martedì 7 luglio 2026

Frasi 11 – del “nuovo anno” –

 

 

 

 

 

Ad ogni modo, poiché nell’alchimia non viene scartato niente, anche questa feccia non è priva di valore. Infatti, come affermano gli Oracoli caldaici “la Natura c’insegna […] che anche i germogli cattivi della materia possono ugualmente esser utili e benefici”. Nel suo Memorabilia, che costituisce l’appendice al suo libro A Suggestive Inquitry into the Hermetic Mystery, la Atwood sottolinea che “il principio del corpo è preservato in ciò che essi chiamano le ceneri, o Caput Mortuum, e che avendolo così salvaguardato l’ intera vita si rigenera da esso [la calcinatio,[1] che preserva l’essenza]; Khunrath lo definisce il ‘nostro pigmeo’ e il ‘diadema del corpo’ […]”. […]

Celata fra le ceneri oscure vi è la vita”.

I. REGARDIE, La Pietra filosofale, Venexia Editrice, Roma 2014, pp. 152-3, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.[2]

 

 

Il grado successivo alla cerimonia della Terra [chiaramente si tratta dell’ elemento Terra] è quello di Theoricus, che è associato alla nona Sephiràh dell’Albero [cabbalistico], Yesòd, il Fondamento, ed a cui son attribuiti l’elemento dell’Aria [in forte “spolvero” nel momento cosmico attuale, dopo un lungo predominio dell’elemento Terra!] e la sfera d’azione della Luna. Qui l’aspirante viene condotto alle posizioni dei quattro Kerubìm, il coro angelico di Yesod, i quali, come McGregor Mathers afferma nel suo Kabbala svelata, presiedono alle forze elementali, ai poteri vivificanti delle quattro lettere del Tetragrammaton operanti nei quattro elementi.

Attraverso questo sistema di attribuzioni ogni elemento viene governato da un Kerub sotto l’egida di una delle lettere di YHVH, il Nome Impronunciabile. Gli spiriti elementali e i loro governanti [ed dunque mai – MAI – gli “spiriti elementali” da soli[3], ma, invece, per mezzo dei loro “governanti” …] son invocati sempre [sempre …] attraverso il potere, l’autorità ed il simbolo zodiacale del Kerub”.

Ivi, p. 168, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

 

«[…] sappi che la spola di Neith non si ferma mai. Il tuo errore non dipende dal principio, ma dall’applicazione che ne hai fata. La caratteristica del tessuto è l’incrocio fra ciò che è Mobile, il filo (nu), con il Fisso; la sua funzione è quest’andirivieni di quest’elemento Mobile portato dalla spola; il Motivo è ciò che fissa l’ordito e lo tiene in tensione».

«Signore, ciò che tende i fili dell’ordito son i blocchetti di terra (ta) appesi sotto il telaio!»

«Molto giusto. Dimmi, allora, qual è nell’albero la cosa fissa?»

«Dev’essere … ciò che resta fisso a terra: la radice

«Ottima risposta, poiché proprio dalla radice derivano e s’innalzano le fibre e i vasi che sono l’ ordito del fusto. La trama è la sostanza, opera misteriosa della spola o, se preferisci, delle due guglie di Neith, poiché è Neith il vero Neter della tessitura.

Neith[4] fornisce il filo (nu), la spola lo porta e lo guida (seshem).

Neith è la grande tessitrice del mondo.

Nella sua opera sono da notare due cose: la sostanza e il movimento.

Come il tuo petto si dilata e si restringe, così le due frecce di Neith forniscono il doppio principio della forma.»

«Maestro, freccia e spola[5] non sono la stessa cosa!»

«Certo, c’è una differenza: la freccia, come tale, si fissa nel bersaglio, mentre la spola non si fissa, ma imprime il movimento, e andando e venendo attraverso l’ordito, porta il filo, lo depone e si ritira dopo aver fatto il suo lavoro; essa però lascia il segno del suo passaggio nel disegno del tessuto, della pianta o dell’animale. […]

Lo studio della composizione delle parole è […] la chiave del nostro insegnamento.[…]»”.

I. SCHWALLER de LUBICZ, Her-Bak (Cecio), L’Ottava Edizioni, Milano 1985, pp. 233-235, corsivi in originale, grassetti miei.

 

La traiettoria della freccia simboleggia dunque la via del sole”.

