martedì 9 giugno 2026

Frasi 10 – del “nuovo anno” –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tal Guardiano della Soglia, quanto mai terribile, viene avvertito, da chi è solito viaggiare per i matos e le foreste brasiliani, come il presente autore, nella misteriosa presenza di Curupira, lo spirito dei boschi, ad un tempo malevolo e benevolo. Secondo gli indios è un tapuio, parola Tupí che significa un indigeno nemico con «i piedi alla rovescia», e cioè con il calcagno al posto delle dita, e viceversa. Il terribile Curupira, insieme malevolo e benevolo, è onnipresente, com’ebbi modo di constatare personalmente durante una tappa della lunga marcia […] verso la montagna sacra […] attraverso la Serra do Roncador”.

T. PATERSON, Il Tempio di Ibez. Esplorazione nel Mato Grosso (Brasile) sulle orme dello zio, il Colonnello P. H. Fawcett, alla ricerca di El Dorado, aprile 1980, stampato dalla Conti Tipocolor, Valenzano (FI), p. 57, corsivi in originale e grassetti miei.[1]

 

 

L’autore citato prosegue la narrazione di quando incontrò tal “spirito dei boschi” una volta in seguito ad una sua imprudenza – e ben si sa che la “selva” NON PERDONA le imprudenze –; dopo aver detto di tale “imprudenza”, così commentava:

[…] con la testa ben protetta contro l’assalto della api da sudore, mi calmai […]. Sfasciai subito la testa, e mi guardai intorno, ma non intravidi nessuno nella penombra. E poi la sensazione si ripeté, questa volta più opprimente, quasi fosse la coscienza sporca che mi rimproverava certi miei trascorsi. Ma non avevo più dubbio: qualcuno mi spiava. Di nuovo mi guardai intorno, ma non intravidi nessuno.

Allora dissi ad alta voce: «Dev’essere Curupira, malevolo, sì, ma anche benevolo, quando si tratta d’un corpo, sia fisico che sottile, ben inondato di luce e in armonia con l’universo …».

Fu così che emisi alcuni suoni mantrici, soavi ed argentini, con l’ intento di pacificare il terribile spirito dei boschi e farlo diventar amico. L’effetto fu istantaneo. Lo stato d’oppressione – il silenzio spettrale, la cupa vegetazione nella valle, la fosca parete di roccia alle mie spalle – che prima mi schiacciava, si diradò, […] perfino il dolore delle punture sparì quasi del tutto. […]

Anche lo zio Percy Fawcett spesso avvertiva la terribile presenza di Curupira nei suoi solitari viaggi attraverso il mato brasiliano.

Ma con l’ausilio degli stessi suoni mantrici […] riusciva sempre a pacificare e a rendere amica la forza collettiva dei Deva dei boschi, incorporata […] nella presenza, o, meglio – è il caso di dirlo – nella persona dualistica di Curupira, insieme nemico o amico, a seconda di come lo si tratta”, ivi, pp. 59-60, corsivi in originale, grassetti miei.

Attenzione che, per prima cosa, È NEMICO e va “placato” vale a dir “pacificato” in seguito: nel qual caso, diventa quindi amico.

 

 

«Niente indios da queste parti. Troppa paura. Curupuri!» disse Gomez. «Curupuri è lo spirito dei boschi» spiegò Lord John. «È il nome che viene dato a qualunque diavolo. I poveretti credono che ci sia qualcosa di spaventoso in questa direzione, perciò la evitano rigorosamente»”.

A. CONAN DOYLE, Il mondo perduto, in Tutti i romanzi fantastici, vol. *, Newton&Compton, Roma 1994, p. 88.[2]

 

 

Chullachaki - Dal quechua Ch’ullan Chaki che significa un-solo piede, piede unico. Essere mitologico. Demonio. Spirito. Secondo quanto è stato dimostrato, ogni chullachaki, anche se è capace di assumere l’apparenza più inverosimile, non riesce mai a mascherare uno dei suoi piedi: di solito il destro si rifiuta di assumere un aspetto umano ed assume quello d’una zampa di tigre o di uno zoccolo di cervo. Così il chullachaki, più che tradito, è denunciato e si denuncia, senza volerlo, da solo, con una parte del suo corpo. A ciò si deve con certezza il modo discutibile ed insolente con cui il Brasile chiamano il nostro chullachaki: Curupira”.

