meyrink, da dove si evince la distanza – grande! – fra Meyrink o, ancor più, Machen, e Lovecraft, che non aveva chissà quali legami e conoscenze, al più “orecchiava” ed usava, bene dal punto dal punto di vista letterario, ma niente di più di questo. Su questo punto, cf. H. P. LOVECRAFT, Tutti i romanzi e racconti, vol. **** Il mito. Le storie del Ciclo di Cthulhu, Newton Compton editori, Roma 1995, a cura di G. Pilo e S. Busco, Prefazione, pp. 15-17, dove si riportano dei passi autografi di Lovecraft a riguardo della sua posizione sull’occulto: negativa. Negativa …! Pertanto non si può esser d’accordo nemmeno con la posizione di S. Hutin sulla quale cf. G. MEYRINK, “… come il mallo nella noce.”. Antologia a cura di A. Moschetto, Sagumito Edizioni, dicembre 2008, Prefazione del curatore, dove si dice che, secondo Hutin, Lovecraft si troverebbe in una “posizione intermedia” rispetto a Meyrink, il quale, invece, “ne sapeva davvero” su tali temi. Interessante la seguente frase, posta sulla copertina del testo cui si è appena fatto riferimento: “Ero capitato nel vicolo dei fabbricatori d’oro, in cui i medievali adepti dell’alchimia avevano arroventato per secoli la pietra filosofale e avvelenato i raggi lunari” (Il Golem, Gustav Meyrink, 1915)”, corsivi e grassetti miei. “Avvelenato i raggi lunari” … vi sarebbe di che rifletterci su, se i nostri contemporanei ne fossero ancora capaci …

[5] Ovviamente “il greco” è Platone.

[6] In G. MEYRINK, Il Golem e altre storie, cit., Prefazione dei curatori, p. 7, corsivi in originale. Vedremo – chissà, se possibil sarà – riportar qualche passo da un testo, vecchio, sugli “esseri ‘immaginari’” – cosiddetti –, sempre dello stesso Borges …

[7] Ivi, pp. 242. Da un racconto aggiunto in fine al testo. La valle sarebbe stata piena di gas venefico, al quale i viaggiatori fan fronte con attrezzature varie, gas che si sarebbe rivelato non esser altro che acido carbonico … In ogni caso, avrebbe aggiunto Guénon, bisogna cercare un po’ più a ovest che in Tibet …! Per finire, questi “tibetani” ricordano quel tibetano, adepto, dove però Meyrink errò confondendo due gruppi ben diversi!, de G. MEYRINK, Giocando con i grilli, Il Cavallo alato Edizioni di Ar, Padova 2013, dove Meyrink prese i “Dugpa” del testo con i “Drugpa” effettivamente stregoneschi … Interessante notare che Meyrink “vide ‘in sogno’” quest’individuo che scatena forze nefaste, che sarebbero alla base dell’allora Prima Guerra Mondiale. Particolarmente “avverso” a Meyrink – e non per le stesse ragioni di  Guénon (attenzione al punto!) – fu Eliade, a riprova, se mai ve ne fosse bisogno, della superficialità degli accademici.  

[8] Autore – spesso considerato presuntivo, ma in realtà molto probabile – dello Zohar. Merito di Scholem è stato l’accoglier tal assunto, cosa piuttosto rara tra gli accademici moderni! In vero …