T. BURCKHARDT, Simboli, Edizioni all’Insegna del Veltro, Parma 1979, p. 49.

 

 

 

 

 

Nessuno gioca impunemente con i simboli attivi. Negli scritti e nelle pitture dell’antichità, il corno ha sempre designato il potere di crescita. Ragion per cui si appendeva un bucranio vicino ai campi o vicino all’ingresso delle proprietà, o ecco perché si rappresentavano le dee della natura tenenti fra le braccia la cornucopia, traboccante di frutti, di spighe e di fiori. I commenti dell’Angelo a Daniele sul significato della visione evocano, allo sguardo d’uno storico, la conquista della Persia da parte di Alessandro e la frammentazione del suo impero nei quattro regni ellenistici. Ma i modelli profetici s’iscrivono fuori del tempo storico, applicandosi non appena si riuniscono le condizioni necessarie, come già abbiamo veduto per il ciclo delle quattro Età.

Concedere agli Stati Uniti il ruolo di capro occidentale o […] fare di questa nazione il corno che riunisce tutte le forze della coalizione, era, per la magia stessa dei simboli, chiamare sulla sua testa la quadruplica frattura. All’epoca di Alessandro, passarono venti anni tra la vittoria di Arbela e l’inizio della spartizione dell’impero, che durò ancora dieci anni. Non dobbiamo considerare tali numeri come intervalli assoluti; ricordiamo, però, la rapidità con la quale si ruppe il corno unico del capro […]. Le norme per l’elezione del presidente degli Stati Uniti non preserveranno il suo impero segreto, né la sua integrità, dalle cause inscritte nei cieli angelici. Gli eredi di Alessandro non poterono mantenersi, non per incompetenza o debolezza personale, ma perché fu loro ritirato il sigillo divino del potere, non potendo così ottenere l’indispensabile riconoscimento da parte dell’anima dei popoli.

Se sotto questo punto di vista l’Europa è assimilabile alla coalizione macedone, sarà la prima a ritirarsi dalla zona d’influenza americana [è successo l’esatto contrario, l’esatto contrario!, tuttavia “certe cose” funzionano indipendentemente dalle spinte individuali e da certi, seppur grossi, interessi di gruppi di potere, per cui è in atto comunque, oggi]. D’altronde assistiamo ai primi fremiti di questo ritiro [NB la data di pubblicazione del testo qui citato …] […].

Il corno [gli Usa] si spezza, non perché intraprese la conquista delle terre del montone [la parte orientale, all’epoca l’Iraq – è di questo che parla lo pseudonimo autore –, ed oggi l’Iràn], ma perché **NON FU CAPACE** DI ***MODERARE*** LA SUA **RABBIA** NEL **DISTRUGGERLO** [COME SI È VISTO IN Iraq, ora in Iràn però ci van più “coi piedi di PIOMBO” …]. Daniele dice: “Si amareggiò contro di lui”. Gli scrittori che innalzarono l’avventura di Alessandro alle dimensioni di epopea gli rimproverarono, tutti, la colera cieca e quello straripamento dell’equilibrio che i Greci chiamavano ubriV, termine che significa tanto l’audacia quanto l’insolenza, l’ingiuria o il maltrattamento, e che sembra derivi da ubroV, l’escrescenza. È il mas […], l’eccesso contro il quale mette in guardia Juan de Valdés Leal. Quando l’artista non sa misurare il furor del regime di Marte, nella via secca o breve, ottiene solo la pietra bruciata o prostituita; inoltre il crogiolo si rompe sotto la violenza dell’operazione [ed in ciò si può vedersi l’effetto di deflagrazioni nucleari, per esempio …].

Quando edificavano un impero, i più saggi tra i sovrani dell’antichità avevano cura di rispettare la distinzione delle quattro parti spaziali, corrispondenti ai QUATTRO quartieri delle città ed alle quattro funzioni. Così Sargon di Accadia si fece chiamare re delle QUATTRO regioni. L’unità si faceva nel centro, analogon della quintessenza.

Al momento della loro intronizzazione, i re di Tara o del quinto regno d’Irlanda, i quali tradizionalmente assicuravano la coesione di tutta l’isola, posavano il piede su d’una pietra chiamata LIA FAIL. Se l’impetrante era LEGITTIMO, la pietra gemeva e SI FENDEVA, TEMPORANEAMENTE e simbolicamente, in QUATTRO parti, rappresentanti i quattro regni e le QUATTRO isole settentrionali da cui, secondo la leggenda, sarebbero discesi i Túatha Dé Danann. Dopo una simile iniziazione, il re del centro NON si PERMETTEVA più di PERDERE il SENSO della sua FUNZIONE UNIFICANTE”, (Ps.) FULCANELLI, Finis Gloriæ Mundi, Edizioni Mediterranee Editore, Milano 2007, pp. 100-102, maiuscole, corsivi in originale, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre.

