lunedì 3 luglio 2017

Il Palio di ieri …






Il Palio di ieri – Palio della Madonna del Provenzano – è stato molto particolare, anche in relazione ad un vecchio post[1], non solo per il fatto che un cavallo, non aduso al chiasso e alla manifestazione (per vari motivi, che, qui, non interessano affatto), rifiutando di entrare nel circuito, ha fatto sì che la “Hontradha”, da esso cavallo rappresentata, non potesse partecipare (il Palio in 9, non in 10, però, è ancora valido, per regolamento), ma per i tempi eccezionalmente lunghi.
Il Palio è stato corso letteralmente in extremis. E cioè, proprio al limite delle possibilità, in quanto, facendosi buio, il Palio non può corrersi: vi era, tuttavia, uno scampolo di luce ancora …

Tutto ciò mi è p-arso chiara imago della nostra pre-sente situazione attuale …
Siamo esattamente al limite: tante forze hanno spinto le cose[2] perché vi fossero “succhioni”, delle “deviazioni” (come la Terza Guerra Mondiale “a pezzi”, che, però, stan finendo Ora. Dunque si tornerà, mercè anche una serie di passaggi zodiacali – di cui s’è accennato in qualche Commento a qualche precedente post -, al “nodo” decisivo, con una scelta, secca stavolta: o continuare con l’ “infiltrazione”[3], cominciata nel 2012, oppure ad una serie di eventi che porranno termine allo stato attuale.

Andrea A. Ianniello








[1] Cf. http://associazione-federicoii.blogspot.it/2016/01/il-cavallo-di-rincorsa.html.
[2] Cf. C. Palermo, Il quarto livello: 11 settembre 2001, ultimo atto? Dalla rete nera del crimine alla guerra santa di Osama bin Laden, Editori Riuniti, Roma 2002. Vi sarebbe molto da dire su tale libro, sulle sue, interessanti, ipotesi sull’attentato a Giovanni Paolo II oppure su Ustica (vi è citato pure T. Paterson, ivi, pp. 149-150, pronipote di P. Fawcett, al quale ultimo è stato dedicato il recente film “Civiltà Perduta” (in inglese: “The Lost City of ‘Z’”, 2016), film che ripercorre, piuttosto correttamente, la vita dell’esploratore inglese, dal qual film si ricorda la suggestiva parte finale, con un’efficace colonna sonora: cf. “Christopher Spelman - The Final Journey (‘The Lost City of “Z”’) -”,
https://www.youtube.com/watch?v=1-J8TZJUTi4; ricordo d’aver visto un’ultima foto di T. Paterson prima della sua fine, dodici anni fa (2005), se non ricordo male: aveva un’espressione particolare, qualunque cosa stesse cercando, gli auguro di averla trovata, su di lui cf. http://edmundkiss-zama.blogspot.it/2009/03/intervista-timothy-paterson-pronipote.html). Ma  tutto questo ci porterebbe molto lontano; troppo lontano. Voglio qui, per i “piccoli” fini di questo blog e per quelli – ancor più “piccoli” – di questo post, ricordare soltanto un punto, dal libro di Palermo.
Quest’ultimo ripercorre molte mosse del e nel “sottobosco” dell’ “occulto”, lato sensu inteso, e i legami con Gheddafi, che comunque aveva legami con tal mondo (C. Palermo, Il quarto livello: 11 settembre 2001, ultimo atto?, cit., p. 61-166). Allora, che cos’è successo nel frattempo? Che cos’è cambiato che ha fatto sì che Gheddafi fosse defenestrato? Deve esser successo qualcosa – in quel mondo – che ha fatto sì che cambiassero quegli squilibrati equilibri che han retto il mondo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale – e, tra le righe, se n’è detto più di qualcosa, sul presente blog -. Questo è decisivo.
La copertina del libro di Palermo, le cui specifiche sono state citate qui su, ma le ripetiamo, C. Palermo, Il quarto livello: 11 settembre 2001, ultimo atto? Dalla rete nera del crimine alla guerra santa di Osama bin Laden, Editori Riuniti, Roma 2002:

