mercoledì 20 febbraio 2019

Copertina 2: un sigillo di FEDERICO II, e una miniatura (parziale)











Da Ciro Raia, La Campania, Mursia, Milano 1985, p. 44.
Collana di Monografie Storiche Regionali.






  
Miniatura raffigurante un Cavaliere angoino
Firenze, Biblioteca Nazionale, 
in ivi, p. 47. 










10 commenti:

  1. Federico II entrò in Gerusalemme, senza spargimento di sangue, nella sua Crociata: ora, però, a proposito di Gerusalemme, vi è una notizia, forse, interessante: cf.
    https://www.breakingisraelnews.com/113476/temple-institute-certifies-red-heifer/.




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    1. Interessante notizia, infatti; e, a quanto pare, stavolta è vero, in quanto la giovenca rossa non deve avere più di tre peli non rossi e, stavolta, sarebbe così davvero; ed inoltre, anche altri siti segnalano la cosa, siti non “scandalistici” …. Quindi, la cosa si presenterebbe diversamente dal 1997, quando vi fu una simile notizia sul “N.Y. Times”, notizia che, invece, poi si dimostrò infondata.

      A che età si può sacrificarla: secondo la Legge, all’età di tre anni, e cioè a partire da settembre 2021. Il che **non vuol dire** che “tutto sarà fatto” entro il 2021, infatti non funziona così semplicisticamente, ma, invece, vuol solo dire che, **a partire dal** 2021, si entra in una zona di “possibilità” reale.
      Insomma dal 2021, seconda metà, in poi, è “realmente” possibile ….

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    2. Probabilmente a partire dal 2021 si entra nella zona della possibilità, ma, con molta probabilità, posticipar di uno o più anni si dovrà, cf.
      http://associazione-federicoii.blogspot.com/2018/04/su-duna-non-sud-duna-ri-cor-renza.html




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    3. La questione del tempo cocnreto, e **non** teorico e generale, rimane molto complessa: tantissimi fattori vi si concentrano, in un nodo molto ingarbugliato.
      Dunque occorre sempre mantenere un margine, lasciare uno spazio per il gioco delle circostanze, gioco che sì può esser previsto nelle sue linee **generali**, ma che, in cncreto, lascia sempre un margine di possibilissima incertezza.
      Ora un tal margine va **sempre** lasciato, questo è il punto vero. Pertanto, una tale cose può essere conosciuta solo nelle sue linee generali.










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  2. Qui corre l’obbligo – doveroso – di una “messa in guardia” contro l’ultima riedizione, con cambiamenti ed aggiunte, e postfazioni, de “la Crisi del mondo moderno” di Guénon, ormai fermo alla mera ripubblicazione della vecchia edizione del 1972, quella da me talvolta citata. A parte le differenze fra Guénon ed Evola, sulle quali qui non mi pronuncio, il punto è che si vuole “arruolare” Guénon – “malgré lui meme” – nel vasto ed eterogeneo, “à la” Brancaleone a volte, gran battaglione dei “difensori dell’Occidente”, tanto criticati **proprio** ne “La Crise”. Ma non è solo questo: se uno si legge “Introduzione allo studio delle dottrine indù”, Adelphi, Milano **1989**, cioè **30** anni fa!!), e riedizioni, scoprirà, nelle Conclusioni, un quadro che Guénon non ha mai sconfessato: le “tre ipotesi” di fine della modernità, da lui tratteggiate. Ed esse (ipotesi) erano: quella del ritorno dell’Occidente alla **propria** tradizione, ipotesi che oggi ben sappiamo essere *****impossibile*****; quella dell’intervento orientale, che poteva anche far perno su di una minoranza “orientalizzata” in Occidente (quella che, a molti, sembrerebbe star realizzandosi), ma che comportava, per Guénon, anche la possibilità di un **intervento diretto**, con mezzi di guerra o di stanziamento, di popolazioni orientali **occidentalizzate** (punto dirimente) in Occidente. E Guénon giudicava tale ipotesi, per quanto “dolorosa”, **migliore** della terza, che era la mera dissoluzione dell’Occidente, quella sulla quale, al contrario, stiamo andando da qualche decennio a questa parte. Diceva che sperava che non ci fossero persone “tanto accecate” da preferire, all’ipotesi dell’intervento orientale, quella della mera dissoluzione, una volta che fosse divenuto chiaro, “al di là di ogni possibile dubbio” (come si dice nei vecchi “polizieschi), che l’ipotesi migliore, quella “di scuola”, si fosse dimostrata impossibile.
    Sulle basi di questo pensiero di G. – **e che si sia d’accordo o non** – su quali basi si vuole arruolare Guénon tra i “difensori dell’Occidente” ….?? Ma è assurdo.

