martedì 1 maggio 2018

Reminder “E venne IL Giorno” – Fare, un po’, “IL punto” della situazione –











Nel mondo della “Grande Dispersione”, genti di ogni parte della Terra, gente che vede il telefonino, confuse voci attorno a me, in sottofondo, mentre lento passa un tram … Ci son volute delle energie enormi perché il mondo diventasse così … Facciamo un po’ “il” punto: dove sta la nave del mondo, davvero?
Per quali mari stiam navigando, realmente?
Pochi anni fa, con due amici, in una città del nord Italia e prima a Roma – nel piccolo, curato giardino della Casa dell’Architettura (vicino alla Stazione Termini), se non ricordo male – si discuteva della situazione, degli sviluppi futuri possibili: il 2011 c’era già stato, però. Ricordo con piacere quei dì, davvero particolari. Infatti, chi s’incontra per questi fini, domanda retorica, ovvio.
Tre individuammo come sviluppi possibili, ed ancor due intermedi, fra il primo ed il secondo, e tra il secondo ed il terzo scenario. E due i “parametri” che s’individuarono: 1) quanto fosse stato possibile che la società si dissolvesse – ovvero il “problema della dissolutio”, individuato da René Guénon –, veniva da noi dato per scontato come un fattore decisivo: ma un conto è parlare di tori, ben altro lo star dentro, ben dentro, l’arena … Quindi, la nostra ottica non poteva essere in alcun modo quella di chi scriveva decenni fa e che, per sua fortuna, non stava dentro l’arena …
Questo è un punto raramente notato, ma decisivo.
Tornando a questo “parametro”, qui è il quanto che conta.
Venendo al secondo parametro: 2) era, per noi, e lo è ancor oggi, decisivo considerare la possibilità che dell’ “altro”, di natura “non umana” – ma inferiore, e cioè facete parte dello “psichismo inferiore cosmico” (R. Guénon[1]) – potesse poi davvero intervenire[2].
Questi dunque i criteri, sui quali si concordava.
I nomi, poi, li scelsi io; eccoli: scenario 1°, “Milano; scenario 2°, “Ufo”; scenario 3°, “Fuga dalle città”; e due scenari intermedi, come s’è detto, fra il 1° e il 2°, e tra il 2° e il 3°. Attenzione! (Achtung!): in realtà, in tutti e tre gli scenari vi è il “lasciare la città”, ma con delle modalità e delle sfumature ben diverse.
Ciò detto, illustriamo un po’ meglio gli scenari.

Nel primo scenario (1°), l’apparato produttivo rimane relativamente – relativamente – forte, mentre invece, nel terzo scenario (3°), si ha un crollo pressoché totale di tutto quest’apparato tecnico e produttivo: insomma, lo scenario più volte ipotizzato dai vari “film catastrofisti”, come si usa chiamarli. Alla piena realizzazione, di tal ultimo scenario, nessuno di noi tre credeva.
Posta in altri termini: la dissoluzione, nel 1° scenario, era moderata; nel 2°, media; nel 3°, forte. E questo è per  l’ “incidenza” del primo parametro nei tre scenari.
Venendo al secondo parametro – di cui s’è detto su –, e cioè l’intervento di forze sottili “inferiori”, si ha: 1° = 0 intervento; 2° = molto; 3° = moderato intervento.