Voglio far notare come la prima decade del XXI secolo sia stata una fase di sparizioni importanti, afferenti al lato “nascosto” della vita (citerei anche Satprem, scomparso nel 2007, dieci anni fa), seguita da un’altra serie di sparizioni – sempre afferenti al detto “lato” della vita … - in questo secondo decennio, citerei la scomparsa di M. Capuzzo Dolcetta questo presente anno.
Come fu predetto, illo tempore, chi rimarrà, dovrà fronteggiare il Male da solo, solo col poco che gli rimarrà in mano …
[3] Cf. Puntozero powered by Nexus, n.3, vol. 1, 2012, pp. 8-9, dove si parlava di “Dimissioni di massa, inchieste e arresti ai vertici delle banche del mondo”, fatto poi che, però, cominciò ad assestarsi con il 2013, per poi rallentare molto. Se ne deve dedurre che questa “sostituzione al vertex” non sia stata terminata, bloccata dall’emergenza di tante molteplici depistanti emergenze. Si dovrà però giungere ad una sorta di redde rationem, dove o la “sostituzione” riprenderà, completandosi, oppure si riproporranno dei “limiti strutturali” dell’ economia mondo. Le possibilità di “riaggiustamento” tuttavia, nel frattempo, si saranno molto diminuite, a causa del fatto che le Banche centrali hanno impiegato – nel frattempo, per l’appunto – molte munizioni.  













19 commenti:


  1. AGGIUNTA: Su Fawcett, cf. T. PATERSON, “Un’avventura archeologica di P. H. Fawcett” 2.a puntata, in “Mondo Archeologico”, N. 8, ottobre 1976, pp. 33-38. Questo stesso numero ha, sulla copertina, un’immagina della fortezza di Aypate, proprio in quel momento scoperta in Ecuador, una fortezza dimenticata degli Incas.

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  2. Pensiamo solo se gli accordi internazionali fossero stati un po’ più forti, anche se “meglio tardi che mai”, dice il detto, e la sconfitta di Daèsh a Mòsul fosse avvenuta un anno fa ... a volte, un anno può decidere della manifestazione di uno scenario storico piuttosto di un altro ...




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  3. Alla fine, prove di “Grosse Coalition”, e limitate al solo Medio Oriente, che però è centrale le han fatte ...

    Dopo si torna alla “transizione interrotta” del 2012 ...
    fermatasi nel 2013 e 2014.

    E si vedrà se ci vuole ancora un po’ di “metodo Kalì” ... probabilmente sì, ancora un po’ ce ne (= cene) vuole ...
    Non appena termina la crisi, blam!!, si torna indietro, ad abitudini ormai incrostatesi, ed irremovibili, una sorta di “seconda natura” della e nella modernità tarda.






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  4. Come mai nulla cambiasse, la ruota gira così veloce, così vorticosa, che pare ferma ....

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  5. Come ritornano certe date: la Mére muore nel 1973, ricordato nel periodo della morte di Rockefeller come anno di "riaggiustamento" sistemico per permettergli di durare ancora; e nel 2007 muore Satprem e accade quel che ben sappiamo.
    Ora non carico tutto il merito sulla figura di Satprem, ma pare proprio che basta un piccolo numero, ma qualitativamente di moltissimo superiore, per "rispondere" alle forse avverse che paiono invalicabili.