    Che poi vi sia dell’altro, è certo. Che poi, secondo l’**ultimo** Guénon, dovesse intervenire l’ “Anticristo”, era, per lui certo. Se ne deve dedurre che – se G. ha ragione – la “venuta” dell’Anticristo cambierebbe molte cose in questo quadro. Ma resta fermo che G. preferiva, alla dissoluzione, l’intervento degli orientali, anche **occidentalizzati**, sia ben chiaro. Il che, però, ci spiega come l’influsso orientale comunque agisca in senso dissolutivo sull’Occidente – e **nell’** Occidente – tardo moderno. Vi è similarità dell’onda cavalcata, son sulla stessa lunghezza d’onda, seppur da direzioni diverse. Dunque chiaro che chi ha, ancora, a cuore quel po’ di tradizione che rimane in Occidente, sia contrario a tutto ciò, ma il punto è che queste forze residuali non solo non possono più nulla, anzi è da molto che nulla possono, ma, per di più, si alleano con quelle che stanno ulteriormente spingendo l’Occidente sulla sua china fatale, il che, davvero, è il massimo dell’incoerenza. Perché non pensano a queste loro incoerenze di fondo? Ma le vedono, poi … Non credo … Comunque, a quando la resa? (Cf.
    http://associazione-federicoii.blogspot.com/2019/01/da-il-montaggio-13-punti-tratti-da-sun.html)




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    1. Le cose sono andate, poi, ancora diversamente, sia da quanto credeva Evola sia da quel che pensava il primo Guénon (per intenderci, quello precedente a “Il Regno”). E cioè, che lo sviluppo di quel movimento che porta all’ **emersione** del “Regnum Antichristi” avviene **per mezzo** dell’ **azione** degli “orientali occidentalizzati”, e, anche, in parte, di elementi tradizionali davvero, quanto all’origine, “deviati” quanto vogliamo, ma c’è stata – e c’è – questa componente.
      Innegabilmente.

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  3. Il problema, oggi, è che non c’è risposta a un fico secco di niente – Il problema oggi è che siamo governati da nessuno, ma letteralmente –

    E che si fa? Si può aspettare indefinitamente? L’attendismo è andato oltre **ogni possibile previsione**, di tutti (ricordo i tempi di: “I can feel the fear in te Western world”, quando il timore di un cambiamento che non potessero controllare iniziò la fase del “blocco totale”, fase che si sta rompendo oggi); ma la domanda è, allora: può durare per sempre??

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    1. Ma il problema non è “canalizzare” in “certe” direzioni, sopravvalutate dai comprott®isti, il problema è il **niente** …

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    2. Negli anni Novanta pensavano ad ologrammi …
      All’epoca avean poca “imaginatio” … sì, la realtà virtuale, un “Thor Mentone” anni Novanta, ricordo E. Zolla ecc. ecc., non immaginavano, non concepivano nemmeno che la realtà **sociale** sarebbe stata “innervata” dal una “falso radicale”, cosa ben più profonda di un qualcosa che si “aggiunge” alla società “dall’alto” – perenne follia “democratista” che vede sempre “interventi” cosiddetti “dirigisti” come il “pericolo” e sottovaluta la mutazione **strutturale** (intrinseca) –, ma che vi s’inserisce come un siero … siero venefico …



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