mercoledì 3 giugno 2026

Ripresentazione 10, ca. – Vecchio articolo – (2007)

 

 

 

Articolo sulla “Censura?”

[del 2007 …]

[NB. I commenti di quest’anno – 2026 – son posti fra parentesi quadre]

[Le note sono anch’esse aggiunte in questo presente anno]

 

 

 

 

Mi spiace se qualcuno riterrà quel che si andrà di seguito a dire [in un qualche modo] come “disturbante”, ma, effettivamente, c’è un certo “tipo di dubbio” che è salutare, come ce n’è un altro, che è impotente.

Taluno potrebbe dire: “Ma ciò porta al ‘relativismo’[1]!”, mentre in realtà oggi non c’è relativismo, che considererei il “male minore”.

Oggi c’è l’imposizione di uno STATUTO, quindi NON c’è “relativismo”…

 

Che cos’è il “massimo” dell’ideologia. […]

Il massimo dell’ideologia è credere che NON si ha ideologia: “TUTTO il resto”, sì, quello è ideologia! Così, lo “Statuto epistemologico” della scienza post-illuministica afferma che tutto il resto è “opinione”, conoscenze “opinabili”, ma ciò che lei afferma e “trova” (= costruisce, perché non c’è visione senza interpretazione), quello sì che è “vero”. Essa rivelerebbe il “vero volto” delle cose.

Ma una [qualsiasi] visione si è una scelta di privilegiare questo o quell’aspetto, scelta mai e poi mai “libera”, ma sempre cioè sempre guidata da dei presupposti che sono “ideologici”, esplicitamente o tacitamente. E più son espliciti, e meglio è. Ora, una visione che opera dei “tagli” fortissimi, privilegiando determinati aspetti a scapito di altri, e lo fa senza MAI interrogarsi sulla natura dei tagli, ma credendoli “natura”, cioè un dato di “fatto”, è quella visione nella quale l’ideologia copre completamente il “REALE”, sempre necessariamente “plurivoco”.

Nessuno vedrà mai l’“integralità” delle cose, nessuno afferrerà mai il reale in tutte le sue “mediazioni”, plurali per definizione.

Scegliamo sempre, ma possiamo scegliere consapevolmente. [Peraltro questa è la – vera – “grazia” della “condition humaine” ed è ciò che – davvero – ci “differenzia” dagli animali.] Inoltre, ed è il punto più importante, possiamo scegliere in base ad una visione che NON sia semplicemente imposta, com’è [invece] oggi.

Oggi si dice: “Questo è così”, e stop; la visione dominante NON rispetta neanche alla lontana quella serie di dubbi ai quali sottopone ogni altra visione.

Per di più, tale visione ideologica si presenta come “‘LA’ libertà”. E’ come se uno, andando alle elezioni, afferma che lui è LA “libertà”, ma il suo comportamento non corrisponde nemmeno lontanamente a quanto predicato, perché per lui stesso, e per i suoi interessi, applica sempre un percorso privilegiato. Ma, com’è ben noto, ci si fa eleggere in tal modo …

Il che dimostra che non è meramente attaccando la pretesa di “verità” dello Statuto dominante che se ne disinnesca la potenza, che nasce dal fatto che l’intera società n’è permeata [cosa che – dal lontano 2007 (19 anni fa!) – i “complottisti” non han mai capito né mai capiranno!].

Tal “Statuto” è, in buona sostanza, imposto, non c’è dubbio. Ma l’“abitudine” a tale “imposizione” si è ormai largamente radicata [per inerzia e dynamica del “rinforzo”].

Ma c’è di più, perché, a questo punto, è interessantissimo dare un’occhiata al modo per mezzo del quale si “disinnescano” quelle visioni potenzialmente pericolose per quella [ormai da molto] tempo dominante, e che né chiese, né religioni sono state [in alcun modo] capaci d’intaccare.

La “strategia del silenzio” più NON basta: è STATA [in passato] spesso usata, ma i suoi risultati sono stati negativi.

Troppo è il rischio di fare dei “martiri”, potenzialmente pericolosi.

Gettare il discredito è molto, molto meglio.

Si lascia il posto ANCHE ad “altre” idee, sarebbe impossibile impedirglielo senza provocare conseguenze potenzialmente ingestibili, NON ultima, si diceva, quella di “far dei martiri”, o quella [di conseguenza] di dare forza proprio a chi si oppone alla visione dominante, consentendogli [cioè a chi si oppone], con la “persecuzione”, d’accumulare forza, di conquistare, di gestire un suo spazio autonomo [il punto è sempre lì ovvero nello spazio “autonomo” almeno potenzialmente: recenti vicende confermano questa difficoltà nel gestire spazi autonomi, ed anche confermano che questo NON è un punto secondario, ma è “IL” problema, “IL” nodo e LO “snodo” decisivi; diciamo che alcuni tentativi, coraggiosi, pur con MOLTI gravi limiti, fan comprendere com’era questo – ed è ancora – “IL” punto decisivo; il risultato di tali tentativi segna una sconfitta evidente, avendo fatto venir fuori anche molto timore da parte degli stessi “oppositori” apparenti, così dimostrando – se ce ne fosse bisogno – la verità di quel che diceva tanti anni fa P. K. Feyerabend[2] …; molto meglio, dunque, tornare a fare i “complottisti” che non provocano niente fuorché tante chiacchiere – inutili ed impotenti –, sorta di “quinta colonna” delle forze dominanti, come qui s’è detto in “tempi non sospetti” siccome suol dirsi: grazie al “complottismo” – infatti – quel potenziale dissenso, che pure c’era, è stato “istradato” IN e SU binari senza sbocco; ed ecco quel sistema di controllo “indiretto” di cui parlava Baudrillard illo tempore …]. No, non si capisce NULLA della “specificità” dell’epoca attuale se non si afferra l’“articolo di fede” [tacito] ad essa caratteristico: [cioè CHE] NON vi siano spazi autonomi.