C. CALVO, Le tre metà di Ino Moxo ed altri maghi verdi, Feltrinelli Editore, Milano 1982, Glossario, p. 278, corsivi e grassetto in originale.

 

 

Anima - Spirito. Anima. Apparizione. Fantasma. E forza, quell’essenza che dà vita, dà respiro, anima uomini e animali, vegetali e cose. Detto dagli stregoni amazzonici, “GRANDI ANIME” può riferirsi TANTO agli spiriti superiori che in PASSATO hanno occupato un corpo materiale, quanto alle POTENTI DIVINITÀ che allo STESSO TEMPO DANNO IMPULSO E MINACCIANO il creato RICREANDOLO NELLA sua ESISTENZA QUOTIDIANA. Anima è anche ciò che SI STACCA dal moribondo, che CONTINUA a VIVERE per lui quando muore,[3] che poi percorre i luoghi e gli affetti del defunto cercando eternamente la sua fine. E perciò nella selva, e non solamente nella superstizione dei villaggi, ogni volta che succede qualcosa d’inspiegabile, un rumore, un’improvvisa bufera, un movimento o un silenzio imprevisti, qualcuno invariabilmente penserà tra sé e sé: “è l’ anima del tale, la sua anima lo segue”.”.

Ivi, p. 271, corsivi e grassetto in originale, sottolineatura e maiuscole mie.[4][5]

 

 

 

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PS. Un “Frasi 10” dell’anno scorso, cf.

https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/10/frasi-10.html

 

 



[1] Peraltro il personaggio di Lord John Roxton– ne Il mondo perdutoè modellato su Percival Fawcett, cf. ivi, p. 56. In questa stessa pagina Paterson citava pure La razza futura di Bulwer Lytton … Un “caso” forse? No, per niente!

[3] Le Revenant, per l’appunto …

[4]Maligno - Spirito del Male. La peggiore e più temuta anima del male. Né diavolo né demonio, ma Il Diavolo, Il Demonio”, ivi, p. 285, corsivo mio, grassetto e maiuscole in originale. 

[5]Ayawaskha - Liana del morto. Fune-dell’anima. Nome quechua  d’una liana dalle proprietà allucinogene. Humboldt la ribattezzò come Banisteria Caapi. Moderni scienziati son riusciti ad isolare il suo principio attivo, un alcaloide che hanno chiamato harmina e lo hanno usato per esperimenti destinati a fallire perché s’ignora con quali altri vegetali gli stregoni dell’Amazzonia mescolino l’ ayawaskha per conferirgli poteri curativi e di divinazione su cui si fonda la fama d’infallibilità di questa liana”, ivi, p. 273, corsivi e grassetto in originale. “Tohé - Nome generico di diverse solanacee dalla linfa allucinogena e dai grandi fuori di color avorio a forma di campana. La più diffusa è la Datura Speciosa, detta anche Tohé Mullaca. Le altre sono state designate, a capriccio, Solanum Bicolor, Cornutia Odorata e/o Datura Insignis. Gli stregoni amazzonici aggiungono i poteri del tohé a bevande a base di succhi di ayawaskha”, ivi, p. 296, corsivi e grassetto in originale. NB che si tratta di Datura, quella che usava il “Don Juan” di Castaneda. Un “caso” forse? No, per niente! Chiaramente, di specie di “Datura” ve ne sono tante, anche nel “Vecchio” Continente cosiddetto, ma la più nota, sia in Asia sia in Europa, è la “Datura Stramonium”, su ciò cf. D. S. WORTHON, Conoscere le piante allucinogene, Savelli Editore, Roma 1980, pp. 30-34. 

 

1 commento:

  1. Il Guardiano della Soglia (parola che genera un facil giuoco di parole, ma siamo seri ... i Seri era il nome antico dei Cinesi, cioè il popolo della seta) ... Vi è un “Guardiano della Soglia” su ed in determinati posti e luoghi – sì – ed un Guardiano della Soglia del PIANETA intero, cioè in gran parte “prodotto” dall’umanità o per MEZZO dell’umanità …
    Interessante notarlo.







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