sabato 5 settembre 2026

 

 

 

 

 

Mi domando perché io mi sia sentito più debole, più vulnerabile dopo la sconfitta della prima guerra mondiale che non dopo quella della seconda, benché la catastrofe sia stata nella seconda ancor più grande. Probabilmente si erano aggiunti allora strati più profondi, soprattutto grazie alle radiazioni della rivoluzione russa.[*]

Questo genere di cose si avverte non tanto nei fatti, quanto piuttosto nei mutamenti dell’atmosfera, quei mutamenti che Alexander von Humboldt ha descritto nei suoi studi equinoziali.

L’aria si fa pesante, prima che le città vacillino, prima che chiese e palazzi crollino.

In quegli anni sopraggiunse qualcosa di nuovo, sopraggiunsero dei sintomi che, come in una malattia cronica, si facevano sentire ora più fortemente, ora più debolmente, ma che non sparivano mai del tutto. Faceva parte di questi sintomi un senso di soffocamento, di restringimento, simile ora allo stato d’animo del delinquente, ora a quello di chi è accerchiato, e infine anche a quello del villano che si sente preso in giro da avvocati troppo furbi. Stalingrado è stata per me soltanto una conferma. In questo modo si deposita il sedimento in una soluzione torbida”.

E. JÜNGER, Avvicinamenti, droghe ed ebbrezza, Multhipla, Milano 1982, pp. 207-208, corsivi e grassetti miei.

Sulle similarità con anni recenti: ça va sans dire

 

 

@i

 

 

 

 

[*] Cf.

https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/04/attila-sabato-15-luglio-2017.pdf

 

 

 

 

 

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