giovedì 8 marzo 2018

“MODERNI’S”











Naturalia signa muta pro modernis

Signa non loquent hominibus naturalia modernis

Hominibus avium signa non loquent modernis






















5 commenti:

  1. Hai notato qualcosa di anomalo negli uccelli?

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    1. Nei dì scorsi, in una breve pausa in queste acque perenni, molto “nettuniane”, sia detto “en passant”, Aroma, notavo la presenza di “Uccelli d’altri climi”, quel che, per E. Jünger – in “Al muro del tempo” (“An der Zeitmauer”), primo capitolo – è segno di cambiamento epocale. Di tal Jüngers buch tratto, sempre “en passant”, in Appendice a “Pietre che cantano, suoni e sculture nelle nostre chiese” (Vozza editore, 2007, 11 anni fa, ormai). Questo genere d’uccelli “d’altri climi” si sta diffondendo sempre più a Sud, noto.
      Or dunque, con sullo sfondo – stranamente senza nubi – il Vittoriano, la Torre delle Milizie, a sin. Villa Aldobradini (chiusa), due uccelli – ma “nostrani”, stavolta – si presentavano in una formazione apparentemente significativa. M’è venuto subitamente di pensar che gl’Antichi n’avrebbono [forma vetusta e desueta] tratto “signum”, siccome oggi non è affatto. Et tal segno era per tutti ed a tutti visto: gli occhi fan la differenza. Di qui ‘l detto di quivi su.
      Che dir … “It’s ‘Kali Yuga’”, baby” …

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    2. Esatte le tue considerazioni sul “Kali Yuga”, e sulla “resistenza ad oltranza”, sull’illusione, ma oh quanto diffusa!, che non esiste l’inverno là fuori! Vi è un punto, oltre il quale la resistenza diventa non soltanto inutile, ma dannosa, in quanto ciò che resiste non ha più alcuna capacità di “strobilare” una resistenza creativa. La “Fortezza Bastiani” è vuota. Già in lontananza, alla chetichella, si intravedono i “Tartari”, **ben diversi** da quelli attesi “storicamente” – e possiamo soltanto sorridere delle illusioni coltivate nel corso dei secoli – per ora soltanto avvisaglie. La Fortezza vien presa per stanchezza. Ormai è quasi vuota. Essa crede di avere una forza che, da tempo, più non ha.










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  2. A proposito di "Al muro del tempo", proprio ieri cercavo la mia copia che evidentemente ho perso nei traslochi. È incredibile quanto spesso accadano queste cose, ormai è la normalità ma riesco a stupirmene ogni volta.
    Già, molto spesso trovandomi al Vittoriano, pensando che fino a un secolo e mezzo fa c'era la torre dove gli aruspici tracciavano il templum e osservavano i "signa", mi è venuto da chiedermi: "Chissà che ci stanno comunicando gli uccelli in questo momento...", visto che in quell'area ce ne sono praticamente sempre.

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    1. Infatti quella zona è piena d’uccelli, alcuni, appunto, allogene. Vi si prendevano gli auspici, in altri tempi. Ho notato anch’io come spesso un piccolo particolare si opponga anche a cosa molto importanti, e in particolar modo nei “nostri” tempi. Anche questo significa qualcosa …
      Allora tutto ha un senso? In effetti, sì … Ma ciò non significa che il geroglifica della realtà sia facile da decifrarsi.




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