[Dunque CHE] Vi sia uno ed un solo spazio.

Ed allora, le voci “dissonanti” al quadro dominante debbono trovarvi un posto[3].

In tal senso, si può parlare della “tendenza alla sparizione della censura”, intesa come “silenziare” in modo esplicito, [intesa come] far sparire certi temi, oppure [intesa come far sparire] certe pubblicazioni, o certe opinioni e via dicendo.

Il “far sparire”, il tentativo, sempre fallimentare, di “cancellare”, vi è stato sostituito da qualcosa di molto più sottile, ma pure di molto più efficace: il “discredito” [come in quel tempo – nel lontano 2007 – si chiamava, ma che, oggi, si può chiamare con termini differenti, senza che l’essenza del sistema sia cambiata; che dire: anzi è peggiorata; peraltro con l’“IA” – “il raglio dell’asino” (per dirla con F. Nietzsche) dell’“ultimo uomo” – le possibilità di “alterazione”, di “sovrascrittura”, o “copertura” sono grandissime oggi]. Ed è il denaro che controlla, oggi, controllo indiretto, però efficacissimo. [“L’inevitabile scelta politica che oggi si offre [si offriva! È passato!]: esser governati dal denaro o dalla delazione? Oh, quanto più amabile e distratto il denaro ...”, R. CALASSO[4], La rovina di Kasch, Adelphi Edizioni, Milano 1983, p. 394, grassetti miei, mie osservazioni fra parentesi quadre. Il denaro ERA cosiddetto “amabile” in QUEL tempo; ed ERA distratto: oggi fra denaro e delazione vi è stretta correlazione: le cose cambiano. Tra l’altro, si è riportato qui un passo da un altro vecchio testo, a dimostrazione del fatto che lo stato attuale del mondo, in cui “versa” il mondo – “sversato” e riversato – NON è causale di certo, ma è stato, al contrario, accuratamente preparato, però NON da “complotti” da operetta, oppure dal veder “complotti dappertutto” TRANNE là dove c’è DAVVERO! Dal vero complotto ...]

 

La strategia dei “poteri nascosti” e l’impotenza delle chiese, delle religioni

X” [Qui ci si fermava, per ovvie ragioni, e ci fermiamo anche oggi.

Poi così continuava il “pezzo” con questa notazione:]

(Qui riportare in nota il libro di Antony C. Sutton, reperibile [al tempo] in formato pdf all’url:

http://sandiego.indymedia.org/media/2006/10/119639.pdf[5].[6] 

 

 

 



[1] Di cui, al tempo, molto si trattava … che fine ha fatto? … eh eh!

[2] È il paradosso del moderno irrazionalismo che i suoi fautori identifichino tacitamente il razionalismo con l’ordine e con un discorso ben formulato e si vedano quindi costretti a promuovere il balbettamento e l’assurdità: molte forme di “misticismo” e di “esistenzialismo” senza un impegno fermo ma inconscio ad alcuni princìpi dell’ideologia disprezzata”, P. K. FEYERABEND, Contro il metodo, Feltrinelli Editore, Milano 1980, p. 181, grassetti miei. Si tolga “irrazionalismo” – termine all’epoca “di moda” – ed “esistenzialismo – idem – e lo si sostituisca con “complottismo” (che, poi, n’è il mero succedaneo) e si potrà ripeter pari pari lo stesso concetto. Dal 1980 ad oggi, NON SOLO NON abbiamo fatto alcun passo in avanti, ma invece abbiam fatto MOLTI passi all’indietro …! Naturalmente, la “cura” proposta da Feyerabend illo tempore non funzionò né funziona, ciò non toglie nulla però alla validità della sua osservazione, del tutto valida ancor oggi.

[3] Ma in modo “controllato” … Controllato come? Dal “codice” (cf. J. BAUDRILLARD, Lo scambio simbolico e la morte) A MONTE! … Su tal testo di Baudrillard, cf. https://namaqua-land.blogspot.com/2016/06/il-lavoro-e-la-morte-estratto-da-lo_9.html

[4] Sui limiti – profondi – di Calasso s’è detto in commenti vari. Ciò non toglie la validità di tale osservazione.

[5] Non vi è più il link.

 

1 commento:

  1. Sempre vecchio materiale rimesso in giro, nella fase attuale difficile far di più di questo.

    RispondiElimina