mercoledì 4 aprile 2018

Re “Minder”, un Gran Re …












Un reminder, cf.

Come si sa, G. Galli ha preso gli spunti – che già gli stessi autori dicevano essere una “raccolta d’informazioni che di solito erano state espunte o eliminate”[1] – de Il mattino dei maghi, e li ha verificati, giungendo a corroborare la tesi centrale di questo libro, a riguardo del nazismo, ma **non** i suoi errori.
Ma la tesi centrale si è che: il nazismo è stato come il riemergere di “culti” ed idee da lungo tempo “sorpassate” (o negate), in Europa.
Su questo, vi è accordo, al di là dei singoli errori e dell’andamento, ahimè, “sensazionalistico” de Il mattino dei maghi, dove, ad ogni pie’ sospinto, uno dovrebbe fare: “Oh!!”, cosa ridicola, che, poi, ha fatto sì che un tal libro fosse o condannato, oppure ridicolizzato.
Rimane invece un testo dai molti meriti, una volta che, per l’appunto, l’aspetto “sensazionalistico” sia espunto.

Ora però, veniamo a quel che più c’interessa, hic et nunc.
Vi è infatti un passo, sempre dallo stesso testo, che risulta piuttosto interessante, oggi:
“Il nazismo è stato uno di quei rari momenti, nella storia della nostra civiltà, in cui si è aperta una porta su un’altra cosa, in modo clamoroso e visibile. E’ molto singolare che gli uomini fingano di non aver visto e sentito niente, tranne gli spettacoli e i rumori ordinari del disordine bellico e politico”[2].
No che non è singolare; anzi, si spiega benissimo.
La chiave di volta della frase sta nell’aggettivo: visibile.
Si è infatti “aperta una porta” su d’una dimensione, che, in realtà, c’è sempre stata – nel corso di tutta la storia umana –, ma in modalità nascosta.
Quel ch’era nascosto è divenuto – finalmente – visibile.
Eccola qui la chiave di volta. Ma, poi, si è subito richiuso la porta. Ed ecco la seconda chiave di volta.
In quell’epoca, poteva esser diversamente?
Questa è una chiara ed evidente domanda retorica: non poteva esser diversamente, per molte ragioni, soprattutto il “clima” dell’epoca impediva tutto ciò. Non poteva esser diversamente, in quel tempo – in quel tempo … –; ma oggi? Ed ecco una “domandina” interessante …
Sia detto a chiare lettere: nulla si ripete uguale.
Vi son dei paralleli storici, ma niente si ripete.
Che dunque ritorni il nazismo – nelle forme “vintage” d’un tempo – è, semplicemente, impossibile.
Non ne discende, non ne discende affatto che delle altre, diverse come forma, eruzioni del “demoniaco” nella storia siano impossibili. Chiaro che qui – e solo qui – davvero la storia si ripete: nuovamente i nostri cari contemporanei, il caro “nostro” tempo – “caro” nel senso che costa sempre di più … – non ha la più pallida idea anche solo della lontana possibilità che cose del genere possano ripetersi, e, al massimo, si attende una sorta di riedizione: nulla di più lontano dal vero
Niente si ripete uguale, ma vi sono solo eventi che hanno dei paralleli.
Si attende, il “nostro” mondo, al massimo, una sorta di “replica” di Hitler: cosa del tutto impossibile.
Il demoniaco si ripresenterà nella storia, dunque, in quanto le circostanze, fra quegli anni ed i “nostri”, han davvero dei paralleli; ma in forme ben diverse.


Altro link interessante , su questo blog: cf.
Ed infine, un altro link su qualcun altro che ha seguito la pista delle orme, confuse nella foresta, dei “culti” vari, cf.





Andrea A. Ianniello








 



[1] “Abbiamo voluto, prendendo per argomento un aspetto della Germania hitleriana, indicare vagamente un indirizzo di ricerche valide per altri argomenti. Abbiamo tracciato fecce indicatrici sugli alberi alla nostra portata. Non pretendiamo di aver reso praticabile tutta la foresta”, L. Pauwels – J. Bergier, Il mattino dei maghi, Oscar Mondadori, Milano 1979 (la prima edizione tout court è però, sempre per Mondadori, ma non a collana Oscar, è del 1963), p. 258, corsivi miei. Quindi l’idea era di scriver degli “appunti per ricerche future”, senza nessuna idea né di completezza né di esaustività, e neppure di esattezza. E tant’è che Galli ha dovuto correggere molte volte quanto raccolto da Pauwels e Bergier, soltanto raccolto, e spesso malamente accatastato.
Tuttavia rimane lo stesso ben vero che, se questi non avessero iniziato la raccolta, nulla si sarebbe fatto, poi. Quindi: onore al merito. Onore al merito.
Spesse volte, infatti, capita che tipi marginali o “laterali, o “liminali”, vedano quel che gli studiosi paludati ed ufficiali non riescono neanche a concepire, pur magari standoci sopra col naso.
Ma pure questa non è affatto una novità, nella storia.
[2] Ivi, p. 294, corsivi miei.











3 commenti:

  1. Come disse il buon Marius Schneider: "Ritmo è la ripetizione dell'analogo e non del medesimo".

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