“Nel 1925 [cento (UN) anni FA esatti![1]], quando viene pubblicato il suo libro, la cosa più importante per Hitler non è l’eventuale successo nelle librerie. […]
Prima di tentar di convincere la Germania della fondatezza delle sue idee, Hitler intende mobilitare i suoi seguaci. […]
Nel 1925 la ‘vittoria’ sembra lontana, la NSDAP vive giorni di ‘sacrificio’; Hitler spera che i suoi seguaci possano ritrovare fiducia nell’impresa”.
A. VITKINE, Mein Kampf. Storia di un libro, Cairo Publishing, Milano 2010, p. 45, mie osservazioni fra parentesi quadre.
“ ‘Se nel 1924 avessi potuto indovinare che un giorno sarei diventato cancelliere, non avrei mai scritto il Mein Kampf’. Hitler ha fatto questa sorprendente confessione nel 1938 a uno dei suoi fedeli, Hans Frank, che la riporterà nel suo diario pubblicato dopo la guerra. Secondo diverse testimonianze, sembrerebbe non essere stata l’unica volta in cui Hitler ha espresso un pensiero analogo”.
Ivi, p. 53, corsivi in originale, grassetti miei.
E ottant’anni fa (esatti: 1946-2026) - iniziò il processo di Norimberga …
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