sabato 24 giugno 2017

Roma ermetica 4, Copertina del libro P. Bornia








P. Bornia, La Porta Magica di Roma. Studio storico, Phoenix, Genova 1983, Reprint: lo studio porta la firma di P. Bornia, con la data in calce del 1 gennaio 1915


“Pochissimi sono in Europa, i monumenti alchemici: due si trovano in Francia, uno nella Svizzera e uno in Italia. A Parigi vi sono la chiesa di Notre Dame e la Sainte Chapelle. La prima è il piedritto del portale di Sant’Anna, alla destra della facciata, adorno d’un altorilievo rappresentante San Marcello che, col pastorale, colpisce il drago; e i loggiati adornati di chimere marmoree. Nella seconda la lunetta del portale presenta ai lati del Redentore e della Vergine due angeli in strane pose. Tutte le suddette figure hanno, per chi sappia profondamente osservare, un significato esoterico (1). Lo svizzero sig. H. H. Pfau possiede una stufa di maiolica, fabbricata nel 1702, che è ornata di sedici medaglioni, rappresentanti il processo ermetico. Fu da lui esposta, nel 1896, nel Museo di Arti e Mestieri di Wintethour [sic]. In Italia unico monumento del genere è la porta magica di Roma, che più esattamente dovrebbe essere chiamata ermetica” (P. Bornia, cit., cap. II, mancano i numeri delle pp., corsivi in originale).

La nota (1) dice: “Qualcuno ritiene che anche le gargolle [i gargoyle] della terrazza e i segni de’ quali è ricoperta interamente la tour Saint-Jacques di Parigi, abbiano significato alchimico” (ivi, corsivi in originale). 














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