giovedì 9 agosto 2018

“A tal proposito …”












In relazione al commento, ed alla mia risposta, ad un post precedente (cf.
può esser interessante riportare il seguente passo.
Nel mio commento dicevo che non è tanto la “quantità” di un’influenza “sottile” il punto, quanto la qualità della stessa. Il che implica l’aver chiaro che il paragone con le forme dell’ “elettricità” è solo un paragone esteriore: i due piani – quello dell’elettromagnetismo e quello delle forze “sottili” –, pur avendo delle similarità, rimangono però ben distinti.
Questo perché “vi è un principio cardinale secondo cui i piani della natura son discreti, non continui, cioè ogni piano di esistenza possiede le sue leggi e le sue modalità peculiari di operare e non esercita un’influenza diretta su ogni altro piano. Qualunque influenza si manifesti è di natura indiretta o ‘induttiva’. Il fenomeno dell’induzione elettrica fornisce un parallelo molto stretto di questo fatto, se un avvolgimento di filo metallico percorso da corrente alternata o variabile viene portato in vicinanza, ma non a contatto, di un altro avvolgimento collegato a un galvanometro e non attraversato da corrente, si potrà evidenziare che quando l’ avvolgimento con la corrente viene avvicinato all’altro, il galvanometro segnerà che in quest’ultimo è stata prodotta una corrente elettrica. Inoltre si scoprirà che, se viene collegato un galvanometro anche al primo avvolgimento e se nel secondo una resistenza fa variare il flusso di elettricità, anche il flusso di corrente nell’ avvolgimento ‘primario’ verrà diminuito o aumentato, mostrando che entrambi gli avvolgimenti agiscono così l’uno sull’altro. Lo stesso avviene per i piani di esistenza. Il superiore è negativo o recettivo a ciò che è ancora a lui superiore, mentre è positivo o dinamico verso ciò che gli è inferiore. Ma egualmente l’inferiore agisce sul superiore come reazione, e questa è la giustificazione dell’affermazione biblica secondo cui il Regno dei Cieli ‘soffre la violenza e patisce la tempesta’.
E’ stato scoperto mediante esperienza diretta che i livelli possono venire in diretto contato reciproco attraverso la lente di una coscienza organizzata di qualche tipo. Il miglior punto di contatto è quello costituito da una coscienza umana allenata ed equilibrata. La mente umana contiene entro di sé la frequenza di vibrazione di tutti i piani di esistenza, così che sollecitandola in modo preciso può instaurarsi un legame con l’esistenza di un dato livello. E’ un processo di ‘sintonia’ molto simile a quello che avviene nella radio, per cui ancora una volta l’analogia elettrica è significativa. Quando ci sintonizziamo con il nostro programma preferito, non ascoltiamo la voce reale del cantante o il suono vero e proprio dello strumento, ma una loro riproduzione.
Lo stesso avviene dell’evocazione e nell’invocazione. Noi entriamo in contatto attraverso la nostra coscienza energizzata con la coscienza degli esseri che cerchiamo di evocare e l’ ‘apparenza visibile’ che ne produciamo è una proiezione della nostra mente. Altrettanto accade per l’immagine visibile che otteniamo con i nostri occhi fisici. Le vibrazioni della luce colpiscono la retina producendo degli impulsi nervosi nei centri ottici e noi proiettiamo un’immagine mentale come risposta ad essi.
In entrambi i casi, però, questa reazione è provocata d una realtà oggettiva di qualche genere, sia fisica sia superfisica, e così arriviamo a quello che può esser denominato il punto di vista ‘oggettivo’. La tradizione magica afferma che tutte queste esistenze esistono per sé e possiedono un loro posto nella Natura. Ma è importante comprendere che le apparizioni che vengono osservate sono condizionate dal meccanismo mentale soggettivo del mago stesso. Attraverso questo meccanismo, inoltre, il potere e l’energia reale degli invisibili  vengono portati nella coscienza vigile. Non si tratta tanto dell’ identico potere degli invisibili, ma piuttosto dell’effetto del contatto della coscienza del mago con quella dell’essere invocato o evocato, contatto che mette in attività la forza corrispondente entro il mago stesso, e questa forza viene proiettata e produce i risultati osservati [corsivi miei].
E’ importante notare la differenza tra ‘invocazione’ ed ‘evocazione’. Nell’invocazione agiamo in modo di attrarre l’attenzione di qualche Essere di natura superiore alla nostra, o i qualche forza cosmica di ordine più elevato. Nell’evocazione imponiamo la nostra volontà su esseri di ordini minori di esistenza e li costringiamo ad eseguire la nostra volontà [corsivi miei]. In entrambi i casi il contatto reale avviene attraverso il nostro canale mentale [corsivi miei], sebbene sia stata sviluppata una tecnica magica mediante la quale la differenza essenziale fra le due serie d’influenze, la superiore e l’inferiore, viene tenuta davanti al mago. Questo per evitare risultati disastrosi nel caso che vi possa essere qualche confusione nella mente del mago.
Consideriamo per un momento la cosa dal punto di vista psicologico.
Se le forze o gli Esseri chiamati dall’invocazione rappresentano la parte superconscia della mente, allora gli Esseri che rispondono agli ordini evocativo del mago costituiscono i livelli subconsci, o piuttosto operano attraverso di essi [corsivi miei].
Ma mentre i contatti superconsci tendono verso una maggiore e più efficiente integrazione della mente, quelli subconsci, se non controllati, possono portare alla sua parziale o totale disgregazione”[1].

A questo punto, bisogna precisar quel che segue: “Nella maggior parte dei casi, l’invocazione o l’evocazione ‘fino all’aspetto visibile’ riguarda solo una visione psichica e nulla viene visto sul piano fisico. Quando viene ottenuta la visibilità materiale, ci troviamo di fronte ad un altro processo, detto di ‘materializzazione’”[2]. Di seguito parla delle varie modalità di “materializzazione”, fra cui gli ectoplasmi cosiddetti, ma non è il punto cui qui si vuol giungere. Il punto è che questo passaggio dalla visibilità “psichica” alla visibilità “fisica”, o materializzazione, è il passaggio chiave per il Regnum Antichristi. Ed è quanto, sin ora, per diversi motivi, è “loro” sfuggito.

Qualche link in nota, per chi volesse approfondire[3], tenendo ben da conto che – in quel tempo cui si riferiscono questi link – il problema, parzialmente risolto, era quello di unificare al fine di avere la “massa critica” per una visualizzazione “di massa”.
Qui si parla, invece, della “materializzazione”. E cioè, del passaggio dalla visualizzazione, per quanto collettiva e su scala più vasta, al “raddensamento” di certe “influenze” sottili (ovviamente dello “psichismo inferiore cosmico”) sempre su vasta scale. Si necessita di un altro tipo di “massa critica” stavolta …





Andrea A, Ianniello








[1]  W. E. Butler, La magia. Rituali e poteri magici, Hermes Edizioni, Roma 1983, pp. 50-53, corsivi in originale, miei corsivi segnalati in parentesi quadre.
[2]  Ivi, p. 54, corsivi miei.















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