 

 

Andrea A. Ianniello

 

 

 

 



[1] Di cui s’è detto ripetutamente – in passati post, alcuni passati nel formato pdf –, seppur episodicamente, oltre che parzialmente …

[2] Grosso errore di Regardie fu quello di considerare la “pietra filosofale” solo come un fatto “psicologico” – in questo subendo l’ erronea influenza di C. Jung. Tuttavia – nella Prefazione – aggiunta, “corregge” il tiro come suol dirsi. Ci fa piacere … Nondimeno, il resto del testo rimane com’era, il che rende tal testo potenzialmente fuorviante! Molto fuorviante! Regardie riporta, tra le fonti, anche le Sei chiavi di Eudosso, e ciò consente di “misurar” chiaramente la differenza di un testo alchemico originale rispetto a determinate – fuorvianti, si diceva – rielaborazioni successive. Un esempio dei grossi errori di Regardie – pur in alcuni aspetti positivi – si ha quando confonde “il drago” alchemico con la “libido” junghiana, cf. ivi, p. 95. Ma proprio no! Anche: “Il testo [il Coelum terrae di Thomas Vaughan (1621-1666), testo che Regardie cita] afferma che tutti i princìpi dell’uomo son inquinati dal drago, da un Inconscio carico di ansia e paura”, ivi, p. 79, mio commento fra parentesi quadra. Di nuovo: visione molto ma MOLTO RIDUTTIVA: il “drago” NON È un “Inconscio carico di ansia e paura” ma è MOLTO di più …! Vi è però la parte giusta del testo di Regardie: partendo da certe intuizioni di Reichenbach (nel XIX secolo!) – ricordato anche da JÜNGER! –, Regardie esamina la relazione tra “magia e magnetismo” nel cap. V, dedicato a “La teoria magnetica” (in ivi, pp. 103-119). Vi sarebbe da dirne, ma ne manca il tempo. Inoltre, Regardie cita dei passi dai suoi testi sul “Golden Dawn” varie volte, cf. ivi pp. 164-166, p. 168, p. 172. Purtroppo, cita favorevolmente Crowley, cioè uno dei principali autori – se non “IL” PRINCIPALE! – del deragliamento del G.D.! Infine, Regardie cita pure A. E. Waite, sì, quello tanto detestato da Crowley, sul qual Waite cf. https://associazione-federicoii.blogspot.com/2026/01/h-w-2-2006-2026-ventanni-fa-1.html 

Cf.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bb/Lumen_de_lumine_by_Thomas_Vaughan.jpg/500px-Lumen_de_lumine_by_Thomas_Vaughan.jpg

[Tra l’altro, Reichenbach fa subito venir in mente “le cascate di  Reichenbach” del ciclo d’indagini – quelle originali! – DI (e SU) Sherlock Holmes … un caso?]

[3] È molto ma molto “imprudente” infatti …

[4] Nell’ interpretatio graeca Neith è Atena. “Il centro di culto di Neit, Saïs (Sau in antico egizio, l’attuale Sa el-Hagar, era la capitale del V Nomo del Basso Egitto, la cui insegna era l’emblema di Neit (le due frecce incrociate sopra uno scudo). La città acquistò importanza politica nell’ VIII a.C. […] Neit era associata a vari dèi: in particolare a Khnum, che ella nominò suo sostituto come dio-creatore; a Sobek, il Dio-Coccodrillo (vedi p. 107), del quale si diceva fosse anche la madre; a Osiride, poiché era una delle quattro dee che proteggevano i sarcofagi e i vasi Canopi (vedi p. 85); a ad Amonet, la dea primordiale di Ermopoli (vedi p. 166). Sebbene fosse sin dall’inizio una figura significativa del pantheon egizio, Nei diventò veramente popolare soltanto nell’epoca saitica [XXVI dinastia, 664-525 a.C., Saïs tornò ad essere capitale, brevemente, con la XXVIII dinastia: 404-399]. Durante l’occupazione persiana, non solo continuò a ricevere attenzione dagli Egizi, ma si conquistò anche quella dei Greci che vivevano in Egitto, e rimase una divinità molto diffusa fino al tempo dei Macedoni, che scacciarono i Persiani [molto detestati dagli antichi Egizi] nel 332 a.C. Tra l’altro, i Greci omaggiarono Neit identificandola con la loro dea della saggezza, Atena”, B. WATTERSON, Alla scoperta degli dèi dell’antico Egitto, Newton & Compton, Roma 2001, pp. 164-165, corsivo in originale, grassetti miei. Sobek era detto Sutekh, uno dei nomi di Seth … Sutekh è nome semitico, a sua volta identificato con Baal.

