lunedì 2 luglio 2018

L’ “IMMAGINAZIONE”, secondo PARACELSO











Un passo interessante, da Paracelso.
“Bisogna insegnare con esempi come si può esaltare l’immaginazione. Dapprima, quando la peste si scatena, vediamo che l’immaginazione è un potente veleno, poiché fa più male dell’aria contaminata e nessun rimedio la può combattere. Senza di essa, il resto è nulla.
[…]
L’immaginazione non uccide soltanto in tempo di peste, ma anche in tempo di guerra, durante gli assedi delle città, nelle scaramucce, vi sono stati soldati che hanno dovuto unicamente alla loro immaginazione se sono stati colpiti dalle pallottole. In effetti, colui che trama, che fugge, che si spaventa ad ogni detonazione, che ha continuamente paura delle pallottole è ferito più facilmente di coloro che, intrepidi e audaci, non hanno paura di nulla e se ne stanno speranzosi. Questi conquisteranno tutti i castelli, tutte le città, tutte le terre. I soldati fanfaroni, siano essi nobili o plebei, cavalieri o conti, non valgono un teruncio [in nota “Moneta il cui valore è un quarto dell’asse romano[1]”]. Il soldato che aspiri ad una grande sorte deve avere davanti agli occhi Giulio Cesare o uno di quei guerrieri famosi che avevano i Romani.
Se saprà servirsi bene della sua immaginazione, se è ben deciso a resistere fino al raggiungimento dello scopo, si coprirà di gloria nelle guerre e raggiungerà i più alti onori. Molti non sanno ciò che l’immaginazione può, e com’essa può far pervenire agli onori ed alle ricchezze. Mi si potrebbe obiettare che taluni son arrivati agli onori grazie al caso o alla loro industriosità, che molti non hanno potuto esser feriti né vinti grazie alle virtù di erbe, di radici o di pietre, e che ci sono molti mezzi per difenderci dai nostri nemici. Risponderò che l’ immaginazione domina tutte le cose, che la fede esalta tutto, che senza di essa tutto è inefficace[2].
Per Paracelso, l’immaginazione non è la “fantasia”, che chiamava “la pietra angolare degli stolti” …










Andrea A. Ianniello







[1] Sull’asse romano, cf. https://it.wikipedia.org/wiki/Asse_(moneta).
[2] Paracelso, Scritti alchemici e magici, Phoenix, Genova 1991, pp. 62-64, edizione in mille esemplari numerati, corsivi miei, commenti fra parentesi quadre.
Di seguito, da p. 79 in poi, Paracelso parlerà di alchimia; la parte iniziale vien da lui dedicata invece alla “magia”, dove l’ “immaginazione” – della quale Paracelso ha una concezione particolare – si ritrova nel centro del vasto insieme noto come “magia”, termine impreciso.







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