domenica 16 settembre 2018

Del “Vajra”, SPARSE CONSIDERAZIONI

















Rin […]
Cercando di scomporre l’ideogramma stesso (operazione in questo caso particolarmente complicata) vi troviamo comprese le idee di Vaso, Bocca, Pietra …
Il Vaso appare connesso all’Energia Psichica […]; la Bocca è l’organo attraverso il quale si manifesta il respiro, materializzazione di questa energia; la Pietra, in questo caso, può essere intesa come ‘cippo di confine’, di un limite, cioè, superato il quale si aprono nuove possibilità per lo Spirito e il Corpo. Questa sembrava essere, infatti, la ‘funzione specifica’ del Segno Rin: permettere il ricorso […] alle Energie Segrete. Nell’antichissima mistica indiana, questa posizione rappresentava il Vaso del tesoro Mistico, ovvero la sede della Conoscenza e della Consapevolezza. Essa era dedicata alla divinità guerriera Vaisravana [Vaishravana], il Guardiano delle Quattro Direzioni nel paradiso buddhista. Vaisravana era altresì uno dei mitici Quattro Re Deva che vennero chiamati in Giappone Shi Tenno (Quattro Imperatori [Sovrani celesti]). A sua volta il Vaso Mistico assunse il nome di Hobyo restando uno degli attributi della divinità che dai mistici giapponesi era conosciuto sotto l’appellativo di Tamon-Ten-no-Jin. Un altro dei simboli di potenza di questo dio (e che, per questo, venne associato alla Posizione Rin) era Dokko (anche talora chiamato Kongo): una rappresentazione del Vajra, il Diamante-Fulmine che era lo scettro-arma dei monaci buddhisti, particolarmente diffuso in Tibet, e il cui scopo era quello d’imporre il timore della Saggia Conoscenza). Il Vajra si scagliava simbolicamente contro la ‘Rozza Tinozza’ per frantumarla e farne emergere il Vaso della Conoscenza Iniziatica: in altre parole, secondo la miglior tradizione di quella che diverrà la Pratica Zen, spezzava le apparenze, le illusioni del mondo fenomenico, per risvegliare il Buddha che giace in ogni uomo. Il Vajra, oltre che un simbolo, divenne nelle mani dei monaci una vera e propria Arma Tradizionale per la quale furono affinate tecniche d’uso anche molto complesse e sofisticate […]. L’importanza simbolica del Vajra e la sua venerazione furono tali in Oriente che l’antica capitale del Giappone, Heian-Kyo (che assumerà poi il nome di Kyoto) fu fondata ed edificata secondo uno schema di costruzione che ricalcava un ‘Mandala’ (una rappresentazione ‘grafico-mistica’ dell’Universo) che si richiamava proprio al Kongo-Kai (Vajiradatu in sanscrito [correttamente,Vajradhatu]) ovvero al ‘Mondo del Diamante-Fulmine’. D’altra parte Heian-Kyo era una città altamente ‘spiritualizzata’, attraversata da est ad ovest, e non certo casualmente, da Nove Viali mentre nel muro che circondava il Palazzo Imperiale si aprivano Quattordici Porte: ancora le Nove del Numero Mistico più le Cinque dedicate agli Elementi … Tornando alla Posizione Rin essa era anche considerata in connessione con l’Elemento Terra e rappresentabile dal Colore Giallo. Data poi la sua caratteristica di Segno dispensatore di Energia, l’Animale al quale era collegata era il Serpente, essere che da sempre (e non solo in Oriente) viene considerato portatore magico per eccellenza … […]
Si è fatto […] riferimento ad un collegamento tra la Posizione Rin e il Serpente: collegamento che ritroviamo in quanto, tra i Nove Centri d’Energia che, secondo l’anatomia orientale, si situano nel corpo umano, Rin è connesso proprio a quello localizzato alla base della colonna vertebrale, all’incirca all’altezza del plesso sacrale. E’ questo, appunto, il Centro Occhio del Potere del Serpente, da cui proviene l’Energia destinata a scorrere per il corpo attraverso uno dei Canali (o Meridiani) principali individuati dall’antica Agopuntura, uno dei Due Canali Dominanti: Tu-Mo, il Canale che Governa. Tu-Mo attraversa il corpo in posizione mediana,
sul retro: partendo dal coccige risale lungo il centro della schiena, sulla spina dorsale, attraverso il centro della parte posteriore del cranio per ridiscendere sul viso terminando in un Punto situato sulla gengiva superiore. Lungo il suo percorso si situano 28 (secondo altri 27) Punti utilizzabili per l’Agopuntura o la Digitopressione.
Dal punto di vista medico-curativo Tu-Mo controlla le funzioni della vescica e di altri organi situati nell’addome o nelle parti inferiori del petto: la Posizione ad esso collegata, quindi, aveva anche il compito di stimolare il buon funzionamento del Canale, impedendo disturbi in questi organi [con Urano in Toro, ecco che queste “Energie” – l’autore citato con molta evidenza mette la maiuscola perché intende il ki, ovvero il qi [ch’i] – vengono molto stimolate, sia a livello terrestre, i vari terremoti ricorrenti, che a quello individuale, varie affezioni all’addome o al basso petto, ed organi correlati]. […] Era, in sostanza, un modo per incrementare e far fluire l’Energia del Centro Occulto del Serpente e, sempre per suo collegamento con questo particolare Animale, era ritenuta idonea anche alla prevenzione di possibili fratture o altre lesioni ossee così come, in genere, la figura del Serpente nelle Antiche Arti Marziali era connessa all’irrobustimento elastico di ossa e di tendini.
La vocalizzazione che accompagnava la Posizione Rin riproduceva i suoni: On Bai Shira Man Ta Ya So Wa Ka. Essi avevano, naturalmente, valore in quanto ‘Suoni’, in quanto vibrazioni emesse e modo di modulare la respirazione in base alle ‘valenze simboliche’ che sono state precedentemente esposte. Tuttavia anche il loro significato letterario faceva riferimento ai Poteri concessi dalla Posizione: una delle possibili interpretazioni del significato arcano della vocalizzazione suona all’incirca: ‘Non mi lascerò sfuggire l’occasione, pur fingendo ignoranza, di usare il Suono e la Lezione d’Armonia per liberarmi dei vincoli di questo mondo’.
I ‘vincoli’ cui si fa riferimento sono quelli delle limitazioni sensoriali: Rin è il ‘superamento della Pietra di Confine’, lo ‘Straordinario che diviene Ordinario’. E’ il ‘Vaso Mistico’ che riversa la propria Energia nel Corpo …”[1].