[5] La “Spola”: “La fine della democrazia”, **1994 – ANNO “PIVOTALE” – Guéhenno**. Cf.

https://associazionefederigoiisvevia.files.wordpress.com/2021/08/la-fine-della-democrazia-cancellato-del-2017.pdf Fondamentale - nel link ‘La “Spola”’ di qui sopra -, è cf. E. KANTOROWICZ, “I due corpi del Re”. L’idea di regalità nella teologia politica medievale, Einaudi editore, Torino 2012

 

 

 


 

21 commenti:

  1. Visione **islamica** delle Tradizione primordiale = **non** è la Tradizione Primordiale, chiaro ....







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  2. Abbiam profittato di questa ultima onda favorevole, pur se di scarsa forza, ora vediamo quanto sarà forte la seconda onda: in tal caso, solo frasi e piccole cose. In ogni caso, da non negligersi ...









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  3. Tutto secondo programma: l’Ue che diventa più – teoricamente! – “indipendente” dagli Usa, entro certi limiti – chiaro! -, si va verso, come si disse, la “parodia” dell’Imp. Rom. In conformità con “certi” tipi d’interesse, **non** economico …







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  4. Cosa “fare” ...? Si può “fare” qualcosa solo divenendo più consapevoli e facendo “allenamento” per così dire. Voglio dire: non ci s’improvvisa né si può fare tutte le volte. Dipende.








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  5. Unirsi e fare dei gruppi collegati fra loro, suggeriscono alcuni? Sbagliato, del tutto sbagliato: come scrissi – nel lontano! – psicologicamente! – 2017 in un post proprio del luglio di quell’anno, si **deve** rimaner fluidi, e solo un’idea comune – che peraltro latita: casualità? non credo proprio – deve unire, non coordinamenti vari. Ed anche le relazioni “telematiche” dovrebbero essere poche, anche quello pian piano salterà … per vari motivi, lunghi a dirsi qui, peraltro inutili a dirsi qui.
    Ma esaminiamo la radice di tutte queste incomprensioni: sta nel considerare il “System” il “nemico” e cioè il perdurare di una situazione sostanzialmente **novecentesche** = non aver capito i cambiamenti già effettuati per gran parte, ma **non** ancora conclusi: mancano ancora degli anelli molto importanti. Ora: il Novecento è finito! Per sempre! Con anche la fissazione dei e sui piccoli gruppi, degli “alternativi” e cose del genere. Finito.

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    1. pieghiamoci con un paragone astrologico. Si è detto di Pluto “Out-of-bonds” e com’esso sia già successo nell’epoca del Secondo Conflitto Mondiale, **non** a caso con dei picchi nel momento del lancio della prima – per quel che se ne sa (poiché ci son sospetti sull’uso del nucleare qualche migliaio di anni fa) – bomba nucleare. Bene: allora Pluto “Out-of-bonds” (P. “O.-o-b.”) era sul lato Nord dell’eclittica che veniva, e viene, “superata” da Pluto, dal “dio dei morti” e del sotterra. Il “dio” del cosiddetto “underworld” insomma … Se sta sul Nord – ovvero Nodo Nord – allora suggerisce che si è trattato, com’è poi stato per davvero!, di un qualcosa che riguarda chi decide, non i “popoli” cosiddetti. Se però il P. “O.-o-b.” riguarda il Nodo **Sud** (sta nel lato Sud del percorso eclittico!) ciò suggerisce il contrario: che riguardi non la “classi dirigenti” (oggi dirigenti per modo di dire) ma i “popoli” cosiddetti. Se ne deduce che non è tanto che ci si debba riguardare dal System – il che a sua volta non vuol certo dire che “va tutto bene” ma che, anzi, quest’ultimo sta in crisi strutturale ma non sa che fare – quanto dai “popoli” cosiddetti, da “laggente” insomma. Ed infatti qui è il punto – zero capito, ma perché mette in questione l’ottica novecentesca che, tutto sommato, perdura – cioè che, sinora, si vedono le avvisaglie di questa sorta di evocazione, massiva, di “certe” forze tra “laggente” … Ed ecco la novità dei tempi ultimi. Non ci siamo ancora, ma una cosa è certa: non è che tu poi “combattere” – nella misura del possibile, di per sé stesso scarsa – questo come combattevi il cosiddetto “System” nel secolo scorso! Questo è poco, ma certo!