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  6. Infatti certe “date” si rincorrono, s’implicano fra loro … Consideriamo però che la “perdita”, dal “nostro” lato, non si è fermata da diec’anni a questa parte, nel senso che il numero di coloro i quali su cui poter contare - **concretamente** - è assai diminuito … Certo quel che dici è vero: basta il “piccolo numero”, peraltro ricordato nella “Bibbia”, credo “Ezechiele”, fra gli altri, ma due osservazioni:
    1) ricordiamoci che le persone da te ricordate erano in **esistenza corporea**, e non meramente esistenti: voglio dire che, per poter **effettivamente** concretamente aver un effetto che non sia un mero “influsso **indiretto**” bisogna che vi sia l’esistenza corporea: come ho appena detto, oggi **su chi** contare?, visto che son rimasti sì pochissimi?;
    2) l’idea del “piccolo numero”, di Satprem come di altri ricorda l’idea di “avanguardia” novecentesca, nel silenzio totale, nell’indifferenza, comunque agire: ma questo punto si dovrà ritornare, qualche breve considerazione qui sotto.

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  7. Consideriamo poi recenti scomparse, delle quali, su di un piano minore (di “storico” e non di chi possa “effettivamente” intervenire sulle cose), quella di M. Capuzzo Dolcetta. Vero è che, come diceva Incànus, “il Novecento ha ricevuto molto, ma ne ha fatto poco”; e tuttavia, tuttavia quest’idea, **pratica** ed effettuale, di Satprem ricorda “l’avanguardia” novecentesca, **sia in arte sia in politica**, avanguardia spesso nietzscheanamente “impolitica” per quanto fosse molto spesso politicamente super schierata. Che cosa “Ora”? “Che fare” Ora, che anche questa via si è dimostrata chiusa? Tu sei “all’avanguardia” di un qualcosa che comunque segue: e se non segue più nessuno? Che fai? Questa è la “nostra” VERA CRISI, ecco che, quel che noi abbiamo di fronte, nessuno ma ce l’ha avuto, in tutta la storia. Ed ecco il famoso passo del Vangelo: ‘perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. **E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que’ giorni saranno abbreviati**. Allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccolo là”, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti’ (“Mt”., 24, 21-24). Occorre “abbreviare i giorni” sennò non rimarrà nessuno, nessuno, nessuno. Quei tre “Nessuno” dei tre templari … Dobbiamo infatti “dirci la verità”, sulla via in cui siamo, cioè, si avvicina quel momento del quale si dice nella nota del post qui sopra: “Come fu predetto, ‘illo tempore’, chi rimarrà, dovrà fronteggiare il Male da solo, solo col poco che gli rimarrà in mano … ”.




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    1. Il “rischio”, nella “nostra” cosiddetta “civiltà del rischio” – o **inciviltà** del rischio … – o **viltà** del “rischio”, che dir si voglia, è andare indefinitamente alla deriva (il che ricorda Brian Eno “Spirits Drifting”,
      https://www.youtube.com/watch?v=41vX1pHP_3Q ...), è quello di finire come la nave di “Moby Dick”, la Essex, che, affondando, lascia solo delle zattere disperse nel vasto Mar del Kosmos (cf. Twelve Titans Music - Strike The Sky (“In The Heart of The Sea - Final Trailer” Music),
      https://www.youtube.com/watch?v=k9-Ojwp-als).
      Ma in realtà tutto, dico TUTTO, nell’insegnamento **DAVVERO** “iniziatico”, è contrario a questo: non ci si butta mai nel Mar Sottile … eppure questo è il destino cui così, sarà impossibile sfuggire … almeno i marinari della Essex, per quanti ignoranti, si **rendevano conto** di ciò che era loro successo, e, cosa non secondaria, per quanto manchevole fosse la loro “idea di Dio”, credevano che “un dio” fosse responsabile di quel che loro era successo, e lo pregarono di salvarli … e qualcuno, alla fin fine, tornò vivo.
      Ma oggi? Oggi che anche il “piccolo numero” vacilla o non è sufficiente, per cui nemmeno ? Fermo restando che **occorre** acquisire **consapevolezza** di quei “NODI”, di quei “PASSAGGI” sostanziali che ci han portato qui dove siamo, e che tale consapevolezza **non è** che valga zero, vale molto, ma poi – a riguardo del “CHE FARE” -, a mente fredda, in realtà rimane una ed una sola mossa: “E **se quei giorni non fossero abbreviati**, **nessuno** si salverebbe; ma, a causa degli ‘eletti’, quei giorni saranno abbreviati”.




