domenica 7 gennaio 2018

Ancora sul “CONSENSUS” – Terroristi E turisti –








Il nuovo pessimismo deriva dal fatto che le cose stanno andando sempre meglio[1].

“L’ Homo saecularis è inevitabilmente turista. Non soltanto
quando viaggia. Zapping e link formano una vasta
parte della sua vita mentale. Sono operazioni preesistenti,
che un giorno hanno assunto la configurazione
indicata da quei due termini. Bouvard e Pécuchet già
le praticavano, senza bisogno di ricorrere
ad alcun supporto tecnico”[2].





Nel legame, interessante, reale come “clima” di un’epoca, ovvio, non certo legame diretto, posto e proposto da R. Calasso nel libro appena citato qui sopra[3], va detta una cosa: in Italia non abbiam bisogno di terroristi, abbiamo  già i turisti[4].
La parte sul terrorismo – islamico – è interessante, ben fatta, con riferimenti anche ad Hasan-i Sabbah[5], era inevitabile diciamocelo …
“Quale appare in Joinville e altre cronache medievali, il Vecchio della Montagna [Shaykh al-Jabal] era una presenza conosciuta e favoleggiata, come il Prete Gianni. Si supponeva che il lettore sapesse chi era. Ma più di ogni altro fu chiaro a Nietzsche: ‘Allorché i Crociati cristiani si scontrarono con quell’invincibile ordine degli Assassini, quell’ordine di spiriti liberi par excellence, i cui gradi infimi vivevano in una obbedienza quale non fu mai raggiunta da alcun ordine monastico, ricevettero per qualche via anche una indicazione su quel simbolo e su quella parola d’ordine intagliata su legno, che era riservata unicamente ai gradi sommi, come loro secretum: “Nulla è vero, tutto è permesso” … Orbene, questa era libertà dello spirito, in tal modo veniva congelata la fede nella stessa verità … Ha mai uno spirito libero europeo, cristiano, saputo smarrirsi in questa proposizione e nelle sue labirintiche conseguenze?’”[6].  

Or proviamo, tuttavia, ad invertire i termini: non turisti e terroristi, ma terroristi e turisti.
Cosa significherebbe tutto ciò?
Cambierebbero le cose? Direi che non cambierebbe un bel niente: in tal caso, infatti, saremmo solo di fronte ad una “invariante” – come discesi in matematica –, ma un’invariante com’essa si sviluppa in ambito storico.

La domanda chiave, a questo punto giunti, sarebbe questa: visto che l’ordine degli addendi qui non cambia la relazione, allora questa centralità contemporanea di questa duplice figura del terrorismo senza volto e del turista senza volto, pur nella sua – apparente – contraddittorietà, intacca il consensus dato al System?
Questo mi pare il punto decisivo. Oppure, al contrario, lo rafforza, il consenso al System intendo?
Si osserva qui come non solo non si verifichi alcuna caduta del consenso, in seguito ad ambedue i fenomeni, quanto invece accade l’opposto: il turismo, dando a “tutti” – diciamo a tanti – l’ illusione di un mondo disponibile, “modellato” sui “suoi desideri” (i desideri di “ognuno”, della “media”), e il terrorismo, in particolare di matrice islamista, facendo sì che le “facilità” offerte dal System siano sempre più appetibili di un disordine globale, dove la vita del singolo – senza nome, Tizio Caio – viene messa in questione, magari nel qual mentre sta “esercitando” il suo “diritto” di turista, tutt’e due i phenomena, di fatto, rafforzano ed accrescono, quel consensus omnium del quale già il System godeva.
Del quale già il System godeva, si badi bene a questo specifico punto.
Tali fenomeni, dunque, non fanno che accrescere quel che già c’ è. Ma allora perché c’ è? Intendo il consenso.
Ed è così che questi due phenomena, del terrorismo e del turismo, in apparenza contrari ed opposti, nella realtà rafforzano inevitabilmente il consenso, pressoché totale, del quale oggi questo stato delle cose, questo System, gode sul pianeta Terra.

Quali son, dunque, le vere ragioni del consensus?  
Questo è “il” nodo. L’ unico vero nodo.
Il resto vien di conseguenza.
E si vede benissimo che è un nodo ben profondo … Il marxismo – il “comunismo” storico, non quello dei sogni – si è rotto la testa su questo punto, precisamente qui.
Il consenso c’ è.
Il consenso rimane.
Chi vuol – o amerebbe, vorrebbe, desidererebbe – cambiar questo stato delle cose, e per davvero, deve saper affrontare il fatto che non avrà il consenso.
Punto. Il resto è chiacchiera.
Occorre però sapere se, oltre a saper affrontare, possa poi poter affrontare “il fatto che non avrà il consenso”. In altre parole: potrà mai aver opportunità di farlo??
Beh questo nessunissima analisi potrà mai dimostrarlo.
Questo non si può sapere, per lo meno per mezzo di un sapere di natura “umana” – ma, si spera, di natura non “troppo umana” … –.