Nota Bene. Ci si potrebbe, a questo punto, chiedere: ma perché l’intervento delle forze “sottili” avviene solo da parte delle forze sottili “inferiori”?? beh, qui è “tutto Guénon”, e qui è il fallimento di ogni tradizionalismo, il cui scopo è il mero ritorno “a prima”, ed è anche ciò che oggi è del tutto non compreso: se lo fosse stato, allora non ci sarebbe stato il fallimento. Si può solo reinterpretare i princìpi in relazione alla situazione di quel momento specifico lì. Reinterpretare non è tradire, ma tradere = la radice del termine di “tradizione”, appunto.
Ma restiamo realistici, quel ch’è fatto è fatto, ed un tal fallimento è ormai un dato di fatto storico; per quanto negativo possa essere stato, fa ormai parte di ciò che si è già realizzato.
Sempre per esser realistici, già in quel momento, non si credeva possibile che si realizzassero pienamente né il 1°, né il 2°, né il 3° scenario. Si reputava molto più possibile che si realizzassero le forme intermedie, fra il 1° e il 2°, o tra il 2° e il 3° scenario.  Ora, riferito al 2° scenario, proprio di quegli anni lì, vi è il seguente link, cf.
Quel che occorre dire, a tre anni di distanza ormai, è che, oggi,  le possibilità di realizzazione si può dire che siano quelle fra il 2° e il 3° scenario.
In altri termini, a quanto pare – visti gli sviluppi futuri, rispetto al 2014 e 2015, quando si discuteva di tali cose – è lo scenario intermedio fra il 2° ed il 3° quello che si sta realizzando oggi. In altre parole, cioè: l’indebolimento del sistema produttivo, dovuto allo sviluppo stesso della tecnica, che auto distrugge il mondo nato dalla tecnica – per delle cause sostanziali[3] – è moderato, e, dunque, di conseguenza, la necessità di un intervento “sottile” – che, nelle attuali condizioni cicliche, non può esser che da parte dello “psichismo ‘inferiore’” –, non può esser che forte. Ma esso sta avvenendo nelle modalità tra moderato e  forte, non nelle modalità forti postulate dal 2° scenario.
Ora però, ci si potrebbe chiedere il perché di una tale realizzazione dello scenario intermedio: la risposta è che già in quel tempo si reputava che gli scenari intermedi in effetti fossero i più probabili, in quanto la realtà storica impone sempre un prezzo alla realizzazione di uno scenario qualsiasi; e poiché “ciò” doveva realizzarsi nella storia, ergo non sarebbe mai potuto realizzarsi uno scenario per così dire “puro”, o integrale, con buona pace di ogni sorta d’integralisti, sognatori, tradizionalisti, e compagnia cantando, tutta gente che non ha la più pallida idea di che cosa sia la storia, ed è il loro gigantesco tallone d’Achille.
Ma perché, allora, si realizza lo scenario intermedio fra il 2° ed il 3°, e non quello fra il 1° e il 2°, ci si potrebbe dunque chiedere, a tal punto giunti.
Ebbene …






Andrea A. Ianniello





[1] Cf. R. Guénon, Il Regno della Quantità, Adelphi Editore, Milano 1982, capitoli finali.
[2] Cf. J. Robin, Ufo. La Grande Parodia, Edizioni All’Insegna del Veltro, Parma 1984 (interessante data, fra le aspettative “mitizzanti” e realtà concreta).






3 commenti:

  1. Stanotte ha fatto il film “La Grande Scommessa” (del 2015, gli anni degli incontri di cui si parla in questo post, tra l’altro), troppo filmico, per me: non traduce la **crudezza** di queste cose (molto meglio, a tal proposito, “Margin Call”, del 2011); ma, in ogni caso, fa ripensare a quegli eventi, che portarono al crollo della Lehman Brothers nel 2008, rollo che trasformò una crisi americana in crisi globale. Se le Banche centrali non fossero massicciamente intervenute, ecco che si sarebbe realizzato il 3° scenario di cui si parla qui sopra, nel post. Il 3° scenario, dunque, non era mera teoria, eppur già nel 2014 e 2015 era chiaro che questo scenario **non** si sarebbe realizzato (ed all’epoca la cosa ci era ben chiarissima), per quel che si è detto in questo commento: il massiccio intervento da parte delle Banche centrali, un intervento che, però, ha, di fatto, alterato il mercato **cosideetto** “libero”, **per sempre**, per sempre. Di qui le tiritere ridicole dei difensori del “libero” mercato: signori, non so se ve ne siete accorti, ma è cambiato. E in modo sostanziale.

    Il film di stanotte termina con il dire che altri prodotti cosiddetti “tossici”, sotto altro nome, sono stati diffusi. Tutto vero, e il tallone d’Achille rimane, ma è difficile una mera riedizione: oggi son altri i fattori di rischio, certo uniti alla perdurante cosiddetta “debolezza” - che ha un altro nome: effetti della *natura** del System detto “capitalismo” - dei sistemi bancari mondiali, i quali vengono blindati scaricando sulle fasce più deboli delle popolazioni gli effetti inevitabili delle cosiddette “ristrutturazioni”: che belli questi eufemismi, tanto usati nel gergo economico .... Di qui le ondate di un altro termine convenzionale, termine anch’esso non molto esatto: il “populismo”, che, però, complica ancor più la situazione.