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  8. Avevo notato, a livello individuale, che ogni grossa crisi che poi ha portato a una nuova visuale è stata frutto come di una "pressione dall'Alto" potremmo dire: non solo lo sblocco della situazione, ma già la crisi, l'aumento di difficoltà, erano causa di questa pressione.
    Più o meno consciamente mi chiedevo se ciò valesse anche a livello collettivo, e la risposta è evidentemente sì; poi ieri, ascoltando delle registrazioni di una lettura de "La mutazione della morte" di Satprem, Mère dice proprio questa cosa.

    A questo punto non c'è che da implorare come i marinai della Essex, ben consci che il prezzo da pagare è molto alto, e cioò che tutto verrà trasformato completamente, nulla sarà più come prima, né se stessi né il mondo. Anzi forse non cis arà neanche più un se stessi cui appellarsi.

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  9. Ed è così, vi è una “pressione dell’Alto” evidente, ma il punto è la **non risposta** ...
    Se premi, questi impazziscono, se stai fermo per farli “digerire”, subito, immediatamente, si chiudono ...
    Il “metodo Kalì”, lo chiamava Mère, brutto, sgradevole, soprattutto **eccessivamente** dispendioso, eppure a volte davvero quello che unicamente si può prendere, e di fatto, **non** in teoria, qui di teorico ci sta proprio zero!!

    Solo dopo questa lunga crisi ci si può render conto quanto il “tradizionalismo” sia una trappola, quanto inutile davvero sia, quando, invece, ci sta bisogno vero di richiamare la Fonte, il “Si” dolce, come i marinai dell’Essex: ma quelli seppero, e non a parole, ma sulla propria pelle, nella propria vita, che non c’era più altra via ...

    Quindi si arriverà lì, a quel punto lì ...

    Intanto però le cose vanno semrpe peggio.





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    1. Considera un altro fatto poi, e non fra quelli di minore importanza: che Mère poteva però agire **perché la modernità era divisa al suo interno**, e non solo a causa dei nazionalismi aggressivi dei fascismi e del nazismo - **i** fascismi, ma **il** nazismo: checché vogliano “dimostrare” ripubblicando A. Rosenberg, cadono sempre sullo stesso punto: e cioè perché mai ci sia stato Hitler, dove mai un “onesto” conservatorismo reazionario e aggressivamente nazionalista trovi posto per andare sulle nevi alla ricerca della “patria originaria”, tenti di annientare gli ebrei **tutti**, vada nell’America meridionale alla ricerca dell’Atlantide: un serio nazionalista non ha proprio alcun posto per simili sogni; tant’è che un conservatore dell’ala destra, come W. Churchill, sempre anticomunista, ed ammiratore di Mussolini, non dimentichiamocene, vedeva in Hitler un nemico assoluto, quindi l’aggressivo nazionalismo non basta nello spiegare Hitler e chi vi si richiama per difendere il nazionalismo aggressivo e “sovranista”, come dicesi oggi, sbaglia e **di grosso** -. La modernità era divisa per causa del “comunismo”, che, poi, alla fin fine, fece anch’esso da cassa di risonanza per le perenni ambizioni russe, “risorte” perfettamente senza comunismo con Putin, che ha solo moderato quel che voleva fare Zhirinovskij (cf.
      http://associazione-federicoii.blogspot.it/2014/07/un-reminder-vecchio-articolo-di-undici.html).
      Questo fatto è senz’altro vero, ma è un altro discorso.
      Quel che conta è che ci fossero due modelli di modernità, dunque uno spazio di manovra. Uno spazio oggettivo, non soggettivo, come ce ne sono stati tanti dopo, chiaramente **tutti** fallimentari: son solo **soggettivi**, e cioè delle proiezioni di “desiderata” di vario genere o natura o tipo.