Andrea A. Ianniello





[1] J. Baudrillard, La sinistra divina, Feltrinelli, Milano 1986 (edizione originale Francia 1985), p. 69, corsivi miei: ricordiamoci che sono frasi della metà degli anni Ottanta del secolo scorso, quarant’anni fa, quarantatre per l’esattezza.
[2] R. Calasso, L’Innominabile attuale, Adelphi Edizioni, Milano 2017, p. 62, corsivi in originale. “Bouvard e Pécuchet” è il titolo di un romanzo incompiuto di Flaubert, cf.
https://it.wikipedia.org/wiki/Bouvard_e_P%C3%A9cuchet.
[4] “Se non viaggia per affari, e se non è un migrante, Homo secularis non può che esser classificato, ai passaggi di frontiera, come turista. E questo lo disturba. Ama guardare, e anche deprecare, i turisti. Non vorrebbe essere confuso con loro. I quest’imbarazzo si rivela, in Homo saecularis, un’oscura premonizione della proprio inconsistenza. Se non turista, infatti, che altro potrebbe essere? E turista è una categoria sovranazionale, planetaria, indifferenziata, come di fatto è Homo saecularis in genere. Ma allora quella definizione sottintende una comunità tropo grande, che sommerge ogni peculiarità. E per Homo saecularis, invece, l’ultimo rifugio è sentirsi qualcosa di speciale”, R. Calasso, L’Innominabile attuale, cit., p. 62, corsivi in originale. Diceva Adorno: “L’invidia degli dèi sopravvive agli dèi”, allo stesso modo l’invidia di un mondo con un senso sopravvive nell’ Homo saecularis, malgré lui mêmeNon vi è alcun “ultimo rifugio”, O Dear Homo Saecularis: Nooooo Shelter … As Nooo Reservation 
[5] Ivi, cit., pp. 17-18.  
[6] Ivi, cit., pp. 18-19, corsivi in originale. “ ‘Nulla è vero, tutto è permesso’: dove aveva letto Nietzsche questa frase fatale? Nella Geschichte der Assassinen di Hammer-Purgstall, opera congesta, avventurosa e preziosa, apparsa subito dopo il Congresso di Vienna [interessante sincronicità, nota mia] e unanimemente deprecata dagli islamologi successivi [interessante, idem]: ‘Che nulla è vero e tutto è permesso rimaneva il fondamento della dottrina segreta, che però veniva comunicata a pochissimi e nascosto sotto il velo della più rigorosa religiosità e devozione, che imbrigliando gli animi coi comandamenti postivi dell’Islam li teneva sotto il giogo della cieca obbedienza, tanto più in quanto la sottomissione terrena e l’autosacrificio venivano sanzionati con un premio e una glorificazione eterni”, ivi, p. 19, corsivi in originale.  


3 commenti:

  1. Il y a un video … de la Préhistoire …, comunque “poetico” **davvero**, pur nelle immagini d’epoca, “vintage” come dicesi oggi … **davvero** …:
    Fleetwood Mac – Albatross (rare extended version) By Chris Coco –
    https://www.youtube.com/watch?v=E2d2XqyF6ak

    Che dir d’altro … “Nothing is true. Everything is permitted”, cf.
    https://www.youtube.com/watch?v=fJ8rcTbEwgo,
    https://www.youtube.com/watch?v=baNlC5id7Mw.





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  2. E ricordo il volume - in cui si parla dei KÀFIRI - di F. MARAINI, “Ultimi pagani”, ormai di circa una ventina d’anni fa, come pure il libro di ID., “Parapàmiso”, altra epoca. Oggi i Kàfiri spesso si auto nominano “Nuri” (**non** nel senso napoletano del termine ....), e cioè “credenti”. Il “Kafiristàn” – sì quello de “L’uomo che volle esser re” di R. KIPLING – è oggi il “Nuristàn” ….
    Comunque consiglierei “Ultimi pagani” a tutti i “neopagani”, per capir bene.
    Rimangono - di quel libro - dei passi altamente significativi, dove Maraini (padre) usava il lessico longobardo (la “fara”, per esempio) per parlare dei Kàfiri, dove incontrano la “figlia di un re barbarico” (come la cosiddetta “Madonna longobarda” – ma **non** lo è - della cattedrale di Caserta vecchia), “figlia di un re barbarico” che NON DEGNA i viaggiatori del BENCHÉ MINIMO sguardo: questo doveva essere l’orgoglio della “stirpe” (“sippe” in germanico) dei nobili longobardi o goti, di cui qualche **ultima** debolissima eco si poteva vedere in qualche tardo Junker - **non sto dicendo** sia bene, sto dicendo solo **che era** - e di cui i nostri contemporanei non hanno la BENCHÉ MINIMA e PIÙ PALLIDA idea. Non sono nemmeno in grado di concepirlo.




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  3. La situazione nel “nostro” mondo ricorda il famoso detto di Jack Sparrow: “Tutto quello che temevamo di subire dal comunismo, che avremmo perso la nostra casa, i nostri risparmi, che saremmo stati costretti a lavorare per salari da fame, senza nessuna voce in capitolo all’interno del sistema - è diventato realtà col capitalismo”[1].

    [1] Fonte:
    http://lefrasichemipiacciono.blogspot.it/2013/04/jeff-sparrow-tutto-quello-che-temevamo.html (aprile 2015 la data del post).







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