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    2. E cosa vuol dire tutto ciò …? Mettiamola in tal modo: massiccia evocazione di determinate forze del “sottile” inferiore, mettiamola così per capirci … E, per poter “fare” questo, “Si” necessita che “certe” cose siano avvenute …







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    3. Se si trattasse solo di alcune dottrine, o di certi modi di pensare, o di cose del genere, o di convertirsi a questo o a quello, o di recuperar questo e quello, **avremmo già fatto"" come -peraltro - più volte ho detto! Il Novecento, infatti, è stato PIENO di tali cose. PIENO! E siamo dove ve siamo ...
      “E il Suo silenzio non ti parla?” … No, non gli parla! E finché non ti parlerà niente cambierà …!!








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    4. venendo, non son di pericolo per la stabilità e, soprattutto, per le forze che dirigono il System … Si dà per certo che vi sia una sorta di “aggiustabilità sistemica” che non esiste se non nei cervelli. Son sogni. Tu non puoi venir fuori dalla “situazione” cercando d’influenzarla: se stai dentro, quella stessa situazione t’influenza, e l’influenza è sempre – solo – restrittiva. E da secoli ormai … ciò non vien tenuto in alcun conto: altro grosso – ma grosso davvero! – errore. Per cui: com’è che si trova una reale – reale, vera! – forma di cambiamento? Non con i metodi usati sinora, che han tutto – ma proprio tutti! – fallito.







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    5. Qui su: pieghiamoci con un paragone astrologico. va cambianto in: Spieghiamoci con un paragone astrologico.

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  6. Il punto è sempre lo stesso, Diceva – più o meno –, cito a memoria: “servirsi di una nazione non è lo stesso che servire una nazione, per quanto le due cose possano accidentalmente coincidere” (Guénon) … Certamente l’Inghilterra ha si mantenuto certe “apparenze imperiali” in Occidente pur avendo dato via a fasi molto significative della deriva moderna. I Borbone son francesi nella sostanza, oui. Degnitudine o indegnitudine: direi che c’è ben altro: per esempio, i Rothschild avevano una sede a Napoli, ma prima della cosiddetta “unificazione” lasciano Napoli ben sapendo che altre “piazze” sarebbero divenute centrali: come mai? L’Inghilterra aveva scelto l’ “Italia ‘unita’” – unita ovviamente a parole – per ragioni generali. E i Borbone non servivano più per quanto Napoli era centrale per la flotta inglese per un certo periodo. Come si vede, sono altre le cose che decidono.
    La steppa pure può essere tremenda, non a quel livello. Yesss! i “tocarici” il “Re del Mondo” e via dicendo …. ma è così che funziona: ci si ripromette di legger questo o quello, poi avviene: ma tu sei diverso, cosa sarebbe successo se uno avesse incontrato quel tema, quel testo, quel qualcosa dieci anni prima? Ma così funziona … la verità è che non possiamo saperlo …






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  7. Cf.
    https://associazione-federicoii.blogspot.com/2025/07/ripresentazione-1-lise-m-assenza-o.html







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  8. Certo non è possibile alcuna risoluzione dei conflitti in atto, solo il loro rimando.







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  9. La Nato è oggi l’Europa. Come peraltro si diceva tempo fa. (Era chiarissimo!)









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    1. Ma tutto ciò è accaduto – e continua, dunque, ad accadere – perché (cioè con lo scopo di) la Ué diventi Nato, vale a dire: Ué = Nato.







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  10. I roghi in tutta Europa son chiaro “signum” … et fo riferimento ad alcuni passi della seria sullo “Agni Yoga” per esempio …







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  11. Ah fanno dei “mischioni” tremendi tra vero e falso! Una delle caratteristiche specifiche dei nostri tempi ...








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  12. Beh siamo anche vicini a delle posizioni astrali particolari, che ho segnalato sul blog.











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  13. Il “Nome Impronunciabile” – **se** viene fatto “intervenire” (“chiamato”) – non è che “realizzi” ciò-che-l’uomo-desidera: eh no, non funziona così … Si sa che l’uomo non vuole certe “cose” ma le vuole “proprio così” cioè le cose “proprio-come-dice-lui” ma ciò è impossibile poiché – una volta “chiamato” Il “Nome Impronunciabile” – realizza le cose “come-dice-Lui” **non** “come-dice-l’uomo” …
    Ma gli uomini raramente son disposti a questo … …










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