Sia detto en passant, ma oggi quant’è divenuto difficile “spezzare le apparenze” … le illusioni … !!
Il che si sostanzia col dire che il “serpente ‘cattivo’” – kakòs – la vince su quello “positivo” – agathòs – ovvero l’ “astrale” cattivo la vince su quello “buono”, vale a dire: uno squilibrio – davvero enorme – nelle energie sottili (il qi o ki) è in atto su questo pianeta, oggi.
In altri termini, la potenza dell’illusione ha sommo dominio su questo pianeta, oggi. Ed essa è multiforme, ed essa seduce.
Le sue apparenze sono difficili da smascherarsi, poiché tale potenza si maschera, master in disguise, si dice in inglese: ecco perché, oggi, è così difficile la situazione.
Il cumulo di tanti depistaggi rende il “venire al punto”, in pratica, un’opera titanica, come il lavoro di quei magistrati che si son occupati della cosiddetta “stagione delle stragi”, e i tanti, troppi depistaggi rendono praticamente o impossibile oppure solo frammentario il lavoro di ricostruzione. La nostra situazione oggi è molto simile.











Andrea A. Ianniello















[1]  B. Abietti, Kuji-Kiri. Magia segreta dei Ninja, Edizioni Mediterranee, Roma 1989, pp. 85-88, grassetto in originale, miei commenti fra parentesi quadre.
Sull’occhio – malvagio – del serpente, cf.
https://www.youtube.com/watch?v=HHLmkJdVh2A; anche cf.
https://www.youtube.com/watch?v=J-v5HwiJTTg.
E l’ “Occhio malvagio del serpente” vien “tagliato” dalla “spada d’Atlantide”, cf.
https://www.youtube.com/watch?v=t3k9L0pEtFg.
Sugli schemi “mandalici” e la loro influenza sull’architettura, anche in Occidente, cf. G. Muratore, La città rinascimentale. Tipi e modelli attraverso i trattati, Presentazione di P. Portoghesi, Gabriele Mazzotta editore, Milano 1975, pp. 117-173.

















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