mercoledì 4 luglio 2018

Di nuovo, “frasette” (= fra 7) – forze – utili








“Io Yasumaro parlo:

Ecco, si è già indurito il Caos. I fenomeni atmosferici

Non sono ancor apparsi; non vi è nome,
non vi son operazioni;
chi può sapere la sua forma?
Ma nel tempo in cui per la prima volta
Cielo e Terra si separarono,
tre Dèi fecero l’inizio della Creazione.
Qui, quando Tenebre apparirono e Luce,
i due Spiriti divennero gli Antenati di tutte le cose.
E poi, uscito ed entrato nel mondo invisibile e
Nel mondo visibile, lavandosi gl’occhi,
apparvero il Sol e la Luna;
galleggiando ed immergendosi nell’acqua
del Mar, pulendo’l Corpo,
nacquer gli dèi celesti e gli dèi terrestri.
Ecco, nell’Oscurità della Grande Origine,
basandosi sugl’insegnamenti originali,
[…] si sa il tempo in cui fu concepita la Terra,
in cui fu partorita l’Isola.                                   
Nella lontananza della Prima Origine,
basandosi sul Maestro,
ecco, si sa l’epoca della nascita degli dèi,
l’origine degli uomini. […]
Per questo motivo, l’augusto Ho No Ninigi,
per primo, discese sulla cima
del monte Takachi”.
(Kojiki, Prefazione del nobile Yasumaro)





“… per un primitivo il disegno
più rudimentale poteva essere
penetrato da una coscienza
simbolica e da una potenza
evocatrice difficili ad immaginarsi,
laddove l’artista formato da secoli
d’esperienza visiva e tecnica
è in grado di riprodurre
esattamente la forma più
complessa senza all’occorrenza
coglierne altro che una specie
di topografia fisica e accidentale”.
(F. Schuon)












Dal fievole, remoto passato immemorabile,
Testi son trasmessi in mill’e diecimila tomi,
Elucidando insegnamenti buddisti e non.
Astruse, oscure, indistinte
Son centinaia d’opinioni e teorie,
Ognuna proclamando d’esser la Via finale.

Copiando e recitando fino alla propria morte
Come si può penetrar nella Fonte Ultima?

Non so, comunque pondero.
Il Buddha, credo, non si dava pensiero di ciò.
Ebbe compassione delle menti malate
Insegnò loro a prender erbe medicinali come fece Shen Nung.
Fuor dalla compassione, mostrò, a chi s’è perso, la direzione,
Come fece il Duca di Chu nel costruir la rosa
[dei venti simbolica, pa-kwa (bagua)].

Ma gli uomini pazzi non percepiscono la loro follia;
Il cieco non è consapevole della sua cecità.
Nascere, rinascere, nascere ancora
Donde son venuti non sanno.
Morire, morire, ancora morire
Dove alla fine vanno non sanno”.
(Kukai, poema introduttivo alla
Chiave Preziosa per il Segreto Tesoro)







La primavera è l’alba.

Diviene chiaro pian piano

il fianco della montagna, nubi violacee
galleggiano in sottili strisce.

L’estate è la sera. Se c’è Luna, meglio,
ma anche se non c’è. Numerose volan le lucciole.
Ed è bello vederne anche due o tre che vagan.
Anche la pioggia è piacevole…

L’autunno è il tramonto. Il sole splende felice,
si vede limpida la montagna. Il corvo vola diretto
al nido in gruppi di due o tre, quant’è triste
Dopo il tramonto il suono della brezza, gl’insetti
che cantano, è splendido oltre ogni dire!

L’inverno è la mattina presto. Meravigliosa la neve
che cade, anche la mattina con la brina. La brace
vien distribuita in ogni stanza,
ecco una mattina d’inverno”.
(Sei Shonagon (?-1000 ca.),
da Il libro del guanciale)






Confucio disse: – Chi non conosce

il Decreto del Cielo [Ming] non può
essere un uomo superiore”.
(Dialoghi, XX, 2)


Wan Chang disse: – Yao dette
l’impero a Shun. E’ così?
No – rispose Mencio.
– Il Figlio del Cielo non può
dare l’impero ad un uomo.
– Va bene, ma Shun l’impero
l’ebbe. Chi glielo diede?
Il Cielo glielo diede –
rispose Mencio.
– Se glielo dette il Cielo,
lo decretò esplicitamente?
– No, il Cielo non parla. Rende
manifesto il Suo Decreto con
la condotta personale e con
l’attività pubblica [del prescelto].
– In che modo rese manifesto il
Suo Decreto con la condotta
personale e l’attività pubblica [di Shun]?
– Il Figlio del Cielo può proporre
un uomo al Cielo, non può costringere
il Cielo a dargli l’impero. […]
A quel tempo, Yao propose Shun
al Cielo e il Cielo lo gradì, lo presentò
al popolo e il popolo lo gradì.
Perciò ho detto: il Cielo non parla,
ma rende manifesto il Suo Decreto
con la condotta personale e
l’attività pubblica [del prescelto]”.
(Mencio, V, 5)


[L’uomo che segue] la Via della
sincerità suprema può essere
riconosciuto in anticipo. Quando
lo stato e la famiglia [di lui]
stanno per elevarsi se ne hanno
sicuramente i lieti auspici,
(così come] quando lo stato e la
famiglia (del suo avversario] stanno
per perire se ne hanno certamente
i segni infausti: si scorgono dai
vaticini delle millefoglie e delle
tartarughe [il metodo più antico per
consultare l’ Yijing prima dell’uso delle
monetine], influenzano le quattro
membra. Quando la fortuna e la
sfortuna si approssimano si sa prima se
l’evento è buono o cattivo.
Per questo chi ha la sincerità suprema
è simile agli esseri spirituali”.
(Giusto Mezzo (Chung-Yung
[Zhongyong], 24)



Difatti ho sentito dire che colui
che ha buona presa sulla vita,
quando viaggia per terra, non
incontra né rinoceronti né tigri,
quando va in battaglia, non
porta né corazza né armi. Nel
suo corpo il rinoceronte non trova
nessun posto dove conficcare il
suo corno; nel suo corpo la tigre
non trova nessun posto dove
conficcar gli artigli; nel suo corpo
le armi non trovano nessun posto
dove affondare la loro lama.
Come mai accade questo? Perché
Egli non ha alcun luogo
di trapasso mortale”.
(Tao-Te-Ching [Daodejing], L)





(@@i)














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