Cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2023/01/recensione-breve-del-libro-di-c-palermo.html.
@i
PS.
Sui “tre livelli” delle società segrete secondo S. Hutin ..., cf.
https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/04/aquariana-10-dellanno-scorzo-alcune.html.
La questione del “Terzo Tempio” sta emergendo, chiaramente incompresa: non è affatto una “novità” poiché qui la stiamo seguendo, e da molto tempo! Le incomprensioni fioccano come grandine dopo il troppo caldo di questi giorni, poiché si vuol vedere – o si può vedere …! – tale questione sotto un’angolatura che altro non è se non lo stantìo ricucinare vecchie cose avariate. No che la “democrazia” NON È “il” punto qui! Il punto non è la democrazia che, peraltro, non serve a niente: una volta modificato lo stato d’animo dominante – com’è ormai avvento, in Israele – la democrazia non serve a nulla! Ora, come son riusciti a modificare lo stato d’animo dominante? Ad influenzare l’opinione perlomeno di una significativa minoranza? Sta tutto qui. E ciò non è stato affatto realizzato in un sol giorno … Non solo, ma – una volta modificata quest’opinione, una volta realizzata la “massa critica” perché ciò avvenisse – il risultato è **IRREVERSIBILE! IRREVERSIBILE** … cioè non si può tornare allo stato precedente = quanto avvenuto è definitivo. Né serve, ma non serve proprio i alcun modo!, il riciclare il vecchio, stantìo anch’esso, antisemitismo: si vede una solida incomprensione di questo punto. Son del tutto incapaci di prender atto dei cambiamenti QUALITATIVI. QUALITATIVI! Cioè di sostanza, di radice, ovvero: fondamentali. Non basta neanche biasimare l’attuale, pessimo di certo, governo israeliano, ma è solo vedere l’apparenza. Né tanto meno biasimare il sionismo, che anch’esso è ormai un ferrovecchio. Ancor meno criticare il tradimento del “vecchio” sionismo, ancora nazionalistica e pure para fascistico in certe sue componenti, poiché non è più nemmeno questione di questo. Vi è dell’ “altro” e qualitativamente – qualitativamente – differente = differente per sua natura. Un fenomeno di natura differente può trovare risposte solo congruenti alla sua natura, cioè differente: non può trovare risposte nel riciclo di cose che appartengono ad altra epoca e ad altre mentalità ormai, peraltro inevitabilmente, facenti parte del passato.
RispondiEliminaMolto divertente pure la cosiddetta “obiezione” secondo cui, poiché i seguaci del “Terzo t.” son pochi, non vi sarebbe da preoccuparsi, salvo il fatto che influenzano in qualche modo l’attuale governo, che sarebbe, dunque, il “vero” problema: tutto sbagliato, di nuovo! I seguaci di quest’ **idea** (idea!) son riusciti a cambiare il “clima mentale” collettivo: non è affatto poco, anzi! È il punto centrale. Il resto viene di conseguenza.
Non avrebbero sostengo internazionale, questa sarebbe “l’obiezione” da parte di alcuni …, ma non è detto che non l’avranno, per esempio, potrebbe darsi con modalità solo indirette: “sufficiunt” …
EliminaAltra cosiddetta “obiezione” – cioè il riciclo di cose novecentesche a fronte di eventi e mentalità che fuoriescono, per loro stessa natura, da quel cerchio chiuso = la ricetta della sconfitta, ricetta sempre ricorrente nella storia – sarebbe che si farebbe uno “stato confessionale” in Israele. A parte che spesso lo è stato da tempo, ma in maniera nascosta, per cui sarebbe solo l’emergere di un qualcosa di già esistente, a parte questo punto – non da poco tuttavia! –, di nuovo: NON È “il” punto. Il punto non è se Israele sia uno stato confessionale o non, ma i cambiamenti che un evento come la ricostruzione del “Terzo t.” genererebbe in TUTTO il mondo. TUTTO! Si vede subito che non trattasi né d’evento “politico” né tanto meno “razziale” …! Sarebbe, inoltre, un cambiamento irreversibile.
RispondiEliminaIl “punto” in questione sta molto avanti, moooolto avanti, poiché la situazione di crisi riproduce se stessa, si amplifica, e, col cadere dei freni inibitori, anche la democrazia cade su se stessa, implode, si perde, senza però generar alcun contro movimento realmente “critico” quanto, invece, apparenti contro movimento che non fanno altro se non accentuare il processo in atto, in atto da tempo, e provocato da cose che i famosi “democratici” manco concepiscono alla lontana!
RispondiEliminaIl “crollo” del System è in atto - con conseguenze che non abbiamo mai visto - poiché (Wallerstein **1995** - 1995!! -) prevedeva il crollo dell'intero sistema-mondo nato dalle “esplorazioni geografiche” cosiddette cioè dal massiccio sviluppo scientifico-tecno.
Sfere di luce? Ah ma è sempre più diffuso il vederne! Se ne vedranno semrpe di più insomma ...
RispondiEliminaSonnambulismo diffuso de “laggente” … che accetta tutto.
RispondiEliminaVorrei qui segnalare: F. LEONETTI, “Il figlio del sole”, Giuseppe Vozza editore, Caserta-Casolla 2024, dove l’autore si sofferma tantissimo sulle sue vicende processuali tra il 1984 e il 1987 sulle quali NON mi soffermo NÉ mi pronuncio, perché qui non c’interessano, ma c’interessano delle osservazioni così come una mentalità determinata, per quanto deviata, poiché trattasi di “Via della mano sinistra” via J. Evola, talvolta malinteso tuttavia. E cioè – in modo particolare – il fato che Leonetti cita, guarda caso, il giudice Palermo, con il quale ebbe a che vedere nel corso della sua lunga vicenda processuale. Guarda caso, l’allora giudice, in corso, Palermo gli chiedeva d’un testo. Qual è …? Si tratta di “Prima che Hitler venisse” di Rudolf von Sebottendorff, ovvero R. Glauer poi adottato dal barone von Sebottendorff, ma l’adozione non venne mai riconosciuta in Germania. Che coincidenza!
RispondiEliminaPer il resto, si vede molto l’influenza d’una nostra vecchia conoscenza su Leonetti: Miguel Serrano, sul quale vi sarebbe da dire … me manca il tempo, il clima ed altro. Si vedrà se si potrà se mai verrà il momento in cui si farà … Intanto, in ivi, p. 726, Leonetti cita Evola e le sue “disavventure” di “salute” – la paresi pare dovuta ad un bombardamento, e – poi – vi è una frase che risulta esser un riecheggiamento diretto, pur senza far nomi, di Serrano, cf. ivi, pp. 726-728 … Leonetti in ogni caso lega le vicende di quegli anni – gli anni decisivi per il successivo disastro italiano, nel quale siamo dentro e che non abbiamo ancora finito di pagare, che poi si è ancora pienamente compiuto – alla sua vicenda processuale, con più o meno ragione, ma è altro discorso, come s’è detto, sul quale non voglio entrare poiché non essenziale per la prospettiva in cui siamo qui.