      Questo ha fatto sì che **vi fosse spazio sufficiente** per poter **concretamente** agire. Ma noi non siamo più in questa situazione, ed ormai da decenni!!
      Questo è un punto tanto poco sottolineato quanto decisivo.


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    2. La modernità inizia come **una**, da un lato la modernizzazione e dall’altro la restaurazione o la reazione, che dir si voglia. Poi, dopo la Rivoluzione russa – della quale ricorre quest’anno il centenario – essa si frange in due tronconi; poi si ha un terzo troncone dei fascismi, dal quale “strobila” un “corno che dice grandi cose”, ed è **il** nazismo, che è uno e uno rimane perché trattasi di “hitlerismo”; infine ritorna in due tronconi per un cinquantennio circa: infine, torna **una**, la modernità torna **una** sola. E cioè com’era all’inizio alla fine del XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo. Voglio dire che, dopo la “ristrutturazione” della fine degli anni Settanta e dell’inizio degli Ottanta, la modernità torna “una” e difatti il cosiddetto “comunismo” crolla come **sistema** preteso “alternativo” della gestione dell’economia che, a sua volta, contiene l’ **anti**-metafisica caratteristica della modernità stessa (a tal proposito, della “riunificazione” della modernità nella sua forma “tarda”, ma **universale** alias “globale”, cf.
      http://associazione-federicoii.blogspot.it/2015/03/quinto-potere-frasi-da-wikiquote.html).
      Ed oggi, come conseguenza di quella “ristrutturazione”, **non vi è più spazio**, se non “virtuale”, vale a dire spazio dove sfogare i propri risentimenti o proiettare i propri “desiderata” ognuno separato = nessun risultato sulla concreta catena degli eventi. Questi ultimi sono blindati.

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  10. Come si è detto, l’unica cosa “da farsi” è affrettare i tempi, o questo distrugge tutto, infatti per questo scopo è stato pensato. Una civiltà può perdurare a se stessa indefinitamente, un andamento storico può perdurare a se stesso indefinitamente, pur essendo ambedue già spariti come forze **interiori** vive: occorre comprender bene questo preciso punto qui.
    Il resto viene di conseguenza.

    In ogni caso: viviamo una situazione **oscena**, nel senso **antico** del termine = di cattivo augurio, di malaugurio, e l’augurio era il volo degli uccelli che dava indicazioni sull’esito di una particolare impresa, rimasto nel “fare gli auguri” che vuol dire parole di circostanza favorevoli. Insomma, uccelli di “malaugurio” svolazzano dappertutto, per di più depositando tanto guano …

    http://www.superzeko.net/doc_incanus/IncanusVecchieRecensioniDiGuenonSulComplottismo.pdf




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  11. Che han fatto Mère, in misura minore Satprem?? **Impedire** che le forze avverse si assicurassero un “kappaò tecnico alla seconda ripresa”; ma tieni conto, poi, che (come dicesi “en passant” ivi quivi, cf.
    https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2017/07/09/sulla-prima-guerra-mondiale-rivisto/, questa “terza volta” non vi è possibilità di “fermare” quel che le altre due, soprattutto la Seconda – che oggi si riconosce essere un solo episodio in due tempi -, fu fermato. Oggi è un nuovo episodio.

    Insomma mentre prima occorreva “rallentare” il ritmo, perché le forze avverse non si assicurassero un rapido successo troppo presto, al contrario nei “nostri” sublimi tempacci occorre invece accorciare il tempo dell’ “emersione”. Quel che non “emerge”, infatti, non puoi toglierlo di mezzo, non puoi separarlo, e finché “starà dentro” non vi è modo di curare questa malattia così profonda. E cioè, che sta nelle radici.