[9] G. SCHOLEM, La Cabala, Edizioni Mediterranee, Roma 1983, p. 354, corsivi in originale, grassetti miei. Nella pagina seguente, Scholem parlava dell’interesse per il golem agli inizi del secolo passato (il XX d.C.) e cita – guarda caso – proprio il Golem di Meyrink … “Anche varie idee e pratiche connesse al concetto di golem trovarono posto nella Cabala pratica mediante una combinazione di elementi tratti da Sepher Yeirah e da un gran numero di tradizioni magiche. Le linee tracciate dai cabalisti per stabilire i limiti della magia lecita spesso venivano travalicate ed oscurate, con la conseguente apparizione nella Cabala pratica  d’una notevole quantità di magia “nera” cioè magia che mirava a far male ad altri o che impiegava “i nomi empi” (shemot ha-temu’ah, Sanhedrin 91a) di varie potenze tenebrose, demoniache e magia usata per tornaconto personale. L’ aperto ripudio della Cabala pratica da parte di moltissimi cabalisti, nella misura in cui non era semplicemente vuota formalità, era per la maggior parte una reazione a pratiche del genere”, ivi, p. 186, corsivi in originale, grassetti miei. Su detto libro (“ilSepher Yeirah), cf. http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/varia/seferyezirah.pdf. Ps. Questa “Cabala pratica” era precisamente ciò che stimolava e nutriva l’interesse del nucleo “occultista” nazista … siccome – peraltro giustamente! – attestò G. Galli nel 2020 … Anche: “Al movimento chassidico dobbiamo anche la leggenda (con le sue implicazioni teoriche relative alla dottrina magica) così caratteristica dell’ebraismo tedesco, del Gòlem, un omuncolo (o uomo artificiale) evocato alla vita per mezzo di pratiche magiche. Negli scritti di ’El‘azàr di Worms […]  vi sono anche le più antiche prescrizioni che si conoscono riguardanti la produzione del Gòlem, prescrizioni nelle quali egli unisce la magia delle lettere con pratiche che palesemente tendono a produrre stati di coscienza estatici: poiché sembra che originariamente il Gòlem potesse venire alla vita solo durante lo stato di estasi del suo creatore. La creazione del Gòlem era al tempo stesso un’esperienza particolarmente sublime di colui che meditava i segreti della combinazione delle lettere nel “Libro della Creazione”, il Sèfer Yetzirà. Solo la leggenda popolare diede poi al Gòlem un’esistenza indipendente dall’estasi, e nei secoli seguenti nacque tutta una serie di leggende intorno a questa figura del Gòlem e ai suoi creatori”, ID., Le grandi correnti della mistica ebraica, Einaudi editore, Torino 1993, p. 111, corsivi in originale, grassetti miei. Interessanti le pagine sulle “‘misure’ – impossibili! – del ‘corpo’ d’Iddio”, cf. ivi p. 70 e sgg., dove, tra l’altro, si vede la relazione di tal tema con “l’ “Uomo universale” della speculazione iranica”, ivi, p. 7: diciamo l’aspetto buono – e NON quello fuorviante – di Corbin induce a fare questa relazione. Peraltro, P. Kraus è citato esplicitamente da Scholem, in una nota finale al capitolo, in relazione al “Sèfer Yetzirà” dal quale proviene – attraverso una rielaborazione “pericolosa” – pure il tema del GOLEM: “Alcune somiglianze assai notevoli tra il libro Yetzirà e la gnosi preislamica sono state messe in evidenza da Paul Kraus in Jabir ibn Hayyan, Cairo 1942, pp. 266-268”, ivi, p. 94, corsivi in originale, grassetti miei. Dell’ omuncolo (homunculus) parlò, soprattutto Paracelso … Su quest’ultimo tema, cf. PARALCELSO, “SULLA GENERAZIONE DEGLI ENTI NATURALI” in In forma di parole MANUALE PRIMO, luglio agosto settembre millenovecentottantatre (sic), Elitropia edizioni, Reggio Emilia, 1500 esemplari numeri (copia n°1027), pp. 147-167, dove, in un passo, Paracelso parlava, per l’appunto, dell’ homunculus cosiddetto. Di seguito – guarda caso! – vi è V. CIBULA, “DEL GOLEM” e si parla di Kafka: un testo “praghese” per così dir …

[10] Sulla “città dei salici” cf. R. GUÉNON, La Grande Triade, Atanòr, Roma 1971, cap. XXV, pp. 149-154; cf. anche lo stesso cap. nell’edizione Adelphi 1980, e sue successive ristampe.

[11]Battaglia ‘finale’” che NON È una “battaglia” letterale!

[12] Un evidente pseudonimo.

 

2 commenti:

  1. Un post un po’ più impegnativo, possibile dato che il clima – meteo – è più clemente, quello mentale non altrettanto …! una cosa volevo dire a proposito proprio del “clima” mentale, più in specifico della questione della “fine” sulla quale si posson solo dir dei “flash” e delle approssimazioni.
    Et tuttavia, una modalità per poterne dir di più ci sarebbe: il riciclo di un po’ di vecchio materiale, di **esattamente** vent’anni fa – 2006 – da ripresentare con qualche piccola correzione, in esso mi spingevo “sull’orlo di” per così dire, potendosi esso material riattare all’uopo – che scherzosamente puòssi dir: all’uovo –, ma, va precisato, quando lo si leggerà – probabilmente su lulu – si dovrà però comunque saper estrarne fuori quei passi “datati” alla situazione di ormai vent’anni fa, e d’acqua n’è passata sotto i ponti! Per poter poi giungere al “nucleo” dove mi spingevo “sull’orlo di” come ho già detto: credo possa contener vari spunti, e validi, sempre in relazione alla “questione” de “la” fine …







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  2. Per “proiezioni dei viventi” D.F. intendeva la manifestazione sottile di un vivente; al contrario, intendo qui la proiezione - per mezzo della volontà ... - da parte di un qualcuno, qualsiasi, che ne abbia la possibilità, la “proiezione” della sua capacità di esercitare influsso, che ciò avvenga per mezzo di una “visione” che si proietta in un cosiddetto “corpo” così come una proiezione che avvenga pure **senza** visione di alcun genere ...







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