giovedì 1 marzo 2018

NB – UTILITÀ – link (su JEAN BAUDRILLARD)











“Jean Baudrillard, Michel Houellebecq” – 
losguardo.net – di René Capovin, cf.
Questo – interessante – link, appena citato, e che dà immediatamente accesso al link – cosa inusuale su ed in questo blog, e, da un certo momento in poi, riservata solo e soltanto ai post di questo blog, o di qualche altro (trascelto) blogger, a parte alcuni link youtube (ma solo in alcuni post iniziali[1]) – va posto in relazione al vecchio post su Houellebecq: cf.
Va – però – ben precisato che considerare Baudrillard “più di ‘destra’ che di ‘sinistra’” – come afferma un passo citato dall’autore del primo link (R. Capovin) –, ha il significato non tanto di ridurre la “distanza”, fra Houellebecq e Baudrillard, quanto l’ obliare, e questo è un errore, la natura profondamente “patafisica” dello stesso Baudrillard, applicare al quale l’ “etichetta” di “destra” o “sinistra” fa ridere, solo vuol dire di non aver capito il nocciolo. 
Vi è questo limite.
Ed è un limite non di poco conto.
Il che, a sua volta, non significa, per nulla, che lo stesso Baudrillard fosse “equidistante”: egli critica – duramente – tanto la “destra” quanto la “sinistra”, e però, è chiaro, più fortemente, duramente, radicalmente la “sinistra”, e questo è fuor di dubbio. Da un lato, Baudrillard viene dalla “sinistra”, non dalla “destra”, e questo pur conta.
E questo è un dato da non omettersi.
Ma vi è qualcosa in più, fuor di dubbio.
Questo rientra, infatti, nella crisi dell’illuminismo e del progetto di “socializzare la società”, che B. criticava; e tuttavia si ricordano certe affermazioni di Pasolini, molto dure, sugli intellettuali di sinistra e sul fatto che – lo scriveva già nella metà degli anni Settanta, nel 1975 per la precisione – avrebbero acquisito la mentalità dei “diritti”, funzionale ad una fase che, in quel tempo, era futura[2].
Il che non rende, però, Pasolini di “destra”.
Pure qui, di nuovo, vi è di più. E’, infatti, un semplice fatto, e non un’opinione, che la “destra” sia meglio “piazzata” verso la crisi – irreversibile – del progetto di “socializzare la società”, come lo chiamava B. Essa, in altri termini, è meglio piazzata nei confronti della crisi – irreversibile – del “progetto” illuministico. Questo è un semplice fatto, che dimostra – e all’ultimo stadio del processo, ma proprio all’ultimo (e manco questo tanti vogliono vederlo) – gli “sgradevoli” risultati delle sinistre cosiddette “di governo”, e non parliamo dei “residui” che vengono indicati con “estremisti”, o con altri nomi.
Eh no, qui si parla della sinistra “divina”, quella di governo, quella “moderata” – cosiddetta –, per cui tutti i “fan” delle più o meno famose “svolte”, del conformismo rispetto ai temi ed alle forme dominanti non riescono a realizzare, in alcun modo, come tanto più son “conformi” e tanto più perdono.
Per loro è impossibile comprenderlo ….




A seguire, dunque, qualche link su Jean Baudrillard, il “patafisico” della società:

“IJoBS” [“International Journal of Baudrillard Studies”] Volume 13, Number 1 (January 2016)
A Review of Steven Pinker: The Better Angels of our Nature: Why Violence has Declined (New York, Penguin, 2011).
Dr. Maximiliano E. Korstanje (University of Palermo, Argentina; CERS, University of Leeds UK)
http://www2.ubishops.ca/baudrillardstudies/vol-13_1/v13-1-brkorstanje.html

“IJoBS” Volume 13, Number 1 (January 2016)
“Jean Baudrillard:  L’étrange reception” (A review of Olivier Penot-Lacassagne, Back to Baudrillard. (Paris : CNRS, 2015)
Dr. Jérôme Duwa (Lycée Nevers, France).
http://www2.ubishops.ca/baudrillardstudies/vol-13_1/v13-1-brduwa.html

“IJoBS” Volume 13, Number 1 (January 2016)
“The (Beer) Consumer Society: Craft Beer Culture Through a Baudrillardian Lens”
Tyler Rollins (Doctoral Candidate, Media Studies, University of Colorado, USA)
http://www2.ubishops.ca/baudrillardstudies/vol-13_1/v13-1-rollins.html

“IJoBS” Volume 13, Number 1 (January 2016)
“Simulacra and Simulated Policing: Baudrillard and Criminology”
Mark McLennan (J.D.) (Graduate Studies, London School of Economics, England)
http://www2.ubishops.ca/baudrillardstudies/vol-13_1/v13-1-mclennan.html

“IJoBS” Volume 13, Number 1 (January 2016)
“Weber, Baudrillard, and the Simulated Essence of Bureaucracy” (molto interessante questo raffronto tra i due noti sociologi [nota mia])
Dr. Joseph Cunningham (Department of English, University of Cincinatti, USA)
http://www2.ubishops.ca/baudrillardstudies/vol-13_1/v13-1-cunningham.html


Non posso che, qui, terminar con un link su di un mio vecchio scritto del 2014 su J. B., cf.
https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48516;
e, lo stesso articolo,
https://ideeinoltre.blogspot.it/2014/05/andrea-ianniello-baudrillard-la.html.


E mi occorre – ivi quivi – anche citar un altro post, sebben sempre su codesto – “patafisico” – blog, cf.
Le “critiche” – pseudo radicali – di oggi, come dico in questo post il cui link è stato appena riportato, non sono neanche lontanamente paragonabili alla radicalità delle critiche dei decenni passati. Come si è potuto giungere ad una tale piattezza culturale? Ad una tale impasse?
Non si tratta di ripetere, ma di sottolineare delle differenze ben reali. Mi parrebbe davvero, in effetti, una questione non certo priva di effetti quella – duplice – qui sopra appena ricordata … occorre però sempre vedere se ci sono delle orecchie per poter ascoltare … E qui qualche dubbio è, senza dubbio, legittimo, più che legittimo.
Anche cf.
Le frasi all’inizio di questo post, appena citato, non posso che sottoscriverle, oggi come ieri, senz’alcun problema.   

Infine – last but first – sempre per ritornare a Baudrillard, un altro – vecchio – post, cf.





Andrea A. Ianniello








[1] Da un certo momento in poi, i link youtube vanno nei Commenti.
[2] Cf
https://ilreazionario.com/2016/05/20/chierici-del-nuovo-potere/.
[3] Anche interessante questo vecchio mio post, cf.





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