    Il 15 – finalmente … - ha piovuto, un buon giorno (tanto caldo in un periodo che, per la calma estrema delle “macchie solari”, dovrebbe al contrario esser fresco … non è strano?? …). Dunque una frase può aiutare a capire: “ ‘… Lo sai perché tuo padre mette a bagno il lino nella fossa?’
    ‘Non me l’ha detto: sarà per lavarlo’.
    ‘Non sai che, per renderlo puro, bisogna che marcisca tutto quanto può marcire? Che per farne un filo **resistente** bisogna prima **distruggere** ciò che in seguito potrebbe corromperlo? Certo, al momento giusto bisogna salvare la fibra: e allora si lascia al Sole il compito di bruciare le impurità’.
    ‘Come mai è così bello dopo essere stato tanto strapazzato?’
    ‘Nulla di ciò che è puro è stato intaccato; non si può rinnovare nulla che non sia stato preventivamente sottoposto alla distruzione di ciò che si può corrompere’.
    ‘Non mi è facile capirlo’”, I. SCHWALLER DE LUBICZ, “(HERBAK) CECIO”, L’Ottava Edizioni, Milano 1985, p. 57. Il “Sole” è “il raddrizzamento finale” (Guénon) o “l’intervento salvifico finale che trasforma”, per usare una serie di parole simili a quelle da te usate. Ovviamente stiam parlando delle **stesse cose**, viste da delle differenti angolazioni. Quel che “corrompe” sono le “forze avverse”, che, però, vengono eliminate se e solo se si manifestino, insomma: debbono venir fuori, sennò non le vinci, nella “dimensione d’ombra” sono padrone, infatti. Il principio organizzativo borghese è **inferiore**, le forze che gli han dato dominio sapevano che avrebbe portato al disastro, in un modo o nell’altro, poco importano le modalità (cf.
    http://associazione-federicoii.blogspot.it/2017/07/attila-la-grande-paura-la-caduta-senza.html, nota n°6). Ma **perché** le forze avverse che prendono potere, che finalmente vengono fuori, falliscono e non possono che fallire? Perché sono **incapaci** di ordinare la Terra: ecco il loro punto debole. **Pretendono** di poter farlo, ma ne sono del tutto, “metafisicamente”, incapaci. Esprimendosi, dunque, non possono che fallire. Certo, è una crisi terribile, che succede a tutta una serie di crisi, ma non vi è altro da fare. Ma: “Non mi è facile capirlo” … (Certo per error di battitura, l’aveo, deh, scritto “Ceto” = la “Balena” > le “Bâtn al-Hüt” …)

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  12. Tu te stai a preoccupa’, ma lassa sta, nun te preoccupa’ …, mo’ “laggente” va in vacanza, “il cielo è sempre più bbbblu”, … ma che te stai a preoccupa’ …
    In una parola: il consenso … dunque, è un modello. Dio ce ne cocktail, cocktail di scampi = Dio ce ne scampi, il modello è sempre stato questo, certo, vi era l’idea dell’ “avanguardia”, ma poi “le mass” non seguono … eh no … non seguono … .






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  13. Di più, via, che con il “Patto” fra l’ex candidato “in vitro” Macron e il neopopulista Trump si conferma quella vetusta “profezia” di R. Guénon sul fatto che, il R.d.A., sarebbe iniziato da “Tzarfat” …