    Nodi su nodi si assommano: il problema è la modernità “di per sé”, non altro. E la modernità **non è** in grado di risolvere i suoi stessi problemi, i problemi nati dalla sua lunga espansione, che sta pian piano diminuendo, spegnendosi, in quest' “Autunno del mondo moderno”, come lo chiamo.







    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alcuni link su “La Grande Scommessa”.
      LA GRANDE SCOMMESSA – Scena estesa del film in italiano – “Profumo di soldi”
      https://www.youtube.com/watch?v=uFCflduZxd4
      LA GRANDE SCOMMESSA – Scena del film in italiano “Non devi usare questa linea” –
      https://www.youtube.com/watch?v=Zp20W16Yg8g
      La Grande Scommessa (Extended Preview)
      https://www.youtube.com/watch?v=oD90M2WkCVY
      “BOLLA FINANZIARIA 2018: MANUALE D’USO”
      https://www.youtube.com/watch?v=argjMwWsflY
      ‘LA GRANDE SCOMMESSA’ – Scena del film in italiano “Sono eccitato” –
      https://www.youtube.com/watch?v=ZWx3dKQej58

      ECCO LA NUOVA LEHMAN BROTHERS DEL 2018
      https://www.youtube.com/watch?v=MWw68u_i1w4:
      Il fondo di cui si parla in quest’**ultimo** link, è fallito: https://seekingalpha.com/article/4143945-xiv-short-volatility-fund-forced-liquidate-black-swan-2018,
      e https://www.bloomberg.com/quote/XIV:US. Nessun “effetto a catena”, al momento. Se però i vari fondi andranno a comprare massicciamente, si rimette in moto la “bolla” famosa.
      Alla fine del film “La Grande Scommessa” si parla del prossimo prodotto – cioè oggi – di finanza a rischio: i “Bespoke Tranche Opportunity” (“opportunity” ah ah, questo gergo finanziario come sa mascherar bene le cose); ma stavolta dovrebbe esserci un limite posto dalla Fed, anche se tali limiti, nella storia finanziaria, non han mai ben funzionato. Inoltre una delle poche, davvero ben poche, leggi contro Wall Street – la Dood-Frank - è stata modificata, proprio dal sedicente alfiere contro Wall Street e difensore della classe media impoverita: Trump – nel giugno dell’anno scorso.

      “Wall street Ita, crederai mica di vivere in una democrazia”
      https://www.youtube.com/watch?v=PiqPf6W8dvQ
      Intanto l’1% non ha più il 50% della ricchezza, ma il 90% ....
      Cf.
      http://associazione-federicoii.blogspot.it/2018/01/lun-per-cento-non-happy-few-ma-di-certo.html


      Ah ah, ‘LA GRANDE SCOMMESSA’ - Scena del film in italiano “Non devi usare questa linea” https://www.youtube.com/watch?v=Zp20W16Yg8g




      Elimina
  2. Il duecentesimo anniversario della nascita di K. Marx. Riferito ai link di qui sopra su dei post del 2015.
    Come prima cosa, tre link, ma tratti dalla stampa internazionale, volutamente non quella italiana: cf. “Karl Marx statue from China divides Germans on anniversary”
    https://www.bbc.com/news/amp/world-europe-44009621,
    cf. “Karl Marx Has Never Been More Relevant”
    https://www.vice.com/amp/en_us/article/ne9amw/karl-marx-has-never-been-more-relevant, e cf.
    “Karl Marx turns 200: Are his ideas still relevant?”
    https://www.csmonitor.com/layout/set/amphtml/Books/2018/0504/Karl-Marx-turns-200-Are-his-ideas-still-relevant.
    Anche cf. “China’s huge celebrations of Karl Marx are not really about Marxism” https://qz.com/1270109/chinas-communist-party-and-xi-jinping-are-celebrating-the-200th-birthday-of-karl-marx-with-a-vengeance/amp/
    E cf. “China cherishes Karl Marx”
    http://www.globaltimes.cn/content/1100666.shtml.




    RispondiElimina