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  14. Altro punto, e non dei minori: come la relazione fra Mosè e il Faraone, di solito identificato – ma storicamente non funziona – con Ramses II, potrebbe però essere uno dei Ramessidi: le famose “piaghe d’Egitto”, che vengono proprio al problema da te posto. **Nonostante** Dio “percuotesse” l’Egitto – in linguaggio monoteistico – con le “piaghe”, come oggi “percuote” (sempre nello stesso linguaggio) il mondo – ed oggi abbiamo davvero “l’embaras de richesse” quanto a disastri, ce n’è per **tutti** i gusti, letteralmente … –, nonostante ciò, il Faraone non si convinceva a lasciare che gli Ebrei lasciassero il simbolico e real Egitto e passassero il real e simbolico “Mar Rosso” (e non m’arrosso): perché, ci si potrebbe chiedere. Perché il Faraone **non vedeva** alcuna relazione “causale” (**non** casuale) delle “piaghe” famose con il suo comportamento. Ed oggi non accade diversamente: riempiamo la Terra di disastri per cercare di “risvegliare” l’umanità, qualcuno lo farà, ma sempre troppo pochi per la bisogna, e dunque “non sufficiunt” pure tutte le catastrofi del mondo, in quanto il problema è di **causalità**. Una volta che l’agire umano sia staccato da qualsivoglia “istanza” superiore, **comunque** intesa, una volta che l’agire umano diventi autoreferenziale (= umano > umano > umano > umano > …), **qualunque cosa succeda** non intaccherà quest’assunto iniziale. “CHE FARE”, dunque: occorre attaccare l’assunto iniziale, a tal momento, ecco che i “disastri” ridiventano “significativi”, mentre ora son sempre attribuiti a qualche debolezza del “system tecnico”, sistema che, dunque, occorre rafforzare perché fronteggi queste due “défaillance”; e, se vedi bene, la reazione è **esattamente** la stessa in politica, eventualmente tornando ad una fase precedente, che poi è lo stesso che si fa sui computer una volta che qualche nuovo programma, per un qualche motivo **non** facendo “girar” bene il system (magari perché il computer è vecchiotto o il nuovo programma occupa troppo spazio), deve essere rimosso; la cosa più pratica, quando non sai bene che cosa sia che non va – = Oggi!! –, ti conviene andare nelle specifiche di system e tornare ad una fase precedente, salvata sul computer. Se noti bene, questo è praticamente ciò che stan tentando di fare: bisogna però vedere se tale “fase precedente” sia stata”salvata” da qualche parte: qui ho i miei dubbi … Per cui credo che non ce la faranno molto bene … Ma ci provano.
    Tornando a noi, l’accrescere la “consapevolezza” a riguardo di “certi” punti “nevralgici” è, a mio avviso, l’unica cosa seria e proficua che si possa “fare” oggi.




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  15. Dunque che cosa “deve” – o dovrebbe – “fare” il “piccolo resto” … ne abbiam già parlato: deve **liberamente** rinunciare alla sua libertà, comprendendo – “al di là di ogni ragionevole dubbio” – che, con la sua Ragione, per quanto “illuminata” essa sia, **non potrà mai** risolvere i “nodi” creati dall’espandersi della modernità, ormai divenuta una tecnica del tutto incontrollabile.

    Attenzione che quest’ammissione non deve essere né retorica né isterica, ma un lucido “appendere lo scudo all’Albero” a “quell’” Albero “lì”, ridando indietro la “sovranità”, ormai “sequestrata” da forze “infraumane”, a Chi n’è il legittimo Possessore, ponendo così termine al “gigante” della struttura dei governi umani, che si “separò” a partire – “symboliciter” – non a caso, da Babylonia …

    Questo **non** fermerà “ipso facto” la “Rota” che si va squadrando, questo non eliminerà il “confronto” che ormai è “in nuce” – anzi, lo renderà più vicino, ed è **un bene** nell’attuale situazione **reale**, non quella **sognata** da tanti –, ma farà sì che **possa** finalmente intervenire “anche” un “Altro” Fattore … cosa indispensabile, perdurando l’assoluta **debolezza** di ciò che è “tradizionale” nel senso di Guénon …




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    1. E ci si ferma quivi, mi pare di aver detto sin troppo, ... La situazione, in realtà, è chara, ma “per chi ha occhi per vederlo” ...

      Il problema è negli occhi, non nelle cose viste.


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